Da qualche settimana il partito “Sparaletame” ha cambiato registro. Dopo aver abbondantemente lavorato per il disfattismo, insultato, minato il lavoro di Sogliano e Zanetti, solo per partito preso, solo per dimostrare che avevano ragione loro, ora messi alle strette dai risultati, dalle nove vittorie, dai trenta punti raggiunti dal Verona, hanno pure la faccia tosta di dire che è merito loro. Fate posto sul carro che stiamo arrivando. Sarebbe merito loro se il Verona ora prende meno gol, se la squadra è finalmente una squadra, se Zanetti sta facendo l’ennesimo miracolo. Le capriole dialettiche si sprecano. Credo siano gli stessi che insultavano Juric con epiteti razzisti quando arrivò a Verona, tranne poi rimpiangerlo. Gli stessi che a dicembre 2023 chiedevano la testa di Baroni. Sarebbe bene parlare meno possibile di queste persone per non dare loro troppo peso, troppa importanza. Il problema è che questi disfattisti, nel momento in cui le cose non andavano bene, invece di aiutare, picconavano, creavano malumore, aumentavano i problemi, il disfattistismo appunto. Altrochè “Volemoghe ben al Verona”.
Zanetti, lo ripeto, ha compiuto un miracolo. Già oggi, già in questo momento, sebbene ancora manchi la virgola finale, tutta da conquistare. Con tutte le difficoltà affrontate, con il budget più basso della serie A (vorrà pur dire qualcosa, per dio!), con gli infortuni negli uomini chiave, avere trenta punti è un miracolo. Certo, ci sono state imbarcate tremende, due con l’Atalanta, una con l’Inter, una con l’Empoli. Ma in mezzo anche tante vittorie. Tantissime. Vittorie che hanno fatto la differenza, che hanno permesso al piccolo Verona di non essere mai in zona retrocessione, se non una volta, peraltro in compagnia del Como del celebratissimo Fabregas, quello che ha speso 60 milioni di euro al mercato mentre la Setti/Presidio vendeva il proprio gioiellino, una giovane scoperta del 2004 che proprio Zanetti aveva, tra l’altro lanciato e valorizzato.
Nel frattempo, come fa un bravo allenatore, Zanetti ha lavorato. Ha cambiato, limato, messo a posto. Si è evoluto. E non perché, statene certi, lo hanno detto gli “sparaletame” che ora vogliono avere comunque ragione, non vergognandosi nemmeno un po’. Sarebbe molto più semplice e dignitoso chiedere umilmente scusa a Zanetti. E zittirsi per un bel po’.
Perché si fa così nel calcio. Perché fanno così i ds bravi e seri. Scelgono un allenatore, lo sposano, lo difendono con coerenza, lo aiutano e magari anche lo pungolano, lo spronano. C’è invece chi fa firmare un rinnovo e qualche settimana dopo esonera. Così si lava la coscienza davanti alla piazza, ai tifosi, alla gente, alla pubblica opinione e magari anche davanti al partito degli “Sparaletame”. E se poi va male: beh ci abbiamo provato… Prendersi responsabilità, scegliere è rischioso, è da uomini. Veri. Meno male che abbiamo Sogliano.
Ultimo pensiero: c’è chi ha voluto anche quest’anno tanto bene al Verona. E sono stati quei “butei” che si sono sobbarcati migliaia di chilometri, ovunque e comunque. Che come Sogliano e Zanetti hanno fatto i fatti e non le chiacchiere. Che erano al freddo di Venezia, a Napoli, a Roma, a Lecce. Che urlavano “l’è gol, l’è gol, l’è gol” a Udine quando Duda stava per calciare la punizione. Nel calcio del 2025, di Dazn, delle partite alle 18.30 del lunedì, a loro modo degli eroi. La salvezza, quando arriverà, la dedicherei a questi tifosi veri.