IL PAGELLONE DI VERONA-BOLOGNA

MONTIPO’ 6 Tre gol sul groppone, uno più bello dell’altro. Ma, ovviamente, per qualcuno saranno tutti colpa sua. Mi vado a prendere i pop corn.

NUNEZ 4 Inizio incubo per lo spagnolo. Per lui subito un giallo pesantissimo, che lo costringerà a saltare la prossima partita. Di lì in avanti è un calvario, sbaglia tutto. Marcatura allegra su Dominguez in occasione del secondo gol. Gli lascia metri per metterla con tutta facilità in mezzo per Odgaard che segna un rigore in movimento.

SLOTSAGER 7 (dal 1° s.t.) Non sbaglia un pallone. Il migliore in campo insieme a Bernede. Bravo sto ragazzino.

NELSSON 6 Meglio rispetto alle ultime uscite, più attento, più concentrato. Il duello con Castro non è per niente facile e in una di quelle poche occasione che non c’è il danese alle sue costole, l’attaccante del Bologna si inventa un gran gol. Al di là di questo, soffre il giusto, ma mai andando veramente in difficoltà.

VALENTINI 5.5 Senza infamia e senza lode, pur confermando i progressi visti nelle ultime partite. Mollo, però, troppo mollo sul terzo gol del Bologna. Non basta la grinta per raddrizzarla.

NIASSE 5.5 Con Belghali appena tornato ma già ko, viene mandato in campo sulla destra ed è palese il suo disagio per un ruolo che non sarà mai suo. Pensa più che altro a tenere la posizione e raramente si spinge in avanti, alla ricerca di qualche cross per le punte. Sull’impegno non ha nulla da rimproverarsi, ma oltre certi limiti non può, tecnicamente e fisicamente, andare.

CHAM s.v. (dal 32° s.t.)

SERDAR 4 A me pare evidente che la scelta conservativa, ossia non operarlo al ginocchio, non stia pagando. E’ lo spettro del giocatore che dovrebbe fare la differenza, non solo a centrocampo. Passeggia per il campo con la palese paura di farsi ancora male. Timido nei contrasti, non tiene un pallone che sia uno. Inutile gettargli addosso la croce, ci pensa già abbastanza il campo a farlo.

GIOVANE 5 (dal 7° s.t.) Non pervenuto, ancora una volta.

AL MUSRATI 5 + Non gioca una partita infame, pur con tutti i suoi limiti dinamici. Però il pallone lo gestisce sempre discretamente, anche se al di là del compitino non riesce ad andare. Ma va inspiegabilmente in difficoltà sul terzo gol del Bologna. Lì deve metterci il fisico, andare al contrasto, invece è mollo come un caco. Esce arrabbiato, probabilmente un po’ anche con se stesso.

GAGLIARDINI 6 (dal 7° s.t.) Fa sicuramente meglio di Al Musrati, ma non mi sembrava questa grande impresa. Entra con la voglia giusta però, riuscendo a dare più ordine a una squadra in evidente difficoltà, soprattutto emotiva.

BERNEDE 7 E’ bravissimo nel gol del vantaggio dell’Hellas. Conduce il contropiede, attira su di sé un paio di difensori del Bologna per poi scaricare su Orban, che non sbaglia. E’ instancabile e per la mole di km fatti e di palloni giocati, normale che qualcosa la conceda, ma ha un spirito indomito. L’ultimo ad arrendersi e a mantenere una lucidità degna di questo nome.

BRADARIC 6 Buon primo tempo, secondo di maggior sofferenza. Nella prima parte di gara, la catena di sinistra funziona bene, con il grande merito anche di Bernede. Va tante volte sul fondo, mettendo in mezzo qualche gemma non sfruttata a dovere. Cala nella ripresa, ma rimane in campo perché non ce ne sono altri da mandare dentro in quel ruolo.

ORBAN 6.5 Inizia un po’ troppo egoista, non dandola a Bernede, solo davanti a Ravaglia. Ma è un leader perché richiama i suoi al pressing. Gli arriva un assist al bacio da Bernede ed è freddo nel metterla sul primo palo di Ravaglia. Lotta come un leone, sbaglia cose semplici, ma è sempre dentro la partita. Bravo anche a causare l’autogol di Freuler.

SARR 5 Ha una grandissima occasione e ancora una volta la spreca malamente. Teoricamente un attaccante, peraltro con la maglia numero 9 sulla maglia, dovrebbe tirare verso la porta, ogni tanto. Lui se ne dimentica, o quando lo fa sbaglia cose facili. Al di là della mezza rovesciata più bella che efficace, si mangia un gol a un metro da Ravaglia. Robe che forse nemmeno Lasagna avrebbe sbagliato. No dai, questa forse è un po’ troppo esagerata come affermazione. In ogni caso, male.

MOSQUERA s.v. (dal 37° s.t.)

ALL. ZANETTI 5 Nemmeno il tempo di festeggiare il rientro dalla Coppa d’Africa di Belghali, che l’algerino finisce ko. Decide, così, di mettere Niasse a destra, scelta a dir poco disperata. Nel primo tempo il Verona giochicchia, ma al Bologna basta alzare la voce per tre volte per trovarsi sull’1-3. Ci prova nella ripresa coi cambi, ma non pagano, se non per Slotsager. Un punto nelle ultime cinque partite e la salvezza sembra sempre più lontana.

IL PAGELLONE VERONA-LAZIO

MONTIPO’ 6 Chiamato quasi mai a parare, è attento nell’unica occasione della Lazio, peraltro a palla ferma. Respinge bene, infatti, una bella pozione di Marusic, da ottima posizione. Nulla può sulla deviazione sfortunata di Nelsson.

NELSSON 6 Torna dal primo minuto dopo la panchina di Napoli. E, tutto sommato, pare concentrato, sentendosi al sicuro avendo di fianco una garanzia come Bella Kotchap. Cancellieri è un bel peperino, ma ci mette la giusta malizia e la giusta esperienza per domarlo. Purtroppo è vero quando si dice che la fortuna è cieca, mentre la sfiga ci vede benissima. E’ sua la deviazione fatale sul tiro di Lazzari, che costa la sconfitta ai gialloblù.

BELLA KOTCHAP 7 Un professore. Gioca tutta la sua partita con un cartellino (ingiusto) sul groppone. Una sanzione che potrebbe limitarlo, ma che invece lo rende ancora più indistruttibile. Dalle sue parti state pur certi che non si passa. Impressione per la facilità delle giocate e per la pulizia di interventi potenzialmente pericolosi. Ormai rimangono poche parole per esaltare questo ragazzo.

NUNEZ 6 (dal 31° s.t.) Pochi minuti per far vedere di esserci sempre.

VALENTINI 6 – Sembra in miglioramento rispetto alle tante difficoltà della prima parte di stagione. Non fa grandi cose, ma rimane sempre sulla stessa lunghezza d’onda di tutto il reparto difensivo. Ecco, non reattivo al massimo in occasione del gol della Lazio, quando si perde Cancellieri, lasciando una voragine per Lazzari.

BRADARIC 5.5 Si adatta come può a un ruolo non suo. E se a Napoli era sembrato più a suo agio, contro la Lazio si sono evidenziate maggiormente le difficoltà. Mancino puro, rientra ogni volta sul sinistro, perdendo quasi sempre il tempo della giocata. Un esperimento destinato a finire col ritorno a quella fascia di Belghali. A onor del vero, va detto che va vicino al gol con un bel tiro a giro sul quale è pronto Provedel.

NIASSE 5 Si perde clamorosamente Lazzari, fermando l’inseguimento in maniera inspiegabile e lasciando al laziale campo aperto per entrare in area di rigore. Già non aveva fatto faville, questo errore contribuisce a una sconfitta che spezza le gambe al Verona.

AL MUSRATI s.v. (dal 43° s.t.)

GAGLIARDINI 6 Buon primo tempo, ordinato e con il dinamismo giusto. E’ bravo, come spesso succede, ad aiutare dietro, ma rimane sul pezzo anche quando il Verona tenta di ripartire. Nella ripresa, quando tutto il Bentegodi si aspetta di più da tutta la squadra, arriva un po’ di fatica e la lucidità inizia a scarseggiare. Però non perde mai la bussola.

SERDAR 5.5 (dal 31° s.t.) Poco incisivo.

BERNEDE 5.5 Primo tempo di grande difficoltà, nonostante la solita dedizione e la solita facilità di corsa. Ma è tanto impreciso e troppo frettoloso nel trovare la soluzione ideale. Qualcosina meglio nella ripresa, quando la squadra sembra crederci un pochino di più, ma non è mai davvero convincente. Gli manca l’invenzione, il cambio di passo. La continuità continua a non essere il suo forte.

FRESE 5.5 Uno degli eroi di Napoli, questa volta non si esalta. Isaksen lo mette in difficoltà spesso e volentieri e per fermarlo gli servono quasi sempre le cattive. Con un giocatore così offensivo, riesce raramente a spingersi nella metà campo avversaria. Ci prova, ma sono davvero pochi i cross degni di nota. Aggiungiamoci un Bernede non dei giorni migliori e il risultato è questo.

GIOVANE 5 Continua la preoccupante involuzione del brasiliano che non è più capace di creare il guizzo giusto. Fino a qualche settimana fa il pericolo numero uno per le difese avversarie, ora sempre un pulcino bagnato. Sbaglia davvero una quantità esagerata di giocate, anche quelle più banali, per uno che ha qualità, teoricamente, importanti come le sue. Si ritrovi in fretta, perché così non può funzionare la cosa.

MOSQUERA 5 (dal 23° s.t.) Come se non fosse entrato in campo.

ORBAN 5.5 Un po’ meglio rispetto a Giovane, se non altro perché gestisce meglio i palloni che gli arrivano, per pochi che siano. Aiuta la squadra a risalire, ma il problema vero è che la porta la vede da lontanissimo. Vero che si sacrifica in fase difensiva ma, a conti fatti, manca dove serve. Tanta corsa, come sempre, poca concretezza. Ci prova sempre a calciare verso la porta, con risultati rivedibili.

SARR 5 (dal 23° s.t.) Leggi Mosquera.

ALL. ZANETTI 5 Dopo la reazione di Napoli, conferma la squadra, con l’unica eccezione di Giovane dal primo minuto. Scelta che non paga perché il brasiliano è un fantasma. La partita si incanala su un pareggio che sembra accontentare tutto. Non si capisce la sostituzione di Bella Kotchap che, nonostante i crampi, conferma di voler rimanere in campo. Fatalità esce lui e il Verona prende gol. E basta con la sfortuna, è una foglia di fico. Meno male che torna Belghali, unica consolazione di questo periodo nero. Ma tante cose devono cambiare, altrimenti i margini di recupero rimangono pochi.

IL PAGELLONE DI NAPOLI-VERONA

MONTIPO’ 5 Para bene su un tiro ravvicinato di McTominay. Attento anche sul tiro da fuori di Lang, che gli rimbalza davanti al viso. Ma sbaglia le due cose fondamentali, che costano due gol. Primo l’uscita a farfalle sul gol di McTominay, inspiegabile. Poi sul gol di Di Lorenzo, sul suo palo. Di lì in avanti va nel pallone, ha paura di tutto, anche dei palloni più semplici che non riesce a trattenere. Peccato perché il Verona meritava di tornare a casa con l’impresa della stagione. Sprecarla così fa male.

NUNEZ 7 Concede poco o nulla agli attaccanti del Napoli, molto preciso e con sempre la solita attenzione sin dai primi minuti. Bene nel giro palla, si prende mezzo voto in più perché intercetta praticamente un rigore “in movimento” di McTominay. Senza lui a metterci il colpo sarebbe stato probabilmente gol del Napoli.

BELLA KOTCHAP 8 Non ci sono più parole per questo ragazzo, che dove lo metti fa sempre bella figura. E’ incredibile la facilità con la quale gioca, mai in difficoltà, sempre in anticipo sull’avversario, sempre nella giusta posizione. Qualità, qualità, qualità. E capacità di rendere tutto semplice. Spero vivamente che la società non si azzardi a darlo via, perché sarebbe un delitto.

VALENTINI 7 E’ tornato il giocatore tutta grinta, personalità e qualità. Parte fortissimo, attacca con rabbia gli avversari, andando a prenderli alti. Bene anche quando deve impostare il gioco da dietro. Ha certamente bisogno di continuità. Giocando così non potrà non trovarla.

BRADARIC 7 Messo inaspettatamente sulla destra, è capace di calarsi in un ruolo che non è affatto suo, se non altro perché è un mancino puro, ma non paragonabile, per caratteristiche tecniche, a giocatori come Politano, che lo fanno di mestiere l’attaccante esterno. Gioca con estrema attenzione e sapienza nel gestire i palloni. Prova ne sia il tempismo col quale serve Niasse, che a sua volta impacchetta l’assist per il gol dello 0-1 di Frese.

NELSSON 6 (dal 73°) Entra bene.

NIASSE 7.5 La sua miglior partita da quando è a Verona. E’ ovunque, recupera una quantità inimmaginabile di palloni, sporca il gioco del Napoli e fisicamente è semplicemente devastante. Spicca, soprattutto nella fase difensiva, ma è bravissimo ad accompagnare le ripartenze dell’Hellas. Semplicemente perfetto. Suo l’assist per lo 0-1 di Frese.

SERDAR s.v. (dall’87°)

GAGLIARDINI 7.5 A guardare il primo tempo sembra che abbia vent’anni dalla facilità che ha di correre. E infatti alla fine è uno di quello che ha fatto più km. Nulla da togliere ad Al Musrati, che può essere un’alternativa, ottima, ma la sua qualità vale qualcosa di più. Tantissimi palloni giocati, altrettanti recuperati. Difende che è un piacere e con la stessa lucidità fa ripartire la squadra.

BERNEDE 7 Un altro che è sembrato inesauribile. Gioca a supporto delle due punte, sembra una pallina magica, che schizza a destra e sinistra, senza che gli avversari riescano a marcarlo. Si butta su ogni pallone e anche quelli che sembrano persi, tornano in vita. Corre come un dannato e c’è anche lui nell’azione del vantaggio dell’Hellas. Sceglie il tempo giusto del passaggio, il resto è poesia.

FRESE 7 Dopo il passo falso contro il Torino, una prestazione di grande personalità per il danese che inizia subito spingendo forte sulla fascia. Spinge talmente tanto che il Napoli se lo dimentica nel gol dello 0-1. E che gol. Poteva segnare solo così, di tacco, entrando di diritti tra le reti più belle della storia gialloblù. Questo gli dà enorme fiducia e si vede. Mette tutto quello che ha, cattiveria, senso tattico e grande voglia.

ORBAN 7 Basterebbe guardare come ha calciato il rigore del momentaneo 0-2 per giudicare la sua partita. Di fronte a un portiere che li para praticamente tutti, rimane freddo, lo guarda fino alla fine e ha ragione lui. Ma oltre questo c’è tanto di più. Ci sono umiltà, sacrificio, voglia di andare sempre oltre e di essere leader. Quando ha il pallone tra i piedi, ci prova. Ma è meno egoista del solito e gioca bene anche in fraseggio coi compagni. Ci mette lo zampino anche sul gol dello 0-1, andandosi a prendere il pallone del vantaggio a centrocampo.

MOSQUERA 5 (dall’87°) Non puoi entrare in campo, sapere che al massimo giocherai dieci minuti, e camminare. Inaccettabile.

SARR 6.5 Una partita di enorme sacrificio per l’attaccante svedese che capisce di dover lottare come un leone per tenere anche solo un pallone. Sportellate e randellate, prese e date, senza puzza sotto al naso. Serviva un segnale ed è arrivato, nella partita più difficile che poteva capitare al Verona. Si è speso per la squadra fino all’ultimo secondo in cui è rimasto in campo.

GIOVANE 5 (dal 64°) Tocca quattro palloni, ne sbaglia cinque. Sbaglia il gol del 2-3 in maniera quasi fastidiosa. Malissimo.

ALL. ZANETTI 7 Tanti cambi rispetto al disastro col Torino, con Bradaric inaspettatamente a destra. Tutti si aspettavano un Napoli travolgente e invece l’unica cosa capace di travolgere l’avversario è proprio il Verona. Che gioca la partita perfetta, sorprendente, visto lo scempio visto solo un paio di giorni prima. I suoi vanno avanti addirittura 0-2, senza praticamente mai correre pericoli. La stella polare rimane quella, giocare a calcio, ragionando, senza andare all’arrembaggio. Un punto d’oro, con tanti rimpianti. Ma vabbè, tenere questo passo è l’unica cosa che conta.

IL PAGELLONE DI VERONA-TORINO

MONTIPO’ 6 – Analizziamo i gol. Nel primo si ritrova tutto solo davanti a Simeone, che la piazza senza problema. Nel secondo Casadei è vero che non tira una bomba, ma la mette nell’angolino, dove il portiere del Verona proprio non può arrivare. Il terzo è una fotocopia del primo, con Njie che tira fuori un tiro pazzesco. Francamente se posso dire qualcosa, la dico sul primo, dove fa un mezzo passetto e poi rimane incerto. Ma capisco che sia sempre un dibattito feroce su Montipò, a tratti grottesco. 

NUNEZ 6 Qualche piccola incertezza, ma nulla di drammatico, nonostante gli attaccanti del Torino, in particolar modo Vlasic, siano belli indemoniati. Gioca bene in anticipo e quando non ci arriva prima, bene o male, riesce a rimediare al tempismo non sempre azzeccato.

NELSSON 4 E’ definitivamente diventato un problema. Già contro il Milan aveva regalato un calcio di rigore. Ma contro il Toro commette un errore grave anche nel calcio amatoriale. Posizione sbagliata del corpo, va col destro ciccando clamorosamente la palla e spalancando le porte del paradiso a Simeone. Vero che Bernede non lo aiuti granché con quel passaggio, ma in serie A non puoi gestire così una situazione complicata. Un po’ di riposo non gli farebbe male.

BELLA KOTCHAP 6.5 Parte male, con un paio di errori che non gli sono abituali. Ma è solo un attimo, perché poi rimette le cose al loro posto. Dalla sua parte non si passa mai

OYEGOKE 5 Sempre in difficoltà sugli attacchi del Torino. Non è mai in grado di opporre resistenza e per quanto ci metta gamba, è tutto il resto che manca. Timido nelle poche occasioni in cui riesce ad andare sul fondo. Dura sostituire uno come Belghali, ma qui siamo davvero lontano anni luce.

ORBAN 5.5 (dal 1° s.t.) Ci si aspettava che desse la scossa. Qualcosina la fa, ma non abbastanza per risvegliare il Verona.

SERDAR 5 Davvero lontano, lontanissimo dalla migliore condizione, dal giocatore che per lunghi tratti abbiamo definito il migliore del Verona. Non ha passo, si vede che fatica tremendamente. Spesso, quando si trova il pallone tra i piedi, non sa cosa fare e, peggio ancora, si fa rimontare dagli avversari. Le gambe arrivano fino a un certo punto, ma è il pensiero che manca, la giusta mentalità. 

HARROUI 5 (dal 22° s.t.) Nullo.

AL MUSRATI 5.5 Inizia bene, con la solita presenza fisica in mezzo al campo. Gioca tanti palloni, con qualità, ma quando la squadra va sotto, fatica non poco a riprendere il filo del discorso. Purtroppo Serdar non lo aiuta granché e si ritrova solo a organizzare il centrocampo del Verona, con Bernede che prova a fare qualcosa di più in avanti. Sacrificato per permettere al Verona di giocare con tre punte.

GAGLIARDINI 5 (dal 1° s.t.) Per me decisamente peggio rispetto ad Al Musrati.

BERNEDE 6 – Se non altro corre come un dannato, sembra essere quello che, lì davanti, ci crede più di tutti. Anche il linguaggio del corpo è diverso rispetto ai compagni. Sempre con la testa alta, cerca il fraseggio ma spesso è costretto a guardarsi indietro. E’ vero che l’inventiva sia un attimo annacquata, ma fa tutto quello che è nelle sue possibilità, in una desolazione, almeno nella prima parte di gara, sconfortante. Mette un po’ in difficoltà Nelsson con quel retropassaggio, ma nulla di clamorosamente grave

KASTANOS 5 (dal 30° s.t.) Nullo.

FRESE 5 Tanto assonnato, poco dentro la partita. Difende con qualche fatica di troppo, mentre di attaccare manco se ne parla. Fase calante per il danese, che da certezza è diventato un anello debole. Le difficoltà sono generalizzate, per carità, ma lui sembra davvero tanto in apnea.

GIOVANE 5.5 Sì, è vero, è l’unico che prova a tirare in porta, ma lo fa con due carezze a Paleari. Io non so voi, ma mi sta deludendo, perché le potenzialità sono tante e sarebbe un errore negarlo. Sbaglia tantissime decisioni, fa sempre lo stesso movimento a rientrare e sistematicamente lo rimontano. Sono severo? Non so, ma visto che si parla di valutazioni vicine ai 20 milioni, mi aspetto molto di più. Vale 20 milioni ora? Dai, su. Sull’impegno io non voglio nemmeno discutere, perché c’è. Ma serve tanto di più da un presunto leader tecnico come lui.

MOSQUERA 5 Purtroppo sembra già finita la magia, quando pareva essere diventato il salvatore della patria, capace di far giocare bene la seconda punta di turno. Con un Verona praticamente nullo nel primo tempo, lui fa davvero poco per ritagliarsi un posto al sole. Tanto goffo, sbaglia cose tecnica che in serie A non si dovrebbero mai sbagliare. Lotta, sempre. Ma non basta più.

SARR 5 (dal 30° s.t.) Nullo.

ALL. ZANETTI 5 Al netto dell’errore clamoroso di Nelsson, non si può concedere metà parte di gara all’avversario. L’approccio è inquietante nel primo tempo c’è solo il Torino. Prova a cambiare qualcosa nella ripresa, ma è una rincorsa senza logica, affannosa. La squadra è scollegata, le idee sono davvero confuse. Servono scelte diverse, a cominciare da Nelsson, che ha bisogno di staccare la spina. Le due vittorie contro Atalanta e Fiorentina avevano illuso, ma l’involuzione è palese e preoccupante. E ora il calendario è impietoso. Meditare gente, meditare. 

IL PAGELLONE DI MILAN-VERONA

MONTIPO’ 7 Singolare che un portiere che prende tre gol torni a casa con una valutazione così positiva. Eppure la partita del portiere del Verona è attenta e dimostra anche segnali di miglioramento tecnico, soprattutto nelle uscite alte. Ha più coraggio del solito lontano dai pali e quando è chiamato a difendere la linea di porta si fa trovare pronto. Sfortunato sul tiro di Modric, che riesce a deviare sul palo, ma sul quale nulla può nel tap in di Nkunku.

NUNEZ 6 Nel primo tempo quasi non deve sudare la maglietta, tanta è la pochezza del Milan. Gestisce senza particolari affanni e gioca con la giusta malizia per tenere a bada gli attaccanti del Milan. La ripresa è un altro film, ma non tanto perché lui cali, ma quanto perché è la squadra a sciogliersi. Poco da imputargli, non ha colpe sui gol presi.

NELSSON 4 Da un giocatore della sua esperienza, che ha giocato competizioni importanti, in stadi che possono incutere timore, non ci si può aspettare sciocchezze come quella commessa su Nkunku. Lo stende in area di rigore, al limite dei sedici metri, in una situazione tutt’altro che pericolosa. Un black out senza senso che piega le gambe del Verona e spezza ogni speranza di rimettere la partita in equilibrio.

BELLA KOTCHAP 6 Il primo tempo è di grande livello, in continuità con quanto visto nelle ultime prestazioni. Grande presenza fisica e senso della posizione. Dalle sue parti, non si passa. Difficile valutare la ripresa, con la partita che finisce, di fatto, sul rigore concesso al Milan. Poco reattivo nel gol del 3-0 quando rimane a guardare la respinta di Montipò che finisce sul palo e ballonzola davanti alla linea di porta. Ma chiamarlo errore è esagerato.

OYEGOKE 5 Parte decisamente bene, senza timori reverenziali nei confronti del Milan e di San Siro. Un paio di spunti interessanti e qualche cross ben calibrato. Sembra starci eccome in questa partita, ma poi una sbavatura costa il gol. Si perde infatti Pulisic sul vantaggio del Milan. Non si rende proprio conto della presenza dell’attaccante statunitense. Nella ripresa non riesce a riprendersi.

SERDAR s.v. (dal 75°)

NIASSE 5.5 Primo tempo non male, pur senza strafare. Ma quello che fa lo fa bene. Accompagna l’azione d’attacco e anche quando è il momento di proteggere l’area di rigore, non si tira indietro. Nella ripresa passeggia e non riesce a scuotere il Verona, messo ko dall’episodio chiave del match, ossia il rigore del 2-0. 

AL MUSRATI 5.5 Per lui vale lo stesso identico discorso fatto per Niasse. Un copia e incolla, eccezion fatta per qualche intuizione in più. Ma nulla che riesca a elevarlo.

HARROUI s.v. (dall’85°)

BERNEDE 6.5 Con Montipò, sicuramente il migliore del Verona. Corre tantissimo e sono anche le statistiche a dirlo, visti i chilometri percorsi. E’ davvero dappertutto, con grande lucidità e forza nelle ripartenze. Nella prima parte di gara è bravo pressare e a sporcare i palloni del Milan. Ne recupera tanti e prova sempre a tirarne fuori qualcosa di buono. Anche nella ripresa, quando il Verona si scioglie, lui rimane l’ultimo ad arrendersi.

BRADARIC 5 In campo incerottato, viene forzato solo ed esclusivamente perché non ci sono alternative. Si vede che non ne ha, per quanto di provi. Arriva sempre un secondo in ritardo e i risultati sono evidenti. Alza bandiera bianca a metà del primo tempo, senza più energie rimaste in corpo.

VALENTINI 5 (dal 65°) Non porta nulla, ma era un’impresa titanica rialzare il Verona della ripresa.

GIOVANE 5 Le qualità tecniche sembrerebbero avvantaggiarlo nel dello con Pavlovic, che è un bestione coi piedi di piombo. Ma il difensore del Milan fa valere proprio il fisico, tenendo sempre il brasiliano lontano dalla palla o comunque in difficoltà nel controllarlo. Non è la sua domenica, non riesce mai a innescarsi.

ORBAN 5.5 (dal 46°) Qualcosina meglio rispetto a Sarr, ma anche per lui le condizioni si fanno proibitive col Verona sotto di due gol. Ci prova quando i gialloblù tentano timidamente di riportarsi nell’area di rigore del Milan, ma senza successo.

MOSQUERA 5 Tanta lotta, come sempre, ma al lato pratico combina gran poco. Sballottato dalla difesa del Milan, non è mai in grado di controllare un pallone e renderlo giocabile offensivamente. Male anche l’intesa coi compagni. Giusto, come per Giovane, lasciarlo nello spogliatoio dopo il primo tempo.

SARR 5 (dal 46°) Francamente, quando entra in campo lui, la partita si mette nelle condizioni peggiori, col Verona che subisce il raddoppio a inizio della ripresa. Da qual momento la squadra smette di giocare e non gli arriva manco un pallone. Non riesce mai a scaldare il motore.

ALL.BERTOLINI 5.5 (Zanetti squalificato) Eccezione fatta per Belghali, impegnato con la Coppa d’Africa, e Frese squalificato, in campo vanno gli stessi visti a Firenze. E le cose sembrano riprendere proprio quel cammino. Il Verona gioca bene, spaventa il Milan, pur non riuscendo mai a tirare in porta. Ma l’atteggiamento è giusto. I gialloblù si ritrovano sotto immeritatamente. Ma è nella ripresa che Nelsson rovina tutto. Di lì in avanti i suoi non sono più in grado di giocare. Bertolini ci prova coi cambi, ma le cose non cambiano.

IL PAGELLONE DI FIORENTINA-VERONA

MONTIPO’ 6.5 Bella parata su Mandragora nel primo tempo, con strizzatina d’occhio ai fotografi. Attento nella ripresa sul tiro da fuori di Fagioli che gli rimbalza davanti al viso e poteva diventare rognoso. Sfortunato sul gol del pareggio della Fiorentina. Per il resto è ordinaria amministrazione, aiutato anche dalla traversa. E noi gli interventi soprannaturali li accettiamo tutti.

NUNEZ 7 Mi piace sempre di più lo spagnolo, che è uno davvero poco appariscente, ma dannatamente efficace. Gioca tanto col corpo, con la giusta malizia, e soprattutto nei minuti finali è bravo a tenere a bada Kean. Deve spendersi un cartellino giallo, ma chi se ne frega. E’ autore, suo malgrado, di un auto gollonzo del quale non ha alcuna colpa.

NELSSON 7 C’è Kean, questa volta, e il primo tempo del danese è a dir poco scintillante. L’unica occasione che si crea l’attaccante viola è una piccola sbavatura di Nunez che non tiene la linea. Ma l’ammiraglio gioca sempre senza sudare la maglia, con tanta facilità. Poi, per carità, qualche corpo a corpo lo perde, ma anche nel momento di maggiore pressione della Fiorentina tiene alta l’asticella della qualità.

BELLA KOTCHAP 8 Io non ho più parole per il difensore tedesco. Contro la Fiorentina mi ha davvero lasciato senza fiato per classe, eleganza, potenza e strapotere tecnico. Il primo tempo bene, il secondo qualcosa da non credere. Non sbaglia un intervento che sia uno. Semplicemente spettacolare il modo in cui ferma Kean, in area di rigore, lanciato verso Montipò. Continuo a domandarmi come sia possibile che questo ragazzo non giochi in Champions League. Ma me lo godo come una bestia.

BELGHALI 6.5 Il motorino algerino va e va che è sempre un belvedere. Spinge molto nel primo tempo e sono tanti i cross che escono dai suoi piedi, con fortune alterne, più per mancato tempismo dei compagni che altro. Spende tantissimo anche nella ripresa e un pelo cala, ma la qualità davvero resta altissima, ragazzi. Fa una magia nell’area di rigore della Fiorentina, una veronica da far stropicciare gli occhi, fatta abortire dall’arbitro Colombo per un fallo insieme.

NIASSE 6 Sulla stessa scia lasciata contro l’Atalanta. Una buona partita, molto aggressiva e attenta. Sempre pronto a sporcare le linee di passaggio della Viola, talvolta eccede con la foga. Puntualmente si prende un cartellino giallo pesante, che lo condiziona leggermente. Per non saper né leggere né scrivere, Zanetti lo lascia nello spogliatoio dopo il primo tempo.

GAGLIARDINI 6.5 (dal 46°) Inizialmente un po’ di sofferenza, poi cresce anche lui. Va anche vicino al gol, ma è bravo De Gea.

AL MUSRATI 7 Si ripete dopo l’ottima uscita contro l’Atalanta. Il passo è sempre felpato, e chi se ne frega. Ma la visione di gioco comincia davvero a salire di livello. Tra i suoi piedi tantissimi palloni, gestiti sempre bene. La cosa più bella della sua partita è l’assist scientifico, disegnato sul campo, per il gol del vantaggio di Gift Orban. Un passaggio pazzesco, tra due difensori della Viola.

SERDAR 6 (dal 76°) Rientra dopo l’infortunio al ginocchio e ci va piano. Ma lotta con la squadra.

BERNEDE 8 Parte col botto prendendo una traversa sanguinosa su un bellissimo sinistro da dentro l’area di rigore. Gioca un discreto primo tempo, ma è nella ripresa che fa qualcosa di pazzesco. Corre come un dannato, quello che fa più chilometri del Verona. Recupera un quantità mai vista di pallone, difensivamente è qualcosa di incredibile. E proprio quando sembra non avere più fiato nei polmoni, quando i piedi sembrano due blocchetti di cemento, tira fuori dal cilindro l’assist per il gol vittoria di Orban. Monumentale.

FRESE 6.5 Sulla carta non ha vita facile con Dodò, che è uno che spinge tantissimo nella metà campo avversaria. Il danese però è bravo come sempre nella posizione del corpo. Occhi sempre puntati sul pallone e poche volte va col sedere per terra. Prende un cartellino e Colombo lo grazia quando ne meriterebbe un altro, e quindi il rosso, per aver fermato il pallone col braccio. Forse prende paura e inizia a essere un po’ meno sicuro. Ma il risultato non cambia.

VALENTINI 6 (dal 76°) Nel suo ex stadio non vuole sfigurare. E ci riesce.

GIOVANE 6 Fatica molto a innescarsi, ma le colpe non sono tanto sue, quanto delle cattive maniere dei difensori della Fiorentina, che ci vanno abbastanza pesante. Prende tante botte, una spallata borderline di Kean e alla fine, sfiga delle sfighe, si fa male da solo alla caviglia, mettendo male il piede. Fiato sospeso, nella speranza che sia una cosa da niente.

ORBAN 8 (dal 34°) Croce e delizia, buio e luce, banalmente, genio e sregolatezza. Perché entra in campo e la sblocca subito, con un gol istintivo che prende controtempo De Gea. L’oscurità arriva nella ripresa quando si divora il raddoppio prima di testa e poi calciando malissimo di destro, senza vedere tutto libero Bernede. Ma torna a brillare come il più classico dei diamanti grezzi quando, con gli occhi strabuzzati per il gesto tecnico sempre di Bernede, segna il gol vittoria. Lo prendiamo così, per quello che è, tutto e il contrario di tutto.

MOSQUERA 6.5 Si vede subito che fatica a stare in piedi. Quando corre zoppica evidentemente. La sensazione è che possa chiedere un cambio da un momento all’altro. E invece, passano i minuti e sembra dimenticarsi del dolore. Lotta, indomabile, su ogni pallone. Ci mette fisico, cuore e anima. Lascia sul campo tutto quello che ha e oltre. Irrinunciabile, al momento.

SARR 7 (dal 61°) Come è entrato in campo lo svedese. Aiuta tantissimo i compagni ad alzare il baricentro del gioco. Tiene su palloni, si prende falli, confezione assist al bacio (vero Gift?). Insomma, utile alla squadra, prezioso per la causa.

ALL. ZANETTI 8 Come si diceva una volta, squadra che vince non si cambia. Il Verona gioca con grande intelligenza, seguendo nuovamente la linea più giusta, quella della qualità. I fraseggi sono puliti, i suoi ragazzi sembrano essere più padroni del campo rispetto agli avversari. Il Verona trova meritatamente il vantaggio, meriterebbe il raddoppio e invece viene riagganciato. Ma, mai domo, va a prendersi una vittoria fondamentale per la salvezza, mandando sempre più all’inferno la Fiorentina. Dieci giorni fa sembra un uomo morto in marcia, vicino al patibolo. E invece, ancora una volta, come una fenice, è rinato dalla sue ceneri, sostenuto da una squadra che non lo ha mai abbandonato. E sappiamo tutti quanto possono lavarsene le mani, talvolta, i giocatori. Tanti chi paga, alla fine, è sempre uno. E lui da pagare non ha ancora nulla.

IL PAGELLONE DI VERONA-ATALANTA

MONTIPO’ 6.5 Bene, attento, gioca tanto con i compagni della difesa. Accorcia spesso e volentieri e questo è uno degli step che sta migliorando. Anche sulle uscite, questa volta poco da dire.

NUNEZ 7 Parte subito forte, come spesso ci ha fatto vedere in questa stagione. Sempre a fuoco, con il pallone che rimane la sua stella polare. Non si fa infinocchiare dai giochini di Lookaman, che giocoliere lo è eccome. Ma lui va dritto per dritto, e porta a casa la pagnotta più croccante e profumata della stagione.

NELSSON 7 Personalità ed eleganza da vendere per l’Ammiraglio. Anche lui, come tanti compagni, fa tutto nel migliore dei modi. La fotografia della sua partita è quel meraviglioso salvataggio su Lookman che tenta il dribbling in area e che gli avrebbe spalancato la porta. Leader silenzioso da legittimato dalla squadra.

BELLA KOTCHAP 7 Io lo dico con estrema convinzione: questo è davvero tanto forte. Perché davvero non ci si aspetterebbe da un giocatore della sua mole, capacità tecniche di questo livello. Tanti interventi, sempre puliti. E quando serve, fa a spallate con sti qua dell’Atalanta che sono tutto tranne che mingherlini.

BELGHALI 7 Torna in bolla dopo un paio di prestazione deludenti, forse figlie dei tantissimi (meritati, per carità) complimenti. Spinge che è una bellezza, se solo fosse un po’ più preciso, giocherebbe nel Manchester City. Ma la sua personale Giocanda la dipinge con quel gol, quel dribbling che mette a sedere la difesa dell’Atalanta. Delizia per gli occhi e per la classifica.

KASTANOS s.v. (dal 46° s.t.)

NIASSE 7 In una partita di enorme emergenza a centrocampo, in molti si preoccupavano di cosa sarebbe potuto venire fuori da questa partita. Ebbene lui ha messo tutti a tacere giocando forse la sua miglior gara da quando veste la maglia del Verona. Dinamico oltre ogni immaginazione, recupera una marea di palloni sporchi, una delle lacune dell’ultimo Hellas. Grande forza fisica e senza della posizione.

HARROUI s.v. (dal 43° s.t.)

AL MUSRATI 6.5 Un altro sul quale potevano starci dei dubbi. Spazzati via con serenità. Si sa, non è un fulmine di guerra, ma questa volta dove non arrivano le gambe, rimedia il pensiero, l’intelligenza tattica. Davanti alla difesa è un muro di fronte al quale vanno sistematicamente a sbattere gli atalantini.

BERNEDE 7 Oh la, torna a giocare una partita di qualità dal primo all’ultimo secondo. Subito in gran palla, questa volta non dà la sensazione di calpestare le uova quando corre. Delizia lo stadio con giocate di qualità, sublimate dal gol del 3-0 che mette (quasi) al sicuro la vittoria. Questa è la qualità della quale ha bisogno il Verona.

FRESE 6.5 Una sentenza, il danese, che anche quando non fa cose da far stropicciare gli occhi, rimane una garanzia. Dalle sue parti c’è Bellanova che ha una velocità, soprattutto vista dal vivo, impressionante. E’ bravissimo a reggere e vincere il duello. Come se non gli bastasse, cerca addirittura il gol di tacco, alla Mancini, per intenderci, sfiorando un capolavoro.

VALENTINI s.v. (dal 46°)

GIOVANE 8 Tutto giusto, non c’è decisione o giocata che sbagli. Ha ritrovato il genio, scacciando dalla testa le nuvole nere dopo il clamoroso errore contro il Parma. Segna un gol micidiale, con quel sinistro che è poesia in movimento. Non basta perché è lui a rifinire per il gol del 3-0 di Bernede. Gioca a tutto campo sempre con la stessa lucidità nelle scelte da mettere in pratica.

OYEGOKE s.v. (dal 43° s.t.)

MOSQUERA 7 L’anno scorso segnava quasi a sua insaputa, quest’anno è diventato uomo squadra e rifinitore. Lotta come una bestia, su ogni pallone gli capiti a tiro. E’ grandissimo l’assist di tacco per il gol di Belghali. Va anche vicino al gol, ma è poco fortunato. Ci riprova con il tunnel in area di rigore, sfiorando ancora una volta la rete. Un lottatore indomito.

SARR 6 (dal 36° s.t.) Aiuta nel momento più difficile.

ALL ZANETTI 8 Il suo Verona entra in campo dimostrando di voler giocare la partita della vita, al contrario di un’Atalanta spocchiosa e forse convinta di averla già vinta. Ma i suoi non giocano all’arma bianca, lo fanno con intelligenza, passando per l’unica strada che all’inizio del campionato sembrava essere percorribile, quella della qualità. In settimana qualcosa è scattato, nel momento di maggior crisi emotiva e tecnica (e di infermeria, aggiungerei). La chiave Mosquera è quella in grado di scardinare tutte le convinzioni acquisite fino a qualche settimana fa. Imprescindibile. Il Verona non muore mai, come il suo mister.

IL PAGELLONE DI GENOA-VERONA

MONTIPO’ 6 Subisce due gol a mezzo metro dalla linea di porta, per evidenti errori della difesa, prima Valentini, poi Belghali. Poi possiamo discutere di mille cose, come sempre si fa col portiere del Verona. Ma ditemi voi cosa poteva fare su questi due gol… Spero che nei commenti partecipi anche qualche portiere, così ci spiega bene.

NUNEZ 6 Torna dal primo minuto dopo qualche problema fisico. La confidenza con la partita però è sempre la stessa. Entra forte su ogni contrasto, molto fisico. Si prende un cartellino giallo e quindi da lì in poi gioca un po’ sulle uova. Ma rimane sempre attento.

NELSSON 6 Se la vede con Colombo, che fisicamente potrebbe metterlo in difficoltà, perché l’ammiraglio è uno che soffre quel tipo di giocatori. E invece le cose vanno per il verso giusto. Colombo segna nell’unica occasione in cui a marcarlo è Valentini. Per il resto il difensore del Verona il suo lo fa, seppur senza grandi picchi di qualità.

VALENTINI 5 Non “sente” Colombo che è solo in area di rigore e non può sbagliare davanti a Montipò. Un errore grave per l’argentino, che si perde completamente l’attaccante del Genoa. Purtroppo sta diventando una costante, troppe le disattenzioni del difensore che sembra davvero la brutta copia di se stesso. O può anche essere che lo abbiamo semplicemente caricato di troppe aspettative.

BELGHALI 6 Che la sua partita nasca sotto una luna non propriamente piena lo si capisce quando sbaglia un gol praticamente fatto, solo davanti alla porta. Scaccia via i pensieri riuscendo finalmente a sbloccarsi con la rete del vantaggio. Però è evidentemente colpevole in occasione del gol del 2-1 di Thorsby. Se giochi in serie A non puoi perderti un avversario in questa maniera. Solo il gol del momentaneo vantaggio lo salva da un’insufficienza.

OYEGOKE s.v. (dall’81°)

NIASSE 6 Uno dei miglior nel primo tempo del Verona. Certamente il dinamismo non è il piatto della casa, ma il senso della posizione lo premia. E, soprattutto, ci mette il fisico. Bravo a recuperare tanti palloni e a sporcare il gioco del Genoa. Cala un po’ anche lui nella ripresa, ma ci sta, dopo aver speso tanto nella prima parte di gara.

AL MUSRATI s.v. (dall’81°)

GAGLIARDINI 5.5 Il primo tempo del centrocampista del Verona è di qualità. Non si fa tanto vedere, ma è sempre al posto giusto quando serve. Tanti palloni manovrati, qualcuno meglio, qualcun altro peggio, ma la sua presenza si fa sentire. Non si salva dall’inspiegabile secondo tempo della squadra.

BERNEDE 5 Come spesso gli succede, parte bene, bello pimpante, bravo a mettere subito pressione alla difesa del Genoa. Man mano che passano i minuti, però, si eclissa. In un centrocampo che deve solo pensare a fare legna, manca la sua qualità. Però, diciamocelo, arrivati a questo punto: c’è questa grande qualità che tutti ci aspettiamo?

SARR 5.5 (dal 67°) Una buona imbeccata per Valentini che poi la mette in mezzo per Orban, che sbaglia. Poco altro.

BRADARIC 6 Davvero un dei più generosi, grande temperamento e grande voglia di andare oltre. Talmente tanto che si infortuna tentando di andare a recuperare un pallone addirittura sulla fascia destra. Rischiamo di perderlo per qualche settimana.

FRESE 5.5 (dal 30°) Meno brillante di Bradaric, entra in punta di piedi, pensando soprattutto a restarsene nella sua posizione di competenza. Spinge pochissimo e quando lo fa le ciambelle non riescono propriamente col buco.

GIOVANE 5 Male, malissimo. Nonostante abbia spesso e volentieri il pallone tra i piedi, quello che ne ricava sono solo briciole. Fa tante cose, confuse, che non sembrano avere un vero obiettivo. Pesa su di lui il grave errore fatto contro il Parma, è un ragazzo sensibile che gioca con un fardello non indifferente. Però, poi, quando ti trovi solo davanti a Leali e hai una grandissima occasione di testa, non puoi non segnare.

MOSQUERA 6 Eccezionale nel recupero del pallone che porta al gol di Belghali. La determinazione di questo ragazzo riesce spesso a colmare lacune tecniche che rimangono evidenti. E’ però bravissimo a fare battaglia e a sporcare i palloni avversari. Nella ripresa subisce anche lui il calo inspiegabile di tutta la squadra

ORBAN 5.5 (dal 66°) Ha una buona occasione e al netto della reattività di Leali, doveva fare meglio. Invece siamo ancora qui a parlare di una sconfitta e di tanti gol sbagliati.

ALL. ZANETTI 5 Primo tempo di superiorità del Verona, non tanto per l’inutile possesso palla, ma per le occasioni create. Eppure i suoi vanno negli spogliatoi col risultato di 1-1. Quello che non si capisce è l’Hellas della ripresa, che sembra davvero un’altra squadra. Poche idee, poca voglia, poca reazione alle difficoltà. I cambi espongono il centrocampo del Verona agli inserimenti del Genoa. Ma è tutta filosofia. Rimangono i numeri e una classifica sempre più inquietante, con una altro avversario diretto che prende le distanze.

IL PAGELLONE DI VERONA-PARMA

MONTIPO’ 7 Se il Verona rimane in partita, con un passivo di solo un gol, il merito è esclusivamente suo, che è bravo in due occasioni pericolose di Cutrone. E’ bizzarro che quando è lui a incidere positivamente la cosa non venga mai sottolineata, come se fosse tutto dovuto e normale. E però appena ha un’incertezza si invoca la santa inquisizione. Tutti zitti, oggi, quello che mettono sempre in croce il portiere del Verona.

BELLA KOTCHAP 6 Sicuramente meglio rispetto a Nelsson, che contro Pellegrino soffre parecchio. Il tedesco come sempre fa valere il fisico, ma non disdegna anche le giocate eleganti. Ben posizionato, nove volte su dieci, è bravo negli anticipi. Per carità, nulla che ci faccia star svegli stanotte ricordando le sue gesta, ma non si fa disprezzare.

HARROUI s.v. (dal 43° s.t.)

NELSSON 5.5 Insomma, l’ammiraglio sto giro da fatica con Pellegrino, che è un bell’osso. Il fisico dell’attaccante emiliano lo mette in difficoltà più di una volta. Prova a cavarsela di mestiere, ma le cose non vanno sempre come dicono i piani studiati in settimana. Anche fisicamente pare un po’ col fiato corto. E così Zanetti lo toglie dal campo, cosa più unica che rara.

NUNEZ 6 (dal 19° s.t.) Si prende subito un giallo, ma non rimane su quell’ammonizione. Bellissimo intervento su Pellegrino, rischiando non poco.

FRESE 5.5 Dispiace, ma dorme sul gol del vantaggio del Parma. Pellegrino lo brucia senza nemmeno tutta sta fatica. Soffre non poco, ma col passare dei minuti è bravo a rialzare la testa. Bene nei contrasti e anche nelle ripartenze. Dove non arriva Bradaric, c’è lui a coprirgli le spalle. Ma la sensazione è che fatichi non poco per arrivare a un livello suffciente.

BELGHALI 4.5 Ecco uno del quale ho sempre parlato bene e del quale continuo a pensare le cose migliori, ma che deve stare sul pezzo. Probabilmente gli impegni con la nazionale non lo hanno aiutato, ma da qui a non entrare praticamente in campo, ce ne vuole. Non riesce mai a innescarsi, a saltare l’uomo e andare sul fondo alla ricerca del cross perduto. Stia concentrato sul momento. Per il futuro c’è ancora tempo.

AKPA AKPRO 5.5 Parte bene, con buona gamba. E’ bravo nel primo pressing agli avversari e dimostra che la condizione fisica finalmente è arrivata. Non riesce, però, a salvarsi dall’involuzione generale che colpisce la squadra dopo il gol del Parma. Aggiungeteci l’infortunio a fine primo tempo e il quadro non è per nulla rassicurante.

AL MUSRATI 5 (dal 1° s.t.) Con lui in campo sembra di essere tornati al calcio degli anni ’50. In bianco e nero e al rallentatore. La condizione non c’è e i piedi non possono bastare in questo campionato.

GAGLIARDINI 5 Abbiamo sempre detto che era il giocatore che serviva al Verona: bravo coi piedi, ottimo regista, capace di decidere i tempi della giocata. E però alla prima difficoltà di fronte al Parma, anche lui si nasconde. Sbaglia tantissimo e, soprattutto, non è mai in grado di dire la sua come altre volte è riuscito a fare.

BERNEDE 5.5 Nei primi minuti di gara è uno dei migliori del Verona. C’è lui dietro l’azione che porta al gol annullato al Verona (per un grave errore di posizionamento di Orban). Ci mette tanta volontà, un pizzico di inventiva, che però svaniscono dopo il gol di Pellegrino. Di lì in avanti non è più in grado di fare la differenza. Ammesso e non concesso che sia nelle sue corde farlo.

MOSQUERA 7 (dal 9° s.t) Entra in campo con una voglia pazzesca. In una manciata di minuti fa tutto quello che Orban non fa ormai da diverse partite. La sensazione è che oggi una prima punta come lui sia fondamentale.

BRADARIC 5.5 Nel primo tempo disastroso del Verona è sicuramente uno dei meno peggio. Ma non riesce ad elevarsi abbastanza per incidere davvero. Poi tutte queste giocate leziose, col tacco, smetta di usarle perché servono a nulla. Più concretezza e meno ghirigori. Prima si impara a camminare, poi a correre.

GIOVANE 4 Gioca una partita degna di “Ai confini della realtà”. Non palesa mai la sua presenza in campo, se non al 60° quando si degna di regalarci il primo tiro in porta. Poi, e non sa nemmeno lui come, riesce a segnare, sfruttando la resilienza di Mosquera. Quando sembra che sia finalmente entrato in partita, sfruttando anche la prima punta, si inventa un retro passaggio di testa per Montipò, praticamente da centrocampo. Una delizia per Pellegrino che ringrazia e ammutolisce il Bentegodi per l’1-2. Anche lui si faccia un bel bagno di umiltà e smetta di leggere i nomi delle grandi squadre. Prima il Verona, poi si vedrà.

ORBAN 4 Nullo. Comincia anche a diventare indisponente. Perché gioca totalmente da solo, convinto che sia uno sport individuale. Mai un fraseggio coi compagni, mai con la testa alta. La responsabilità del gol annullato è tutta sua. Un attaccante non può vanificare un’azione da manuale del calcio solo per pigrizia nel non capire quale sia la posizione da tenere in campo. Si faccia meno video su Tik Tok e pensi di più al campo.

SARR 6 (dal 9° s.t.) Anche lui entra bene, non come Mosquera, ma ce la mette tutta.

ALL. ZANETTI 5 Al netto dell’errore clamoroso di Giovane che, di fatto, regala la vittoria al Parma, non si possono concedere più di 60 minuti all’avversario. Il Verona parte anche bene, ma appena il Parma segna sparisce dal campo. Nessuna reazione, nessun orgoglio, nessuna voglia di andare oltre. E’ questo che preoccupa. C’è un dato inquietante: da quando esistono le vittorie da tre punti in serie A (stagione 1994/1995) solo una squadra è riuscita a salvarsi dopo 12 partite senza una vittoria, il Cagliari. Il Verona deve andare contro tutto, anche del statistiche. Ma serve subito qualcosa di diverso, altrimenti buonanotte.

IL PAGELLONE DI LECCE-VERONA

MONTIPO’ 6.5 Bravo sul tiro a giro di Banda. Nella ripresa una deviazione di Gagliardini, su tiro di Stulic, rischia di ingannarlo, ma è bravo a respingere col piedone. Attento anche sulla botta da fuori di Pierotti, centrale ma violenta. Il suo lo fa bene. Brividi veri per un’uscita a farfalle nel primo tempo, meno male che Nelsson ci mette una pezza.

BELLA KOTCHAP 6 Primo tempo di grande sofferenza su Banda. La differenza di velocità è evidente e quando il difensore tedesco non riesce a giocare d’anticipo, sono dolori. Da quella parte il Verona soffre tantissimo. Nella seconda metà di gara, però, riesce a riscattarsi e a trovare le misure sugli avversari. Meno brillante, ma fisicamente tiene.

NELSSON 7 Davvero difficile che l’ammiraglio sbagli partita. Anche a Lecce colpisce per senso di posizione sempre perfetto. E’ costantemente al posto giusto, nel momento giusto, con qualità e facilità di gestire la pressione dell’attacco giallorosso. Anche nei minuti finali, quando le squadre si allungano e il Lecce aumenta i giri, si mette sempre lui di mezzo. Grazie al cielo.

VALENTINI 5 Lo stesso discorso che verrà fatto già avanti anche per Harroui: lontano, lontanissimo dal bel giocatore, tutto qualità e grinta, ammirato dallo scorso gennaio in poi. Le gambe non girano e fatica tremendamente a stare dietro agli avversari, che lo passano con una facilità disarmante. Si becca anche un tunnel fastidioso, al quale rimedia il solito Bradaric. Al momento pare un errore lasciare fuori Frese.

BELGHALI 5.5 Un paio di passi indietro rispetto al suo solito. Anche lui sbaglia tantissimo, in una partita dai contenuti tecnici davvero scadenti. Lui che è uno che ama giocare il pallone, non riesce a trovare continuità. Sciupa clamorosamente una grandissima occasione, scegliendo di calciare da posizione difficilissima, piuttosto che darla a Giovane, solo davanti alla linea di porta. Eppure, nonostante non faccia le cose migliori della sua stagione, nelle ripartenze c’è sempre lui. Quando nei minuti finali si va avanti con la forza della disperazione, il pallone è sempre tra i suoi piedi. Non abbastanza, però, per la sufficienza.

AKPA AKPRO 5 Estrema sofferenza. Difficile dire tanto altro. Si prende un cartellino giallo e nel giro di una manciata di minuti rischia di prendersene un altro e conseguente rosso. Certo che lo condizioni, ma allora sarebbe stato il caso di toglierlo già alla fine del primo tempo. Perché nella ripresa è letteralmente non pervenuto.

GAGLIARDINI 5 E’ l’emblema di un centrocampo che soffre tantissimo, che non riesce a costruire gioco e fatica a contrastare quello avversario. Solitamente è uno che sbaglia poco, pur non facendo cose che fanno venire gli occhi a cuore. Sto giro è tanto falloso, nel senso che sciupa una quantità sproporzionata di palloni. E se le cose non girano lì in mezzo, difficile che il resto possa andare meglio.

HARROUI 5 Purtroppo ancora un’occasione non sfruttata al meglio. E’ vero che il rientro da un infortunio brutto come il suo richiede tempo e pazienza, ma è davvero lo spettro del giocatore che, seppur per poco tempo la scorsa stagione, ci aveva fatto vedere cose eccellenti. Molto leggerino nei contrasti, vuoi anche per paura di farsi nuovamente male, ma col tempo giusto nelle giocate.

BERNEDE 5 (dal 54°) Non cambia le cose in un centrocampo ingrippato.

BRADARIC 7 Gioca una partita difensiva clamorosa, la sua migliore in assoluto da quando è a Verona. Un paio di chiusure davvero provvidenziali, soprattutto quella miracolosa su Tete Morente che era solo davanti a Montipò. Grande corsa, che non riesce a sfruttare al meglio nella metà campo avversaria, ma non certo per colpa sua.

FRESE 6 (dal 75°) Ordinato.

GIOVANE 5 Questa volta male male. Sorprendentemente tantissimi errori tecnici, passaggi sbagliati a pochi centimetri, valutazioni sbagliate trovandosi il campo aperto. Non riesce a trovarsi con Orban che è più dentro la partita rispetto al brasiliano. Corre, perché non si può dire il contrario, ma clamorosamente a vuoto. Giusto, questa volta, toglierlo e provare qualcos’altro.

SARR 5.5 (dal 74°) Nulla di più rispetto a Orban, anzi.

ORBAN 5.5 Sicuramente più partecipe rispetto a Giovane, pur non facendo faville. Ha il merito di mettere sempre in apprensione la difesa del Lecce, pur non inventandosi, ripeto, chissà che. Ha un’occasione difficilissima che trasforma in un gran bel destro al volo, salvato con un bel guizzo da Falcone. Ancora una volta si trova davanti al portiere di casa con un bell’aggancio, ma non riesce a sfruttare al meglio.

NIASSE 5 (dall’86°) Gioca due palloni: uno che stampa sul palo, l’altro che cicca durante un potenziale contropiede.

ALL. ZANETTI 5.5 Scelte iniziali che non convincono. Al di là di Harroui, che non ripaga della fiducia, poco comprensibile la scelta di lasciare in panchina Frese per mettere in campo questo Valentini. La partita è brutta e per una squadra come la sua che ama giocare palla a terra è la condizione peggiore. I cambi non danno quanto sperato e così la vittoria continua a non arrivare. Questa volta davanti a un Lecce comunque modesto.