08
ott 2020
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Sport

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LA REAZIONE

Pronti via: Mantova in vantaggio con una deviazione sfortunata di Andelkovic alle spalle di Vannucchi.

Palla nuovamente al centro: Padova che prende la traversa (con lo stesso Andelkovic) e manda Ronaldo due volte alla conclusione in porta dalla distanza costringendo il portiere avversario a difficili respinte.

Nel momento di maggiore pressing biancoscudato contropiede del Mantova: Rosso con lo scavetto non inquadra lo specchio della porta divorandosi un gol più facile da segnare che da sbagliare.

Risultato: c’è la reazione del Padova. Di quelle vere, autentiche, rabbiose, di nervi ma anche di cuore. Di quelle che ti fanno dire: basta così, ne abbiamo abbastanza, d’ora in avanti basta leggerezze, solo sostanza, ritmo, pressione sull’avversario, baricentro alto e tiri in porta.

Ecco come è nata la prima vittoria in campionato del Padova contro il Mantova, grazie appunto all’orgoglio tirato fuori subito dopo aver rischiato di affondare la barca e di finire nel mirino della critica più feroce. L’errore di Rosso si è trasformato nella riscossa di Ronaldo e compagni. Nella situazione che ha fatto svoltare la partita. E finalmente si è visto che questa squadra ha carattere, determinazione, forza, nervi, muscoli, gamba. Tutto quel che serve per essere protagonista fino in fondo.

Oltre al carattere, il Padova ha dimostrato di essersi rinforzato a dovere e con le giuste caratteristiche nel mercato concluso poche ore fa: Curcio, Saber e Bifulco gettati nella mischia dall’inizio (con Curcio arrivato a Padova in città in macchina da Salerno solo alle 19 di ieri sera) ne sono la dimostrazione più lampante. Senza dimenticare Della Latta, già una garanzia assoluta a centrocampo, e Paponi che saprà essere devastante lì davanti una volta rientrato dopo l’infortunio. E senza scordarsi nemmeno di chi c’era anche prima, ovvero Soleri (grande partita di sacrificio), capitan Ronaldo, sempre presente in fase di rifinitura ma anche in zona gol), Nicastro, Germano, Andelkovic e via via tutti gli altri.

E senza dimenticare che la partita, nel finale, ha perfino assunto i toni della piccola favola quando Matteo Mandorlini si è tolto la soddisfazione di segnare il 3-1, andando a gonfiare la rete per la prima volta sotto gli occhi (commossi) di papà Andrea in panchina. Il figlio giocatore che segna sotto gli occhi del padre allenatore. Con la fascia di capitano al braccio per giunta. Non facciamo fatica a credere che, come ha detto Andrea Mandorlini, oltre che per Padova e per i tifosi questa sia stata una serata indimenticabile anche per la sua famiglia.

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6 risposte a “LA REAZIONE”

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  1. Giorgio scrive:

    Lunedì sera l'esperto conoscitore del calcio padovano nella sua trasmissione ha affermato di aver trovato la quadra del male del Padova nella presenza di Mandorlini figlio in squadra. Ieri in occasione del gool il primo a schizzare dalla panchina per congratularsi è stato il CAPITANO Ronaldo.. Come al solito ha capito tutto…….

    1. stefano. r scrive:

      Non so dove arriverà, ma a me questa squadra piace.
      Poi se qui devono venire solo i campioni e dobbiamo andare In serie A perché siamo il Padova, allora è un altro discorso.

      1. fabio.pd scrive:

        un plauso all’allenatore Mandorlini che ha avuto il coraggio di fare giocare fin da subito Curcio e Bifulco, oltre a Saber…..Le qualità di sarebbero, manca l’amalgama…..

        1. QuoreSqudato scrive:

          Toni un po’ troppo trionfalistici… io ho visto errori inguardabili ed un avversario davvero poca cosa, che, ciò nonostante, ha avuto la possibilità di mandarci al tappeto.
          Per carità, fiducia a Mandorlini e squadra, ma c’è ancora tanta, tanta strada da fare.
          Urge trovare la quadra soprattuto in attacco, lì siamo veramente messi male.

          Se poi qualcuno mi spiega qual è la nostra idea di gioco, che non siano le sporadiche intuizioni dei singoli (sulle fasce? palle alte? fraseggi e palle filtranti?), vi ringrazio…

          1. Tifoso a 1/2 scrive:

            Se non avessimo preso goal nell’unica occasione che ha avuto l’Imolese
            Se non avessimo subito un rigore contro VERGOGNOSO a Fano
            Se ci avessero concesso un rigore netto a favore a Fano
            Staremmo commentando con altro spirito

            • Enrico M. scrive:

              Se El Shaarawy, Perin e Bonaventura giocassero ancora nel Padova
              Se avessimo Guardiola in panchina e un emiro come Presidente
              Se invece dell’Euganeo giocassimo dello stadio del Bayern…

              Ma questi siamo e credo che di tutto abbia bisogno questa squadra e questa gestione tranne che di alibi. Abbiamo giocato con avversari modesti e abbiamo raccimolato poco, questo doveva suscitare una reazione che va ben oltre la singola vittoria. Vedremo… Ammesso poi che ci siano le basi per lottare per il vertice, cosa su cui mi permetto di dubitare perché continuo a vedere troppi elementi di continuità con la mediocre scorsa stagione. Con l’aggravante che nella stanza dei bottoni ci sono gli stessi (proprietà, dirigenti, DS, allenatore) e dovrebbero aver almeno imparato dagli errori recenti.

            1. massimo scrive:

              Appunto, se Rosso avesse segnato il secondo gol più facile da segnare che sbagliare certamente non staremo a commentare il successo dell’orgoglio. È andata bene e comunque contro un Mantova veramente poca cosa.
              Ritengo sia prematuro parlare già di Serie B , in pratica si è detto questo.
              Massimo

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