23
mag 2019
AUTORE Mariobasket
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Sport

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MINIMO SINDACALE

“Ci potrebbe essere un uomo libero con uno spirito da schiavo, e ci potrebbe essere uno schiavo con uno spirito pieno di libertà; ma chi è fedele a se stesso – quello è davvero un uomo libero, e chi si riempie la vita solo con ciò che è buono e bello agli occhi degli altri – quello è uno schiavo” (Abraham Isaac Kook)

Adesso è proprio finita. Scrivo a caldo, a poca distanza dal game over di questa stagione. Autogrill Valtrompia Sud. Unica consolazione di questa amara serie: non vedremo più per un po’ il barista diversamente alto che fa sempre il turno di notte e i suoi bufalini diversamente caldi,  tre volte in dieci giorni bastano e avanzano.
La delusione è legittima. Hai voglia a sentire LDM che parla di obiettivo raggiunto con il quarto posto in regular season e l’eliminazione dai playoff per un possesso e mezzo. Diciamo la verità: raggiungere la semifinale era il minimo sindacale per questa Tezenis che negli ottavi ha trovato Casale con Martinoni malmesso e nei quarti Treviglio con Pecchia appena uscito dall’intervento al menisco e Borra con due microfratture alla mano. La Scaligera, altrettanto vero, ha dovuto gestire uno stoico Poletti con una caviglia in condizioni proibitive e l’infortunio ad Amato che ha tolto di mezzo il capitano in tre partite della serie.
Ma se vogliamo dirla tutta: quando Vertemati si girava in panchina trovava un 2000 (Palumbo), un 2001 (D’Almeida) e non aveva uno straccio di cambio per il centro (Tiberti è stato utilizzato 14 minuti in tutta la serie), ma ha avuto la forza e il coraggio di lasciare in campo Caroti (1/19 al tiro, 0/7 nelle triple) che poi ha risolto il match. Mentre Dalmonte poteva pescare dai legni giocatori come Udom o lo stesso Ferguson, quando Amato non era k.o. Peccato però che nella decisiva “bella” il coach abbia sostanzialmente dovuto lasciare in panchina il centro per cui si era tanto battuto in estate, con l’acciaccato Borra a sua volta seduto a sostenere i compagni a bordo campo.
Come già in gara-3 è stato Ferguson, mollando un po’ le briglie, a trascinare la Tezenis alla rimonta dal -9 con 15 punti di fila, 24 tra ultimo quarto e supplementare, ma non è bastato. Non poteva bastare.
La serie dice che Treviglio ha cavalcato meglio l’onda, ha avuto più garra, già fantasia, più energia e brio. Qualità fondamentali nei playoff. Verona è rimasta prigioniera nel suo gioco talvolta noioso (il post sulla mezzaruota del Colonnello mi è testimone), spumeggiante quando è stata sorretta da buone percentuali di tiro (bella forza…), ma capace anche di difendere alla morte 72 ore dopo la pessima prestazione nella quarta partita.
Penso alla Tezenis appena eliminata e mi viene in mente la metafora di Aza Nikolić, coach della grande Ignis e maestro di tanti allenatori della scuola slava: “Noi come mucca di Erzegovina, prima fa secchio di latte e poi dà calcio a secchio”. Ecco, non vorrei che questa eliminazione producesse l’ennesima rivoluzione in casa Scaligera rovinando il lavoro impostato finora o, peggio ancora, inducesse il presidente Pedrollo a mettere in atto il suo durissimo sfogo dopo gara-4.

P.S. Lascio perdere il conto dei chilometri. In questa stagione vi abbiamo raccontato in diretta tutte le 15 trasferte di regular season (Cagliari compresa, e vi assicuro che in quel viaggio stavo male, ma davvero) e 5 dei playoff, anche quest’ultima, in sofferta coabitazione con i playoff dell’Hellas. Oltre naturalmente a 19 partite in casa per LNP Pass.
Ringrazio il Direttore-Editore Luigi Vinco per questa magnifica avventura. La Scaligera Basket, in particolare il responsabile della comunicazione, Gianpaolo Zaffani, per la puntuale collaborazione. E i miei compagni di viaggio: Emanuele Zantedeschi, Nicola Rigoni, Alessandro Zamboni, Massimo Ferro. Lo staff in regia a Verona. E naturalmente tutti quelli che ci hanno seguito con affetto e passione. Alla prossima.

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24 risposte a “MINIMO SINDACALE”

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  1. tom scrive:

    Dobbiamo tutti un ringraziamento a Mario, a Telenuovo, e più in generale a tutto l’ecosistema che ci permette a Verona di godere ancora di basket di medio livello. Potremmo passare ore a discutere sulle cause dei ripetuti fallimenti, dalla quasi retrocessione ad Agrigento. Credo siano strutturali da un lato, contingenti e casuali dall’altro. Per cui, ragazzi, non se esce. E poi con il senno di poi siamo tutti dei bravissimi Patron e GM.

    L’unico vero rimpianto di questi anni, a mio avviso, è Agrigento. In quella serie si è inceppato quel meccanismo sportivo che oggi ci poteva far esultare per la quarta salvezza comoda in A1 o per una bella serie di quarti playoff dopo una stagione sopra le aspettative. Con il passato però non si costruiscono nuove fortezze, anzi si rischia di rimanere nelle sabbie mobili dei rimpianti.

    L’anno prossimo ci aspetta un’altra stagione a budget medio-alto per la A2 (in teoria), per cui come sopra dobbiamo essere grati a quell’ecosistema (pur fragile, e che non è più riuscito a fare il salto di qualità) che ci fa passare delle belle domeniche, noi che di solito ci divertiamo con una finale di Promozione, per capirci.

    Per cui grazie Mario, grazie Telenuovo, grazie Pedrollo, grazie Veronesi. Io mi godo anche così! :)

    • Vittorio scrive:

      Ti spiego subito cos’è successo contro Agrigento: la società ha fatto venire l’americano di ripiego e Monroe ha smesso di giocare per ripicca. Non ci sono molti misteri a riguardo e meno male che qualche genio lo paragonava a Gray. Sly aveva un’umanità e una professionalità senza pari.

      • tom scrive:

        Immagino che sul fronte Agrigento 2015 le variabili che saltarono fossero più di una. Se vogliamo metterla sul romantico, aleggiava allora (come oggi) quello spirito impalpabile e misterioso che caratterizza la nuova Scaligera (post acquisizione diritti A2) come squadra magari talentuosa ma con poca garra, capace di alternare vittorie esaltanti a sconfitte senza dignità, con portafoglio relativamente ricco eppure talvolta apatica, svogliata, sufficiente.
        Se ci pensi questa è la nostra cifra dal lontano 2010/11. Sono passati giocatori monstre (Lawal, Monroe), di buon livello anche per il piano superiore (De Nicolao, Ndoja, Umeh, Da Ros, Greene), allenatori affermatissimi (Crespi) e che si sarebbero affermati a breve (De Raffaele), eppure non è mai scoccata quella scintilla (eccetto RS 14-15) che ha fatto infiammare “fino in fondo” negli anni le varie Trieste, Brescia, Bologna, Capo d’Orlando.
        Ci sono sempre spiegazioni razionali, tecniche, manageriali. Ma chi non possiede tutti gli elementi per valutare (noi) si deve limitare a queste letture magari romantiche, perché no un po’ romanzate. Verona come città dei canestri “maledetta”, ricca ma perdente.

        Detto tutto ciò, io mi diverto comunque al forum, si vede basket di buon livello, ci si diverte, e passano tanti italiani che in A1 non trovano spazio soprattutto per i ritmi e i limiti fisici. Chi si accontenta gode! :)

    1. giuseppe scrive:

      Grazie anche da parte mia a Mario unico giornalista di telenuovo che scrive bene di basket (gli altri sono troppo impegnati con il Verona Hellas) perchè competente e professionale. Un altro anno è passato seguendo le sue telecronache e interviste e mi auguro an altro ne arrivi l’anno prossimo.

      • Vittorio scrive:

        Guarda che Vighini e Rasulo sono appassionatissimi di basket, in particolare il secondo ne sa perché si è avvicinato alla pallacanestro ai tempi di Williams, forse anche prima. Se si occupano di calcio è perché in redazione ognuno ha la sua competenza.

        • giuseppe scrive:

          La mia era, se mai, una critica alla redazione di telenuovo, non alle competenze professionali dei giornalisti

          • Vittorio scrive:

            Il problema è proprio la critica: se si è deciso di trasmettere tutte le partite in trasferta è proprio grazie alla politica redazionale di Telenuovo e questo Mario l’ha specificato bene alla fine dell’articolo. Siamo molto fortunati a non avere le grosse disparità che invece si percepiscono in altre città.

            • giuseppe scrive:

              E la finisco qua, provando ad essere più chiaro: a Telenuovo muovo solo la critica di avere ben 4 giornalisti che regolarmente scrivono dell’Hellas, 1 solo del Chievo, 1 solo di basket e quasi nessuno di volley. Questi numeri li rilevi dalle firme che vedi giornalmente. Ben vengano inizative come lle partite in diretta della Tezenis, ma non mi dirai che non si nota un marcato sbilanciamento verso il calcio targato Hellas. Questione di audience ? forse si

      1. Vittorio scrive:

        Provo a dire i miei “2 cents”, però non vorrei essere frainteso, infatti premetto che quest’anno non è stato uno schifo totale, anzi. Io mi sono divertito a fasi alterne e vorrei ringraziare prima di tutto la società e in secondo luogo Telenuovo e te Mario per averci offerto un servizio che giornalisticamente e umanamente parlando è stato indiscutibilmente ottimo. Fra le varie migliorie avete anche aggiunto il cronometro a bordo schermo.
        Dico una cavolata e una cosa a cui tengo, parto dalla cavolata.
        La cavolata: i buoni giocatori (e ne abbiamo) funzionano accanto ai realizzatori. I vari Londero, Bullara, Galanda, Frosini, Dalla Vecchia, Boni fino ad arrivare ai Caneva e compagnia cantante funzionano fin tanto che qualcuno toglie le castagne dal fuoco, apre spazi e “va di” ventelli. Da quando è arrivata la nuova società è passato il messaggio che la squadra non deve avere punte di diamante e che tutte le singolarità devono essere valorizzate. “Ni”: è giusto coltivare i ragazzi, ma bisogna prendere due americani che la buttino dentro in modo continuativo, poi la squadra funziona di conseguenza.
        Postilla alla cavolata: manca la tecnica. Ho visto Udom andare in terzo tempo e sbattere la palla sul tabellone senza tenere conto della posizione del canestro (avevo visto una cosa simile solo in C femminile), ho visto Poletti andare in 1 vs 5, fare un salto buffissimo e prendersi una stoppata. Chi dice che non ci sono schemi non tiene conto che ci sono, ma che certi giocatori non hanno la tecnica e il trattamento di palla per poterli applicare, alcuni difettano addirittura in ricezione della palla. Non tutto è un disastro, il materiale umano c’è, ma si può fare meglio.
        La cosa a cui tengo: come mai la vecchia Scaligera è andata dalla D alla A senza “acquisti di diritti” ed escamotage simili? Perchè era fatta da un sogno e da obiettivi. Si lavorava tantissimo a livello umano, si cercava la chimica di squadra, si facevano incontrare i giocatori che alla fine diventavano amici (per esempio Iuzzolino e Keys uscivano sempre in centrocittà insieme), si cercavano di risolvere i drammi interiori sedendosi su una sedia e parlando, ciacolando e bevendo qualcosa. Mario Vicenzi in particolare trattava tutti i giocatori come suoi figli e si faceva in quattro per farli stare bene e assicurarsi che fossero al massimo a livello mentale.
        Questo sogno alla fine si è scontrato con qualcosa che risponde al nome di Danilovic-Moretti-Morandotti prima, Rebraca-Williams-Bonora dopo e Myers-Fucka-Basile-Galanda dopo ancora, tra l’altro allevando quasi la metà delle persone che l’avrebbero battuto.
        Ora cos’è precisamente la nuova Scaligera? Vorrei che tutti ci pensassero e che ci meditassero su, perchè anch’io non ho risposte semplici. Si va da errori della rifondazione con una squadra di bolliti misti a giovani come Gueye ad attuali progetti triennali fatti però cambiando completamente la squadra. Al di là delle foto in spogliatoio, delle urla di gioia e dei sorrisi che ci sono stati quest’anno io dalla rifondazione ho praticamente visto solo musi lunghi, giocatori stralunati e tantissima tensione. Ho anche visto un tentativo non buono di lanciare il brand, ad esempio vendendo magliette di Vujacic con spot sui social continui: io ho amici a Torino che lo davano per finito già l’anno scorso e mi stupisce tantissimo che i dirigenti di questa società non considerino che nell’era di internet 2.0 queste cose girano.
        Riassumendo non sto asserendo nulla di particolare e non ho risposte facili, però forse dovremmo prendere come esempio il compianto Mario Vicenzi: dovremmo tornare a parlarci, cercare di ricompattare tutto il movimento che è sempre in preda a sterili polemiche social da una e dall’altra parte, cercare da un lato di ascoltare le esigenze dei giocatori, ma dall’altro di metterli anche sotto al “Marcelletti” di turno (non dico lui ma qualcuno di simile) che li ammazzi di sessioni di tiro e schemi fino a ora tarda, sia per loro e la loro carriera sia per noi tifosi.
        Io non so come funziona l’aspetto societario, però che vada via Della Fiori (molto professionale ma poco incisivo) può essere un buon segnale.
        Nessuno chiede il ritorno di Giuseppe Vicenzi e Fadini (anche perchè non tornerebbero nemmeno dipinti), nessuno sta criticando i Pedrollo, però forse la vecchia mentalità, quella del guardarsi in faccia, del parlarsi, dei sogni è stata persa… forse se si ritroverà potremmo ritrovare noi stessi e magari giocarci un’altra finale a Belgrado, dimenticandoci delle varie Agrigento e Treviglio.

        • Mariobasket scrive:

          Nostalgia canaglia

          • Vittorio scrive:

            Può darsi, per è più “la nostra storia” e quindi anche un po’ noi stessi. Se dimentichiamo chi siamo non possiamo fare molti passi in avanti.

        • Max scrive:

          Bel post “romantico”, ma anche “pratico”, io condivido soprattutto la vena pratica di ciò che hai scritto. Della Fiori non ha inciso per niente in questi due anni, anzi, solo il fatto che abbia portato a Verona (dalla sua Cantù) un giocatore come Maspero la dice molto ma molto lunga. Aggiungo, quanta acqua dovrà passare ancora sotto i ponti di Verona prima di rivedere un giovane, di co uno, su cui investire, ma investire veramente ?

        1. Paolo scrive:

          Caro Mario, dicevi che il girone OVEST era inferiore all’EST, ma 3 su 4 sono del girone OVEST. A questo punto non sono così convinto della promozione di Treviso. Capo D’Orlando è molto forte ed è arrivata secondo con lo stesso punteggio di Roma. Tornando al match mi dispiace tantissimo, molto deluso. Se si vuole andare in A1 e sperando anche di ristarci, primo, 2 americani da almeno 20 punti a partita, Amato, Candussi, Udom e Severini possono restare. ma soprattutto un allenatore di primo livello. Utopia???

          1. Paolo scrive:

            … e comunque, arbitraggio studiato alla perfezione. Tantissimi falli contro e a favore non fischiati, anche alla fine quando Ferguson perde palla, ma è chiaro fallo intenzionale. Diciamo che Treviso deve andare in A e quindi incontrare Verona per Treviso non è la stessa cosa di 3Viglio. A pensar male si fa peccato ma alle volte ci si azzecca. Forza Scaligera!

            1. Armix66 scrive:

              Siamo arrivati alla fine della nostra stagione, si aprirà con calma la fase delle analisi e del rinnovamento. Condivido l’auspicio generale che la proprietà voglia ripartire con un progetto di continuità, anche se credo inevitabile che assisteremo a qualche scossone. Lo staff tecnico credo sarà cambiato, perché si è incrinato il rapporto fiduciario con la proprietà. Credo che forse 2/3 giocatori saranno rinnovati/confermati (Severini, Poletti, e, forse, Candussi), gli altri coglieranno nuove opportunità di mercato (Udom e Amato), altri cercheranno maggiori spazi in altre società.
              La delusione più grande per quanto mi riguarda non essere usciti con Treviglio, che ha nel complesso meritato più di noi il passaggio del turno; quello che più brucia riessere arrivati alla fine della stagione con una squadra che complessivamente, nonostante gli innesti di peso in corsa, non ha elevato la qualità del proprio gioco, perché non è riuscita a diventare una SQUADRA. Su queste basi diventa difficile costruire le basi per una crescita, salvo stravolgimenti e revisione del piano triennale.

              1. Angossa scrive:

                Sbaglio o avevano detto serie A1 in 3 anni? Bon, l’anno prossimo è l’ultima possibilità e con Bologna e probabilmente Treviso fuori dalle balle è severamente vietato fallire. Ovviamente con un nuovo tecnico, perchè è chiaro che questo è bollito. Pedrollo compra Boniciolli e poi fate un duetto! :-)

                1. bacci scrive:

                  grazie a te mario. Ascoltarti gasa sempre!
                  Sarebbe stata bella una diretta completa ieri, ma tant'è..
                  Si preferisce guardare in faccia un giornalista che commenta una partita di calcio, piuttosto che una diretta di Gara 5 (vinci o vai a casa). Peccato. Non so quanto questo porti vantaggio a telenuovo. Io ad esempio ieri avevo la tv su Sportitalia e il cell su dazn per il verona. Poi eh magari gli ascolti vi daranno ragione, ma culturalmente è la conferma che oltre al calcio in questa città non si va (ormai da 10 anni e piu). Ancora complimenti per la passione (e competenza) che metti nelle telecronache!

                  1. Lullone scrive:

                    Grazie Mario!! Ottimo lavoro a tutti!! Speriamo di risentirvi e rivedervi la prossima stagione!! Capitolo squadra… che dire, amarezza e delusione. Ma, a mente fredda, visto il campionato disputato, la promozione non era alla nostra portata, Treviso e Capo (e Monte) sono piu forti e meritano di salire. Rammarico per aver sbagliato completamente G4… con l’intensità vista ieri, magari l’avremmo vinta. E adesso vediamo di non stravolgere la squadra… inoltre la panchina lunga servirà moltissimo il prossimo campionato!!

                    1. carletto scrive:

                      Mario sei sempre grande e unico per come vivi le partite. Ricorda a Pedrollo che la Scaligera non è un’Azienda familiare: Beppino Vicenzi docet. E anche negli sfoghi (legittimi e giustificati), bisogna avere misura

                      1. Simone scrive:

                        Grazie Mario e grazie Telenuovo per il servizio che avete fatto durante tutto l'anno!

                        1. Simone scrive:

                          Super Mario

                          Grazie di cuore !!! Sei stato sempre impeccabile nelle sintesi , nelle telecronache e nelle interviste. Con immensa stima .

                          1. Alberto Tortella scrive:

                            Mario grazie mille per la tua passione!

                            Ad maiora!

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