Italo Zanzi, a inizio febbraio, ha detto che la società in caso di retrocessione è pronta a risalire immediatamente. Credo sia stata l’unica cosa davvero importante detta in quella (scialba) conferenza stampa. Ora però ci aspettiamo da Zanzi (che non è un “impiegato” come ho sentito, ma fintanto che è lì è il “verbo” della proprietà) un passaggio in più sul piano della comunicazione: nei prossimi mesi dovrà chiarire se Presidio Investors ha in programma un aumento di capitale.
Perché, intendiamoci, il paracadute aiuta e non poco, ma da solo non è sufficiente. Serve un budget proprio di investimenti per partire da un presupposto dirimente: essere ragionevolmente certi di costruire la squadra più competitiva della serie B. Perché ok che la palla è rotonda, ma fino a un certo punto: se si mettono soldi, si entra nella fascia di mercato più alta, cioè si ha la corsia preferenziale per ingaggiare i migliori calciatori della categoria.
Poi, altra questione centrale, non va sbagliato allenatore, indipendentemente da chi sarà il direttore sportivo (il contratto di Sogliano scade nel 2027, ma si rincorrono i rumors di un suo addio). Se dovesse rimanere l’attuale diesse, lo abbiamo già scritto, dovrà mettere in soffitta il suo metodo “totalitario” di gestione, metodo che ha sempre previsto allenatori troppo accomodanti. Qui serve un tecnico di grande personalità ed esperienza, ergo che abbia vissuto per più anni la serie A o che abbia già vinto la serie B. Dunque non Sammarco. Non un Donati (la voce è rimbalzata). Con tutto il rispetto, servono scelte di ben altro spessore. Altrimenti succede che ripartiamo dal via. Ma qui non è il Monopoli, qui i soldi, gli interessi e i rischi sono maledettamente veri.

