E’ morta la nostra religione, ovviamente parlo del calcio, unica religione degli italiani. Nemmeno i funerali: la Svizzera ci ha scaraventati direttamente nella fossa.
La fede rende ciechi, e così il goal all’ultimo secondo ci aveva illuso, quando già la Croazia doveva eliminarci.
Chi sono i becchini? Certamente anche Luciano Spalletti, allenatore isterico che sta tutto il tempo a bordo campo a urlare. Imparasse dal più grande allenatore al mondo: Carlo Ancellotti che non si agita nemmeno se il suo Real prende goal. Cambia schema, cambia giocatore, e se ne sta tranquillo.
Cosa diremmo di un genitore isterico o di un insegnante o di un medico? Che vanno sedati. Così bisognerebbe sedare Spalletti e i tanti allenatori isterici come lui. Invece confermato: per garantirci la fossa anche ai prossimi mondiali.
Poi i giocatori: definirli bamboccio viziati è far loro un complimento: pieni di soldi, hanno anzitutto in mente di tatuarsi (ammesso di avere ancora un centimetro libero), la pettinatura, il colore dei capelli: me li faccio biondi o verdi?
Il nostro è un bel campionato perché il 65% dei calciatori sono stranieri.
I grandi atleti che abbiamo nelle altre discipline, dal salto con l’asta alle corse, pensano a fare gli atleti a prepararsi al meglio, non a tatuarsi.
Morta la nostra religione, la Ue vorrebbe imporci quella green. Ma qui per fortuna i fedeli sono pochi…