23
dic 2017
AUTORE Mario Zwirner
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L’EUTANASIA DEI LAVORI PUBBLICI

Nel nostro Paese i lavori pubblici, le grandi opere, sono all’eutanasia o, fate voi, al fine vita.
Emblematico il caso del più importante intervento di strutture sanitarie previsto nel nostro territorio: il nuovo ospedale di Padova che dovrebbe essere un’eccellenza per l’intero Veneto.
Dopo decenni di discussioni e rinvii, la Regione e il Comune hanno trovato e firmato un accordo su come e dove farlo. Applausi e soddisfazione unanimi. Piccolo dettaglio: manca la certezza dei finanziamenti; Zaia ha chiesto un miliardo a Roma.
Altro piccolo dettaglio: i tempi. Lo stesso Luca Zaia –con enorme ottimismo – ha previsto almeno tre anni e mezzo per l’inizio lavori e almeno altri otto anni per completarlo.
Lasciamo perdere l’esempio della Cina dove in 48 ore si costruisce un palazzo e i sei mesi una diga enorme. Guardiamo noi: a quando eravamo un Paese e non il bordello attuale.
1964. L’allora presidente del consiglio Aldo Moro inaugura l’Autostrada del Sole: 759 chilometri da Milano a Bologna a Firenze a Roma a Napoli; con tanto di valichi degli Appennini. I lavori erano iniziati otto anni prima. Servirono allora otto anni per costruire l’Autostrada del Sole. Oggi ce ne vorrebbero otto (fingiamo di crederci) per costruire l’ospedale di Padova! Chiaro esempio, mi pare, di un Paese che, quanto ad efficienza, ha compiuto passi indietro da gigante…
Basta o no a dimostrare che i lavori pubblici, le grandi opere sono al fine vita? Sottolineando i tempi previsti in un servizio sul Tg Padova mi sono permesso di scherzare, ma non tanto, dicendo: auguriamo ai padovani neonati di vivere abbastanza a lungo da riuscire a vedere il nuovo ospedale nella loro città.
Oggi riusciamo a mala pena a costruire qualche rotonda. In quanto tempo? Più meno lo stesso che serviva nel 1964 per realizzare quaranta-cinquanta chilometri di autostrada.

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13 risposte a “L’EUTANASIA DEI LAVORI PUBBLICI”

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  1. diogene scrive:

    Ricordo alcune vacanze in Grecia.
    Nessuno scontrino, nessuna ricevuta fiscale dalle TABEPNE
    A 45 anni i proprietari delle TABEPNE in pensione, a carico dello stato.
    Poteva stare in piedi questa cosa ? Certo che no.

    Gli italiani: pieni di soldi di risparmi, tanti proprietari di case (prima, seconda, al mare, in montagna) ed un debito pubblico mostruoso.

    Si fa presto a dire che ci vogliono fottere i risparmi e le case.
    Furbi gli italiani: soldi privati e debiti pubblici.

    Ma la gente vuole credere a salvini, che abolirà la Fornero (vedremo: e quando sarà chiaro che non ce la farà, cosa si diranno i creduloni di oggi ?). Poi c’è berlusconi che promette pensioni doppie.

    Ne vedremo delle belle.
    E anche tante balle

    Ne vedremo delle belle

    1. martello carlo scrive:

      SAE.
      Dietro a questo acronimo si cela tutta l’ inefficienza del sistema italia, inteso come catena di comando e di controllo ( SAE sta per ” Soluzione Abitativa Emergenziale “ ).
      Da ” CRONACHE MACERATESI “, quotidiano di portata nazionale, si apprende della consegna ai terremotati di ben 12 SAE assolutamente non abitabili, mancanti di allacciamento elettrico, sanitari, infiltrazioni d’ acqua piovana, ecc.
      Da questo episodio, che fa seguito a molti altri dell’ odissea post terremoto si evidenziano:
      - responsabilità politiche per incapacità decisionale nel far fronte alle emergenze, in parte dovute al timore di essere sbalzati dal cavallo con cui si è combattuta la guerra totale a BERLUSCONI, evitando di assumersi responsabilità personali nascondendosi dietro la BUROCRAZIA ed in parte alla priorità data ad altre emergenze quali quella dei migranti e delle lotte per la supremazia interna al PD.
      - una burocrazia elefantiaca, spesso corrotta, inefficiente, il cui unico scopo sembra essere quello di spremere i cittadini per mantenere o aumentare i propri privilegi scorgendo evasori in ogni attività che non passi attraverso la sua rete paralizzante.
      - una stampa dipendente da gruppi e lobby che devono ricambiare le regalie delle privatizzazioni degli anni 90 con la spartizione di banche, autostrade, acciaierie, proteggendo i governi di sinistra dalla denuncia di questa scandalosa gestione del terremoto dopo aver distrutto con campagne mediatiche VERGOGNOSE il miracolo di BERTOLASO, della PROTEZIONE CIVILE e di tutto il governo di CDX nella gestione di quello AQUILANO.

      Ecco, finché non si evidenziano queste situazioni, si trascinano polemichette ambientali sui ripetitori delle torricelle, si chiudono acciaierie che cambiano assetti economici mondiali con un ricorso al TAR e l’ UNESCO rompe gli zebedei per giustificare i fancazzisti che ci campano dentro, come si può pretendere che le opere pubbliche diventino cinesi?

      PS: a proposito delle antenne delle torricelle, ZWIRNER, mi chiedo perché non risolviate il problema paesaggistico incaricando lo studio BOERI di trovare una soluzione tipo ” BOSCO VERTICALE “, giochi di luce e fiorellini vari.
      Se poi invece di BOERI deste l’ incarico a FUKSAS, il problema sarebbe risolto definitivamente anche dal lato politico architettonico.

      • Silvestro scrive:

        PS.: BOERI o FUKSAS costano, e invece cosi è tutto gratis. Chiaro il busillis?

        • martello carlo scrive:

          Eh, lo so, lo so: più che un busillis è un business di cui solo il PD può sopportare i costi, non per niente MPS l’ abbiamo dovuta salvare noi.
          Si potrebbe ovviare costringendo la RAI a devolvere il canone alle TV private, magari mandando fuori dai piedi FAZIO e la LITTIZZETTO che ci torturano ogni santo giorno cavalcando le min@@@ate propagandistiche di cui parlavo sopra.

          • Silvestro scrive:

            Come le banche venete.

            • Gatón scrive:

              Rettifico, Istituto di diritto pubblico.

            • martello carlo scrive:

              E’ da tanto che lo dico: ci hanno fottuto il valore del nostro patrimonio immobiliare ( non sto qui a dire chi, ma sono i ladri sia interni che esterni ), che presto passerà di mano per 4 baiocchi come hanno già fatto in SPAGNA e GRECIA e si preparano a fotterci il risparmio privato, uno dei maggiori al mondo che fa gola a troppi.
              Le banche venete e le altre sono stato un anticipo e presto ne vedremo esiti ben più generalizzati.
              Le premesse ci sono tutte, con il BAIL IN, la RIFORMA DELLE POPOLARI, ingerenze dirette in CONFLITTO D’ INTERESSI, mancati controlli e il conseguente SPROFONDAMENTO della fiducia dei risparmiatori: tutte iniziative assunte nei tempi e nei metodi senza consultazioni preventive con il CICR, a mo’ di bulletto solo al comando, con un ministro delle finanze che non potrebbe manco lustrare le scarpe a TREMONTI, ma che le ha lustrate per bene a SCHÄUBLE come se MONTI non l’ avesse già fatto abbastanza.
              Avremo l’ occasione e il dovere di tornarci sopra, ma mi sembra ormai abbastanza chiaro che le responsabilità siano soprattutto POLITICHE, a cominciare dalla madre di tutti i default: ANTONVENETA.

            • Gatón scrive:

              …e la Banca Etruria.
              Non esiste comunque proporzione tra una banca locale ed una banca d’interesse nazionale quale MPS.

      1. martello carlo scrive:

        Con grande senso del perdono e commiserazione per tutti quelli che non accettano le mie idee auguro buone feste. Alla redazione, a TELENUOVO e a tutte le sue antenne, nonché a tutti gli altri, anche coloro che non conosco, auguro un buon Natale ed un felice anno nuovo…… e mi raccomando non sprecatevi nel ricambiarli.

        1. Guido scrive:

          figurarse, se i gà messo più de vintani par decidar dove farlo …

          1. Antonio scrive:

            Senza fare esempi degli anni 60, per restare nello stesso ambito, Sempre in provincia di Padova il nuovo ospedale di Monselice è stato costruito in poco più di 4 anni dal posizionamento della prima pietra… quindi volendo anche in Italia, in Veneto, in provincia di Padova, opere importanti in tempi congrui si possono fare….

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