11
feb 2018
CATEGORIA

Par tirar tardi

COMMENTI 41 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.548

…MA LA “cronaca nera” E’ PER CASO UN COEFFICIENTE DI DEMOCRAZIA?

A chi ha avuto la fortuna di poter studiare, qualche difesa immunitaria può essere diventata patrimonio del disgusto e del rifiuto.
Ma per la maggioranza credo di no.
La “cronaca nera”, specie delle tv, è diventata un ricettacolo indegno.
Non mi riferisco al “gangster di Macerata” su cui ho un’opinione certa e lineare.
Il massacro di Pamela Mastropietro è lì a dimostrarci, noi attoniti, che il belluino è ancora in molti dna, non solo forestieri.
Ma che “senso” (?) può avere spiegare che dal corpo martoriato di Pamela “…mancano le interiora ed il cuore”…(testuale!)”.
Quale senso può avere quello di IPOTIZZARE un macacabro rito (presunto) tribale, in quello che appare uno dei più efferati omicidi degli ultimi anni?
CHI, ripeto CHI, tra la massa di telaspettatori ha una minima nozione dei riti “Voodoo”, e che cosa aggiungerebbe questa SUPPOSTA ed INDIMOSTRATA ipotesi al delitto.
Tre giorni dopo (!) l’apertura del tg Sky è: “uccisa a coltellate da chi l’ospitava…
APERTURA di un tg internazionale!
E la sequela senza pudore, NON AUTOCENSURA, è diventata infinita.
Non dirò del delitto di Cogne, anni fa, dove la madre uccide il proprio figlio nella culla, con Bruno Vespa che fa DIECI TRASMISSIONI con tanto di plastici illustrativi ed una pletora di “esperti” dove due su dieci si rifiutano di seguire la linea di Vespa.
La dittature hanno sempre dato forti disposizioni affinchè la cronaca nera sparisse dai Giornali.
Mussolini la considerava “eversiva ed emulativa” e sotto il regime più bello del mondo nessuno poteva avere idee criminali.
Stalin?
Stessa linea con varianti sbrigative: sparizione dei corpi dei “rei” con processi farsa.
Il Nazismo, beh aveva una criminalità endemica, che seppe criminalmente gestire come “patrimonio” (?!?) nazionale, talura ludico :( .
La Cina?
Non conosco bene le metodiche, ma so che le esecuzioni sono pubbliche e che la pallottola che ti uccide te la devi pagare.
Negli anni ’50 avevo un’edicola (di mia nonna) e ricordo che la rivista “CRIMEN” era tra le più vendute.
Mi pare sia stata rieditata.
Significato sociologico?
Lasciamo perdere.
Da qualche anno leggo l’unico quotidiano (di difficile lettura) che non tratta la cronaca nera, se non raramente e sotto forma di analisi motivazionale: IL FOGLIO.
Poi ho costruito un’autodifesa: non guardo più i tg in diretta, li registro, e quando c’è la cronaca nera faccio l’avanzameto veloce sulla notizia.
Questo è un Blog e passi.
Ma la cosa è estremamente più seria.
Ci rifletta chi ha voglia e strumenti intellettuali adeguati.
Con comprensione, Gazza vostro.

2.548 VISUALIZZAZIONI

41 risposte a “…MA LA “cronaca nera” E’ PER CASO UN COEFFICIENTE DI DEMOCRAZIA?”

Invia commento
  1. nocturnio scrive:

    L’egregio dott.Gazzini un po’ ci manca alla notte, forse ne guadagnerà in salute.
    Non voglio fare dell’ironia, ma visto cosa accade nelle scuole USA, e in riferimento ai recenti fatti di cronaca violenta di studenti italiani contro i loro professori (e non è da oggi!), pensare a studenti italiani, ai bulli studenti, con la possibilita di detenere un’arma, fa impressione.

    • Cesare Settore Superiore scrive:

      Ribadisco un concetto da me più volte espresso, perfino di persona al’amico Gazza il quale – incredibilmente – si è trovato d’accordo con me. Ed era assolutamente sobrio.
      La definitiva abolizione del servizio militare obbligatorio ha creato una miriade di danni che ci troviamo ad affrontare oggi e chissà ancora per quanto tempo.
      Il servizio di leva degli anni 80-90 (e anche quelli precedenti, naturalmente) forse non ci insegnava a difendere la Patria dagli invasori, e nemmeno era al passo con i tempi in tema di armamenti, tecniche, tattiche ecc.
      Ma se non altro insegnava ai giovani dei valori che stanno sempre più scomparendo.
      Rigore, rispetto delle regole, puntualità, conoscenza delle gerarchie, obbedienza, il saper vivere in compagnia di altri e doverne forzatamente condividere usi, costumi, docce, cibo, camerate, seggiolini ecc. E che bene o male qualcosa ti lasciava di positivo. Personalmente se so leggere una mappa, se riesco ad orientarmi, se so come costruirmi qualcosa da solo avendo a disposizione poco o nulla, lo devo soprattutto a quanto mi hanno insegnato tanti anni addietro in una o più caserme.
      La naia era quella cosa che io definisco una scuola di vita.
      Qualcuno potrebbe obiettare che gli studenti odierni che assalgono o malmenano un prof non sono comunque in età adulta, in età “da militare”. Vero. Ma i loro genitori si. E sono probabilmente i loro padri i primi responsabili, che non hanno saputo trasmettere al figliolo studente quelle cose che avrebbe dovuto ricevere dalla scuola di vita che invece non ha fatto.
      Il tutto in nome della state spending review e del diffusissimo pacifismo a tutti i costi tanto di moda a partire dalla fine degli anni 90.
      Lo stesso che poi ha partorito e fa prosperare gente come black blocks e no global…

      • michele scrive:

        Il servizio di leva obbligatorio è un indegno sopruso dello stato. L’idea che si possa insegnare il senso civico in una caserma non ha alcun possibile senso logico. Colleghi ed amici greci e israeliani che al contrario di me hanno fatto uno o due anni di servizio militare non ne hanno certamente più o meno dei miei colleghi ed amici italiani o di qualunque altro paese senza servizio obbligatorio.

        La riforma che si propone ora in Francia di un servizio civile obbligatorio non è che l’ennesimo fantasioso stratagemma per nascondere dietro un paravento l’ennesima tassa. Costringe generazioni di giovani a sostituirsi allo stato nel proporre servizi dei quali dovrebbe farsi carico.

        Io il militare non l’ho fatto. Ne sono contento. Evviva la possibilità di essere, almeno per questo, cittadini liberi di decidere come impiegare il proprio tempo.

        • Maxx scrive:

          Io, invece, la naja l’ho fatta.

          Ero caporale istruttore, a volte a contatto con gente che veniva da posti dove non c’era alcuno scambio culturale, che non sapeva rapportarsi con altri che non fossero i genitori.

          Uno in particolare, sardo, pastore, scolarizzazione vicina allo 0. Capofamiglia ed unica risorsa di madre vedova.
          Era lì per errore, ma era abituato a dire SEMPRE sì. Gli ho insegnato a dire qualche no, mi sono adoperato, riuscendoci, perché tornasse a casa. Ha fatto solo 2 mesi lì in caserma, ma è tornato al paese MOLTO più LIBERO di quando era arrivato.

          La cosa che più mi aveva colpito nella mia esperienza nell’esercito, era il ripianamento sociale imposto dalla divisa: dentro a quel vestito UGUALE PER TUTTI, non contava più COSA AVEVI ma CHI ERI e venivi valutato/accettato esclusivamente per quello. E, almeno a mezzogiorno, il ricco mangiavi la stessa sbobba del povero.

          Ho come l’impressione, a pelle, che a te la naja servisse.

          • Maxx scrive:

            Pap, nulla è perfetto. La naja e soprattutto quelli che la dirigevano meno che meno.
            Ma come esperienza di vita (sociale) era tremendamente istruttiva. A me ha lasciato un forte “spirito di corpo”, la coscienza che «La robustezza di una catena sta nel suo anello più debole»: se eri in difficoltà, in mille ti davano una mano, ma se non facevi il tuo, in mille ti sputavano in un occhio.

            Non trovi che applicando lo stesso principio le cose andrebbero meglio anche fuori dalle caserme?

          • Paperinik scrive:

            Maxx. oggi con gli anni ho cambiato un po’ la maniera di vedere le cose.Cesare ha scritto bene sopra facendo riferimento alle moltissime mancanze di quella naia…di quel tempo intendo.In realtà nelle marce e nel tiro non andavo così male, ma una brutta morte di un commilitone e un avvelenamento con rischio di epatite, nei primi 20 gg di Car, mi avevano fatto cambiare idea su chi era alla guida del carrozzone. Anche al corpo ho cambiato poco atteggiamento…Anche se devo dire che per certi versi è stata un esperienza indimenticabile, nel bene e nel male.Magari davanti a una tequila boom ne parleremo prima o poi.Salutoni

          • Maxx scrive:

            Ciao Pap.

            In realtà ne avevo uno che ci ha provato.
            Altoatesino, rampollo ricco e viziato; mi ha fatto capire che non parlava né tedesco né italiano e che per questo motivo non era tenuto ad obbedire agli ordini.
            Il primo giorno, niente marmitte da lavare. Ci ho provato allo sfinimento, ma questo continuava a fare lo gnorri e mi prendeva per il qlo.
            Ma c’era, per sua sfiga, un altro caporale che abitava a qualche km da lui che gli ordini glieli ha spiegati mooooolto bene.

            Dopo una decina di giri della piazza d’armi con i Vibram nuovi di balla e duri come la ceramica, i suoi piedi erano a livello bistecca. Molto al sangue.

            Altri 2 giorni ed era tutta un’altra persona che, tra l’altro, parlava l’italiano meglio di me. E’ diventato caporale anche lui; la lezione gli è stata utilissima, ha visto le cose da altra angolazione ed alla fine era benvoluto da tutti.

          • paperinik scrive:

            ZZO Maxx, pensa ti se mi avevi come subordinato. Ti avrei fatto impazzire ahhahahah. La sveglia delle 6,30 arrivava alle 7,30. A colazione mai presente, alzabandiera giusto uno o due in 6 mesi, al lavoro continuavo la pennichhella col baschetto da fante sul tavolaccio, ben sdraiato e coperto.Pranzo assente, seguente imboscamento fino alle 16,00 e cannetta in camerata prima della libera uscita. Ritorno alle 23,00 e cazzeggiamento per il reparto fino alle 1, da nonno poi tenuta mimetica indecente con pantaloni stracciati alla caviglia e stivaletti con suola aperta, ciuffo da 16 cm misurato col metro da maniscalco era… e baschetto ormai ridotto a uno strasso da nettaturca etc.etc etc.
            Domanda? Avrei meritato la proposta per passar caporale al tenente colonnello di compagnia?????? Dimmi di Siiiiiiii, vecioooooooooooo

        • do minus gazza scrive:

          Caro Michele, benvenuto.
          Una valutazione sul servizio di leva, affiancato a quello professionale che già esiste, non è così banale come potrebbe sembrare.
          Io ero un “contro” e dei 12 mesi di ferma non ho grandi ricordi amicali, ma la modififica (forzata?… E allora?) di alcuni miei atteggiamenti è arrivata da sola ad appartenermi, certo dopo che all’inizio mi era stata imposta.
          Non riproporrei MAI un tipo di servizio militare come il mio, ma le forme possibili per qualcosa che dia i “rudimenti”, non solo civici, ma anche di natura specifica al ruolo, se ben studiati (TEMPI, modi, aggiornamenti) non sarebbero da scartare a priori.
          Opinione strettamente personale e discutibile, lo so da me.

          • bardamu scrive:

            Soprattutto il servizio militare servirebbe a far venire a contatto persone di diversi ambienti e classi sociali. Ma lo dovrebbero fare tutti, ricconi compresi, senza alcuna eccezione, motivi di salute ( supposti tali ) compresi ( a parte poche visibili menomazioni e/o inabilità invalidanti ).
            Io l’ho fatto negli anni ’80 e ho visto ragazzi anche del profondo nord ( province venete e lombarde ) completamente analfabeti, ignari persino delle più elementari norme igieniche.
            Servirebbe, in secondo luogo, a far capire a qualche bella testa un po’ riottosa, che per vivere in società bisogna rispettare alcune regole, anche quando sono apparentemente senza senso.

          • tipo scrive:

            Servizio militare svizzero?
            Dove ogni cittadino è potenzialmente un soldato?

        • Cesare Settore Superiore scrive:

          Se mi permetti, hai sprecato qualche secondo e qualche parola scrivendo le ultime frasi, sopratutto la terzultima.
          Non ce n’era bisogno, credimi!
          Lo avrebbe capito chiunque, anche un ritardato mentale come me…

    1. do minus gazza scrive:

      Mi scuso ma sono alle prese con questioni di vitale importanza per me e per le persone cui voglio bene.
      Quindi c’è una mia presenza non all’altezza del momento politico e sociale del nostro paese, e di ciò mi scuso (l’andazzo andrà avanti fino al 6 Marzo).
      Mi sono ripromesso di non fare Topic relativi ad un “simulacro” elettorale, ho le mie severissime idee, ma restano con me.

      P.S.:
      Mi ero ripromesso da anni di non parlare anche di calcio, e ho mantenuto la promessa.
      Ma ieri sera ho visto un Verona da CRONACA NERA, dove alla evidente pochezza tecnica di troppi giocatori si accompagna un brav’uomo che di allenatore ha pochissimo o nulla da trasmettere.
      Una cosa forse si: temo che Pecchia confonda giocatori già abbastanza confusi, e scarsi, del loro.
      Ad un certo punto ho scritto a Vighini: spero che ci “uccidano in fretta”, la tortura sarebbe vietata dalle regole internazionali dei paesi democratici…
      Credo che Mister Pecchia stia sperimentando un nuovo tipo di difesa: molle, confusa e ipnotica, che dovrebbe essere per gli avversari, ma funziona solo su di noi
      Nel campionato di Serie A del 1957/58, nel girone di ritorno facemmo solo UN PUNTO.
      Indovinate dove: a Firenze con la Fiorentina.
      Stop

      • bardamu scrive:

        Sì, una prova a dir poco imbarazzante. I commentatori di scai erano in evidente difficoltà a non profferire frasi umilianti. Sono sempre stato dell’idea che Pecchia sia l’ultimo dei colpevoli ( teniamo presente che non sono nemmeno stati sostituiti Cáceres Zuculini e Pazzini, in una squadra che era già inadeguata con loro alla serie A ), ma quando si incaponisce a presentarsi a Lazio con un 4-2-4 in cui i mediani sono buchel e valoti… Beh, allora…

        • Verona H scrive:

          Un Gazza che scrive di calcio è una novità, anche perchè non tenta di fare il “saòn” delle diagonali e delle formule tipo 451-433-3511…… però “sente” il calcio e “l’umore che c’è in campo.
          Penso che un Verona da “cronaca nera” (sportiva e per la fede dei tifosi) non l’abbia mai scritto nessuno, ma è la pura verità.
          Ho riguardato i primi 25 minuti di partita, giuro che prima la rabbia e poi il magone mi hanno fatto sentire come il Kurtz di Apocalypse Now: “l’orrore…..l’orrore”.
          Credo serva poco o niente essere d’accordo con Gazza e Bardamu: abbiamo uno stato maggiore crudo e menefreghista e dei soldati confusi, inadatti, con disposizioni da 8 Settembre 1943.

      1. Paperinik scrive:

        Azz…..Gazza….io ultimamente ho ripreso alla domenica.Giusto la cannetta a basso dosaggio come miorilassante per le mirabolanti imprese del Verona settorelliano ahhhh

        • Paperinik scrive:

          Ah aggiungo….sono senza parole.n’omo abituato a leggiadre odalische, dovrebbe avere gelsomini, primule e margheritine come arma tattica.El fuego de la passion, no el fuego di una Beretta ahhhh

        1. Frank francamente scrive:

          Sto vedendo le immagini dell’ennesima strage in un liceo statunitense in Florida, uno degli stati meno restrittivi per l’acquisto delle armi.
          Il solito Trumph dichiara che nessuno a scuola deve sentirsi “unsafe”.
          Solo a scuola o in particolare a scuola, e comunque è ennesimamente molto in ritardo con la conoscenza e le motivazioni ARMAIOLE delle innumerevoli stragi americane, scolastiche e non dell’ultimo decennio.
          Sulle armi, neanche un cenno.
          Magari gli viene l’idea che per sentirsi “safe” gli studenti possano portarsi a scuola una pistola automatica.
          Alcuni giorni fa ho visto le immagini, direi scandalose, della fiera delle armi che si tiene annualmente a Vicenza.
          L’ingresso era consentito anche ai MINORI, 5,6,7 anni!
          E non escluderei di aver visto qualche immagine dei loro orgogliosi padri dare loro la possibilità dell’ebbrezza di impugnare un’arma vera e non ad acqua.
          Nelle immagini esterne quasi tutti avevano una borsina a tracolla gialla.
          Ad un certo punto la telecamera si sofferma su un gruppo di signore che conversano e si sente distintamente una domanda: ” cossa ti gà dentro la borsa giala?” “bò, na foto dela…..speta….dela Meloni e ti?” “bò, mi dela Meloni e questo ci elo…… à Salvini”.
          Brai butèi.
          Gazza, dominus Gazza, ma di cosa ti preoccupi della stampa e della tv?
          Take it easy….. e comprati una Glock

          • bardamu scrive:

            Non possiedo un’arma, ma se abitassi in una villetta isolata non solo me la procurerei, e di calibro atto a disintegrare ogni forma di vita aliena alla mia abitazione, ma imparerei ad usarla anche per benino.
            Non credo nella giustizia fai da te ma le forze dell’ordine non hanno il dono dell’ubiquità e se qualcuno varcasse non invitato i confini della mia dimora non perderei tempo in una civile conversazione.
            Tutti i mezzi possono essere buoni o cattivi a seconda dell’uso che se ne fa.
            Gli oppiacei, che possono distruggere la vita ai tossicodipendenti, sono essenziali per alleviare le sofferenze di molti malati.
            Le armi, che possono togliere la vita agli innocenti, possono anche salvare la vita dei propri congiunti.
            Quanto poi all’ironia politica lascerei perdere. La violenza alberga ubiquitariamente, come i simpatici manifestanti piacentini accanitisi sul carabiniere a terra hanno recentemente dimostrato.

            • do minus gazza scrive:

              Mi sono posto anch’io la domanda su cosa farei se vivessi in una isolata villetta/casetta (più consona al mio status economico).
              La prima risposta molto pratica è che cercherei altrove, ma se mi venisse donata, credo onestamente che un’arma me la procurerei anch’io, indipendentemente che da me non ci sarebbe nulla di prezioso da rubare.
              Certo non un’arma da guerra!
              E il tirocinio per il suo uso sarebbe costante e di alto livello.
              Perchè?
              Perchè farei di tutto per NON AMMAZZARE gli eventuali intrusi, diciamo spaventarli o ferirli, massì diciamolo.
              Annoto che esistono anche altri strumenti che funzionerebbero egregiamente da deterrente primario prima dell’uso di un’arma.

              Se il riferimento all’ironia politica fosse quello relativo alla pubblicità di due candidati alla Fiera della Armi, preciserei quanto segue:
              1) i vili e sciagurati che hanno malmenato un tutore dell’ordine caduto a terra, sono, nè più nè meno dei criminali;
              2) Che Salvini e la Meloni siano andati a fare ampia propraganda in QUEL luogo, che non lascia equivoci, fa intendere alcune cose che non dovrebbero far piacere a NESSUNO.

          • Gatón scrive:

            Sono inequivocabilmente d’accordo che la libera vendita e detenzione delle armi non ne può che diffondere l’uso.
            Vale anche per la droga ?

            • Frank francamente scrive:

              Non sono un esperto di tossicodipendenze, quello che so l’ho letto e magari male.
              Posso solo ipotizzare che un appassionato di “arte venatoria” non DOVREBBE passare dalla doppietta o dal sovrapposto ad un fucile mitragliatore da guerra, se non per altri scopi.
              Così come un consumatore COSCIENTE di marijuana non “dovrebbe” passare all’eroina, alla cocaina o all’ecstasy con disinvoltura.
              Almeno se conosce anche superficialmente il tipo di effetti e di dipendenza distruttiva che queste ultime portano con loro.
              In vita mia ho provato UNO SPINELLO, primo e ultimo.
              Il motivo è semplice, l’”euforia” (parlo del mio caso) che portò quella esperienza, mi fece capire che non ero più io a governare me stesso, ma il fumo.
              E quello per me era insopportabile.
              Pare che la più “pericolosa”, eroina a parte e devastante, sia la cocaina perchè da un’euforia o serenità controllate.
              Gatòn, spero proprio di non aver scritto cazzate.

              • do minus gazza scrive:

                Caro Frank, per un Blog come questo anch’io considero corretta la tua sintesi.
                Ma l’universo dei tossicodipendenti ha molte variabili.
                Conosco persone, perfettamente integrate nella società, bravi professionisti compresi, che in 20/30 anni di consumo dello spinello non hanno avuto nemmeno un modesto cedimento per passare ad “altro”.
                Non a caso il loro livello culturale è medio/alto.
                Ho vissuto per una dozzina d’anni in un quartiere popolare dove dallo spinello, si passò rapidamente alla “cicheta” (tabacco ed eroina) e da lì al “buco”, che ha tutto un suo rituale narratomi da loro.
                Su cinque di loro che venivano a confessarmi le loro angosce sono riuscito a “salvarne” (con aiuti più sostanziali delle mie chiacchere) solo uno.
                La cocaina, visti anche gli alti costi, è un mondo a sè.
                Chi usa la “coca” non sfiora nemmeno nè l’eroina nè la marijuana.
                Sul mondo delle pasticche sintetiche non so praticamente nulla, tranne aver visto UNA sera il loro incredibile consumo in un famoso locale dove ero stato invitato per assistere all’esordio di un giovane dj, mio caro pupillo, andatosene per un male incurabile a vent’anni.
                Resistetti in quel locale esattamente mezz’ora, perchè scoprii che anche il mio desiderio di conoscenza ha dei limiti precisi.

              • Gatón scrive:

                Hai capito perfettamente ciò che intendevo dire.

          • Benelli scrive:

            Io a Vicenza c’ero, non si chiama Fiera ma non è importante.
            Ho la passione per la caccia da oltre quarant’anni e vado a Vicenza a vedere le ultime novità e evito le sezioni d’esposizione non venatoria.
            Purtroppo confermo che nelle sale, anche quelle delle armi da tiro e pistole varie c’erano bambini di ogni età, era imbarazzante ma non ho avuto il coraggio di dire nulla ai loro padri.
            Credo che ci sia stata una forte protesta del Vescovo e il sindaco ha minacciato di non rilasciare più l’autorizzazione se non la si vieta ai minori di sedici anni.
            Così mi ha riferito un compagno di caccia vicentino.

          1. do minus gazza scrive:

            Ho letto i post dell’ottimo Niktv e di Cesare.
            Ineccepibibili, date le loro premesse, ovviamente anche le conclusioni.
            Tuttavia vorrei capire perchè il “format” informativo della BBC e quella tedesco di Tagesthemen (il più autorevole) non si fanno prendere dalla smania megafonica de “al sangue! al sangue!”.
            Se non avvengono eventi terroristici, l’apertura è (quasi) sempre di Politica Internazionale, poi quella nazionale, POI LA CRONACA (nera compresa), ma con un “taglio diverso”, possibilmente analitico, poi infine l’Economia.
            Eppure dovrebero avere gli stessi problemi di “schèi” delle nostre TV.
            Non conoscendo i dati di audience, potrebbe anche essere che tv un tanto al chilo usino il sistema dei “tabloid”, molto gridati e con più audience.
            Capisco (col piffero!) che la SERIETA’ oggi sia in eclisse (spero) e non soppiantata da altre forme di “contatto”, anche a distanza.
            Comunque la mia rabbia (nervoso…) per le NOSTRE insane abitudini non è riducibile.

            • niktv scrive:

              Dato che ho usato il rasoio di Occam per analizzare la questione italiana, continuerò su questa strada anche per i canali di informazione inglesi e tedeschi (i più seguiti, in pratica quelli da te citati).
              Una prima analisi mi porta ad una risposta appunto banale: le popolazioni di questi paesi non hanno un approccio così “morboso” come quello dei nostri concittadini. Forse esse sono semplicemente più interessati ad una bella notizia di politica estera rispetto ad effetti da grand guignol e quindi quella gli vendono. Poi però mi sono preso la briga di approfondire appena un po’ l’argomento e scopro che (fermo restando non siano cambiate le cose) la BBC non prevede l’inserimento pubblicitari nei suoi programmi (almeno per la rete diffusa nel Regno Unito) e quindi può dedicarsi all’informazione senza dover rendere conto a nessuno sponsor dei numeri registrati (che per altro, a causa dei fondamenti tradizionalistici britannici endogeni nella cultura britannica, sono sempre molto alti). Non solo, ma il canone è pari (tranne alcune giuste e civili esenzioni o riduzioni) a 175€ contro i nostri 90€ (Wiki).
              Anche per la ARD le cose non cambiano molto. Pubblicità sì, ma molto ridotta rispetto a quella presente in RAI, nessuna pubblicità dopo le 20 e alla domenica e festivi esclusi eventi sportivi (la fonte: http://www.viaggio-in-germania.de la quale spero sia affidabile) il canone in questo caso è pari a 215,76€ all’anno.
              Mettiamoci inoltre che i telegiornali più seguiti fra tv pubbliche e private sono solo tre mentre in Italia ne abbiamo almeno il doppio, e la frittata fatta con l’eclissi della dignità anziché con le uova è servita sui nostri schermi (piatti).

            1. do minus gazza scrive:

              Sono andato a rileggere il vecchio Topic “Kriminal” che accennava a quanto scritto in questo.
              Ci sono due osservazioni interessanti, una di “Sydblue” e una di “Begbie”.
              La loro “teoria” è sintetizzabile (mi scuso) con: “…le statistiche sugli omicidi sono in calo, quindi “minor offerta” maggior interesse…”.
              Non mi convince.
              La gggente non conosce le statistiche di questo tipo o non le memorizza, quindi le ragioni attrattive per i fatti criminali di sangue, NON TRA BANDE, ma individuali, “deve” avere altra origine.
              Inoltre stiamo parlando dei mezzi di comunicazione di massa che li enfatizzano.
              Ho cercato in ogni dove, perfino un vecchio testo di Erich Fromm (tosto e difficile), ma nulla mi ha soddisfatto.
              Resterebbe la domanda impossibile:”chiedere ai direttori di TV e quotidiani PERCHE’ fanno quello che fanno”.
              C’è una risposta parzialmente consolatoria che è relativa al fenomeno del “femminicidio”, ed una meno consolatoria che riguarda:”…è successo a lei/loro, ma non può succedere a me…”.
              Per il momento mi arrendo ad una infelice evidenza.
              L’ennesima.

              • Niktv scrive:

                Audience, Soldi, Potere. Se non discutiamo del perché la gente sia attratta da certe notizie, ma vogliamo soffermarci solo sul motivo per cui i media enfatizzano tali fatti, forse la risposta è nell’associazione delle tre parole iniziali. Chi, come me, è in grado di ricordare, data la propria età, gli anni 70, avrà appunto memoria del fatto che non solo non esisteva internet, ma che addirittura la televisione era bicanale. Nel senso che c’era il primo e il secondo canale, punto. Non solo, addirittura non trasmettevano 24 su 24, ma solo poche ore al giorno. Di conseguenza si poteva assistere ad un solo telegiornale. In pratica monopolio puro dell’informazione. In quegli anni nasce si avvalora e continua tutt’oggi ad imperversare (checché se ne dica) il postulato: “lo hanno detto alla televisione”. In pratica un novello Vangelo (spero non sia pleonastico), altrettanto discutibilmente indiscutibile. Certo, esistevano anche i giornali, ma vuoi mettere guardare il telegiornale a “macca” senza la fatica di leggere e magari dover pensare (la Gazzetta dello sport invece no, quella si leggeva come oggi per distrarsi/incazzarsi sul balon o sul giro d’Italia in bici). Oggi abbiamo a disposizione centinaia di canali, alcuni dei quali addirittura sono notiziari non stop. Ovvio, ci sono ancora i quotidiani. sono nate le testate giornalistiche su internet, ci sono i blog, e così via. Prendiamo quindi tutti questi canali di informazione e apriamone l’involucro, andiamo cioè fisicamente dentro lo schermo o dentro la poca carta che ancora gira e guardiamoci attorno. Cosa vediamo? Vediamo giornalisti, redattori, registi, tecnici, addetti ai monitor, ecc. ecc. In pratica vediamo persone. E come persone hanno la necessità di mangiare, avere una casa, una macchina, eccetera. In pratica hanno, come tutti, bisogno di Soldi. O meglio hanno bisogno che qualcuno pensi come far scaturire da quell’esercizio i Soldi sufficienti affinché tutti quelli che collaborano abbiano pagato il loro stipendio e che l’azionarito abbia ilsuo dividendo. Quindi, se dovessi immedesimarmi in quella persona mi farei subito anch’io la stessa domanda: da dove estraggo i Soldi? Dato che non sono un rimbambito capisco subito che ho due strade: la vendita diretta del prodotto oppure la vendita della pubblicità che il prodotto stesso può veicolare (o entrambe le strade). In ogni caso devo vendere qualcosa e devo trovare un modo di monitorarne il successo. Audience, click, like, se vendo notizie via schermo, tiratura se vendo carta stampata. Quindi più Audience (o tiratura) sarò stato in grado di ottenere più avrò introito di denaro. Ma diavolo, siamo negli anni duemila, ci sono decine di competitors e, maledetti, sono giunti alle mie stesse conclusioni. Cosa faccio? Semplice, vendo ciò che la gente mi dimostra di voler comprare. La gente vuole violenza? Io la riempio di violenza. La gente ha gioia nel leggere le storie truci? Io le rendo ancora più truci e lo faccio innanzitutto sui titoli. I titoli servono ad attrarre il compratore, se i titoli non sono di suo gradimento egli cambia canale o non compra il giornale o non fa click sulla notizia. E quindi uso parole come CHOC oppure DRAMMA.
                Non mi interessa sapere perché alla gente piace un certo tipo di notizia anziché un altro, io devo solo sapere cosa gli piace. Non mi interessa di calpestarmi. Devo sopravvivere. Tanto “Il Foglio” lo legge solo Gazzini perché ha tempo e testa.
                L’ingranaggio è ormai questo. Il mercato lo impone e anche le testate più importanti e le relative firme devono adeguarsi pena il fallimento.
                Poi però leggo ancora una volta l’incipit di “Propaganda. Della manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia” di Bernays e capisco che quello che ho appena affermato è il nulla cosmico. E quindi del Potere non parlo… ho troppa paura.
                Permettetemi però un piccolo aneddoto. Mio padre, quinta elementare, guardava tutte le sere un programma alla televisione e non ne perdeva una puntata. Durante la trasmissione e anche subito dopo faceva commenti e dava giudizi pesantemente negativi sia sul conduttore sia agli ospiti che intervenivano. Ad un certo punto, io ragazzino sbarbato, gli chiesi il perché continuasse imperterrito a guardare quel programma dato che lo schifava tanto. Notai che si fermò un attimo a riflettere, poi mi guardò e mi disse abbastanza serio: mi piace farmi venire il nervoso…

                • Cesare Settore Superiore scrive:

                  Caro niktv, il mio stringatissimo post dello scorso 11 febbraio aveva esattamente condensato il senso di tutte le tue parole, almeno fino al tuo aneddoto.
                  Essendo nato anche io oltre 57 anni addietro, ho conosciuto e vissuto l’epoca delle 2 reti RAI e null’altro. E sono assolutamente d’accordo sul famoso assioma imperante a quei tempi che era “lo hanno detto in TV”.
                  Anche io ho smesso da molto tempo di comprare i giornali. Con un PC o un semplice smartphone oggi puoi fare il pieno di notizie e gratis. Per di più le puoi avere viste e raccontate da diverse angolazioni, cosa che contribuisce in maniera determinante a farsi una idea propria della realtà dei fatti.
                  Guardare trasmissioni TV tipo quelle della D’Urso o la Vita in Diretta del pomeriggio per me sono una follia da suicidio. Ma le tante casalinghe, qualche studente, alcuni pensionati, persone che nel pomeriggio non hanno di meglio da fare che seguire l’evolversi delle indagini del delitto di Melania Rea da parte di Parolisi oppure delle ultime novità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi (si, ne parlano ancora, a distanza di anni/decenni…) stanno a dimostrare che il pubblico vuole proprio quello. La spettacolarizzazione forzata di ogni evento o di ogni fatto di cronaca.

                  Per quanto l’affermazione finale di tuo padre, anche quella mi vede solidale al 100%.
                  Tifo Hellas da 48 anni, vado sempre al Bentegodi e partecipo anche a tante, tante trasferte!

              1. Paperinik scrive:

                Gazza, ricordo il tuo Kriminal topic….che dire.Il mondo necessita di violenza.Non basta quella immaginifica americanoide sparata succhiata e fotocopiata in mezzo mondo.Quella reale deve essere parte integrante del malloppo.Più è bestiale più tira.E come dire passare da Russ Meyer a Joe D’Amato nel porno.Dobbiamo assorbire di tutto per farci credere di essere come i primati.E in fondo in molti casi hanno ragione.Siamo massa e carne, l’astrazione è bandita.

                1. common sense scrive:

                  Non mi è parso che questo topic di Gazzini fosse orientato a conoscere i motivi storico sociologici del perchè i fatti o crimini di sangue siano così attrattivi per un gran numero di persone, ma perchè la stampa e la tv autoproclamantesi “seria” insista in modo insopportabile a far diventare tali fatti il centro dell’attività sociale e politica di un paese.
                  Il problema non è ovviamente l’autocensura dei mezzi di comunicazione, ma una cosa è aprire un tg annunciando “ferroviere ucide a coltellate una sua giovane ospite”, come non esistessero al mondo altri fatti più significativi, un altro significato l’avrebbe porre i fatti di cronaca, nera compresa, a metà o in chiusura di notiziario.
                  E che Gazzini abbia sollevato questa deprecabile usanza, l’ennesima di un paese sempre meno serio, va a suo merito come a tutti coloro che lo fanno con caparbietà.
                  Dott. Gazzini, il suo vecchio topic sull’argomento, mi pare si chiamasse Criminal.
                  Cordiali saluti

                  • do minus gazza scrive:

                    Caro Common Sense, un cordiale benvenuto.
                    Non saprai mai il piacere che prova uno che gestisce un Blog e un Topic come questo, ad essere capito perfino oltre le intenzioni origirarie.
                    Che dire?
                    Resta sul pezzo.

                    • do minus gazza scrive:

                      oops!
                      Dimenticavo di ringraziarti per il “memo” relativo ad un mio precedente Topic, simile a questo.
                      Titolava KRIMINAL (non Criminal), ma bene lo stesso.
                      Lo leggerò e magari riporterò alcune osservazioni niente male.
                      Non a quest’ora…

                  1. CIUCCO NORRIS scrive:

                    La morte per molti é uno spettacolo . Ho sempre detestato quelli che si mettono sul ciglio della strada a vedere i soccorsi prestati alle vittime di un incidente. Non ne capisco il senso o almeno diciamo che interpreto il tutto come una morbosità macabra. Ma la tv negli ultimi due decenni ha portato alla spettacolarizzazione della morte , soprattutto se violenta. Risultato ? Abbiamo i tour nei luoghi degli omicidi , con gente che si fa la foto ad Erba o si fa il selfie con la Costa Concordia sullo sfondo. Come se il confine tra il reale e la finzione non esistesse piú. Colpa anche dei finti programmi che ci vengono spacciati come reality show , che probabilmente hanno causato un tilt in cui non si riesce piú a distinguere che quello che accade attorno a noi non é uno show con telecamere nascoste. E cosí ecco che si soffermano sui dettagli piú raccapriccianti, cercano di risolvere i casi prima che ci arrivino gli organi competenti : la tv e i giornali si ergono spesso a pubblica accusa , difesa e giudice , in un susseguirsi di opinioni e chiacchiere su chiacchiere che rendono l’ evento di morte cruenta un semplice argomento da pettegolezzo. I TG poi strumentalizzano le cose a proprio piacimento : basta guardare Studio Aperto per capire che é un mezzo di propaganda politica in favore di un partito in cui l’ uomo forte é rappresentato dall’imprenditore che si é fatto da solo e che due decenni fa prometteva che avrebbe aiutato gli italiani mettendoci anche soldi propri . Poi la strumentalizzazione arriva a renderti un bambino teledipendente : una decina di servizi su morti e assassini , il tuo cervello immagazzina che il mondo é uno schifo , ma ecco che arriva il solito servizio sugli animali che sono tanto simpatici e che in fondo la vita va vissuta perché c’é sempre un cucciolo che ti aspetta. È il dessert finale buonissimo , quello che ti fa dimenticare che la cena é stata uno schifo. Questo meccanismo , ripetuto tutti i giorni , crea uno stato di dipendenza : lo spettatore sa che lo aspetta mezz’ ora di schifezze , ma alla fine verrá premiato con una caramella.
                    Dacci oggi la nostra dose di violenza quotidiana e rimetti sugli altri i nostri eventuali sensi di colpa , perché c’ é sempre chi si comporta peggio. E se mi racconti che a farlo sono sempre persone con la pelle diversa , vedrai che mi convinco perfino di essere un ariano che si puó fare giustizia da solo.

                    • do minus gazza scrive:

                      CIAK! si giiira…
                      Bentornato Ciuc, da quanto scrivi vedo che l’ernia era davvero discale e non cerebrale.

                      P.S.:
                      Ti ricordo, con pacata educazione, che hai un debito (in)formativo, studia e ripassa.
                      :)

                    1. Cesare Settore Superiore scrive:

                      Caro Gazza, la butto li. Abbiamo una classe politica – quella che ci meritiamo, sia chiaro – che da la nausea. Per fare audience oggi non serve il dibattito, o le cronache parlamentari. Gran parte della gente oggi vuole la cronaca nera spettacolarizzata e amplificata all’ennesima potenza. E dato che il giornali di carta negli anni a venire spariranno gradualmente (altro effetto collaterale di internet) le cose andranno sempre piu’ accentuandosi.

                      • Gazza scrive:

                        Caro Cesare, mi scuserai ma la tua osservazione (ragionamento?) mi pare troppo semplicistica.
                        Qualche riflessione su noi stessi è d’OBBLIGO farla.
                        Quella di buttar tutto “sulla classe politica” assomiglia ad una intollerabile autoassoluzione.
                        Sempre con franchezza come tu, apprezzatamente, mi hai chiesto.

                        • Frank scrive:

                          Stimato dott.Gazzini, non penserà che l’aumento della cronaca nera da un mese a questa parte sia un caso?
                          Nella corsa al “riposizionamento” in vista delle prossime elezioni non pensa che ci sia un interesse particolare a invocare l’uomo forte?
                          Che poi questo fantomatico “uomo forte” abbia capacità taumaturgiche tali da ridurre i fatti di sangue è tutto da dimostrare.

                          • do minus gazza scrive:

                            Caro Frank, benvenuto.
                            Penso di capire cosa intendi per “riposizionamento”: cercare d’intuire chi sarà il vincitore, mettere in atto/dire cose a lui/loro più gradite, per poi magari passare all’incasso.
                            E’ qualcosa che ho visto e, ahimè, vedo praticare ancora qua e là.
                            Comunque sia, aprire quattro volte su sette un telegiornale con fatti di cronaca nera e di sangue è da cialtroni.
                            Chissà se lo farebbe la B.B.C.

                            P.S.:
                            Se lo facesse Telenuovo ci troverei meno da ridire, specie se la notizia alternativa fosse un taglio di nastro del Sindaco oppure che la mucca Carolina del mio amico Massimo “Ercolino”, allevatore in Lugagnano, ha vinto un premio per le mammelle più lattifere della provincia.

                      1. do minus gazza scrive:

                        Non credo che le prossime elezioni siano un fattore moltiplicatore della morbosità attrattiva per i fatti di sangue.
                        La cosa ha origini antiche e controverse, solo che mancavano i moltiplicatori (non neutri!) come i giornali, le radio e… LA TV

                        Nota

                        NON HA IMPORTANZA SOSTANZIALE, MA CREDO DI AVER GIA’ TRATTATO QUESTA TEMATICA CON QUALCHE INTERVENTO INTERESSANTE…
                        NON HO UN ARCHIVIO, DEVO CERCARE IN ALTRO MODO

                        Nota 2
                        Il Topic prosegue comunque

                      Rispondi a do minus gazza

                      Accetto i termini e condizioni del servizio

                      Accetto i termini sulla privacy

                      *