06
ago 2018
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Par tirar tardi

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ERAVAMO IN QUATTRO AMICI IL 02 AGOSTO 1965…

C’era il “Lisander” che, da modesto commesso di merceria, diventò responsabile del Nord Italia di una nota azienda alimentare.

C’era il “Pibel” che, da ragioniere e dopo una laurea tosta, divento Titolare di Cattedra in Matematica in una delle più famose Università del Veneto e d’Italia.

C’era il “Gioba” che, dopo il diploma al Liceo Artistico, per amore di una figlia di un severo e noto padre, si laureò e adesso è un noto progettista di “archi per tetti”.

E poi c’ero io che sono diventato quello che sono, sia per coloro a cui “piaccio” sia per quelli che non mi filano per niente.

I Tre Moschettieri più D’Artagnan, che divenni io, ma si capirà più avanti il perchè.

Quattro discreti “fighetti” di 18 anni, vestiti da urlo, ma senza una lira o quelle poche che rimasero dopo aver pagato SUBITO la Pensione “Da Marisa” a Miramare di Rimini (fuori Rimini si pagava meno-n.d.g.).

Il guardaroba “da urlo” è presto svelato:

1) un sarto di Via Stella informa il Lisander, suo fornitore, che gli è rimasta una pazza di gabardine nero e che se la compriamo tutta e ci facciamo i vestiti dalui ci avrebbe fatto un buon prezzo.

detto e fatto: chi un due bottoni (io) chi un tre bottoni e chi (Lisander) esagerò con un QUATTRO bottoni “alla Beatles”;

2) dai 4/5 completi di pantaloncini da bagno(corti) e camice “button down” uguali ai pantaloncini (una assoluta novità per i tempi);

3) altra “novità”, copiata dagli americans, tre paia di bermuda a testa dopo aver tagliato all’altezza del ginocchio dei vecchi jeans rigorosamente sdruciti (almeno uno doveva essere bianco o crema).

Non avendo io il jeans bianco SACRIFICAI un paio di jeans Lee, originali americani, allora introvabili.

4) per le scarpe, rigoroso mocassino nero (suola e tacco rinforzati “all’inglese”) nonostante fosse estate.

Un numero imprecisato di ciabatte ed “espadrillas” (che se vai a Madrid, come feci io l’anno prima,, e chiedevi “…senor tiene espadrillas…?”, il commesso ti guardava con gli occhi sbarrati finchè ti proponeva “le zapatillas” che per l’appunto erano le espadrillas per noi. Rigorosamente proibite le scarpe ginniche (anche se io avevo in valigia le mie splendide “Converse” con cui giocavo a Basket).

Dopo due o tre giorni di “caccia” sulla spiaggia, poca “roba” nella rete e le preoccupazioni aumentavano.

Per la verità avvevamo attirato l’attenzione di qualche bella milanesina & amiche, stavano tutto il pomeriggio con noi (invereconde collette dentro una cabina per raccogliere i soldi delle consumazioni), ma… ma… ti davano appuntamento alla sera dentro le migliori “dance hall” e lì cascavano i fighetti somari senza schei.

Solo il Pibel riusciva a sgattaiolare dentro perchè aveva, già allora, un’aria autorevole, per scappare ri-go-ro-sa-men-te una ventina di minuti prima dell’arrivo del conto.

E qui comincia la storia…

Alcune cose sono già state scritte in questi anni di vita del Blog, porterete pazienza.

La mia “iniziazione sessuale” comincia prestissimo: a quattro anni vengo “iniziato” in una soffitta di Vicolo Storto (San Nazaro) da una bambina di dieci anni che avrebbe dovuta essere la mia babysitter.

Purtroppo mia madre ci scovò “sul più bello” (?!?). Io ricordo tutto perfettamente (tipico degli anziani avere memoria del passato e meno del recente), e devo dire che da quel momento non ho mai smesso.

Ci fu la classica cuginetta coetanea dai sette ai dieci anni, giochi “innocenti” ma formativi, sissignori, poi cominciò la “vita dei toccamenti”, prima nel quartiere e poi anche fuori.

Diciamo che fino ai 18 anni avevo già provato tutto del sesso, anche con donne molto più anziane di me (donne non ragazze) tranne l’amplesso, le spiegazioni ci sono, ma si farebbe ancora più lunga di quanto già non lo sia sto Topic.

Diciamo che ero un “cacciatore solitario” e nessuno sapeva nulla delle mie storie, alcune si definirebbero “scabrosette”, ma tant’è.

Sta di fatto che un po’ stufo delle spiaggiate a vuoto, un pomeriggio restai alla Pensione Marisa da solo.

Avevo notato che dal primo pomeriggio ad ora di cena, l’Amilcare, marito della Marisa, giocava per ore a ramino con una splendida femmina, non donna, ma femmina e il senso c’è.

Stetti in piedi oltre quattro ore a guardare dando, con fastidio dell’Amilcare, alcuni suggerimenti alla “signora” che scoprii non essere italiana ma danese.

Verso le 18 l’Amilcare rientra per preparare i tavoli per la cena e io rimango da solo con Lei che mi chiede “vuoi giocare?” e io di rimando “perchè non andiamo in riva al mare, a quest’ora rientrano tutti e…”.

Capii che temeva d’essere vista in spiaggia dai clienti della pensione e non era MAI andata in spiaggia. La sua carnagione bianca e liscia lo testimoniava.

Ma io non mollai e le proposi di andate 5/6 bagni più in là (chi conosce la spiaggia adriatica capirà) il ché voleva dire quasi cinquecento metri.

Lei in un completo nero fasciante, con turbante elegantissimo, io in costume da bagno, polo e ciabatte. Non le permisi di andare nel suo villino, separato 50 metri dalla pensione, perchè temevo una sua riflessione e un ripensamento.

Seduti su un moscone sotto gli sguardi dei bagnati attratti dall’abito, dal corpo, dal fascino di quella femmina che si era ovviamente tolta le scarpe coi tacchi per camminare sulla sabbia, con un gesto della stessa eleganza di Anita Ekberg che si toglie le scarpe prima di fare il bagno nella Fontana di Trevi (La Dolce Vita, 1960).

E stiamo lì sul moscone fino al calare della sera, chissenefregava che alle 19,30 la pensione portava la cena.

Lei, si chiamava Benny N., diceva di avere 36 anni, ma era una MILF sui 40/41, era arrivata fin lì ed anche se non ne ero sicuro dissi a me stesso “non mi scappi più”.

Ma il difficile era trovare una scusa per entrare nella sua villetta, ma una scusa che andasse bene anche a lei che aveva già mangiato foglia e ramo.

Mi inventai un “torcicollo” per la brezza serale e “fatalità” lei aveva la crema idonea. Nel villino.

Se non ricordo male non fece nemmeno in tempo a svitare il tappo della crema.

Diedi il meglio di me su un terreno, QUELLO, che non avevo mai praticato.

Prima di andarmene Le dissi “è stata una (una…?) cosa bellissima”, e lei di rimando “Vuoi venire a stare con me finchè non torni a casa?”

E in quel momento solo una “vita filibusta” ti da la risposta calma e pacata “…vengo molto volentieri, ma non per farti compagnia o comperarti le sigarette…” (che tra l’altro erano le rare Exellence).

Un sorriso fu la sua risposta.

Io mi incamminai verso la Pensione “come il Cristo che cammina sulle acque” (mi sia perdonato il blasfemo paragone) ed era il 2 Agosto 1965.

Ad attendermi c’erano i Tre Moschettieri preoccupatissimi ed incazzati.

Si calmarono subito quando dissi loro “salgo in camera a fare la valigia…”, “ah sì e dove cacchio vai?”, ” mi trasferisco dalla Benny così nessuno dovrà più fare il turno sul materassino”.

La mia affermazione fu accolta con una sguiata risata e cominciarono a seguirmi convinti che fosse una mia smargiassata.

Salirono in camera, comincirono a dirmi “dai dai Gazzolo l’hai messa giù bene ma la sceneggiata è finita…”, scesero le scale con me e mi seguirono fino al villino della Benny.

Io li sentivo parlare, quattro passi dietro di me “…adesso arriva fino al villino si ferma e ci prende per il chiulo per avergli creduto…”.

Ma, ma, sulla porta del villino c’era la Benny che venne addirittura a prendere la mia valigia.

Io mi girai verso i Moschettieri e dissi loro ” butèi dai che se vedemo da qualche parte, rimini no l’è mia Milan”.

Quell’esperienza che segnerà il mio futuro sul terreno delle relazioni femminili, non fu nè la quantità e la qualità degli amplessi, fu stare per quasi quindici giorni in fianco ad una donna navigatissima, che mi raccontava delle bugie ben sapendo che io capivo che lo erano, fu anche un grande gioco di eqivoci.

Ma, avviandomi alla conclusione, DUE furono i fatti, per così dire topici, che mi fecero “capire”, ben oltre l’esperienza sessuale.

PRIMO

Avevo visto su un manifesto pubblicitario che in un grande nigh all’aperto di Rimini ci sarebbe stato un concerto di Gino Paoli.

Per caso ne parlai a Benny che fece un salto sul letto: “GINO, c’è GINOOO qui a Rimini, quando? dai che andiamo!”.

“No scusa andiamo dove, i biglietti, i soldi…”

“Macchè biglietti e soldi andiamo A (disse così A) BASTA! e invita anche i tuoi amici e le loro donne” (sì perchè i Moschettieri salvarono la vacanza dopo l’incontro con tre “mantovane”, loro vicine di stanza, prima snobbate poi “piuttosto di niente”, anche se in realtà erano carine).

Con una certa titubanza, la sera del concerto, ci avviciniamo all’ingresso e lì… “Ciao Beennyy!”, era il manager di Paoli che abbracciandola le chiese “quanti siete, otto?”, da un ordine sbrigativo ad uno del night e ci fa accomodare vicino al palco, e giù abbracci alla Benny…

Al primo intervallo Paoli scende dal palco e si avvia al nostro tavolo, Benny gli corre incontro con un “Giino ammorre mio…”.

Paoli si siede al nostro tavolo una decina di minuti, ordina due bottiglie di Champagne e si mette a parlare fitto-fitto con Benny, due foto di gruppo e torna a cantare.

Io nel frattempo avevo “affettato” indifferenza guardandomi in giro per vedere i volti degli altri spettatori che ci guardavano, mentre Benny&Gino si scambiavano qualche “bacetto”.

SECONDO

Una sera nel villino, verso le 23 squilla il telefono (sì la Benny era l’unica ad avere un telefono in stanza e c’era il suo perchè).

Mi dice “scusa devo andare al Grand Hotel peCchè devo fare il mio numero di ballo…”

Sì, proprio così, nei primi giorni di vita in comune mi aveva detto che faceva “la ballerina”… a 40 anni… e vabbè, capita no?

Rientra circa a mezzanotte e mezza, io nel frattempo avevo deciso che sarei stato “incazzato” (e forse un po’ lo ero).

Comincia una discussione, i toni delle voci si alzano ed a un certo punto, io ignudo sul letto, lei apre la borsetta e mi butta addosso una “paccata” di banconote da diecimila (quasi una milionata), neanche fossi stato Catherine Spaak nel film “La Noia” (1963).

A quel punto comincio a vestirmi pronto ad uscire, quando sono sulla porta lei mi assale urlando “nessuno mi abbandona così!!” e mi strappa la camicia di seta (manica completa e mezzo colletto a penzoloni).

E così conciato vado a bussare alla porta dei Moschettieri che, pieni di vera comprensione nel vedermi così  ridotto, accolgono D’Artagnan, offrendomi il letto (non il materassino) a patto che raccontassi tutto nei particolari. Facemmo le quattro.

Al pomeriggio, quando mi svegliai, trovai un biglietto con scritto “siamo in spiaggia, usa quello che vuoi della nostra roba, ti aspettiamo”.

Scendendo incontro l’Amilcare che mi si rivolge, più o meno così “Scenti un pochino ragassso, vieni mo’ dieci minuti nel mio ufficio”.

E lì mi racconta il dritto ed il rovescio di chi fosse “la” Benny.

Io gli risposi solo “… ma io NON SONO un pappone!”

“Fai un po’ come credi, què ghe na lettera e un pacchetto per te, io ti aggiungo solo che lei è la che ti aspetta e adesscio fai come ti pare giòsto”.

La lettera, in un italiano stentato rispetto al parlato, era molto bella e sincera con tutta la sua (…) verità.

Nel pacchetto c’era un orologio.

Andai alla spiaggia a salutare i Moschettieri, accolto in un silenziosissimo “rispetto”, anche dalle mantovane.

Tornai al villino, bussai, e le prime ed uniche parole che Le dissi furono “Io sono qui e ci resto, ma solo a patto che tu ti riprenda l’orologio”.

Tornato a Verona dopo le tre settimane di VERA e STRAORDINARIA vacanza, per enne fattori, ultimo quello sessuale, svuotando la valigia trovai l’orologio.

Chi avesse l’APP “Telegram” può vederlo come mio “profile”.

Hi guys

Vostro D’Artagnan

 

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46 risposte a “ERAVAMO IN QUATTRO AMICI IL 02 AGOSTO 1965…”

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  1. monade scrive:

    Io vorrei tanto sapere perche il dotto dot. Gazzini, dopo essere stato violentato a 4 anni e poi a 18, non ha lanciato una campagna #metoo?!

    me too = anca mi
    ahah

    Dotto dott.Gazzini, mi bisogna che te conossa prima o dopo!

    1. Gatón scrive:

      Nel 1965 la maggiore età si raggiungeva al compimento del 21° anno, per cui eri minorenne e, pertanto, protetto dalla legge.
      Ciononostante di sicuro non hai mai pensato di farti risarcire per violenza sessuale.
      Come cambia il mondo…

      • Gazza scrive:

        Formalmente hai ragione.
        Sostanzialmente sarei stato un demente a rifiutare un’esperienza che, sì, cambiò la mia vita “sentimentale”.

      1. monade scrive:

        Solo per partecipare in quanto il topic potrebbe avere aggiunte tipo quella di niktv, e per non trasformare in snobbismo quella che fu un’ “arte” d’arrangiarsi dei tre moschettieri e D’Artagnan, ricordo di essere stato anni fa ospite di una trasmissione di Vighini e Mr.Gazza era così agghindato:
        - giacca, cintura, scarpe e cravatta a rete, tutto color testa di moro
        - jeans blu scuro
        - POLO tre bottoni blu con pinzacollo…
        Lo ricordo molto bene perchè, quando lo raccontai a mia moglie, mi sentii ribattere “ecco un uomo che sa vestirsi bene e in modo originale, non ti che te sì sempre intampinà con le grisaglie e la camisa bianca”.
        Non commentai.

        • Palazzo Pitti scrive:

          Polo con la cravatta?
          E allora?
          Una ventina d’anni fa o più mi occupavo di abbigliamento maschile, firmato o giù di li.
          Le sfilate a Palazzo Pitti erano un obbligo e fu lì che vidi per la prima volta una sfilata, non ricordo la firma, ma non era uno solo, dove i modelli indossavano la polo tre bottoni, manica corta e manica lunga.
          Sembrò un azzardo e per la verità non mi pare che ebbe molto successo.
          Non credo che Gazzini sia un lettore di riviste di moda, comunque se la usa ha di sicuro un certo gusto eccentrico che non dovrebbe sorprendere, oppure anche se sono passati cinquant’anni ha mantenuto uno spirito alla D’Artagnan (smile).

          • do minus gazza scrive:

            Sinceramente di Palazzo Pitti non so nulla.
            So che le polo tre bottoni, con cravatta rigorosamente a rete, la indosso dai primi anni ’90.
            In una trasmissione di Vighini, quando ancora partecipavo, secoli fa, fui preso in giro da Vigo, Rasulo (!) e un po’ meno da Gigi “Whisky” Purgato.
            Gente comunque del periodo Giurassico.

        1. paperinik scrive:

          Azz..Gazza, se per quello nell”88 per andare a ballare, mi vestivo con giacca tubolare serpentata color oro e fucsia, interno rosso fuoco rigorosamente di una taglia in meno, foulard in seta blu elettrico con riflessi sempre in oro, camicia bianca attillata con merletto centrale, levis a tubo e stivaletti alla caviglia alla rolling stones..quasi pura No Wave newyorchese vent’anni prima che venisse conosciuta anche in europa. Tranquillo che entravo nelle disco anca a St.tropez.Tengo testimonianze ahhhhhhhhhhhhhh siiiiiiiii

          1. do minus gazza scrive:

            By loved Aretha

            >>> https://www.youtube.com/watch?v=WY66elCQkYk

            P.S.
            Per stare anche nel topic :|
            Al concerto di Paoli ero vestito esattamente come Dan Aykroyd (occhiali neri Persol e cappellodi paglia nero pure), era mezzanotte…
            Erano solo 15 anni prima dei Blues Brothers e 27 prima de Le Iene >>> https://www.youtube.com/watch?v=MlMqdyH6c6U

            • Niktv scrive:

              L’inserimento centellinato di nuovi dettagli rende indiscutibilmente questo topic ogni giorno più interessante. Interesse (non ultimo) relativo anche alla dispersione della memoria nel corso di mezzo secolo. Mi riferisco ovviamente al fatto che gli occhiali citati (se effettivamente vengono messi in relazione con Aykroyd in “The Blues Brothers” e con “Le Iene” di Tarantino) non possono essere Persol ma Ray-Ban, e più precisamente il modello Wayfarer e questo vale sia per i fratelli in missione che per alcuni dei signori colorati (a questo proposito cito direttamente da questo sito:
              http://www.tarantinoitalia.altervista.org/Reservoir%20Dogs%20Trivia.htm
              “Mr. Blonde indossa un paio di classici Ray-Ban modello Wayfarer (RB 2140) con la montatura nera mentre Mr. White ne indossa un paio con la montatura tartaruga (quelli indossati durante i titoli d’inizio sembrerebbero avere la montatura nera). Non è chiaro se anche Mr. Pink indossi lo stesso modello durante i titoli d’inizio ma dal poco che si vede sembrerebbe essere così… Mr. Orange, invece, viene visto indossare un paio di Ray-Ban modello Clubmaster (RB 3016). Non ci è dato sapere, infine, quali occhiali indossi Mr. Brown anche se il design ricorda un po’ quello dei Ray-Ban Predator.”
              Persol era soprattutto ad appannaggio di Steve Mc Queen, di cui era un vero appassionato e ne possedeva una collezione importante.
              La cosa strana, e comunque indicativa dei diversi momenti tecnologici che abbiamo vissuto, sta nel fatto che nel 1981-82 tutti gli amici che frequentavo (e naturalmente io) erano convinti che non si trattassero di occhiali Ray-Ban, bensì Vuarnet. In ogni caso tutti li volevano e solo pochi potevano permetterseli. Io purtroppo no.
              La cosa triste è che sia Persol, sia Ray-Ban, abbiano perso molta della loro originalità (almeno a mio parere) nel momento in cui sono stati acquistati da Luxotticca di quel genio di Leonardo Del Vecchio.
              La cosa bella è che aspetto con ansia dal nostro anfitrione ulteriori dettagli/aneddoti relativi a quella memorabile vacanza.

              • do minus gazza scrive:

                Nik, nei ’60 i Ray-Ban si usavano solo “a goccia”, ne avevo 3 originali (regali) compresi quelli “a specchio” dei Cops, ma non li usavo mai dopo la battuta in un film di un gruppo di diseredati bianchi e neri sul loro uso “da spioni”.
                Persol e Lozza completavano il corredo ottico
                Massì dai, avevo una “batteria di spille da colletto della camicia, a spillo per i colletti tondi, a pinzetta per colletti a punta, ma MAI con le punte lunghe.
                Il colletto alla francese (beaucoup elegant), arrivò parecchio dopo.

            1. Gianni uno dei Ferri scrive:

              Caro Nino, ho saputo da uno dei nostri che hai scritto della nota vicenda.
              Bellissima.
              Il grande rammarico rimane che io avrei dovuto essere il quinto, ma mi tagliaste fuori perchè “non ero alla vostra altezza” (parole mie) e avevate un bel po’ di ragione.
              Nessun rimpianto perchè leggendoti è come ci fossi stato anch’io.
              Un abbraccio.

              • do minus gazza scrive:

                Carissimo Gianni un ciao affettuoso e grande, che non si può chiamare CIAONE perchè è un foruncolo doloroso e pericoloso :)
                A distanza di oltre mezzo secolo meriti di sapere la verità:
                1) fu tua madre, santa donna, a pregarci di non portarti con noi, arrivando sino alle lacrime di fronte al nostro assenso.
                2) La parte che avemmo noi quattro fu che, essendo tu più giovane di noi, nessuno voleva prendersi una qualche responsabilità.
                3) Avevi una fortuna, che non so se ti sia rimasta (l’ultima volta che ti vidi l’avevi), avevi quasi 17 anni e sembravi un bambino e “crudelmente” pensammo che ci avresti “rovinato la piazza”.
                Questa la nuda e cruda verità.
                Un abbraccio.

              • Gianni uno dei Ferri scrive:

                Grande bisboccia stasera con la “maraia”, sono un po’ carico e guarda che siamo sempre al solito posto e TUTTI hanno voglia di vederti
                Ciao grande.

              1. Romance scrive:

                Caro Gazzini, gliel’ho scritto nella mail ma ritengo doveroso porlo alla visione di altri lettori, a cui, ovviamente, nulla importerà.
                Lei ha scritto un testo che potrebbe benissimo essere un estratto di un buon romanzo dei nostri tempi, sia per stile di scrittura, sia per una numerosa serie di concetti “nascosti” che, solo chi ha dimestichezza con la lettura può intuire.
                E dire che si è più volte dichiarato “non lettore di romanzi”.
                Cordiali saluti

                • do minus gazza scrive:

                  Caro Romance, le avevo già scritto che mi sentivo gratificato per la sua analisi “letteraria” del mio Topic.
                  Diciamo che sentivo di aver scritto una cosa non proprio banale, aggiungo, come ho fatto nella mail, di aver tagliato, per esigenze di spazio, altri due/tre episodi non rituali.
                  Diciamo che poteva uscirne una decente “novellina boccaccesca”.
                  Ma niente di più, e non lo dico per modestia che non è propriamente una mia virtù.
                  Saluti.

                • Romance scrive:

                  … insomma un aggiornamento agli anni ’60 dell’ “Amarcord” felliniano.

                1. dubbio scrive:

                  Gentile dott.Gazzini, leggendo il suo topic appare indubbio che la sua vita giovanile, di studio e professionale sia stata una di quelle rare, piene di vita, tenuto conto che in più topic lei ha affermatodi non essere ricco.
                  La domanda che mi pongo, confrontando il suo percorso esistenziale con il mio, tribolato nonostante un decoroso benessere, ma con una vita priva di vere gioie e passioni.
                  Ma davvero la sua vita è stata sempre in discesa e ricca di emozioni?
                  Mi creda, sul mio onore, non provo nessuna invidia “cattiva”, ma il suo scritto mi ha riportato ombre del passato e una notevole dose di tristezza.
                  Voglio che sappia che l’ammiro per come e per ciò che scrive, con un senso civico pacato e raro..
                  Non mi aspetto risposte, non è nè serio nè educato, e queste ultime sono le uniche virtù che so di avere.
                  Con stima.

                  • do minus gazza scrive:

                    Caro Dubbioso, non le nascondo che appena letto il suo post ho pensato ad uno scherzo, Capita.
                    Uno scherzo perchè mai, nei dieci anni di vita di questo Blog, mi era arrivato un topic come il suo.
                    Visto che l’invito l’ho fatto io e di norma tendo a rispondere ai lettori, prendo il mio “rischio”.
                    Comincio dalla parte più semplice, quella che mi riguarda.
                    Com’è noto, l’esistenza di una persona è composta da una somma d’insiemi (uso un concetto matematico, in cui sono debole, per comodità).
                    Vita (percorso) sentimentale, professionale, famigliare, scolastico, ludico, amicale e fisico (nel senso di salute).
                    Mi dica lei come sarebbe possibile che questa serie d’insiemi, che per comodità chiamiamo VITA, possa essere sempre in discesa.
                    Non può esistere SOLO la discesa, dove esiste quest’ultima significa che vi è stata in precedenza una o più salite.
                    Ed io non sono sfuggito a questa “regola”.
                    Per ultimo, ma non meno importante, almeno per quel che mi riguarda, non esiste solo come hai condotto la tua vita, magari soddisfacente “a sommatoria!”, ma anche come la concludi.
                    E su quest’ultimo, serio e gravoso problema, molte sono ancora le cose APERTE, e mi creda, ci sono molte più salite che discese.
                    La saluto con sincera cordialità.

                    • lettore 2 scrive:

                      Sono un suo quasi coetaneo, seguo il blog e mi piace confrontarmi globalmente con lei.
                      Non ammiratore, per carità, ma sicuro estimatore anche nei miei dissensi con lei.
                      Lei ha scritto una delle cose più intelligenti che ho sentito in questi “mala tempora”.
                      “… non esiste solo come hai condotto la tua vita, ma anche come la concludi…”.
                      Chapeau

                    • lettore scrive:

                      Però…
                      Risposta di qualità.

                  1. do minus gazza scrive:

                    Onestamente c’è una cosa che un po’ mi sorprende.
                    Passi per coloro che qui scrivono e conosco di persona che mantengano un giusto riserbo.
                    Mi sorprendono coloro che pur nell’assoluto anonimato, non abbiano sentito il bisogno di ricordare gli inizi della loro “Educazione Sentimentale” (sì Adriatico, di Flaubert…).
                    Mi sembra un Topic privo assolutamente di volgarità, non l’avrei permesso!, e se mai incoraggiante a capire il rapporto tra se stessi ed il “pianeta Donna”.
                    Intendiamoci chi scrive è assolutamente contro il femminismo d’accatto fatto dagli uomini, ed il “pianeta femminile” potrebbe anche essere NON vivibile e quindi qualcuno potrebbe aver trovato corrispondenza in quello maschile, cio vale anche per le Donne.
                    Ora che della mia “sorpresa” non freghi nulla a nessuno, non cambia una virgola.

                    P.S.:
                    ho ricevuto una mail dove mi si chiedeva come facevamo, essendo quattro squattrinati, ad avere un abbigliamento “da urlo”.
                    La risposta è semplicissima.
                    In Via Fincato, negli anni ’60 esisteva un piccolo e confusionato negozio di SCAMPOLI, e noi eravamo dei maestri del ruma-ruma che qualcosa trovi.
                    Poi furono le nostre straordinarie madri che, con ago e filo, confezionavano…
                    Poi c’era una piccola camiciaia, bravissima ed imbarazzatissima perchè noi la pagavamo il doppio di quella che normalmente (una miseria) era la sua tariffa.
                    Arda tì “l’ingegno” dei poveri ma bellocci.

                    1. notturno scrive:

                      Torno dopo un bel po’ di empo in giro per il mondo (lavoro…) e trovo uno straordinario topic del dott.Gazzini, no Gazza.
                      Qui non c’è vanità, c’è coscienza di sè e desiderio sociologico di offrire uno spaccato raro per quei tempi, o qualcuno crede che ciò che ha raccontato con serena sicurezza il Dottore, capitasse a tutti così.
                      C’è humor, sensibilità, dolori, gioie in un mix scritto con uno stile unico.
                      Dottor Gazza, io mi attengo alle tue prescrizioni, quindi niente fuori topic, ma io so che quello che hai raccontato è una piccola parte, e ci sono fatti (posso solo accennare a te e al grande Pucci? cose da cronaca storica moderna, tu sempre a mediare e vincere, mai ad esaltare).
                      Eri uno dei pochi veri “personaggi” giovani.
                      Lo fosti anche in seguito. eccome.
                      Mi dicono che ti sei appartato a pensare.
                      Doc, mi auguro che sia un “buen retiro”.
                      Con stima ed affetto.

                      • do minus gazza scrive:

                        Caro Notturno, vorrei raccomandarmi:
                        passi la simpatia, meglio l’empatia, la stima ha bisogno di tempi ed episodi che ti hanno (forse) raccontato.
                        Comunque e per cortesia, mai qualcosa che assomigli al “tifo”.
                        Per intanto grazie e ricambio i saluti.

                      1. Mandorlini scrive:

                        Eccheccacchio, chi di noi non è stato iniziato al sesso a 4 anni……

                        • do minus gazza scrive:

                          Mi auguro sinceramente che nello sviluppo non ti sia fermato a quattro anni, ma in seguito…
                          O no?

                          • do minus gazza scrive:

                            E pensare che ti credevo un troll, se avessi immaginato che eri il noto curvaiolo “Ercolino Pestamusi” sarei stato più feroce.
                            Non Truce, di quello ne basta uno e ne avanza pure.

                            • paperinik scrive:

                              Cmq Gazza, son davanri al quarto CocaRhum alle tre circa.Per come la vedo io è da ammirare il coraggio a raccontare dwlle vicende personali che vanno su un ideale di donna.la controparte che magari in molti vorremmo per sempre….per i romantici era..intelligente, figa, colta ..bruciante.savuto de meglio.ma a. 18 anni tutto egr da scoprire…tutto.anche se dopo ne passano un tot o un bel tot o ancge solo una è sempre la prima ….bon son pieno

                              • do minus gazza scrive:

                                Caro Paper Moon (Do you remember?), diciamo che non è andata come tu l’hai descritta, la cosa fu ovviamente ANCHE fisica, ma molto costruttiva ed educativa pure.
                                Fu molto utile per le riflessioni e i comportamenti negli anni successivi.
                                Certo è che con l’alcol che ti gira nella capoccia mantieni sempre un qualche filo logoco.
                                Complimenti

                          1. Adriatico scrive:

                            Caro Gazzini, ti assicuro che rileggere il tuo topic qui in spiaggia a Rimini, se prima mi aveva affascinato come solo alcune immagini di Fellini sanno fare, adesso è un vero godimento della mente, lieve e rilassante.
                            Dopo le tue cronache africane, è il topic più bello che hai scritto, denso di riferimenti e riflessioni, per chi abbia voglia di farlo, dopo che una testa fine e certamente conscia di ciò che stava facendo, ha messo a nudo una parte non semplice di se stesso.
                            Paperinik sbaglia a chiamarla vanità, che è cosa effimera, e che pertanto non credo ti appartenga, specie alla tua età e con i tuoi NOTI TRASCORSI sentimentali.
                            Cosa c’è, sei sorpreso?
                            La storia che hai raccontato fece il giro di Piazza Bra in quell’anno.
                            Tu e il tuo gruppo “beat-moods” eravate padroni incontrastati dei FERRI che circondano il vallo areniano, io che ho qualche anno più di te, ero un LISTONARO e a raccontare le tue o vostre gesta, erano stati Ugo e Beppe, due Listonari che erano vostri amici, Beppe, il più autorevole e riservato, era un tuo “ammiratore” .
                            Fino ad allora eravate “famosi” per quel gioco un po’ folle, antesignano dello “striker vestito”, di salire all’improvviso sui palcoscenici dove si esibivano i Gruppi del Beat veronese, togliendo la camicia a un suonatore, arrotolare i pantaloni ad altri, suonare qualche nota o sedervi per terra qualche SECONDO, per poi fuggire a gambe levate inseguiti dal titolare del teatro.
                            Sì anche le vostre camicie erano notate, perchè mai viste, ma nessuno aveva il coraggio di chiedervi dove le compravate.
                            I Listonari erano Listonari, molto pippaioli e un po’ invidiosi.
                            Fin qui ho solo aggiunto qualche dato di cronaca, ma il tuo topic, scritto in un modo personalissimo, offre molti spunti per quella che fu, anche ma non solo, l’Educazione Sentimentale (Gustave Flaubert), chissà se lo hai letto, di quella generazione.
                            Non conosco Lisander, gli altri due sì.
                            Ho notato che hai protetto l’identità di Pibel, cambiando la materia di cui è stato cattedrattico, talora lo incontro allo stadio, anche lui come tutti noi, un tifoso del Verona Hellas.
                            Un cordialissimo ciao.

                            ps
                            anche se non ci conosciamo di persona, siamo stati presentati l’un l’altro almeno due volte, ma non mi saluti mai!

                            • Adriatico scrive:

                              Noto adesso che potresti non gradire, più che giustamente, quel “noti trascorsi sentimentali”.
                              Prima mi scuso assolutamente e poi spiego.
                              Nel tuo “cacciare solitario”, alzasti il tiro vero le ragazze della media alta borghesia, che oggettivamente attraevi.
                              Ma quelle avevano dei fratelli Listonari che, usando la tua avventura balneare, cercarono di metterti in cattiva luce con le loro sorelle, e qualcosa di più, e a quanto risultava riuscendoci pure.

                              • do minus gazza scrive:

                                Caro Adriatico ciao e benvenuto.
                                Non posso nascondere una eclatante sorpresa nel vedere quanti particolari conosci di me ed io nessuno di te.
                                Dici che ci hanno presentato e non ti saluto?
                                Due possibilità: o sei molto cambiato o con certi occhiali non distinguo i volti.
                                Adesso due cose prima di concludere:
                                A) ho gradito e accettato le tue sincere scuse per quel “noti trascorsi sentimentali” di cui sono NOTE SOLO le le cose che ho volutamente lasciato trapelare;
                                B) per quanto riguarda le ragazze della buona borghesia che a sentire i fratelli mi diedero “buca”, non ha senso che tu vada a riferire che si sbagliarono, tranne in un caso.
                                E sai perchè?
                                Perchè se una ragazza della “buona borghesia” non è in cerca subito di quello da sposare, sono più attratte da un “biricchino esperto”, ben vestito, spiritoso e decentemente colto.
                                Ti devi fidare.
                                Comunque grazie per il tuo bel post.
                                Ciao.

                                • Adriatico scrive:

                                  Caro Gazzini, intanto ti ringrazio per la risposta sobria e pacata.
                                  Poi mi hai fatto riflettere, eccome, sulla tua osservazione al punto B).
                                  Per quanto quella cosa girò in Piazza, ho l’impressione che tu ti sia limitato nella narrazione, di ciò che avvenne al tuo ritorno, invitato a tutte le più esclusive “festine” che tu rifiutasti con una frase strepitosa che suonava così “Guardate che io non sono la Madonna Pellegrina”, e comunque non sta sicuramente a me rivelare altri fatti che “ingigantirono” la tua immagine.
                                  Potrei solo narrare di come ridicolizzasti l’allora mitico Maurizio dei New Dada, entrando al ridotto del famoso SAVIOLI detto “Saviolino”, trattandolo come colui che doveva controllare i biglietti d’ingresso, e al coro delle sbarbine che lo circondavano dicendoti “ma questo è Maurizio dei New Dada!”, rispondesti “Scusate ma non lo conosco”.
                                  Poi ci furono i tuoi successi professionali con quella eclatante azione di BLOCCARE! il Giro d’Italia per salvare, non ricordo se fosse l’Abital o la Tiberghien, e l’invito, accettato, al Presidente Pertini.
                                  Una vita densa e molto vissuta la tua, ognuno ha ovviamente la sua, ma confesso di averti talora invidiato confrontandola con la mia, abbastanza piatta.
                                  Termino qui e mi scuso ennesimamente se avessi oltrepassato il segno della buona educazione.
                                  Cordiali e sinceri saluti.

                                  • do minus gazza scrive:

                                    Adriatico. se segui il blog e non ti sei fermato alle cronache africane di due anni fa, dovresti sapere che se io faccio un Topic che riguarda una parte della mia vita personale, lì ognuno può esprimersi come vuole.
                                    Ergo: il Giro d’Italia, Pertini, la volta che cantai la Turandot in Arena nel ruolo di Calaf, il mio tempo di 9.90 sui cento non omologato…
                                    NON C’ENTRANO NULLA.
                                    E per cortesia non ti scusare, scuse già accettate.
                                    Grazie

                                  • Adriatico scrive:

                                    Ho dimenticato di chiederti se quell’esperienza con Benny diede un impulso particolare alla tua vita.
                                    Ovviamente è tuo pieno diritto non rispondere.
                                    Ciao

                              • paperinik scrive:

                                Adriatico, voi rappresentate un’altra generazione…forse..anzi sicuramente migliore nei modi, nella spensieratezza e anche nell’immaginazione in un certo senso. E’ solo il contorno quello che descrivo..il resto va sul personale. Forse hai ragione sul discorso vanità. Non è una connotazione negativa la mia..O cmq non lo vedo un difetto così importante su certe questioni.
                                io e i miei “gruppi” viaggiavamo spesso in Spagna(come molti altri) a quell’età in cerca di sesso facile e di avventure rapide.Si c’era la Romagna come sempre, ma la frontiera del sesso era quella per molta gente di quel periodo. Vent’anni dopo in un mondo già diverso.Capitavano situazioni in cui si attaccava con quasi zero parole e zero chiacchere. Poche righe di francese o inglese buttato lì, corteggiamento quasi nullo in diversi casi. Io personalmente dei contorni in uso dalla nostre parti, ne facevo volentieri a meno.Preferivo quasi sempre le straniere, non solo per il fascino dell’esotico, ma anche perchè il gioco era decisamente più aperto che in Italia. lo dico senza nessun pudore.Alla sua maniera era una figata…..

                                • do minus gazza scrive:

                                  Caro Paper, solo per capirci, due anni dopo, a bordo di una Giulia Coupè, assieme a Roberto, padre dell’avvocato del Verona, facemmo un viaggio: Verona, Amburgo, Copenaghen e Svezia.
                                  Ritorno via Berlino e… Germania dell’Est di ALLORA!
                                  Quello che ci capitò, per essere usciti dall’autostrada (vietatissimo) per andare a Lipsia e a Jena, fu ahimè drammatico per un passeggero che voleva scappare e noi non ce ne accorgemmo.
                                  Se ne accorsero i Vopos e io e Roberto restammo in automobile 16 ore con i mitra ai finestrini e vedemmo il “fuggitivo”, pestato e trascinato con i piedi striscianti urlare “it’s finished for me my friends… urlando”
                                  Il sesso?
                                  Complicato, altro che “libero amore”.
                                  In Svezia per uscire con due splendide ragazze della buona borghesia, subimmo un interrogatorio della loro nonna, coltissima, vestita di pizzo nero, striscia di velluto con cameo al collo, capelli bianchissimi: e fu Leopardi, Manzoni, Monsignor della Casa…
                                  Fortunatamente ero fresco di studi e risposi in correttissimo Francese a tutte le domande.
                                  Uscimmo con le ragazze e andò anche bene.

                            1. Niktv scrive:

                              Soffitto viola?

                              • do minus gazza scrive:

                                Nik, diciamo che ero “distratto” e non me lo ricordo.
                                Benny era una donna colta, un quotidiano ed un settimanale e due romanzi sul comodino.
                                Si chiaccherava, la rispettavo, ma niente romanticherie fasulle, però quella canzone gliela canticchiavo e la rasserenava.
                                Non ho fatto alcun cenno alla sua vita privata che mi aveva raccontato nei particolari, comprese le violenze scabrose che aveva subito.
                                La mia età non poteva aiutarmi per commentare, ma apprezzava la mia attenzione e che alla fine, da parte mia, solo qualche carezza.

                              1. paperinik scrive:

                                Ahhh si Gazza, devo dire che sei un uomo con la sua vanità. Ci sta. Sono diverso per certi versi, ma ci sta. Cmq bella storia, anche se colpevolmente e ingenuamente non guardavo le milf a 18 anni. Gino Paoli è roba da orticaria ma quello immagino passava il convento. La Benny invece era rivestita di velluto con impeto da pantera da quel che ho inteso. Saluti.

                                1. chivers scrive:

                                  … mamma mia… quel “camice” (100% plurale di camicia e non singolare di càmice) grida VENDETTA, TREMENDA VENDETTA !!!
                                  D’altronde… ricordo di “camicie Aramis” e non “D’Artagnan” !!!!!

                                  • Gazza scrive:

                                    Avrei potuto sincerarmi del dubbio, Prof.Mosquito, ma alle una e mezza di notte, dopo oltre tre ore di scrittura, cancellazioni e riscrittura, ho lanciato un Topic “coraggioso” per la “visione” di una parte della mia formazione esistenziale.
                                    Potevo fare così:
                                    P.S.
                                    Testo NON riveduto e corretto.
                                    Ho preferito la spontaneità (e la stanchezza ha fattola sua parte).

                                    Ciao STING :)
                                    https://www.youtube.com/watch?v=lB6a-iD6ZOY

                                  1. Il Signor G. scrive:

                                    Clap clap clap!
                                    Ottima base per una sceneggiatura non “alla Vanzina” (R.I.P.)

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