E’ MORTA LA NOSTRA RELIGIONE

E’ morta la nostra religione, ovviamente parlo del calcio, unica religione degli italiani. Nemmeno i funerali: la Svizzera ci ha scaraventati direttamente nella fossa.

La fede rende ciechi, e così il goal all’ultimo secondo ci aveva illuso, quando già la Croazia doveva eliminarci.

Chi sono i becchini? Certamente anche Luciano Spalletti, allenatore isterico che sta tutto il tempo a bordo campo a urlare. Imparasse dal più grande allenatore al mondo: Carlo Ancellotti che non si agita nemmeno se il suo Real prende goal. Cambia schema, cambia giocatore, e se ne sta tranquillo.

Cosa diremmo di un genitore isterico o di un insegnante o di un medico? Che vanno sedati. Così bisognerebbe sedare Spalletti e i tanti allenatori isterici come lui. Invece confermato: per garantirci la fossa anche ai prossimi mondiali.

Poi i giocatori: definirli bamboccio viziati è far loro un complimento: pieni di soldi, hanno anzitutto in mente di tatuarsi (ammesso di avere ancora un centimetro libero), la pettinatura, il colore dei capelli: me li faccio biondi o verdi?

Il nostro è un bel campionato perché il 65% dei calciatori sono stranieri.

I grandi atleti che abbiamo nelle altre discipline, dal salto con l’asta alle corse, pensano a fare gli atleti a prepararsi al meglio, non a tatuarsi.

Morta la nostra religione, la Ue vorrebbe imporci quella green. Ma qui per fortuna i fedeli sono pochi…

CAPORALATO COLPA DI GIORGIA

A leggere i media vicini all’opposizione eravamo un Paese con tutti i lavoratori in regola, poi è arrivata Giorgia ed è dilagato il caporalato…

Ovviamente analisi sciocca, il problema è cronico e difficile da affrontare. Non solo in agricoltura, basti pensare alle colf: scommessa trovarne una in regola. Non solo italiano: alcuni membri della più ricca famiglia inglese sono stati arrestati perché pagavano le cameriere 8 euro al giorno, meno del mangiare dei cani!

Inutile anche se giusto manifestare a Latina. Affidiamo i controlli ai sindacati e risolviamo così il problema? Chiaro che no.

Arduo contrastare questo problema cronico: quando una misura è utile economicamente tutti, tanti, scelgono di applicarla… Sacrosanto, ripeto, darsi da fare; ma attribuire la responsabilità al governo Meloni è una pura sciocchezza del tutto inutile.

UN G7 A TARALLUCCI E VINO

Il G7 in Puglia non poteva che finire a tarallucci e vino. Anche perché c’era un solo leader presente: Giorgia Meloni che infatti ha visto crescere la sua credibilità internazionale.

Poi Biden: se Giorgia non lo prendeva per mano si perdeva del prato…Macron parla di aborto, ma sono i francesi ad averlo abortito: batosta senza precedenti.

Scholtz superato dall’estrema destra. Sanchez anche in Spagna. Non si potevano che elencare buoni propositi senza soluzioni pratiche.

Tutti d’accordo: redistribuzione dei migrati e lotta ai mercanti di schiavi. Come, con che misure efficaci, all’atto pratico?

Sacrosanto il piano Mattei per l’Africa. Ma, se a Kiev abbiamo stanziato 50 miliardi per prolungare all’infinito la guerra, per liberare l’Africa dal colonialismo cinese di miliardi ne servirebbero 5 mila. E non abbiamo soldi, bes eti come dicono i veneziani, nemmeno per aiutare famiglie e imprese italiane…

E allora ripeto: grande successo per Giorgia che ne aumenta la credibilità e la stima internazionali. Ma, per il resto, tarallucci e vino.

POVERA GIORGIA, CHE PENA

Che pena vederla, immagini diffuse a raffica su tutte le reti, vederla baci e abbracci con Zelensky. Che pena vederla in punta dei piedi baci e abbracci con Biden, questo padrone del mondo tanto “affaticato” che non è andato nemmeno a cena con Mattarella. Che pena poveri ucraini che Zelensky, oltre ad aver cancellato non so quanti partiti, ha cancellato pure le elezioni presidenziali, e quindi gli ucraini non possono nemmeno decidere se confermarlo o meno. Ma l’Occidente è schierato con un leader democratico o con un dittatore autoritario?…
Poi l’Occidente ha coperto Kiev di miliardi attinti dai fondi russi bloccati ma, la cosa interessante, è che non si tratta di finanziamento a fondo perduto bensì di un prestito. Quindi Zelensky dovrà restituire fino all’ultimo Euro. E se non lo farà? I leader occidentali potrebbero eliminare l’insolvente avendo così compiuto l’opera: liberare gli ucraini da un dittatore, non Putin ovviamente, ma lui, Zelensky.
Poi al G7 arriva il Papa e parla di intelligenza artificiale; forse indispensabile per credere ancora nella Chiesa cattolica da lui diretta…In fine Giorgia Meloni col piano Mattei inonderà l’Africa di miliardi, liberando così il Continente Nero dalla colonizzazione cinese? Impresa ardua, povera Giorgia speriamo che ci riesca…

MELONI, CHE DUE MELONI!

Tutto si può dire ma non che a Giorgia manchino i meloni: è riuscita nell’ardua impresa di essere l’unico premier europeo a non essere penalizzato, ma anzi confermato alla grande dagli elettori.

Contrariamente a Macron ammazzato dal voto, a Schultz azzoppato tanto da ipotizzare un voto anticipato tedesco, a Sanchez superato in Spagna dalla destra; al premier belga che si è dimesso per disperazione.

L’Europa ha subito uno tsunami di destra. Ridicola la Von der Leyen che fa finta non sia successo nulla, che pensa di essere rimasta lei l’ago della bilancia di un’Europa moderata che non esiste più.

Ovvio, piaccia o non piaccia, che l’Europa ha drasticamente voltato a destra. Con lei e con la Le Pen. Torniamo alla copertina dell’Economist che già settimane prima del voto le aveva indicate come le donne guida della nuova Europa.

Chiaro, ripeto piaccia o non piaccia, che sarà Giorgia a dettare le carte, a comandare nella nuova Europa. Olanda a destra, perfino Cipro, arduo trovare elettori di qualunque Paese che non abbiano svoltato da questa parte.

Ottimo, inaspettato, il risultato della Schlein che ha detto a Giorgia “sto avvicinandomi”. Ma nulla cambia negli equilibri italiani. Mentre c’è una svolta storica, senza precedenti, in quelli europei: il nuovo king maker, la nuova regina, si chiama Giorgia dai due meloni mai visti prima…

UN REFERENDUM TUTTO NOSTRO

Il voto europeo sarà certamente un referendum, come ha detto la Meloni, ma pensare che sia un referendum per cambiare l’Europa è pia illusione.

Sarà un referendum tutto nostro, cioè sul voto italiano. Referendum tra Meloni e la Schlein, referendum anche tra Lega e Forza Italia. Per gli altri la scommessa di arrivare al 4% per entrare nel consiglio europeo.

Ma pensare che servirà a decidere un’Europa più attenta ai singoli stati è appunto più illusione. Certo che servirebbe un Europa davvero federalista. Basti pensare all’enorme differenza che esiste tra i Paesi del Nord Europa e quelli mediterranei (appena dimostrato con le normative sulle case green).

Ma purtroppo l’Europa resterà centralista come è sempre stata da decenni.

Inutile invocare l’esempio degli Stati Uniti americani, dove si decide diversamente su ogni singolo stato e poi c’è la politica estera comune.

Da noi la politica estera comune è impedita dalla storia: millenni di guerre e differenze tra i singoli stati che tuttora risultano insuperabili.

Quindi prepariamoci a votare per il nostro referendum. Perché, come dice giustamente lo spot istituzionale, se non decidiamo noi decidono gli altri.

E poi attenti alle preferenze perché, con le nuove regole, c’è il rischio di invalidare i voti.

Comunque sabato e domenica prossimi speriamo che siano tanti italiani ad andare alle urne.

PROFESSORI NELL’INFERNO DI DANTE

Mandarli subito all’inferno questi professori che consentono agli studenti islamici di non leggere e studiare la Divina Commedia.
Sono i tipici infiltrati che favoriscono l’invasione islamica del nostro Paese. Dimenticano anche che la fondazione Dante Alighieri diffonde la cultura italiana nel mondo. Autolesionisti che odiano la storia e la cultura italiane. Siamo arrivati perfino a polemizzare sulla statua dell’alpino a Padova. Dobbiamo criticarli o lodarli gli alpini?
A parte invertite come i partigiani favorirono l’arrivo degli alleati a liberarli, così questi favoriscono l’arrivo degli islamici a conquistarci. Le chiese sono vuote, gli oratori anche. Ma il cardinal Zuppi, presidente della conferenza episcopale italiana, invece di occuparsi del crollo senza precedenti della sua religione. Ha il buon tempo di blaterare su premierato a autonomia…
Come se la Meloni, invece di cercare di affrontare i problemi del Paese, si mettesse a blaterare sul sacerdozio femminile. C’è anche un comune sentire che va nella direzione opposta, che non gradisce l’invasione islamica. Ma temo che non basti.
E allora, senza perdere tempo, tanto vale che ci convertiamo subito all’islam. Che dite?

QUATTRO GATTI DI STUDENTI

Avessimo un’informazione seria ci avrebbe detto fin dall’inizio che ad occupare le università e a manifestare per la Palestina sono quattro gatti di studenti. Invece ce l’hanno presentato come un evento nazionale. Che, a guardare i numeri. È invece un evento di quartiere, di piccolo quartiere: cento incontrati da Mattarella, 60 ad impedire al ministro Bernini di svolgere l’attività politica.
Vergognoso che il Senato accademico dell’antica e gloriosa Università di Padova abbia avuto il buon tempo di dialogare con questi quattro scalmanati. Anche Mattarella poteva risparmiarselo. Che poi, da vecchio democristiano, ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte, invece di dichiarare solo che l’antisemitismo va condannato senza se e senza ma.
Per fortuna abbiano centinaia di migliaia di studenti ai quali, diciamo così, non gliene frega niente né di Israele né della Palestina né di Hamas. Vorrebbero studiare, dare esami, laurearsi e crearsi una prospettiva di vita. Invece è impedito loro da quattro gatti.
Cambieremo il registro? No, perché il Declino dell’Occidente è stato profetizzato e oggi è in pieno corso sia nel nostro Paese che nel resto del mondo occidentale. Prenderne atto ed amen, senza coltivare vane speranze.

SIAMO INVASI DALLE “CIMICI”

Siamo invasi dalle “cimici” che ovviamente non sono gli insetti ma le apparecchiature per le intercettazioni. Tutte le indagini in Liguria sono basate su anni ed anni di intercettazioni. Divulgate.

Questo è il punto e la regole è, o dovrebbe, essere chiara. Ribadita anche dal ministro Nordio. Nessuno dice che le intercettazioni non vanno fatte: essenziali per le indagini. Ma non devono, non dovrebbero, essere divulgate prima del confronto tra accusa e difesa in tribunale.

Invece nel caso dell’inchiesta in Liguria sono state tutte divulgate prima. Col risultato che, chi le legge o le ascolta, deduce che Toti e il suo entourage vanno condannati non all’ergastolo ma ai lavori forzati. Questo accade con il circuito mediatico-giudiziario.

Salvini ha osservato che se mettessimo le “cimici” negli uffici o a casa dei magistrati scoppierebbe il caos. Aggiungo che, se le mettessimo a casa nostra, con tutte le accuse, le minacce, le fesserie che diciamo, servirebbe un mega superbonus per costruire carceri in ogni quartiere…

Arriveremo mai ad usare in maniera appropriata le intercettazioni, cioè a non divulgare prima del confronto accusa-difesa in tribunale? Mai. Altrimenti dovremmo rinunciare ad avere una giustizia da quarto mondo.

NICOLA PASETTO ALLA GOGNA

Nicola Pasetto è uno storico esponente di Alleanza nazionale, morto 27 anni fa in un incidente stradale, fu anche deputato. La giunta di Flavio Tosi decise di dedicargli un lungadige con una targa alla sua memoria dove ogni anno i politici a lui vicini pongono una corona alla sua memoria.

Ogni volta ci sono polemiche. Ma quest’anno Gianni Zardini, leader del Circolo Pink, ha preso la corona e l’ha gettata in Adige.

Gesto applaudito e condiviso anche da esponenti di centrosinistra della giunta Tommasi: l’assessore comunale Jacopo Buffalo e la vicepresidente del consiglio comunale Veronica Atitsogbe. Non contenti del plauso se ne sono anche vantati sui loro siti.

Forse ritenevano di aver compiuto un gesto eroico di protesta antifascista, tipo prendere il busto di Mussolini, che staziona sulla scrivania di La Russa, e averlo gettato in Adige.

Già sconcerta aver gettato via la corona di Nicola Pasetto, ma anche vantarsene è d’avvero incredibile.

Va detto che sono stati criticati anche da esponenti di sinistra come Nadir Welponer che l’hanno definita una vigliaccata.

IL sindaco Tommasi invece, forse occupato a seguire gli ottimi risultati dell’Hellas, non ha profferito verbo, evitando di commentare “l’impresa” dei suoi.

Quindi mettere alla gogna, insultare la memorie di Nicola Pasetto, oggi per questi veronesi di centrosinistra è diventata la nuova frontiera dell’antifascismo. Alto livello della loro azione politica.