21
feb 2021
AUTORE Mariobasket
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Sport

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30 ANNI DOPO

“E’ meglio avere bei ricordi che non averne. O averne brutti”. (Osvaldo Bagnoli, allenatore Hellas Verona dello scudetto)

21 febbraio 1991-21 febbraio 2021.
Sono passati trent’anni. Chi c’era era molto più giovane, tanti appassionati non erano ancora nati, ma quella notte al Madison di piazza Azzarita, a Bologna, rimane impressa.
Un marchio indelebile nei ricordi, nell’orgoglio, nel vanto di un’impresa irripetibile: mai più una squadra di A2 potrà conquistare la Coppa Italia.
Un trionfo che ha rappresentato una svolta per la Verona dei canestri, perché la scalata nell’olimpo del basket italiano cominciò proprio quella notte bolognese dopo avere schiantato anche Milano.
Per capire la portata di quel successo: Milano era capolista in A1, allenata da Mike D’Antoni, poi coach di lungo corso in NBA, al suo fianco come assistente Pippo Faina che portò Verona in Eurolega (e secondo assistente un giovane Marco Crespi…), in campo Antonello Riva, uno dei più grandi giocatori italiani di sempre, e Ricky Pittis.
Ma la Glaxo era già stata definita la 17ª squadra di A1 e dopo averla conquistata – sul campo – lo dimostrò nei playoff, senza l’infortunio a Schoene molto probabilmente la corsa dei giganti gialloblù sarebbe andare ben oltre la “bella” con Cantù.
Alcuni protagonisti di quell’impresa non ci sono più, dal condottiero Alberto Bucci al vicepresidente Mario Vicenzi, allo sponsor Mario Fertonani. Ma il patron Giuseppe Vicenzi con il manager Andrea Fadini si tengono stretto quel trionfo.

Trent’anni dopo la Tezenis ha dominato la sfida con Piacenza, arrivata nel momento più difficile: 4 sconfitte di fila con il crollo a Biella, Lollo e Giga out, le voci di mercato su alcuni giocatori chiave. Premesso che finora nessuno ha cercato nessuno, la reazione c’è stata e la mano di Ramagli comincia a vedersi. Nell’atteggiamento, nel gioco, nello spirito in difesa e nella diversa distribuzione delle scelte in attacco. Ovviamente la vittoria contro l’Assigeco non deve restare un episodio, ma trovare conferme e continuità. Solo in questo modo si potrà dare solidità alla classifica.
Ultima annotazione sul disguido informatico che ha interrotto per qualche minuto la diretta su Telenuovo. E’ vero che le macchine sono progettate e installate dall’uomo, ma talvolta s’impallano da sole. E per ripristinare la situazione occorrono dei tempi tecnici. L’alternativa sarebbe stata un bel buco nero. E’ una spiegazione, peraltro già data durante la partita, che dovevamo a chi ha chiesto garbatamente spiegazioni.
Invece i soliti macachi (pochi in verità) che danno fiato alla bocca sui social possono sentirsi privilegiati: le sperimentazioni di laboratorio, per loro fortuna, sono state definitivamente abolite.

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2 risposte a “30 ANNI DOPO”

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  1. So Tuto Mi scrive:

    Io c’ero. Ero a Bologna. Fantastico, irripetibile. Una partita ed una festa incredibile. Un grazie particolare a tutti i protagonisti che non ci sono più, ma che ci saranno per sempre.

    1. Simone scrive:

      Grande Mario

      Che ricordi…. Fantastico.
      Se mi piace il basket è proprio grazie a quella Glaxo. In questi giorni ho rivisto la partita e mi " gasa" ancora.

      La tua pacatezza nel rispondere alle lenguasse è invidiabile

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