05
gen 2020
AUTORE Mariobasket
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Sport

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ASPETTANDO I PLAYOFF

“Houston abbiamo avuto un problema” (Jack Swigert, pilota modulo di comando Apollo 13 – aprile 1970)

La mia squadra Under 13 nell’ultima partita dell’anno ha fatto 3/11 ai liberi ed il coach si lamentava, nonostante la vittoria. Questo per dire che con 3/15 dalla lunetta è impresa assai improba vincere in casa della capolista, per di più imbattuta. La Tezenis è al quarto k.o. di fila e nelle ultime sette partite ha vinto solo una volta.
Punto secondo: se sbagli 10 liberi di fila, ad ogni errore devi ricominciare a giocare con la bava alla bocca e non con la testa bassa, in preda alla depressione.
Punto terzo: se l’americano lo fa uno che, suo malgrado, sta per andare sotto i ferri e da settimane gioca imbottito di antidolorifici è opportuno farsi qualche domanda.
Punto quarto (e prima domanda): la squadra e la società sono entrate in un tunnel e faticano a trovare la luce? Insomma, si ha la piena percezione di quello che sta succedendo e delle soluzioni possibili?
Punto quinto (e seconda domanda): è necessario intervenire con urgenza sul mercato, magari a costo di cambiare assetto alla squadra?
Punto sesto (e terza domanda): siamo sicuri che sia solo un problema mentale?
Penultimo punto: Ravenna ha ipotecato il primo posto. Da inguaribile ottimista dico che se la Tezenis ha mancato di poco il colpaccio in casa della capolista, potrebbe capitare nei playoff. Perché il fattore campo conta fino ad un certo punto.
Ultimo punto: però ai playoff bisogna arrivarci.

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14 risposte a “ASPETTANDO I PLAYOFF”

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  1. Daniele C. scrive:

    Anche nella partita di ieri contro Orzinuovi si è assistito ad un trend poco incoraggiante: da un vantaggio consistente superiore ai 12 punti, nel giro di 7-8 min tra la fine del 3° e l’inizio del 4° siamo andati sotto di 6. Poi ieri con un po’ di esperienza, con i nervi, con maggiore precisione dalla linea della carità e un po’ di non disprezzabile fortuna, l’abbiamo portata a casa,contro l’ultima in classifica (doveroso segnalarlo..)
    La mia opinione è che il coach Diana stia tentando di far giocare una pallacanestro di maggior collettivo più adeguata ai valori di squadra (anche perchè fenomeni non ne abbiamo) ma questo gioco, che nel primo e a tratti nel secondo e terzo quarto si è visto, è molto dispendioso dal punto di vista fisico perchè per far girare la palla velocemente con più passaggi e meno palleggi è necessario correre, smarcarsi e saltare a rimbalzo. La mia impressione è che fisicamente non siano in grado di tenere un ritmo atletico richiesto da questo tipo gioco e quando vanno in riserva ovviamente la lucidità viene meno e le soluzioni sono spesso forzatissime. Il grande step che dovrebbe fare la squadra (ma qualche interrogativo serio sull’effettiva probabilità che accada) è quello di acquisire consapevolezza e maturità in modo che se si trova a +16 e gli avversari fanno un parziale di 6a0 (cosa che ci può stare) la squadra non vada nel panico, dovrebbe saper gestire il momento, mantenere la lucidità, fare scelte logiche (un tiro non forzato, una difesa intensa) in modo da ristabilire le distanze o mantenere il distacco senza dare l’impressione all’avversario di essere totalmente spaesati (come sta puntualmente accadendo in tutte le ultime partite) e dare l’opportunità agli avversari di entrare in fiducia e mettere a segno dei parziali devastanti.
    Buon lavoro al mister perchè da fare c’è ancora tanto…

    1. twinx scrive:

      Ho l’impressione che anche per la società e i giocatori la presenza di LDM sia stata a lungo un comodo alibi dietro al quale nascondersi, addossando a un coach poco amato anche dalla piazza, per usare un eufemismo, tutte le responsabilità ogni qual volta il (presunto, a questo punto) roster più forte del campionato ha toppato, nella convinzione (altrettando sbagliata, a questo punto) che l’ex coach fosse l’unico anello debole di una catena per il resto fortissima e destinata a dominare. Cosicché al primo momento di difficoltà società e giocatori sono arrivati già convinti che sarebbe bastato far fuori LDM per tornare a dominare in scioltezza.
      Ora invece,a un gruppo di giocatori supponenti e smarriti, si aggiunge un coach palesemente in difficoltà nello sfruttare le caratteristiche dei giocatori e che, al momento, non riesce neppure ad adattare il proprio gioco alle qualità degli elementi che ha a disposizione.
      Come uscirne?
      L’unica possibilità che vedo è cedere Candussi e tagliare Love, per sostituirli con un piccolo italiano e un 4-5 americano da pick and roll, dando la regia in mano a Tomassini che ormai è recuperato. Il tutto ammesso che ci siano denari da spendere e la volontà di investirli e che sul mercato, tra visti e giocatori che si possono liberare, ci sia qualcuno che faccia al caso nostro. Senza dimenticare nanche la necessità di sostituire Severini. Insomma, non vorrei essere nei panni di Giuliani.

      1. Carlo scrive:

        Ah l’anno scorso ricordiamo si era rotto pure Henderson…

        1. Carlo scrive:

          Concordo con l’amico Marco… e c’è da chiedersi il perché di tutti questi infortuni (ricordo anche l’ernia di Udom lo scorso anno)… ma lo staff é all’altezza? E chi abbiamo come mental coach? Credo che le risposte debbano arrivare dalla proprietà e dalla società più che dalla squadra!

          1. Carlo scrive:

            Concordo con l’amico Marco… e c’è da chiedersi il perché di tutti questi infortuni (ricordo anche l’ernia di Udom lo scorso anno)… ma lo staff é all’altezza? E chi abbiamo come mental coach? Credo che le risposte debbano arrivare dalla proprietà e dalla società più che dalla squadra!

            1. Marco Marchese scrive:

              Sono d’accordo su tutte le analisi ….ieri però ero a Ravenna e devo dire, che in casa della capolista che sta dominando, abbiamo fatto la nostra super partita.
              Con una percentuale ai tiri liberi al 50% (pietosa) avremmo vinto e a quest’ora tutte le analisi in questione sarebbero state diverse.
              Ho visto una squadra grintosa all’altezza di Ravenna, cosa che non è sempre stata così in precedenza
              Dare addosso ai ragazzi in questo momento non credo serva più di tanto.
              Forse, piuttosto, stringersi ed unirsi intorno alla squadra, potrebbe essere la medicina giusta per uscire da questo tunnel …

              1. Alberto scrive:

                Anzi 13

                1. Alberto scrive:

                  Punto 12: bisogna cantàr

                  1. Alberto Tortella scrive:

                    Da un lato la lista dei problemi è talmente lunga che mi chiedo se Pedrollo avrà ancora voglia di aprire la borsa l’anno prossimo.

                    Dall’altro fai 3/15 ai liberi ma comunque te la giochi fino alla fine in casa della capolista…

                    Può veramente succedere di tutto da qui a fine stagione, ma capire come intervenire non è per nulla semplice da fuori, da dentro non so quanto sia meglio.

                    1. Renato Savoia scrive:

                      Punto nono: anche i sassi sanno che coach Diana predilige il centro agile, veloce e che salta come un grillo.
                      Il fatto è che se arrivi a metà stagione e ti trovi il buon Candu (e Mitch), ci sta che non sia il tuo optimum, ma cerca di farli giocare per quello che possono dare.
                      E invece sono spariti i pick and pop col tiro da fuori per Candu, e i risultati sono questi.

                      Punto dieci : il mercato non offre molto (eufemismo) e per gli Usa non ci sono più visti disponibili

                      1. giuseppe scrive:

                        Non voglio passare per quello che ora si mette a sparare giudizi nel mucchio, però io guardo le partite (non tutte) di altre squadre e vedo spesso giocatori che insieme si danno da fare per arrivare al risultato con aggressività, con intensità, con un piano partita e sempre con sintonia di gruppo. Guardo ( e soffro) la Tezenis e vedo sempre giocatori che a turno sono in sofferenza (Candussi che incide poco e sbaglia tutti i tiri liberi, Love che fa più danno che altro, Udom irriconoscibile, Prandin che deve provare un numero indefinito di tiri per centrarne uno, Tommasini che quasi mai riesce a penetrare e poco a segnare, Rosselli incisivo, ma con l’atteggiamento di chi è davanti a una montagna da scalare in solitaria, ….). Mi chiedo: la società è convinta che sia una questione mentale ? e che basti solo lavorare di più analizzando gli errori per trovare la quadratura ? perchè mai dovrebbero arrivare spesso a Verona giocatori validi e spegnersi, per poi cambiare maglia e riaccendersi ?

                        1. ing.altobelli scrive:

                          Dopo aver cambiato il coach, ora si parla di cambiare l’asse play-pivot. Come si dice in americano “pezo el tacón del buso”?

                          1. Max scrive:

                            Candussi assieme ad Udom sembrano quelli che più hanno sofferto (e soffrono ancora, eccome soffrono) il cambio di gioco introdotto quest’anno, ancor prima della venuta di coach Diana. Lo scorso anno, con gioco più perimetrale, il Candu spesso andava a nozze, calato incredibilmente poi nella fase PO. Mi rifiuto di pensare che il valore di entrambi sia quello espresso nelle ultime partite, ancorché ritengo che sotto canestro si debba intervenire prima che in altri reparti. Sugli esterni possiamo sopperire all’assenza di Severini, sperando che a Kenny non gli si fori di nuovo una ruota. Love invece, per ora, un americano che tranne nel secondo tempo a Udine non ha impressionato. Non è un tiratore, non è un play, fatica a penetrare (nonostante ne abbia le caratteristiche) e in difesa è spesso un disastro. E se fosse lui il sacrificato ?

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