MONTIPO’ 5.5 Parata efficace, ma più per compiacere i fotografi, sul bel colpo di testa di Krstovic, viene poi colpito e affondato da Zappacosta, che beneficia anche di una deviazione. Ma come spesso accade, da troppo tempo a questa parte, al primo tiro gli avversari segnano. Non tranquillo, pare sempre terrorizzato appena il pallone arriva dalle sue parti e questa insicurezza si riflette, ovviamente, sui compagni di squadra.
NELSSON 5.5 A poche partite dalla fine del campionato, direi che ormai possiamo tranquillamente dire che questo sia Nelsson, e non il difensore attento e chirurgico della prima parte di stagione. Non che contro l’Atalanta faccia disastri, ma è sempre incerto, baltebba come un debuttante al Bernabeu. Stilisticamente sempre più goffo, ce la fa con un po’ di mestiere, ma che fatica, ragazzi.
EDMUNDSSON 5.5 Meno perentorio del solito, un po’ balbettante su cose che solitamente fa a occhi chiusi. In più il cartellino giallo, che si prende nel primo tempo, lo condiziona non poco. Rischia in un paio di occasioni la seconda ammonizione e quindi il rosso, ma Ayroldi lo grazia. Il duello con Krstovic sarebbe dalla sua, se fosse lotta greco-romana, ma visto che parliamo di calcio…
VALENTINI 5.5 Tante sbracciate, a richiamare i compagni, ma stringi stringi di sostanza ce n’è poca. Un primo tempo davvero brutto, con tantissimi errori, banali. Ripresa migliore, ma fare peggio era davvero difficile. Rimane anche lui lontano parente del lottatore che si era fatto apprezzare nella seconda parte della scorsa stagione.
BELGHALI 5 Ancora una volta il “messia” non si è fatto trovare pronto. Torna al primo minuto, ma in campo vagabonda senza senso, incapace di tornare ai suoi livelli. Non salta un avversario che sia uno, non riesce mai a creare superiorità nella metà campo atalantina. Un po’ meglio nella ripresa, quando Sammarco lo mette a sinistra. Sia chiaro, nulla di trascendentale, ma appena superiore al torpore del primo tempo. L’unica giustificazione, che comunque non è da poco, è una condizione fisica ancora ballerina, dopo un infortunio decisamente pesante alla caviglia.
AKPA AKPRO 6 E’ l’unico che si salva, a mani basse. Ha confermato, per l’ennesima volta, di star meglio di tutti fisicamente, ma di avere non solo tanto fiato, ma anche piedi buoni. Si danna l’anima, a tutto campo. Clamoroso il salvataggio su un gol praticamente già fatto di Ederson. Dovrebbe essere il primo sul quale puntare per il futuro. Ma temo che non sarà così.
BERNEDE s.v. (dall’87°)
GAGLIARDINI 5.5 Allora, una cosa non capisco. Chi si aspettava che fosse Flash, lo aveva mai visto giocare prima??? No perché mi pare che la velocità non sia mai stato il suo forte. Se poi diciamo che non ha più il piglio dei giorni migliori, la capacità di far girare la squadra come ai vecchi tempi, possiamo anche essere d’accordo. Eppure è sempre dentro al gioco, cerca di sporcare quello dei padroni di casa e corre, non come Bolt, ma come Schwazer. Lo dicono le statistiche. Poi il giallo costringe Sammarco a richiamarlo in panchina.
AL MUSRATI 6 (dal 66°) Lento ma ordinato. Sbaglia poco.
HARROUI 4 Ci aveva illuso a Bologna e come tale, l’illusione è durata come un unico dolce venticello in una giornata afosa di agosto. Per poi lasciare spazio, ancora una volta, al caldo maledetto. Ditemi una sola occasione in cui fa qualcosa di giusto. Mai. Totalmente inefficace, è piantato per terra, pesante come un bulldozer. Mai capace di saltare gli avversari, mai in grado di dialogare a soli due metri coi compagni di squadra. Inutile.
SUSLOV 6 (dal 66°) Prova a saltare qualche avversario, qua e là. Cuore gialloblù.
FRESE 5 Si prende una bella arata da Zappacosta che non dimostra alcuna pietà. Viene sempre saltato con una facilità disarmante. Le prova tutte, buone e cattive, ma non gli riesce mai di fermare l’esterno dell’Atalanta che segna pure il gol che sblocca il match. Che sia una condizione fisica discutibile o semplice enorme divario tecnico tattico poco importa. Il risultato è disastroso.
OYEGOKE 5.5 (dal 46°) Non che ci si possa aspettare i miracoli da lui. Di certo fa poco per far ricredere gli scettici.
ORBAN 5 In questi mesi ci ha fatto capire che il suo modo ideale di giocare è guardando la porta, riuscendo a calciare appena gli si spalanca la visuale. Ma ultimante è sempre di spalle rispetto al portiere avversario. Torna spesso a difendere, risultando poi inutile in avanti. Sbaglia davvero troppo, però riesce a crearsi un paio di occasioni interessanti, da sfruttare decisamente meglio. Insomma, come Bowie, ha responsabilità, ma se non li mette nelle migliori condizioni, le sue colpe arrivano fino alla pagina due del libro. Poi sono altri che devono rispondere.
BOWIE 5 Impossibile salvarlo perché fa tutto tranne che l’attaccante. Gioca quasi sempre sulla linea di centrocampo, a volte costretto addirittura a fare il terzino. Inspiegabilmente si ritrova a crossare in un’area senza alcun attaccante gialloblù. Ovvio che, nel momento in cui viene chiamato ad attaccare non abbia nemmeno il fiato per esserci. E infatti si mangia un gol clamoroso, solo davanti a Carnesecchi, arrivando del tutto scoordinato. Insomma, ha le sue colpe, ma l’allenatore non lo mette nelle condizione di poter far male.
SARR s.v. (dal 78°)
ALL. SAMMARCO 5 Ritrova Belghali dal primo minuto. Per fargli fare il difensore. Così come fa fare il difensore anche a Bowie e Orban, sull’altare di un equilibrio che non ha alcun senso. Questa dovrebbe essere una squadra che dovrebbe ormai andare spavalda su ogni campo. Invece gioca per contenere, per strappare il punticino. L’Atalanta non brilla, ma il Verona fa ancora peggio. Non concordo con chi dice che non abbia responsabilità su questa annata disgraziata. Ha avuto il tempo per salvare la baracca, ma non ci è riuscito. Non ha dato la scossa e anche da un punto di vista tattico non si è visto alcun miglioramento. Anzi.

