11
apr 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 2 Commenti
VISUALIZZAZIONI

467

IL PAGELLONE DI VERONA-LAZIO

SILVESTRI 5.5 Non ricordo parate di Marco. Nel primo tempo ci pensa il palo a salvarlo, sulla botta di Immobile. In occasione del gol della Lazio, però, mi è parso un pizzico incerto. Un passetto indeciso in avanti, in una zona grigia, è bastato per lasciare la porta aperta a Milinkovic Savic.

DAWIDOWICZ 5.5 Butta via quanto di buono fatto fino al 92′ perdendo di vista Milinkovic Savic, che di testa fulmina tutti e segna il gol della vittoria. Peccato perché fino a lì aveva davvero giocato una buona partita, mettendo la museruola a Immobile che, se si esclude il palo, ha passato tutto il tempo a lamentarsi e a protestare con l’arbitro.

MAGNANI 7 Personalmente, il migliore oggi. Il suo uomo è Caicedo, che per segnare deve usare le maniere forti. Ci riesce solo dopo aver tirato una gomitata sul muso proprio di Magnani e, giustamente, Chiffi annulla. Per il resto è Jack a primeggiare, con grande disinvoltura, bravo sull’anticipo e nel gioco aereo. Sembra essere tornato su livelli molto alti.

DIMARCO 6+ Un erroraccio, nella prima parte di gara, rischia di spalancare la strada del gol alla Lazio. Da lì in poi, si fa molto più concreto e, soprattutto più attento. Dietro aiuta Lazovic a tenere Akpa Akpro, ma quando può ci mette del suo quando il Verona attacca. Meraviglioso l’assist per l’unica vera occasione dell’Hellas, che capita sui piedi di Lazovic. Fisicamente dimostra di star bene, ma arrivato alla mezz’ora del secondo tempo, qualche segnale di stanchezza si vede.

CECCHERINI 6 (dal 31′ s.t.) Attento quando la palla arriva nei suoi paraggi. Mantiene la compattezza della difesa.

FARAONI 6 Duello ravvicinato con l’ex gialloblù Fares, anche lui come  i compagni pensa a contenere, ma non si tira indietro quando è il Verona chiamato a spingere nella metà campo della Lazio. Dietro è la solita, granitica, garanzia

STURARO 6.5 Nei primi minuti, andamento lento, di depiscopiana memoria. Cresce alla distanza andando a spezzare con grande efficacia il gioco della Lazio, in particolare la sua principale fonte di idee, quel Luis Alberto che segue come un’ombra. Ci mette tanta corsa e tanto fisico, e qualche bella entrata in scivolata, che ricorda un calcio d’altri tempi.

VELOSO 6 Lui e Lucas Leiva si annullano vicendevolmente. E’ una di quelle partite in cui pensi più a distruggere le idee dell’avversario piuttosto che coltivare le tue. Non fa comunque mancare le sue geometrie, anche se gli manca il lampo di genio. A metà della ripresa, Paro decide di dargli ossigeno.

ILIC 6 (dal 23′ s.t.) Continua quanto fatto vedere fino a lì da Veloso.

LAZOVIC 6- Ha sui piedi la più grande occasione del Verona, imbeccato da un assist meraviglioso di Dimarco. E’ un po’ defilato ma decide di provare lo stesso la conclusione, che esce, seppur non di tantissimo. Forse sarebbe stato meglio cercare i compagni, meglio posizionati davanti alla porta. A parte questo, non la sua miglior partita, ma nemmeno di quelle da dimenticare.

BARAK 6 Nel primo tempo mi è piaciuto. Sempre nel vivo dell’attacco dell’Hellas, ha giocato tantissimi palloni, non sempre puliti, per carità. Nella ripresa è un po’ calato e ha gestito più che altro con la presenza fisica. La stanchezza si fa sentire anche per lui che, finora, ha messo insieme un campionato dominante.

SALCEDO s.v. (dal 40′ s.t.)

ZACCAGNI 6 La buona notizia sapete qual è? Che non lo prendono a scarpate in maniera sistematica. Questo gli permette di giocare con più libertà. Peccato che non sia la sua giornata più scintillante. Detto questo, il suo lo fa, come quasi sempre in questa stagione.

BESSA 6 (dal 30′ s.t.) Gli basta una giocata per meritarsi la sufficienza. Che classe, ragazzi.

LASAGNA 6 Nel primo tempo è un po’ bloccato e non servito bene dai compagni. Nella ripresa, riesce a trovare qualche spazio in più e a dare fondo alla sua miglior qualità: la velocità. Un paio di sgroppate che, anche per la bravura della difesa biancoceleste, non hanno successo. Però ci prova e sembra entrare, di partita in partita, nei meccanismi del Verona.

KALINIC 6 (dal 40′ s.t.) E’ un 6 di incoraggiamento, perché merita la sua occasione. Ma il 6 se lo merita anche perché quando si trova il pallone tra i piedi, dimostra di saperci stare eccome in questa squadra e in questa categoria. Se solo il fisico lo sostenesse…

ALL. PARO 6.5 Una partita giocata bene dai suoi, contro una grande squadra. Ma ha dimostrato che non sempre le motivazioni in più prevalgono in maniera schiacciante. Perché il Verona cede solo in extremis, una gara che non avrebbe meritato di perdere, dopo un bel secondo tempo, molto più disinvolto di quello laziale.

03
apr 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 2 Commenti
VISUALIZZAZIONI

494

IL PAGELLONE DI CAGLIARI-VERONA

SILVESTRI 7 E’ tornato a fare il Silvestri. Determinante nel primo tempo nell’unico timido tentativo del Cagliari con Joao Pedro. Decisivo anche nella ripresa quando ipnotizza Cerri, a due passi dalla linea di porta. Sicuro anche sulle palle alte e in uscita palla a terra. Tutto quello che arriva nell’area piccola è affar suo. Quando non può arrivarci lui (su Simeone) a graziarlo c’è il palo.

CECCHERINI 7 Partita eccezionale del difensore livornese, concentrato sin dai primi minuti di gara. E’ attentissimo dietro, bravo a giocare tanto sull’anticipo, ma anche nell’impostazione della manovra. Se la sente e quindi si spinge anche in avanti, alla ricerca di gloria. Un suo sinistro mette in ansia la difesa sarda. Quando sta bene fisicamente, è un brutto cliente per gli avversari.

LOVATO 7 In autostima dopo la parentesi con la Nazionale Under 21, Matteo gioca con grande confidenza e padronanza dei propri mezzi. Sempre a testa alta, è bravo a dirigere i compagni di reparto, tenendo la linea sempre ordinata. Bello il duello con Cerri, che fisicamente è un armadio a tre ante, nemmeno due. Lo vince senza grandi pensieri.

MAGNANI 6 (da 77′) Nel quarto d’ora finale, in area del Verona piovono pallone che manco le frecce dei persiani contro i trecento spartani guidati da Leonida. Lui non si spaventa e la porta a casa.

DIMARCO 6.5 Nei tre della difesa, rispetta le consegne di Juric in maniera molto diligente. Nel primo tempo, quando si accorge che riesce a contenere agevolmente gli attaccanti cagliaritani, si prende la libertà di attaccare, ritrovando i bei fraseggi con Lazovic e, soprattutto, Zaccagni. Tanti gli inserimenti non sfruttati al meglio dai compagni.

FARAONI 6.5 Un paio di palloni buttati nella spazzatura in maniera scriteriata. Pensi: “non è la sua giornata”. E invece riordina le idee e comincia a fare ciò che gli riesce meglio. Giocate semplici e grandissima corsa. Generoso come sempre, ha polmoni inesauribili. Nei minuti finali è bravissimo a prendersi un paio di falli che fanno respirare la squadra.

TAMEZE 5.5 Sarà il primo caldo, sarà che ha tirato la carretta fino ad oggi, “sarà perché ti amo”, fatto sta che è apparso un po’ imbambolato, non particolarmente brillante. Solitamente bravissimo a fare filtro in mezzo al campo, a Cagliari ha fatto cilecca. Da una sua disattenzione è nata una grande occasione per Joao Pedro, neutralizzata da Silvestri.

STURARO 6 (dal 54′) Ha un compito: distruggere il gioco del Cagliari. Ci mette tanto fisico, a volte ai limiti dell’agonismo. E infatti si becca il giallo. Ma il suo lo fa.

VELOSO 6.5 Una bellissima punizione nel primo tempo, parata in volo plastico da Cragno che strizza l’occhio ai fotografi a bordo campo. Poi una marea di palloni, alcuni non gestiti al meglio, ma in generale fatti correre sul velluto. Non cristallino, come imporrebbe la sua qualità, ma bravo a sacrificarsi per dare una mano ai compagni.

LAZOVIC 6 Senza infamia, senza lode. Ci prova, ma spesso non gli va bene. Prova a buttarsi dentro ma le migliori giocate le ha lasciate nello spogliatoio. Però da un una mano a Zaccagni, portandogli via l’uomo. Una stagione difficile per Darko, ma con la salvezza acquisita, potrà ora giocare con più serenità.

BARAK 6.5 Diciamocelo francamente, non la sua miglior partita. E le scuse sono tutte dalla sua parte perché arrivava a Cagliari dopo il tour de forçe con la nazionale Ceca. Un po’ assonnato e spesso in ritardo, si scuote dal torpore al momento giusto, quando ha metri liberi per calciare e battere Cragno. E sono sette i gol stagionali per Antonin, grande sorpresa di questo bellissimo Verona.

BESSA 6 (dal 68′) Bravo ad alleggerire nella metà campo del Cagliari. Solite giocate di qualità, belle per gli occhi ma, soprattutto, funzionali per il gioco del Verona.

ZACCAGNI 10 Probabilmente il suo sarebbe un bel 7, perché è tornato brillante dopo qualche prestazione non all’altezza delle sue qualità. Il Verona fa male soprattutto dalla sua parte. Ma questo è un voto ovviamente di protesta perché viene massacrato dall’inizio fino al 77′, quando si accomoda in panchina, sostituito da Juric. E’ ora che gli arbitri mettano fine a questo massacro. E’ una caccia all’uomo della quale siamo stufi. Spetterebbe poi al capitano, in campo, chiedere più rispetto per il fantasista gialloblù. E non si tratta di protestare (cosa che non mi piace) ma di far valere normali diritti.

SALCEDO 5.5 (dal 77′) Entra davvero bene, con tanta voglia di dire finalmente la sua in questa stagione. Gli riesce fino a quando ha sui piedi un’occasione ciclopica. Solo davanti a Cragno, a porta spalancata, partorisce un tiretto che il portiere sardo devia il tanto che basta per mandarlo sul palo, per poi riabbracciare il pallone. Peccato.

LASAGNA 6.5 Il gol che ci mette tranquilli vale inevitabilmente un voto in più. Perché fin lì la tanta disponibilità non si era mai concretizzata sotto porta. Poi, io non me la sento di criticarlo oltre il dovuto, perché leggo e sento in giro tante, troppe pretese. Mi piacerebbe che facesse la preparazione estiva nelle mani di Juric. Allora potremmo forse parlare d’altro. Ad oggi, ha ancora tantissimo da lavorare.

ALL. JURIC 10 Il Verona è salvo, per il secondo anno di fila, con largo anticipo, senza il favore dei pronostici. Perché arrivare in alto può essere facile, ma confermarsi è un’altra storia. Il merito di questa nuova impresa è prevalentemente suo, grande motivatore, ma soprattutto allenatore con idee splendide. Resta con noi, Ivan, abbiamo bisogno che questa tua creatura cresca ancora e, forse, si ponga nuovi obiettivi. Che, chissà, potrebbero arrivare già in questa stagione. Crediamoci.

21
mar 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI No Comments
VISUALIZZAZIONI

409

IL PAGELLONE DI VERONA-ATALANTA

SILVESTRI 5.5 Due belle parate, una ravvicinata su colpo di testa di Romero, l’altra su una gran mina di Zapata. Però si addormenta sul secondo gol dell’Atalanta. Ecco, secondo me lì avrebbe dovuto accorciare, doveva essere bravo a chiudere lo specchio e aiutare Lovato. Un paio di uscite poi, diciamo così, non perfettamente calibrate.

DAWIDOWICZ 5 Lui ce la mette sempre la voglia, e gli va dato merito di questa cosa. Soffre però, soprattutto quando viene preso in velocità, non la sua dote principale. Si prende un cartellino giallo nel primo tempo e questo evidentemente lo condiziona non poco. Vede i sorci verdi anche quando entra in campo Muriel.

LOVATO 5.5 Finché il duello con Zapata è tutto fisico, lui c’è, tiene testa al colombiano ed è bravo a non dargli l’appoggio. I problemi arrivano quando l’attaccante dell’Atalanta riesce a prendere un metro, in quel caso diventa devastante e il gol ne è stato chiaro esempio. E’ un buon giocatore, ma ha tanto, tantissimo da lavorare.

CECCHERINI 5 Dalla sua parte c’è Malinovskiy, che è un tornado. Fa fatica a stargli dietro e quando ci riesce, prendendosi anche un fallo a favore, reagisce con un calcetto che gli costa il cartellino giallo. Per evitare di rimanere in dieci (ammonito anche Dawidowicz), Paro lo lascia negli spogliatoi dopo l’intervallo.

UDOGIE 5.5 (dal 1′ s.t.) Fa il compitino, nulla di più. Più passaggi verso Silvestri che a cercare gli attaccanti.

FARAONI 5.5 Impreciso, anche quando ha un’occasione importante per provare ad impensierire la difesa atalantina. Anche lui pare un po’ annebbiato, soprattutto fisicamente. E si sa, quando la testa non gira, lo stesso avviene anche per le gambe.

TAMEZE 5 A lui non spetta altro che seguire a uomo l’ex tanto rimpianto Pessina. Gli riesce a intermittenza, perché in un paio di occasioni il fantasista nerazzurro trova le intuizioni che tanto abbiamo amato lo scorso campionato. Per il resto, anche lui è travolto dal dominio fisico dell’Atalanta e non ha strumenti per reggere l’onda d’urto.

VELOSO 5 Surclassato dal centrocampo dell’Atalanta, non riesce mai a far partire l’azione gialloblù. Sbaglia tutto quello che si può sbagliare, anche le cose più semplici. Gli manca il ritmo, per merito anche del pressing asfissiante dei nerazzurri, che sono indemoniati. Non so se sia una questione fisica. Sicuramente dalla sosta potrebbe trarre qualche beneficio.

STURARO 5 (dal 1′ s.t.) La dove non riesce Veloso, anche lui fallisce. Mettendolo in campo si sperava in un po’ più di nerbo del centrocampo del Verona. Ma il campo ha detto altro.

DIMARCO 5 Non spinge, ed è la sua miglior qualità. E anche quando c’è da serrare le fila va in apnea. Ingenuo in occasione dell’azione che porta al rigore per l’Atalanta. Guarda solo l’uomo e non la palla, che puntualmente gli finisce sul braccio, troppo largo. Da lì in avanti non si riprende più, Paro, quindi, lo lascia negli spogliatoi.

LAZOVIC 5.5 (dal 1′ s.t.) Doveva ravvivare l’attacco gialloblù. Ci è riuscito per qualche minuto, ma la missione era più che impossibile di fronte a quest’Atalanta.

BARAK 5 Antonin, dove sei? Che fine ha fatto quel giocatore devastante, fisicamente e tatticamente, visto fino ad un paio di settimane fa? Mi sembra che non abbia le gambe giuste, è imballato. Ci prova anche ad abbassarsi alla ricerca della giocata giusta, ma non trova mai la sua collocazione. Mancano tantissimo anche i suoi gol.

ILIC s.v. (dal 34′ s.t.)

ZACCAGNI 5.5 In novanta e passa minuti sono un paio le, più che fiammate, fiammelle del Verona e di mezzo c’è sempre lui. Poco, però, per lasciare il segno. Lasciatemi però dire una cosa: è ora che gli arbitri comincino, non dico a proteggere Mattia, ma quanto meno a tutelarlo, perché è ormai una consuetudine che gli avversari lo prendano a scarpate fin dai primi secondi. Basta, non è possibile una caccia all’uomo di questo tipo.

LASAGNA 4.5 Partiamo dalla fine. Esce toccandosi l’inguine e l’augurio è che non sia nulla di che. Detto questo, nell’ora che rimane in campo non riesce mai a incidere. Di palloni gliene arrivano gran pochi, ma quelli che gli capitano a tiro li spreca goffamente. Ancora lontana l’intesa con i compagni. Troppe volte, infatti, i passaggi a lui indirizzati andavano da una parte e l’attaccante dall’altra. C’è tanto da lavorare.

FAVILLI 5 (dal 16′ s.t.) Prova a usare il fisico, ma non va troppo lontano.

ALL. PARO 5 Troppo forte l’Atalanta o troppo scarico il Verona? La verità sta forse nella prima ipotesi, ma in tre delle ultime due partite (Milan e Atalanta) l’Hellas sembra aver smarrito qualcosa. Perché se è giusto riconoscere la superiorità dell’avversario, è altrettanto vero che nel girone d’andata, i ragazzi di Juric hanno fatto bene soprattutto contro i colossi del campionato. Ecco, basta che non sia un calo di motivazione (e infatti io non ci credo). Più verosimile che sia necessario ricaricare le batterie e in questo senso la sosta arriva con tempismo perfetto. Si riprenderà a Cagliari, in quello che rimane uno scontro salvezza.

13
mar 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 5 Commenti
VISUALIZZAZIONI

923

IL PAGELLONE DI SASSUOLO-VERONA

SILVESTRI 6.5 Incolpevole sui gol, è autore di due belle parate, una per tempo. Reattivo sul colpo di testa da due passi di Ferrari. Gattone quando Berardi sembra azzeccare la punizione giusta. E’ bravo a distendersi e a mettere in angolo. Se ne prende tre in maniera del tutto inspiegabile.

MAGNANI 5 Non tranquillissimo. E questo gli avversari lo sentono e tendono a puntarlo. Fatica in più di un’occasione a contenere Caputo e quando l’attaccante sembra ormai lanciato a rete, lo stende e si prende il cartellino giallo. Juric lo toglie per evitare di rimanere in dieci nel momento in cui il Verona dà fondo a tutte le energie per riacciuffare il risultato.

BESSA 6.5 (dal 67′) Vivace e sempre bravo a trovare la giocata più utile e meno spettacolare. Prezioso quando il Verona confeziona la bellissima azione che porta al pareggio di Dimarco. Ecco, io qualche minuto in più tenderei a darglielo.

GUNTER 5 Non perfetto in occasione del primo gol del Sassuolo. Idem quando i padroni di casa trovano il raddoppio, proprio quando il Verona sembrava pronto a colpire per fare male. Il suo rilancio è pasticciato. Due errori decisamente evitabili che certificano un momento non esaltante per il centrale gialloblù.

DAWIDOWICZ 6 (dal 55′) Meglio di chi era partito dal primo minuto. Il solito lottatore quando c’è da scontrarsi fisicamente con gli avversari. Dà tutto quello che ha in corpo. Evita un gol fatto. Ma dal calcio d’angolo successivo, il Sassuolo trova l’insperato gol della vittoria.

CECCHERINI 6 Un primo tempo particolarmente intraprendente, attento dietro e propenso anche all’azione offensiva. C’è Berardi dalla sua parte, sempre capace di inventare. Ma cerca di lasciargli soprattutto le palle più sporche. Nella ripresa è sempre il Verona a fare la partita e lui si limita a rispettare le consegne.

FARAONI 6 Quarantacinque minuti a due facce per Davide. Si divora un gol clamoroso, solo davanti a Consigli. Invece di tirare, si impappina. Poi, però, si riscatta con l’assist decisivo per il gol di Lazovic. Evidentemente in condizione non ottimale, dopo l’intervallo rimane negli spogliatoi. Poco male, almeno rifiata un pochino.

DIMARCO 6.5 (dal 46′) Quarto gol stagionale per Federico, che entra subito nel pieno del gioco. A sinistra il Verona fa male, e, fatalità, c’è sempre lui. Bellissima la rete dell’illusorio 2-2.

TAMEZE 5.5 E’ poco reattivo in occasione del gol del vantaggio di Locatelli. Sta a guardare il centrocampista del Sassuolo invece di andare a fargli ombra. Un po’ compassato, fa fatica a trovare corsa e ritmo. Prova il colpo grosso con un tiro dal limite dell’area di rigore che non esce di molto. Esce dopo dieci minuti dall’inizio della ripresa.

STURARO 6 (dal 55′) Mette il fisico e per lunghi tratti, quando entra in campo lui, il Sassuolo non riesce a ripartire. Sta crescendo.

VELOSO 5.5 Seconda di fila non all’altezza delle sue tantissime qualità. Poche giocate illuminanti, quasi mai bravo a trovare il ribaltamento di campo. Il Verona fa affidamento sui suoi calci piazzati e oggi manco quelli gli riescono. Il centrocampo neroverde gli fa male e lui ha poche armi per soccombere definitivamente.

LAZOVIC 6.5 Oltre il gol c’è di più. C’è un giocatore che si sembra finalmente ritrovato, e questa è una grandissima notizia per mister Juric. Come dicevo, oltre alla rete dell’1-1, suo è l’assist per Dimarco che la pareggia ancora una volta. Ha di nuovo la gamba dei tempi migliori. Va da sé che questo aiuti anche l’auto stima, fondamentale per questo ragazzo che quest’anno di sfiga ne ha avuta tanta.

BARAK 5.5 Pronti e via, dà l’impressione di essere in giornata. Bello il colpo di testa a due passi da Consigli, ma il portiere del Sassuolo ha i riflessi per mettere in angolo. Piano piano perde energia e quando lui non è travolgente è come Sansone con i capelli a spazzola. Forse ha bisogno di rifiatare un po’ per ritrovare fiato e gambe.

ZACCAGNI 6 Non ha fatto male, ma nemmeno faville. Qualche fiammata delle sue, un paio davvero interessanti. Su tutte il bel cross per Barak che di testa poteva anche fare meglio. Ma Zac è un giocatore fenomenale ed è lecito aspettare sempre qualcosa di più da lui. Faccio lo stesso discorso fatto per Barak: magari deve riposare una partita, anche perché Bessa dà l’impressione di sostituirlo degnamente.

SALCEDO s.v. (dall’83′)

LASAGNA 5 Dopo il gol di Benevento ci aspettavamo che potesse finalmente sbocciare. Non è ancora arrivato il suo momento, evidentemente. La voglia di dimostrare gli è controproducente, perché le idee che ha sono tante, ma non ha chiaro come realizzarle. Arruffone, ha un’occasione importantissima nel primo tempo e, inspiegabilmente si decentra il tanto che basta per perdere il tempo giusto per calciare. Dubbio un contatto con Chiriches, ma l’arbitro non vede.

ALL. JURIC 5.5 Tre gol subiti, soprattutto questo tipo di gol, devono far riflettere il mister. Per la seconda di fila Magnani e Gunter non sembrano in giornata, mentre meglio ha fatto Dawidowicz entrando in corsa. Forse anche Barak e Zac dovrebbero rifiatare. Però la squadra c’è, su questo non ci sia il minimo dubbio, perché oggi il Verona non meritava assolutamente di perderla. Quindi, evitiamo di parlare di motivazioni esaurite, non ci sto.

07
mar 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 2 Commenti
VISUALIZZAZIONI

956

IL PAGELLONE DI VERONA-MILAN

SILVESTRI 5.5 Krunic si inventa una magia, ma a me non è sembrato particolarmente reattivo, se non altro perché la palla finisce proprio dalla sua parte. Ma forse è giusto riconoscere il maggior merito del giocatore rossonero. In generale così così, anche quando è stato chiamato ad accorciare per spazzare l’area di rigore.

MAGNANI 5 E’ suo l’errore, macroscopico, che “costringe” Orsato a fischiare fallo su Krunic. Da lì nasce la bellissima punizione calciata proprio dal bosniaco, che lascia Silvestri senza parole. Aveva però iniziato la partita col piede giusto, ma col passare dei minuti è parso inspiegabilmente svagato e incerto anche nelle cose più semplici da fare.

GUNTER 6- Dei tre dietro mi è sembrato quello meno incerto, anche se ci mette del suo in occasione del raddoppio del Milan. In concorso con Ceccherini si perde clamorosamente Dalot che poi lascia partire un bel missile verso Silvestri. Qualche sbavatura che Juric sembra non apprezzare, al punto da richiamarlo in panchina subito dopo lo 0-2.

DIMARCO 6 (dal 12′ s.t.) Anche dai suoi piedi il Verona ha cercato di scrollarsi di dosso tutte le incertezze viste nel primo tempo. L’intesa con Salcedo ha funzionato bene e da lì i gialloblù hanno tentato quello che oggi, probabilmente, non sarebbe accaduto nemmeno giocando cinque ore.

CECCHERINI 5.5 C’è anche una sua incertezza nel raddoppio di Dalot. Non assorbe il bel movimento dell’esterno rossonero, perde l’equilibrio e va per le terre. Non sicuro come in altre circostanze. Sfortunato sotto porta, tenta il colpo grosso un paio di volte, ma gli va male per un amen.

FARAONI 5.5 Imbeccato durante la conferenza stampa della vigilia, Juric lo ha elogiato in lungo e in largo. Deve essergli partita l’ansia da prestazione perché è parso meno convincente del solito. Tanti errori banali, non da lui. Incerto in entrambe le fasi. Nel secondo tempo va a fare il terzo dietro e mantiene la posizione. In una delle poche puntate in avanti, va vicino al gol della speranza, ma è Krunic a negargli la gioia del secondo gol consecutivo, dopo quello di Benevento.

TAMEZE 6+ In un centrocampo uscito letteralmente a pezzi, lui è l’unico che finisce la partita in piedi, è l’ultimo ad arrendersi. Prova costruire laddove non riesce Veloso, e prova a cercare spazi offensivi per sopperire le mancanze di Barak. E’ la residua nota positiva di una giornata storta, per la quale bisogna rendere merito all’avversario.

VELOSO 5 La sua classe soccombe di fronte allo strapotere fisico di Kessie, bravo a fagocitare la principale fonte di gioco del Verona. Non trova il tempo di giocata, i passaggi sono sempre scolastici e mancano terribilmente i suoi lanci da trenta metri, che ribaltano l’azione. Fisicamente un passo indietro rispetto a quanto fatto vedere a Benevento.

ILIC 5.5 (dal 12′ s.t.) Un po’ meglio rispetto al veterano Veloso, ma anche lui ha fatto una gran fatica davanti al centrocampo milanista meravigliosamente condotto da Kessie. Dinamico, ma non abbastanza per creare il break necessario al cambio di passo della manovra gialloblù.

LAZOVIC 6 Se a Benevento aveva impressionato per forza e qualità, facendo intravvedere le stesse meraviglie della scorsa stagione, contro il Milan è stato meno splendente. Ciò non toglie che sia stato uno di quelli da salvare, sempre dentro l’azione quando il Verona ha provato a raccapezzarci qualcosa davanti. E’ mancato il guizzo decisivo.

BARAK 5 Si abbassa più del solito alla ricerca del pallone e il risultato è che anche lui rimane intrappolato nelle spire di Kessie, che disintegra il centrocampo del Verona. Poco ispirato quando c’è da dare peso alla fase offensiva, probabilmente è stanco e così, prima di richiamarlo in panchina, Juric gli concede solo qualche briciola di secondo tempo.

BESSA 6 (dal 7′ s.t.) Ha avuto più minuti a disposizione rispetto al solito. In proporzione, quindi, mi sarei aspettato qualcosa di meglio, qualche lampo degno della sua classe. Ha comunque provato a mettere ordine nella metà campo rossonera trovando un paio di imbucate nell’area di rigore avversaria.

ZACCAGNI 5 Per lui vale lo stesso discorso di Barak. E’ stanco, e si vede. Se ci aggiungete un Calabria in stato di grazia, i giochi sono fatti. L’esterno milanista gli si incolla come un’ombra aggiuntiva e, di fatto, lo eclissa dal campo. Non uno spunto degno di nota. Ci sta che anche lui rifiati un po’.

SALCEDO 6 (dal 7′ s.t.) Più tarantolato di Lasagna, ha provato a creare un po’ di scompiglio, lottando su ogni pallone e andando anche alla conclusione. Era finito un po’ fuori dall’orizzonte di Juric. Ma oggi ha urlato a pieni polmoni: “Ci sono anch’io”.

LASAGNA 5 Per carità, non è che i compagni gli rendano la vita facile, ma lui fa poco per trovarsi un posto al sole. I difensori del Milan lo spengono sulla sua dote principale, la velocità. Annullata quella, non riesce mai a trovare posizione e, in un eccesso di generosità, spesso di abbassa troppo alla ricerca del pallone. Che trova raramente.

FAVILLI s.v. (dal 29′ s.t.)

ALL. JURIC 5 Donnarumma ha finito la partita senza praticamente sporcarsi la maglia. Il Verona è mancato dannatamente dall’ombelico in su. Va da di pari passo una difesa che ha subito l’onda d’urto milanista. Pioli l’ha preparata benissimo, non dando punti di riferimento, come aveva annunciato. E il mister, questa volta si è dovuto inchinare. Lo ha detto alla vigilia, non bisogna abbassare la guardia, altrimenti si perde di competitività. I suoi ragazzi lo sanno, ma oggi, un po’, lo hanno scordato.

03
mar 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 11 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.431

IL PAGELLONE DI BENEVENTO-VERONA

SILVESTRI 6.5 Una parata una, su Insigne, l’unico che è riuscito a rendersi appena appena pericoloso. Il resto è accademia per il portierone gialloblù, schermato a dovere da una difesa perfetta.

MAGNANI 7 Bravo a tenere alta la difesa andando a prendere alto l’Insigne o il Sau di turno. Molto aggressivo e al tempo stesso sempre presente a sé stesso, che è la cosa sulla quale insiste maggiormente mister Juric. Come sempre monolitico quando spiovono palloni nell’area di rigore gialloblù. Ritrovato dopo qualche passaggio a vuoto.

DAWIDOWICZ s.v. (dall’83′)

GUNTER 7 Pronti e via, toglie il pallone dai piedi di Lapadula, che si addormenta davanti a Silvestri e sciupa un’occasione clamorosa. Di lì in poi, giganteggia e ai campani non lascia nemmeno le briciole. Vero è che gli attaccanti di Inzaghi fanno pochino, ma quel pochino lo amministra con la sigaretta in bocca. Rischia anche di segnare il gol dello 0-4.

CECCHERINI 6.5 Rientrava dopo uno stop per un tendine che non voleva saperne di dargli tregua. Non è costretto a forzare più di tanto e questo lo aiuta a gestirsi fisiccamente. Sul centro sinistra è quello che si adatta maggiormente, senza soffrire la mancanza del mancino naturale. Esce coi crampi.

LOVATO s.v. (dal 79′)

FARAONI 7 Merita la Nazionale. Ci sono pochi giocatori che hanno la sua intelligenza tattica e la capacità di fare tutta la fascia con estrema naturalezza. Non perde mai la lucidità, si spinge più di una volta alla ricerca di sogni di gloria. Viene ripagato col secondo stagionale, ancora più importante, quello che sblocca una gara dominata clamorosamente dall’Hellas.

TAMEZE 7 Il turno di riposo gli ha fatto bene. E gli è bastato per ricaricare batterie e polmoni. Avere di fianco Veloso lo aiuta svariare su tutto il fronte del centrocampo, con puntate in attacco. Eccezionale anche quando va a dare una mano alla difesa, creando un filtro contro il quale il Benevento va sistematicamente a schiantarsi. Anche lui esce coi crampi.

STURARO 6 (dal 64′) Nelle praterie lasciate dal Benevento anche lui prova a insinuarsi e in un paio di occasioni gli riesce pure bene.

VELOSO 7.5 Colpisce soprattutto una cosa: la condizione fisica. L’impressione è che sia stato bravo a portarsi a questo livello (aiutato anche da Juric) un po’ alla volta, senza voler forzare. Veloce di testa come pochi altri in questa categoria, non spreca nulla e ogni pallone accarezzato è un potenziale occasione pericolosa. Se lui gira, questo Verona è una meraviglia per gli occhi.

LAZOVIC 7.5 Già contro la Juve aveva dato importanti segnali di ripresa. Confermati clamorosamente al Vigorito. Suo l’assist per il gol di Faraoni. Suoi i tantissimi cross che piombano nell’area giallorossa, che solo per delle inezie non diventano gol. Se finalmente è tornato sui suoi livelli, da qui alla fine ci sarà da divertirsi. Juric si sta sfregando le mani.

BARAK 7 Il primo tempo è un inno al calcio moderno. Gioca dappertutto, talvolta abbassandosi sulla linea dei centrocampisti per scrollarsi di dosso la marcatura avversaria. Impossibile togliergli il pallone dai piedi, con Faraoni l’alchimia è pazzesca. Nei secondi 45 minuti, con la partita in ghiaccio, mette il pilota automatico e si gestisce. Perché, è bene ricordarlo, domenica al Bentegodi arriva il Milan. Al quale, peraltro, all’andata ha già segnato.

ZACCAGNI 7 A proposito di Nazionale, idem con patate per quanto detto già su Faraoni. Mancini, secondo me, ha bisogno di un giocatore come lui, vista la penuria di esterni veramente capaci di saltare l’uomo come sui sa fare. Ispiratissimo, torna a formare con Lazovic la coppia delle meraviglie che la scorsa stagione ha fatto diventare matti i difensori di mezza serie A.

BESSA s.v. (dal 79′)

LASAGNA 7 Finalmente Kevin si sblocca e lo fa con un gol bellissimo. Ma oltre a questo, altre occasioni importanti e tanta voglia di spaccare il mondo. Sono convinto che sia lui l’uomo giusto per l’attacco gialloblù, perché oltre a interpretare sempre meglio il calcio di Juric, la sensazione è che col mister si sia già creato qualcosa di speciale. La sua stella polare può ancora essere la Nazionale. E chissà che non ci si possa trovare con Faraoni e Zaccagni.

FAVILLI s.v. (dall’83′)

ALL. JURIC 8 Poteva finire 8-0. Un risultato mai in discussione, fin dai primi minuti durante i quali il Benevento provava a spezzettarla. I suoi ragazzi non sono caduti nel tranello e attraverso il gioco hanno costruito una vittoria pesantissima. Che sa tanto di salvezza, anche se il mister ancora non ne vuole sentir parlare, perché manca la matematica. E invece, guardiamo oltre, perché sono convinto che basterebbe davvero poco per andare a prenderci un posto al sole. Grazie Mister.

27
feb 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 7 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.996

IL PAGELLONE DI VERONA-JUVENTUS

SILVESTRI 6.5 Prontissimo in un paio di occasioni importanti per la Juve, in particolare su Chiesa, nel primo tempo. Nulla può fare quando a Ronaldo basta un tocco facile facile per sbloccare la partita. Tutto sommato, considerato l’avversario, passa una serata abbastanza tranquilla.

MAGNANI 7 Nel secondo tempo salva un gol fatto, a porta spalancata, su tiro di Ramsey. Bene comunque per tutti i 95 minuti, sempre attento e concentrato, come gli chiede il mister. Spegne Ronaldo che, fatalità, segna nell’unica occasione in cui non è Magnani a marcarlo. Di testa sono tutte sue, non ne passa una. Nei minuti finali spazza l’area in maniera provvidenziale

GUNTER 6.5 Della difesa è il battitore libero, nel senso che non ha compiti di marcatura a uomo degli attaccanti bianconeri. Al punto tale che a volte va a cercare Ramsey, quando il gallese prova a fare il trequartista. E’ sereno, serenissimo, in ogni giocata e se si escludono i momenti di frenesia juventina, quasi non suda la maglietta.

LOVATO 5.5 Soffre la vivacità di Kulusevski, che sembra essere il vero fenomeno della Juve, per estro e spunto nello stretto. Lo svedese gli va via in troppe situazioni, cosa che manda in bestia Juric. Poi l’errore decisivo in occasione del gol di Cristiano. Se lo perde completamente e quando è il momento di recuperare, il portoghese gli ha già dato due metri.

FARAONI 6.5 Nel primo tempo è lui l’uomo più pericoloso del Verona. Prende un palo clamoroso dopo un bel colpo di testa ad anticipare tutti. Poi la solita partita di qualità e quantità, generoso come al solito. Davanti a lui Bernardeschi sparisce dal campo, da far quasi tenerezza. Esce stanchissimo.

DAWIDOWICZ s.v. (dal 38′ s.t.)

STURARO 7 Va in campo in maniera del tutto inaspettata e diventa la vera sorpresa della serata. Evidentemente Juric ci ha visto bene in settimana. E’ il primo dei gialloblù a pressare a tutto campo. E’ lucido nella corsa e bravo a non far ragionare i bianconeri (soprattutto Rabiot, che segue a uomo) quando impostano da dietro. Sorprende anche fisicamente, visto che regge per 65 minuti abbondando. Benvenuto.

VIEIRA 6 (dal 22′ s.t.) Ordinato ed efficace. Sulla falsariga di quanto fatto vedere a Genova, la scorsa giornata.

ILIC 6 Un inizio difficile, timidino, travolto dall’onda d’urto bianconera. Poi si mette a posto e comincia a far viaggiare il pallone sui binari. Le geometrie sono pulite, magari non sempre illuminanti. Ecco, secondo me deve lavorare ancora tanto sul lancio lungo e sul cambio di campo, che può aiutare la squadra nei momenti di difficoltà.

VELOSO 7 (dal 1° s.t.) Che partita sto “giovanotto”. Sia chiaro, Ilic ha il futuro davanti a sé, ma quando Miguel gira, è tutta un’altra musica. Tempi di gioco, qualità, calci d’angolo finalmente di nuovo pericolosi. E’ lui, con una finta di corpo eccezionale, a suonare la carica in occasione del gol del pari. Fondamentale averlo in campo quando la condizione fisica è questa.

DIMARCO 6 Juric lo preferisce a Lazovic e lui, largo a sinistra è sempre una garanzia. Le dinamiche con Zaccagni ci sono sempre e in alcuni casi mandano in confusione la Juve, in particolar modo Demiral, vero anello debole della catena difensiva bianconera. Proprio per questo, avrebbe dovuto puntare di più il giocatore turco.

LAZOVIC 7 (dal 6° s.t.) Entrato in campo alla grande. E’ stato devastante perché il Verona ha costruito il pareggio dalla sua fascia. Mette il cross perfetto per la zucca di Barak, che incenerisce Alex Sandro. E poi, non contento, tenta il colpo grosso con una fiondata che Szczesny devia sulla traversa, col pallone che finisce in angolo. Ci sei mancato, Darko.

BARAK 7.5 Cosa vuoi dire a uno che ha segnato il sesto gol stagionale e che ha messo insieme l’ennesima partita fenomenale. Nel primo tempo giganteggia. I bianconeri non lo smuovono di un centimetro, fisicamente è devastante. Nella ripresa quando sembra perdere qualche colpo cosa fa? Segna. Pazzesco. Una macchina da guerra. A inizio stagione non ero convinto. Chiedo scusa, Antonin!

ZACCAGNI 7 Il fatto che sia entrato nel giro della Nazionale mi pare che non sia più un caso. Tutto quello che di pericoloso il Verona riesce a costruire passa dai suoi piedi. Prima con Dimarco, poi (soprattutto) con Lazovic fa cose incantevoli che mandano il cervello in pappa a Demiral. Dopo un paio di prestazioni un po’ così, è tornato a farci brillare gli occhi.

BESSA s.v. (dal 38′ s.t.)

LASAGNA 6 Tanto lavoro, questa volta davvero sporco, nel tentativo di far salire la squadra. Prende un bel po’ di falli che alleggeriscono la tensione. Le occasioni da gol, a dire il vero, non sono tante, anzi, non se ne vedono. Però a me è piaciuto. Vedere lo scatto che tenta al 92esimo, quando la spia della riserva dovrebbe essere di color rosso incandescente.

ALL. JURIC 7 Anche contro la Juve ci sono stati momenti di dominio. Magari non lampante come quello visto contro il Genoa, ma se il suo Verona avesse vinto credo che ci sarebbe stato poco da dire, pensando al palo di Faraoni e alla traversa di Lazovic. Meno male che la sua squadra è al 30%. Quando arriverà al 60% la corsa all’Europa League dovrebbe diventare quasi un obbligo.

20
feb 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 13 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.198

IL PAGELLONE DI GENOA-VERONA

SILVESTRI 6 Incolpevole sui gol del Genoa. Subisce di fatto solo due tiri in porta e gli va male. Peccato perché in una partita dominata ci voleva un pizzico di attenzione in più per portarla a casa.

MAGNANI 7 Trova la concentrazione richiesta in più di un’occasione da mister Juric. Ha la testa giusta e non ha paura di giocare col fisico, nonostante l’arbitro Marchetti lo prenda un po’ di mira. E’ bravo ad adattarsi alle varie situazione del match e non ha la puzza sotto al naso quando il pallone deve essere sparato in tribuna.

GUNTER 7 Sulla sua rotta c’è Destro, che con Ballardini sembra aver trovato finalmente un senso come attaccante, e lui decide di annullarlo. Lo segue a uomo e non gli fa praticamente mai toccare pallone. Bene anche fisicamente. Evidentemente il passo falso contro l’Udinese è stato solo una casualità, perché da lì in poi si è rimesso in marcia.

LOVATO 6 Fino a quando rimane in campo, gestisce al meglio, senza mai andare in difficoltà. Dei tre della difesa è quello meno appariscente, ma questo conta fino a pagina due. Juric lo tiene negli spogliatoi dopo l’intervallo.

CETIN 5.5 (dal 46′) Juric lo manda in campo all’inizio della ripresa e lui ripaga con un errore fantozziano che spiana a Shomurodov la strada del pareggio. Una topica clamorosa alla quale riesce a mettere una toppa mettendo in difficoltà con un cross Perin che smanaccia, ma sui piedi di Faraoni, bravo a segnare il gol del raddoppio. L’errore, comunque, non gli ha tolto fiducia, e questo è un segnale fondamentale.

FARAONI 7 Partita sontuosa, impreziosita da un gol tutt’altro che facile da fare. Il registro della sua gara è sempre lo stesso: tanta qualità, in entrambe le fasi di gioco e una voglia di sacrificarsi esemplare. Esce azzoppato, col il polpaccio indolenzito. Mi auguro che non sia nulla di grave, sarebbe una brutta assenza da colmare.

VIEIRA 6 (dal 68′) Entra al posto del capitano, esterno a destra. Non è la sua posizione e lui è il primo a esserne cosciente. E’ quindi bravo a mantenere la posizione, senza strafare. Rispetta diligentemente le consegne di Juric.

TAMEZE 7 Altra prestazione monumentale per il francese, che diventa sempre più fondamentale per questo Verona. Juric ha definito Barak un “tuttocampista”. Definizione che calza a pennello anche a lui, che ha enorme sapienza e facilità di coprire ogni zolla del campo. Esce stremato, e pare logico dopo i km macinati.

STURARO s.v. (dal 94′)

ILIC 7 Al di là del gol, tra l’altro stupendo e di un coefficiente di difficoltà elevatissimo, è padrone del centrocampo gialloblù. Detta tempi a seconda del momento della partita. Nei dieci minuti centrali del secondo tempo, quando il Verona mette alle corde il Genoa, c’è lui su ogni pallone. Esce per ko tecnico dopo una bomba che lo prende in pieno volto.

VELOSO s.v. (dall’82′)

LAZOVIC 6 Un primo tempo di quelli che ti riconciliano col calcio. Gamba leggera, fiducia nei propri colpi e grande intesa con Zaccagni. Cala nei secondi 45 minuti quando sono più gli errori banali che le giocate degne di nota. Però bisogna prendere quello di buono che ha fatto, perché di lui c’è sempre enorme bisogno.

BARAK 7.5 Sorprende ogni partita di più. Quando di pensa che abbia raggiunto il top della sua condizione fisica e mentale, è capace di spostare sempre più in alto l’asticella delle aspettative. E’ lui a dare il “la” al primo gol del Verona. Prima recuperando un pallone vagante e poi servendo un assist perfetto per Ilic. Ma è la qualità costante nei 95 a impressionate. Qualità, enorme, e quantità inesauribile.

ZACCAGNI 6 La scarpata che gli rifila Masiello dopo 50 secondi, rimanendo tra l’altro impunito in maniera clamorosa, forse lo condiziona. Fatica a trovare il passo. Ci riesce a fasi alterne e quando imbrocca la giocata è sempre capace di fare male. Prova anche la botta da fuori, ma ha poca fortuna. Magari ha bisogno di rifiatare, ma sa di avere le spalle coperte.

BESSA 6.5 (dall’82′) E’ una costante ormai che entri in campo portando qualità alla manovra. E’ uno dei pochi, in questa squadra, che ha la capacità di tirare dalla distanza. Ci prova anche oggi e quasi quasi ci scappa il gol.

LASAGNA 5 E’ l’insufficienza che do più malvolentieri, perché il calcio va oltre le occasioni sprecate. Però quelle che si divora Kevin sono troppo clamorose per non essere giudicate con severità. Dalla sua il fatto di essere rimasto in partita fino alla fine, senza rimanere mentalmente sugli errori che, a conti fatti, hanno determinato il risultato.

ALL. JURIC 7 Il suo Verona domina quasi tutta la partita. I primi venti minuti del secondo tempo dovrebbero essere mostrati durante il corso allenatori di Coverciano. Il Genoa non è in grado di uscire dalla sua area. Sembra Mike Tyson al crepuscolo della sua carriera. La partita non la vince per gli errori di Lasagna, che, ahimè, sono stati determinanti. Ecco, proprio con Kevin il mister deve essere bravissimo, continuando a credere in lui perché sono convinto che verrà presto ripagato.

15
feb 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 6 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.103

IL PAGELLONE DI VERONA-PARMA

SILVESTRI 6 Un pastrocchio che rischia di complicare dannatamente la partita. Nell’azione che porta al rigore del Parma, chiama il pallone, Lovato glielo lascia, lui appare quasi sorpreso, al punto da stendere Karamoh. Fortunatamente il Verona riesce a ribaltarla. Poco tranquillo, in generale, ma si riscatta nel finale quando gli emiliani provano l’assalto al fortino. Lì si fa trovare pronto.

CETIN 6.5 Non vedeva il campo da mesi, prima fermato da un infortunio, poi dalle gerarchie che lo hanno relegato ai margini. Inizia balbettante su Gervinho, ma col passare dei minuti prende ritmo e confidenza, riuscendo sempre ad avere la meglio sull’ivoriano. Anche fisicamente risponde bene. Oggi è un’alternativa, ma da qui alla fine anche lui può finalmente mettersi in mostra.

GUNTER 7 Si riscatta alla grande dopo l’incubo di Udine. Vince tutti gli scontri diretti con Cornelius che, in quanto a fisico, avrebbe potuto metterlo in seria difficoltà. E invece il centrale gialloblù domina aria e terra e quando serve, soprattutto nei minuti finali, la spara in tribuna, scoraggiando i disperati assalti del Parma.

LOVATO 7 Wow, che partita. Dalla sua parte c’è Karamoh che nel “la prendo io che la prendi tu” con Silvestri ha la meglio. Ma lui non ha colpe specifiche. Anzi mette insieme una prestazione di enorme attenzione tattica e di impressionante forza fisica. Quando serve ha anche la velocità dalla sua. Bene anche su Gervinho, quando l’ivoriano cambia posizione. Bravo.

LAZOVIC 6 E’ il meno positivo della compagnia. Ma, va detto, è attento soprattutto in fase difensiva, ben conoscendo le qualità degli esterni di D’Aversa. In avanti poco, anche se quel poco è il bel cross che si conclude col gol del pareggio di Dimarco. Per il resto, così così, con alcuni errori abbastanza clamorosi per venire fuori dai suoi piedi. E’ un’annata un po’ disgraziata. Speriamo che giri.

TAMEZE 6.5 La solita grandissima corsa in mezzo al campo. E’ ovunque. Spesso si scambia di posizione con Barak, cercando di trovare spazio più vicino a Lasagna. E’ veramente il classico giocatore che “dove lo metti, fa bene”. Giusto anche il feeling col giovane Ilic. Nel finale di partita si getta nella tonnara e più di una volta è lui a spazzare l’area gialloblù.

ILIC 6.5 E’ vero, qualche volta commette piccoli errori. Ingenuità che sono naturali per un ragazzino come lui. Però colpisce la personalità con la quale annulla le sciocchezze per riscattarle in ottime giocate. Ha qualità tecnica importante e la mette al servizio della squadra con grande sapienza. Quando troverà anche il lancio da trenta metri, l’assenza di Veloso sarà meno pesante da sopportare.

VELOSO s.v. (dal 93′)

DIMARCO 7.5 Un gol, una punizione nel sette che non si sa come Sepe riesce a mettere in angolo e l’assist per la rete che decide la partita. In mezzo a tutto questo, un’infinità di cross meravigliosi che hanno trovato poca fortuna. Veniva da un paio di fiaschi, tutti giocando da difensore puro. Che sia il caso di lasciarlo sempre nei quattro di centrocampo?

MAGNANI s.v. (dall’83′)

BARAK 8 Entra nella storia del Verona: il suo gol è il millesimo della squadra gialloblù in serie A. Lo festeggia con una partita devastante, forse la migliore da quando veste la maglia dell’Hellas. E’ una delizia per gli occhi perché oltre all’enorme forza fisica, è capace di giocate di fino che non sembrerebbero nel repertorio. Il colpo di testa che fulmina Sepe è da manuale per tempismo e precisione. Monumentale.

COLLEY 6 Alterna fiammate a pause adolescenziali. Juric con lui è un martello, lo accompagna ad ogni passo. Le potenzialità, l’ho sottolineato spesso, ci sono. Al momento penso che sia più utile a partita in corso. Paura per un infortunio al ginocchio che lo fa fa stramazzare a terra in lacrime. Esce dal campo sulle sue gambe ed è l’unica cosa alla quale ci appigliamo per scongiurare il peggio. Forza Ebrima.

BESSA 6.5 (dal 51′) Mi aspettavo di vederlo dal primo minuto, ma evidentemente non ha ancora la gamba giusta. Anche se quando entra dà la sensazione di girare a pieni regimi. E’ bello vederlo giocare, sempre con la testa alta, con intuizioni di qualità unica per questa squadra. Va vicino al gol. Provaci ancora, Daniel.

LASAGNA 6.5 A me è piaciuto e avrebbe meritato il gol per il grande lavoro, in alcuni frangenti di buona qualità. Ha velocità che impressiona e la sensazione è che sia già a buon punto nell’assimilare le idee di mister Juric. La sua spizzata sul cross di Lazovic è determinante per permettere a Dimarco di calciare e trovare il pari. A volte fin troppo generoso. Però, devo dire, mi ha lasciato sensazioni molto positive.

ALL. JURIC 6.5 Troppo brutto il Verona di Udine per essere il suo. E infatti, contro il Parma abbiamo rivisto, seppur a tratti, la squadra spietata e consapevole che ben conosciamo. Sceglie Colley invece di Bessa (e qui ci sarebbe da discutere), ma azzecca la mossa di Cetin che, tolto dalla naftalina, ripaga la fiducia. Il resto sono scelte obbligate. I punti sul terzultimo posto sono ora 18. E ci sarà ancora da divertirsi.

07
feb 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 5 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.970

IL PAGELLONE DI UDINESE-VERONA

SILVESTRI 6 Almeno quattro miracoli clamorosi su un totale di cinque grandi parate. Se nel primo tempo il Verona riesce a tornare nello spogliatoio sullo 0-0 il merito è esclusivamente suo. Nel secondo tempo fa lo spettatore fino all’83′ quando, con gran dose di sfiga, se la butta dentro da solo. Cosa volete che vi dica, il calcio è assurdo. Le parate sono da 8, l’errore da 4. Peccato.

DAWIDOWICZ 4.5 Una partita da incubo per il povero Pawel che non riesce praticamente mai a prendere Deulofeu. L’attaccante spagnolo non dà punti di riferimento e questo manda in confusione il difensore polacca che deve dare fondo a tutte le sue energie fisiche per metterci qualche toppa. Prende una tacchettata in testa, che gli provoca una ferita. Rimane negli spogliatoi dopo il primo tempo.

LOVATO 6 (dal 1′ s.t.) Con lui in campo Deulofeu fatica di più. Subito concentrato, gioca bene sull’anticipo, aiutato dal fisico, che sovrasta lo spagnolo. Purtroppo nelle due uniche azioni che lo spagnolo riesce a confezionare nel secondo tempo, non c’è lui a marcarlo.

GUNTER 5 Soffre un po’ meno di Dawidowicz, ma anche lui è sempre in apnea davanti a Llorente. Lo spagnolo le prende praticamente tutte di testa e lascia solo le briciole al centrale gialloblù. Purtroppo dovrebbe essere quello che da dietro fa ripartire l’azione, ma non riesce nemmeno a tenere alta la difesa quando il Verona prova ad alleggerire.

MAGNANI 5 (dal 1′ s.t.) Bene fino al 92′. Poi un rinvio sciagurato, senza senso, che permette all’Udinese di trovare il raddoppio con Deulofeu. Lo aveva detto Juric, è un ottimo giocatore che si lascia andare a qualche passaggio a vuoto di troppo. Oggi, purtroppo, lo ha dimostrato.

DIMARCO 5 Giornataccia anche per lui, sempre in affanno quando c’è da correre indietro. Qualcosa meglio quando prova a spingere nel secondo tempo, aiutato dal generale risveglio della squadra. In occasione del vantaggio dei friulani, Deulofeu lo salta con enorme facilità, per andare poi a “causare” l’autogol di Silvestri.

FARAONI 5.5 Seconda di fila sotto tono per il capitano che si lascia travolgere dall’apatia del primo tempo. Mai capace di spingere, appena appena attento quando si tratta di difendere. Quando il Verona torna in campo dopo l’intervallo, anche lui si risveglia e prova a fare male soprattutto in fase propositiva. Si becca il giallo. Pessima notizia. Dovrà la saltare la prossima al Bentegodi contro il Parma.

TAMEZE 6 Il centrocampo è il reparto che più soffre nel primo tempo, esponendo la difesa a schiaffi che arrivano da tutte le parti. Lui non riesce a capirci nulla e Barak non lo aiuta. Quando si riparte nella ripresa e si trova di fianco Ilic, trova più coraggio e anche più iniziativa. Reagisce bene e prova a trascinare i suoi. Spreca una grande occasione in area di rigore, calciando una ciofeca. Esce stremato.

COLLEY s.v. (dal 42′ s.t.)

BARAK 5.5 Onestamente non pensavo che potesse pagare così tanto la forza fisica dei suoi ex compagni e invece ha sofferto tantissimo, schiacciato tra i tre dirimpettai in bianconero. Nei secondi 45 minuti, Juric lo riporta nei due che si muovono dietro la punta. Un po’ meglio, ma non abbastanza.

LAZOVIC 5 Tante volte, questa stagione, ci siamo trovati a dire che non è ancora lo stesso della scorsa stagione. Confidando in una cosa transitoria, ci stiamo rendendo conto che questa fase involutiva non è ancora finita. Solo un paio di spunti, ma nulla che faccia brillare gli occhi. Per come la vedo io, deve giocare sempre, per ritrovarsi. Ma deve darsi una mossa.

ZACCAGNI 5.5 Parte bene, poi anche lui, come i compagni, sparisce dal campo, sovrastato dalla forza fisica dell’Udinese. Tenta a rimettersi in moto, ma la benzina è quella che è. Nella ripresa beneficia della prestazione decisamente migliore della squadra ma, limitato anche dal cartellino giallo, che lo costringerà a saltare la prossima di campionato, si spegne lentamente.

BESSA s.v. (dal 27′ s.t.)

LASAGNA 5 Se Juric lo ha visto come un esperimento, ahimè, è stato un fallimento. Pensavamo che il mister lo mettesse più vicino a Kalinic e invece, confinato largo a sinistra, non è mai riuscito a innescarsi, quelle poche volte che gli è arrivato qualche pallone giocabile. Ci vuole tempo, per carità, nessun dramma. L’importante è che non diventi un equivoco tattico. Ma in questo, Juric penso sia una garanzia.

ILIC 6.5 (dal 1′ s.t.) Il primo tempo ha certificato l’enorme bisogno di un costruttore di gioco. Con Veloso ancora fermo, è lui che si prende la responsabilità di dare ordine al Verona. E ci riesce per lunghi tratti, trovando la giusta sintesi con Tameze. E’ la vera nota positiva di questa seconda sconfitta consecutiva.

KALINIC 5.5 Ci aspettavamo fuoco e fiamme quando abbiamo letto la formazione prima del fischio d’inizio. E invece l’esperimento con Lasagna si è ammosciato nell’umidità della Dacia Arena. E’ anche partito discretamente, ma è durata poco. Meglio nella ripresa, forse più libero mentalmente. Ma non ha mai visto la porta e per un attaccante è un bel problema.

ALL. JURIC 5.5 Primo tempo regalato all’Udinese, secondo tempo più simile a quello che ci ha fatto vedere da quando è arrivato a Verona. Ha la lucidità per capire che la squadra mandata in campo all’inizio non funzione e ne cambia tre subito dopo l’intervallo. Rimane il grande problema dell’attacco: per 95 minuti i suoi non hanno creato una vera occasione da gol. Se è una questione di testa, agisca subito. Lui sa come farlo, su questo non ho alcun dubbio.