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C’È L’HELLAS AL CENTRO DEL VILLAGGIO. SI RIPARTA SENZA PERSONALISMI

Ora in via Olanda aprano la finestra, facciano un bel respiro e azzerino tutto. Basta tensioni e giochi correntizi sotterranei nel Verona. Si vince e si perde insieme, si è tutti sulla stessa barca, senza distinguo. Qua c’è il Verona, non ameni narcisismi. Qua c’è l’Hellas, non colpevoli e vittime. La retrocessione ha lasciato macerie morali: e certo ora contano i soldi da investire, i giocatori, il nuovo allenatore, ma in primis c’è da recuperare l’anima. E ripartire, tutti, con meno personalismi e più umiltà.

Non si tratta di chiedere scusa, ma di piantarla con alibi e rimpianti, ché sovviene sempre quella frase di Velasco su chi, nel volley, incolpava l’architetto del palazzetto delle sconfitte casalinghe; oppure il John Belushi dei Blues Brothers che tirava in ballo le cavallette. 

Si è retrocessi per errori marchiani, non per sfortuna. Da un lato la proprietà, che non è mancata negli investimenti (sufficienti per lottare per la salvezza), ma si è disinteressata dell’operatività quotidiana, caricando tutto sulle spalle di Sogliano, che dal canto suo per la prima volta a Verona si è incartato nella visione d’insieme (scelta allenatori, costruzione della squadra, gestione). Fatalità, il primo anno senza Setti, che gli faceva da spalla e da “controcanto”. Il fatto è che Sogliano è un bravissimo direttore sportivo, un talent scout come pochi, ma è uomo di campo, non un direttore generale. Dg invece che è figura imprescindibile nel calcio dei fondi stranieri, in cui la filiera corta non può più esistere ed è utile invece una figura che stabilisca il quadro complessivo e faccia da raccordo tra la proprietà (e amministratore delegato) e l’area sportiva, ma con intelligenza, senza intaccare l’autonomia di Sogliano.

Il quale può essere che aspirasse a club più importanti. Sarebbe comprensibile, legittimo, persino giusto a 55 anni. Ma, conoscendolo, sono certo che sia rimasto con una voglia di riscatto fortissima. Che abbia aspettato un mese abbondante a sciogliere ogni riserva è paradossalmente un atto di onestà e serietà. E di chiarezza. Con il mercato dei ds che era in corso, che avrebbe dovuto fare, di grazia? Preferivate che Sogliano si pregiudicasse ogni opportunità, per poi rimanere, anche inconsciamente, con dei rimpianti? Guardate, l’uomo ha i suoi difetti (testone, un po’ permaloso, un ego importante), ma è uno con la schiena dritta. Dunque, al netto di tutto, la sua permanenza è una garanzia circa l’immediato futuro sportivo. L’Hellas lotterà per tornare in serie A.

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