10
dic 2018
AUTORE Mariobasket
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IL BELLO DEL BASKET

“Dedicato a chi capisce quando il gioco finisce e non si butta giù, ai miei pensieri, a come ero ieri e anche per me” (Ivano Fossati – Loredana Bertè)

Dedicato a chi è convinto che Henderson sia il peggior americano venuto a giocare a Verona. Dedicato a chi non accetta che Ferguson parta dalla panchina. Dedicato a chi pensa che da sesto uomo sia un valore aggiunto. Dedicato a chi sostiene che con i Pedrollo non si va da nessuna parte. Dedicato a chi considera la panchina della Tezenis non è all’altezza. Dedicato a chi ritiene che DDF abbia messo in piedi una squadra debole. Dedicato a chi non va più al palazzo perché il gioco di LDM non si può vedere. Dedicato a chi ama i pick and roll. Dedicato a chi li odia. Dedicato a chi detesta 15” di palleggi prima di un tiro. Dedicato a chi non vede grandi passatori in questa Tezenis. Dedicato a chi aspetta ogni settimana che arrivi un rinforzo. Dedicato a chi aveva detto fin da subito che Dieng in quintetto non ci poteva stare. Dedicato a chi pensa che Omar sia stato “bruciato”. Dedicato a chi è convinto che quest’anno si debba salire per forza. Dedicato a chi ama cani, gatti e criceti. Dedicato ai tifosi, che ci hanno creduto, fino alla fine. Dedicato ai ragazzi di Dalmonte e Gandini. Dedicato a chi ama godere. Dedicato al basket.

26
nov 2018
AUTORE Mariobasket
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BOTTE PIENA E MOGLIE UBRIACA

“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” (Spider-Man – Stan Lee)

Tre vittorie di fila, come doveva essere è stato. Tezenis quinta in classifica, sia pure in nutrita compagnia, in una classifica nella quale basta perdere una partita per rischiare di ritrovarsi fuori dai playoff.
La vittoria con Ferrara è stata molto più sofferta del previsto, con tratti di gioco in totale confusione e troppe amnesie difensive nel primo tempo.
Ma coach Dalmonte è stato molto onesto ammettendo che, come a Forlì la squadra aveva perso pur giocando una buona partita, questa volta ha vinto senza brillare. Ferrara ha dimostrato che si può sopperire ad importanti assenze giocando con energia, intensità, cuore.
Il gioco di Dalmonte non convince ancora, ma la pretesa di vincere, dando spettacolo, magari con largo margine è come la famosa battuta sulla botte piena e la moglie ubriaca. Intanto ha messo la croce sopra a Dieng, al momento il suo lancio in quintetto si è rivelata una scommessa persa, al punto che si parla di un possibile prestito ad un club dove possa avere spazio e fare esperienza.

Il potere di un allenatore è grande, e ovviamente lo sono le sue responsabilità. Aggiungo Come a Piacenza, la Tezenis è stata solida, concreta nel momento topico. Emblema della vittoria la difesa sul possesso cruciale estense, quando Verona era avanti 75-72.
Cinque gialloblù in doppia cifra. Terry Henderson ne ha messi 18 in 30 minuti con il 67% da 2 e il 40% nelle triple. Non male per un debuttante in Europa, considerato da qualcuno un giocatore mediocre, da altri addirittura il peggior americano arrivato a Verona, degno della serie B. La pazienza è la virtù dei forti, o, per dirla alla veronese, tempo e paja maùra anca le nespole.

12
nov 2018
AUTORE Mariobasket
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IL CANE DEL TIFOSO

Anche leggere cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate, consente e aiuta a riflettere”. (Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica)

Pensieri in libertà (anche troppa, talvolta), raccolti tra il Forum e i social prima e dopo la vittoria con Cagliari.

Henderson è inadeguato per le ambizioni della Tezenis. Ha segnato tanto (sempre lui, Henderson) perché ha giocato contro la squadra più scarsa del campionato. Troppo facile esultare per la vittoria con Cagliari, vediamo a Piacenza e in seguito. Dalmonte deve essere mandato via. Il suo gioco (sempre lui, il coach) è noioso come le interviste dopo-gara. Allenatore troppo cocciuto, si ostina a fare sempre le stesse cose. Quest’anno tutti gli schemi sono nuovi, a parte uno. La Tezenis può solo migliorare, e lo può fare con Dalmonte. Della Fiori è un incapace. Della Fiori avrebbe fatto una squadra diversa. Questa squadra è stata fatta in pieno accordo con il coach e la dirigenza. La Tezenis è solo tiri da 3. Non esiste che Ferguson parta dalla panchina. Quando serve Ferguson gioca e conta quello. Candussi non vede mai la palla. Quarisa è rotto, serve un cambio serio per Candussi. Dieng, bruciato dopo quattro partite. Serve un’ala piccola. Amato non passa mai la palla a Ferguson. Ferguson non passa mai la palla ad Amato. Amato e Ferguson devono giocare di più insieme. Ikangi non gioca più. In spogliatoio c’è un clima pesante. Ferguson non ha feeling con il coach. Se arriva Pozzecco almeno ci sarà da divertirsi ogni volta. Palasport mezzo vuoto, colpa dei Pedrollo. Anche quest’anno non si sale. Accontentiamoci di un turno dei playoff.

Mi fermo qui. Opinioni condivisibili (qualcuna), discutibili (parecchie), assurde (qualche altra). Del resto c’è libertà di espressione, poi invece di andare alla partita (o sentenziare dietro una tastiera) si può sempre portare spasso il cane.

28
ott 2018
AUTORE Mariobasket
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LA RUOTA DEL COLONNELLO

“I accetpt chaos, i’m not sure whether it accepts me” (Bob Dylan)

Partita di C Gold della Cestistica con il Bosco in campo. Si siede accanto a me un vecchio giocatore che è arrivato a buoni livelli, vestendo la maglia della scaligera. E chiede: “Ma com’è che tutti quelli che se ne vanno da Verona senza aver brillato poi diventano dei fenomeni?”. Poi cala il circo da 11: “Quando vedo giocare la Tezenis mi sembra di vedere la mezza ruota del colonnello Gomelski”.
Per gli appassionati più giovani Alexander Gomelsky è stato il leggendario allenatore dell’Armata Rossa Mosca (meglio nota come Cska, che ha guidato per 22 anni) e della Nazionale dell’Unione Sovietica che portò a vincere due Mondiali e le Olimpiadi del 1988 a Seoul, spingendo gli Usa a far nascere il Dream Team.
Battute provocatorie a parte, la Tezenis ha chiuso il ciclo di tre partite in sei giorni con due vittorie e una sconfitta, ma proprio il k.o. casalingo con Piacenza ha lasciato intatte le perplessità sul “sistema-Scaligera” in questo avvio di stagione.
C’è qualcosa che non funziona, se tiri con il 78% da 2, però scegli di tirare di più da 3 (32 contro 27), facendo il 34%. Quando la Tezenis si appoggia al gioco nel pitturato può contare sul totem Candussi, che è una sicurezza. Se riesce a correre, tenendo alta l’intensità offesiva, anche Henderson viene valorizzato. Altrimenti, se resta imbrigliato nel gioco troppo statico, con lunghi e ripetuti palleggi senza muovere la palla, perde molta efficacia offensiva. La ricerca ossessiva dei pick-and-roll non si sta rivelando sempre produttiva, aggiungiamo amnesie incomprensibili ed ecco come si dilapidano vantaggi abissali rischiando di perdere una partita in totale controllo come a Imola, oppure di farsi beffare da una squadra tutt’altro che irresistibile come Piacenza. Emblematica la gestione dell’ultimo possesso (a parte quello della disperazione con 1”74) che sul +1 ha portato al tiro dall’angolo di Henderson, ma anche e soprattutto le palle perse nel quarto conclusivo (sanguinosa quella di Ferguson che poi si è addirittura fermato sulla tripla di Sabatini) e i rimbalzi offensivi concessi all’Assigeco (in una partita fino a quel momento dominata sotto i tabelloni). Disattenzioni che hanno generato 7 tiri in più degli avversari nei 10 minuti finali. Dieng per ora si conferma ancora troppo acerbo per incidere nel ruolo di 3, sul quale la Tezenis ha deciso di investire. Ma le rotazioni rimangono molto ridotte per altri giocatori, mentre Amato pare soffrire la competizione, un po’ come succedeva nella prima parte della scorsa stagione. Per fortuna che Severini, giocatore di rara intelligenza e personalità, finalmente ha trovato il ritmo che gli è più congeniale. Insomma, più cose semplici e meno caos, con i giochi circensi nelle mani del playmaker.
La pazienza è la virtù dei forti, ma c’è il rischio che si dilapidi la dote di entusiasmo costruita l’anno scorso. E’ peraltro vero che al tifoso medio basta poco per raffreddarsi ed il clima dell’Agsm Forum di sabato era davvero deprimente, Locura a parte.
Infine ai posteri l’ardua sentenza sulle fortune ed i riscatti dei giocatori passati in gialloblù, da Cortese a Ricci, da Pini a Palermo e Totè.

16
ott 2018
AUTORE Mariobasket
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2.023

INDIZI E PROVE

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. (Agatha Christie)

La sconfitta di Forlì è stata sanguinosa, ma deve lasciare la consapevolezza che si può solo far meglio. Evito lo sciagurato “siamo in crescita” di pecchiana memoria, tuttavia la trasferta in Romagna, pur nel beffardo epilogo, qualche segnale lo ha dato. La miglior selezione dei tiri, il maggior coinvolgimento di Candussi (che ha dovuto sbattersi anche in difesa su Lawson). E qua ci fermiamo, come ha detto anche coach Dalmonte commentando la gestione dei falli da spendere nel finale al Palafiera.
Perché il rammarico è forte, soprattutto per gli episodi finali, appunto con tre falli da spendere negli ultimi 80 secondi, subendo però la tripla dell’aggancio di Lawson e quella del sorpasso di Marini, probabilmente dopo aver commesso il quarto fallo troppo presto. Ma si sono anche i colpevoli 20” di black-out sul +9, che hanno propiziato la tripla di Donzelli alla ripresa del gioco (con solo 6” a disposizione sul possesso), seguita da Johnson in transizione da una palla persa.
Aggiungiamo Ferguson che si ferma a 8 punti (comunque ingiustificabile anche in una serata con basse percentuali), Severini che si prende 3 tiri in 25’, Udom che troneggia a rimbalzo ma in tutta la ripresa tira solo 3 volte (dopo 11 tentativi fino all’intervallo) e un gruppo che deve prendere assolutamente confidenza a correre di più.
Allenatore e giocatori sono abituati a vivere con la pressione e per scacciare dubbi e preoccupazioni sarà necessario vincere domenica con Mantova. Perché poi incombe un’altra trasferta, a Imola, proprio dove in precampionato si è acceso il campanello d’allarme. Una cosa è certa: il disfattismo non aiuta. Se il calendario avesse mandato la Tezenis a Cagliari e poi in casa con Forlì, probabilmente adesso il clima sarebbe di esaltazione per 4 (verosimili) punti in classifica. Così va il basket, pollastri compresi.

07
ott 2018
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IL LUNGO, IL CORTO E IL PACIOCCONE

…Non usano mai le pistole
 perché lo sceriffo non vuole. Ma quando quel trio fa il concertino 
fermarlo nessuno mai potrà”. (Il lungo, il corto e il pacioccone – L. Grosso – G. Kramer)

La legge del più forte. O, anche, la legge di Rosselli e Leunen. Giocatori di altra categoria. Un giocatore in grado di coprire quattro ruoli e un centro che la mette dentro ogni volta che serve, segnando anche dal perimetro. Aggiungiamo l’ennesima prova super di Gio Pini. 

La partita d’esordio in campionato ha confermato le indicazioni della preseason: Bologna i favori nel ranking del girone Est, Verona le perplessità sull’integrazione dei nuovi giocatori in un impianto di gioco che contro la Fortitudo ha regalato il record di un solo canestro da due fino all’intervallo (su 7 tentativi). Possiamo concederci il lusso del totem Candussi che gioca a 7 metri da canestro? Possiamo permetterci di buttare via giocate a campo aperto? Possiamo concedere extrapossessi facili facili? E poi l’equivoco di Jazz Ferguson che esce dalla panchina lasciando il posto in quintetto al giovane talentuoso Dieng, forse ancora troppo acerbo. Una scommessa che magari alla lunga la Tezenis riuscirà a vincere, ma che al momento dà l’impressione, evidenziata anche in precampionato, di una certa mancanza di personalità, esclusi gli sprazzi di Amato e dello stesso Ferguson. Attenzione: non è un problema di partire in quintetto o uscire dalla panchina, ma di affinità di gioco e leadership. E una squadra ha bisogno di leader, non solo di esecutori. Ma siamo solo al primo capitolo, ne restano da vivere altri 29.

 

20
set 2018
AUTORE Mariobasket
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TITTI E GATTO SILVESTRO

“Mi è semblato di vedele un gatto” (Looney Tunes-Merry Melodies, Warner Bros.) 

Lungo silenzio. Della serie un bel tacer non fu mai scritto. All’entusiasmo del raduno è subentrata un po’ di perplessità per le prime uscite della nuova Tezenis. Malino al torneo di San Bonifacio al Palaferroli (con Ferrara non si poteva certo perdere), non bene nell’amichevole contro Treviso a Montebelluna, decisamente male contro Ravenna al Memorial Matteo Bertolazzi a Parma, sia pure dopo qualche spiraglio confortante contro Varese. Tanto da pensare che la cosa che ha colpito di più i tifosi è l’abbagliante polo giallo fluo scelta quest’anno per lo staff tenico della Scaligera che ha spinto subito coach Dalmonte a paragonarsi, con una buona dose di autoironia, al celebre canarino.

Poi, contro un’altra squadra del piano superiore come Reggio Emilia, finalmente una Tezenis più combattiva e solida, capace di lottare per 30 minuti prima di cedere nell’ultimo quarto.

E’ il precampionato, bellezza! Ma pur ricordando che ci fu un filotto di vittorie nella stagione sciagurata con l’attuale c.t. della Nazionale femminile alla guida dei gialloblù (e poi sappiamo il tormento che ne seguì), nelle ultime due settimane che ci separano dall’inizio del campionato sarà lecito attendersi un salto di qualità. Da domenica 7 ottobre, del debutto al “lunch time”, si farà sul serio contro la Fortitudo. Con lo sponsor o senza.

P.S. Telenuovo farà vedere le partite della Tezenis anche quest’anno. Appuntamento con la prima telecronaca in diretta lunedì 15 ottobre a Forlì, subito dopo l’edizione sera del Tg.

21
lug 2018
AUTORE Mariobasket
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SEGHE MENTALI E ARIA FRITTA

“Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina, e trattare allo stesso modo questi due impostori” (Se – Rudyard Kypling) 

Squadra fatta. Della nuova Tezenis intriga soprattutto la coppia Usa, completamente rinnovata dopo la rinuncia a Jones e la decisione di Filippo Verde Quarto di inseguire il dream Nba. La Scaligera è corsa ai ripari in fretta, il vicepresidente Giorgio Pedrollo e il g.m. Daniele Della Fiori non hanno perso tempo individuando in Jazz Ferguson il sostituto; poi Della Fiori è volato alla Summer League di Las Vegas, dove ha scelto Terry Henderson.

La vera notizia è che Jazz partirà dalla panchina con l’asse play-centro Amato-Candussi, assicurando quindi qualità nelle rotazioni di un roster profondo, considerato che coach Dalmonte potrà contare su un pacchetto di lunghi senza precedenti. La Tezenis infatti con lungimiranza si è tutelata ingaggiando anche Quarisa in attesa del completo recupero del “Mago” Maganza.

Le scelte, come sempre, possono essere opinabili, tuttavia riesce difficile criticare l’opzione che il secondo miglior realizzatore del girone Ovest possa uscire dalla panchina, per essere – in linea teorica – un cambio devastante. Poi che giochi 33 minuti più o meno filati, o 30 o 27 è aria fritta. Così come appare un esercizio di onanismo mentale la critica a priori su questo disegno tecnico o sul fatto che serviva di più un vero 3 e che Henderson è un 2 e mezzo.

La Tezenis ha compiuto una scelta coraggiosa decidendo di lanciare Omar Dieng (convocato, 18enne, agli Europei con la Nazionale Under 20), perché i giovani talenti per crescere ed affermarsi hanno bisogno di giocare, e giocando anche di sbagliare. E visto che un talento Verona ce l’ha in casa…Senza dimenticare le capacità difensive di un giocatore multitasking come Severini e le possibilità di crescita di Ikangi.

P.S. L’incipit del post è la frase che compare sulla porta dello spogliatoio dei giocatori che si sfidano nella finale di Wimbledon.

16
giu 2018
AUTORE Mariobasket
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BRAVA TRIESTE, POVERA ITALIA

“La mia anima è a Trieste”. (James Joyce) 

Trieste è in serie A. Dopo 14 anni la squadra giuliana torna dove ha dimostrato di meritare di stare, al termine di una stagione corsa sempre ai vertici. Una sola sconfitta in casa (al supplementare con Udine) tra regular season e playoff inquadra il magnifico campionato della squadra di Eugenio Dalmasson. Dal 2011, stagione del ritorno in A2 della Scaligera, è sempre salita una squadra del Nord o del Centro, e da quando è stata attuata la divisione Est-Ovest ha sempre conquistato la promozione una squadra dell’Est. Un applauso a Casale che ha onorato fino alla fine la serie, come Trento nella finale scudetto. Quell’Aquila che nel 2014 era ancora in A2 ed è arrivata alla seconda finale tricolore di fila. Un esempio emblematico che la programmazione, unita alla disponibilità economica, porta risultati. Aggiungiao anche un g.m. con pieni poteri come Salvatore Trainotti, sulle cui orme si sta muovendo Daniele Dalla Fiori.

A proposito di finale scudetto. Nelle 6 partite gli italiani, a parte Cinciarini, hanno fornito un contributo pressoché insignificante. Milano neocampione d’Italia ha concesso un minutaggio irrisorio a Pascolo, Abass e Cusin, tutta gente che gioca in Nazionale. Per Trento, con Flaccadori infortunato, il solo Lechtaler ha messo il piede in campo in rarissime occasioni. Non è certo un buon biglietto da visita per l’Italbasket. Ed ecco perché il vero campionato italiano è più che mai la serie A2.

11
giu 2018
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CIAO ROBERTO

“Gli angeli dei nostri tempi sono tutti coloro che si interessano agli altri prima di interessarsi a se stessi”. (Wim Wenders)

“Cazzo, porca boia! Ma cosa siete venuti a fare?”. Avrebbe detto così Roberto Leoni, per 20 anni presidente del Comitato Provinciale della Federazione Pallacanestro, scomparso la sera di venerdì dopo avere lottato contro un male bastardo. Nove anni di battaglia, con la grinta e la tempra da vero romagnolo, prestato dalla sua Forlì a Castel d’Azzano, dove aveva fondato una società, nel 1988.
Ci siamo ritrovati in tanti a Beccacivetta per l’ultimo viaggio. Dirigenti della Fip e presidenti di società, i giocatori delle giovanili della Tezenis ordinatamente in divisa, allenatori, arbitri ed ex arbitri, categoria speciale per Leoni, che ha sempre difeso e che avrebbe voluto più numerosa.
Sognava di rivedere la Scaligera Basket in serie A, dopo avere goduto il trionfo in Coppa Korac. Pochi giorni fa, quando le forze ormai si stavano spegnendo, si era interessato alle elezioni del Comitato provinciale, che sabato ha eletto come successore Roberto Bevilacqua, suo vice fino alle dimissioni per motivi di salute.
Al basket veronese mancheranno la sua grande passione e lo spirito di servizio, che speriamo possano continuare nel nuovo direttivo. La dinastia comunque va avanti con il nipote, che gioca a minibasket con la Gemini.
Buon viaggio Roberto, ti sia lieve la terra.