23
set 2018
AUTORE Francesco Barana
CATEGORIA

Sport

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LA TRAPPOLA DA EVITARE

L’exploit di Crotone è uno di quelli che possono segnare una stagione. Per tre motivi.  Il Verona vince e convince a casa di una diretta concorrente. Il Verona, non da meno, conferma quanto di buono dimostrato la settimana scorsa con il Carpi. Il Verona si impone senza i suoi due attaccanti più forti.

C’è un senso di coerenza e legittimazione nelle due vittorie: non improvvisazione, fato, affanno, inerzia. Grosso dopo il passo falso con il Padova ha sistemato un paio di cose e sta trovando per la strada un suo disegno d’insieme. Non ci sorprende perché la didattica e la tattica – come abbiamo già sottolineato – sono da sempre i suoi punti forti. Tuttavia ci conforta, perché il tecnico nel frangente ha mostrato lucidità e sagacia. Il resto lo fa una squadra che probabilmente rispetto a molte altre  (se tutte staremo a vedere, rimango cauto) ha un tasso tecnico decisamente superiore con 4-5 giocatori fuori concorso (possono bastare e avanzare in B se gli altri fanno il loro).

Tutto bene? No, ovviamente. Il dilemma semmai è la tenuta, qualità nella quale il nostro allenatore in passato non si è mai distinto. E’ la distanza la prova del nove, sia nella partita che nella stagione. Il Verona è strutturato per arrivare in fondo? Intendo come mentalità, caratteristiche e organico nel suo complesso (al di là dei fuori concorso). Ora la differenza la fa mentalità: la vittoria di ieri può regalare convinzione, ma anche fotterti di presunzione. Il confine tra autostima o ego,  tra fiducia o vanità è labile e da non varcare. E’ questa la trappola da evitare.

 

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6 risposte a “LA TRAPPOLA DA EVITARE”

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  1. Paolone scrive:

    Per voi “opinionisti” la trappola da evitare dovrebbe essere quella del PREGIUDIZIO ma siete come Wile E. Coyote.
    Finardi docet.

    • stefano 50/60 scrive:

      ciao Paolone ho letto più volte quella parola “pregiudizio” soprattutto nelle cronache al sapore di miele ( a senso unico verso via belgio o olanda o lussemburgo insomma dove si va per nascondere denaro ) narrate dal re di Verona ( per lui solo naturalmente ) tavellino alias commissario basettoni alias sancho panza alias chi più nè ha più nè metta……il pregiudizio è quella brutta bestia, si dice, per la quale si pre giudica appunto una persona o situazione non tenendo conto che di un solo fattore rigorosamente negativo…. …..per una persona che si reca allo stadio, pagando, la partita a cui assiste dovrebbe ( ah il condizionale d’ obbligo purtroppo ) perseguire un risultato finale che sancisce solo alla fine del match appunto chi è il più meritorio…..se è pareggio dovrebbe voler significare che le due squadre si sono equivalse opinione più opinione meno……quando si assiste ad un campionato come quello appena trascorso tutto ciò decade nel letamaio perchè è evidente e lapalissiano che quel torneo è stato sacrificato, io sostengo venduto, sull altare di un non meglio tracciabile flusso di vile denaro…….garonzi non ha patito pregiudizi – guidotti di lupo e d agostino nada – arvedi nemmeno – martinelli non nè parliamo neppure – chiampan ha patito la vicinanza di un socio sul modello dell’ attuale proprietario del Verona – wc entinus e carpigiANUs invece si…….oDDio mio che ci sia una piccola ragione in ciò ? A Te la palla e grazie per l’ eventuale riscontro….

      • Paolone scrive:

        Ciao Stefano 50/60. Col mio commento volevo solo sottolineare che quest’estate da parte di questa testata giornalistica c’è stato un modo di porsi verso alcune componenti della società poco sereno.
        Mi riferisco ai giudizi riguardanti DS ed Allenatore.
        Il primo accusato di essere il “figlioccio” di Fusco e quindi di rappresentare la continuità col DS precedente. Ne sarebbe dovuto conseguire un mercato fatto male.
        Il secondo, poiché scelto dal primo ed essendo un allenatore con poca esperienza in categoria, avrebbe dovuto essere inadeguato per l’obiettivo promozione.
        Naturalmente i conti si fanno a fine stagione ma come prima impressione mi pare che i due non siano così malaccio come i commenti dei suddetti “opinionisti” lasciavano intendere.
        Insomma, non è che se un professionista viene scelto da Setti è automaticamente un incapace. Perché far pagare a D’Amico e Grosso gli errori di Setti e dei loro predecessori?
        A mio parere, alla base di questa diffidenza ci sono due elementi che hanno influenzato le firme di questa testata: il pregiudizio ma ancora di più il rancore nei confronti della presidenza.
        Per concludere, io non voglio difendere Setti (che di errori ne ha fatti e ne farà ancora), né entrare nel merito del rapporto tra TGGialloblu e la società Hellas Verona (entrambi hanno le loro ragioni) ma D’Amico e Grosso meritano il beneficio del dubbio e con loro anche i giocatori che sono per lo più nuovi. Perché buttare il bòcia con l’acqua sporca?
        Buon Hellas a te.

        • stefano 50/60 scrive:

          riciao Paolone….gli errori li fanno tutti quelli che fanno qualcosa……grosso e d amico finora stanno ottenendo buoni riscontri e nè son felice……le diatribe tra telenuovo e la proprietà nascono nel momento stesso in cui una si fa comprare dall’ altra, come ora sta succedendo tra telearena e la proprietà appunto……il mio disdegno invece per questo figuro nasce perchè gli errori fan parte della vita e si perdonano ma la disonestà fa parte delle persone che non èrrano perchè della vita nè fanno un imbroglio, e imbrogliare non è èrrare ma indurre all’ errore il prossimo…..

    1. Andrea Carloni scrive:

      ti do ragione al 100%
      la squadra c'è…..importante non peccare di presunzione e restare umili…..

      1. Targhebort scrive:

        Questa squadra, sulla carta, è molto forte, e secondo me più forte di quella che andò in A due anni fa. Ieri senza Pazzini e Di Carmine, ci siamo pure permessi di tenere in panchina Ragusa, Lee, Cissè. Chi può permettersi in B un parco offensivo simile? Nessuno. Per non parlare del centrocampo, che con l’oplite polacco davanti alla difesa secondo me può diventare un meccanismo perfetto di quantità e palleggio. La difesa resta il reparto forse più rivedibile, ma Grosso ha per le mani, per la cadetteria, un autentica fuoriserie. Ma la B è difficile e imprevedbile. Tempo al tempo. Ora teniamoci stretto questo primo posto sperando che rassereni un pò gli animi nell’ambientee ridiano un pò di (contenuto) entusiasmo.

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