30
mag 2019
AUTORE Mariobasket
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Sport

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LA MEGLIO GIOVENTU’

”Non attendere la felicità. Inseguila e se vuoi essere felice, comincia ad essere felice.” (Lev Tolstoj)

Mattia Palumbo, classe 2000, uno dei giustizieri della Tezenis nella serie con Treviglio, è in procinto di salire al piano superiore, destinazione Trento.
Penso a Palumbo e penso ai nostri 2000. Va bene Francesco Oboe, invocato da qualche tifoso durante l’infortunio di Amato nella disgraziata serie dei quarti, ma onestamente ancora acerbo e assai poco impiegato in RS (16’ totali), ma resta l’enigma Dieng. Omar, suo malgrado, può essere considerato il simbolo della squadra di quest’anno, nata un po’ storta, con diverse opinioni tra il g.m. e il coach, per dirla con le parole del presidente.
Lanciato puntualmente in quintetto nelle prime giornate dei campionato, poi finito ai margini o completamente al di fuori delle rotazioni, rivisto in campo in una manciata di partite e poi definitivamente confinato sui legni: 17’ nelle ultime 15 partite, playoff compresi, con 1’ nella prima partita con Treviglio e 2’ in gara-4, il tempo per mettere un airball.
Gestire una rotazione a 10 non è facile (anche Quarisa, gran lottatore e con la carica adatta ai playoff nelle 9 partite di postseason ha raccolto 21’) e un allenatore sa bene come si sono allenati i suoi giocatori durante la settimana.
Fatta questa doverosa premessa, bisogna tener conto anche della congiuntura, favorevole o contraria. Così Vertemati, ed esempio, ha gettato nella mischia il 17enne Belotti nel pieno di gara-2 della semifinale con Treviso. Parliamo di un ragazzo che in tutta la stagione regolare aveva giocato un minuto (uno!), e uno lo ha raccolto al Palaverde, prendendo in mano Treviglio sul -1 e riconsegnandola a Reati sul 53-53.
Chiamatelo, se volete, coraggio. Quello che forse è un un po’ mancato nella lunga sfida con Treviglio.
Omar Dieng – annunciato all’arrivo a Verona come un “crack” e “il miglior 2000 italiano” – andrà a fare esperienza in qualche club di A2 e speriamo per lui che possa raccogliere le stesse soddisfazioni di Visconti a Mantova.
Alla Scaligera si ripartirà da LDM che sarà pronto ad onorare al massimo, come del resto ha sempre fatto, il suo ultimo anno di contratto, facendo leva sullo zoccolo duro di questa stagione appena conclusa.
E se è scontato che in campo ci vanno i giocatori, è altrettanto ovvio che dipende dal manico quello che combinano sul parquet.
Poi se Giorgio Pedrollo darà le garanzie richieste, il ritorno di Alessandro Giuliani sarà un’assicurazione per la Verona dei canestri.
Buon vento a lui o a chi verrà, buon vento a coach Dalmonte e buon vento a Daniele Della Fiori, che se ne va con un anno di anticipo, pagando anche per colpe non sue.

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15 risposte a “LA MEGLIO GIOVENTU’”

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  1. Alex scrive:

    Mario,
    A quando un nuovo post in cui commenti le partenze e gli arrivi completati negli ultimi giorni?

    1. Vittorio scrive:

      Su Basket Cafè in merito allo (spero) arrivederci di Marcelletti un certo pikolos ha scritto: “Per chi ha bazzicato nei settori giovanili in questi ultimi tre anni questa è un’ottima notizia. Lo so che detta così potrebbe sembrare una provocazione ma, al di là dell’immagine di un personaggio importante come Franco, troppe cose non hanno fu funzionato”. Questo per far capire la statura morale di certi soggetti che bazzicano nei forum.

      1. Lullone scrive:

        Ti dico solo che Treviglio ha un “Palazzetto” da 3000 posti… e, credo, solo contro di noi in G5 sono riusciti a riempirlo. Durante la stagione hanno avuto una media spettatori inferiore a 2000 a partita..

        Noi siamo sul 70% di riempimento, quindi sul 3700 a partita. Cioè il doppio.

        Non credo proprio che una squadra costruita con un manipolo di giovani di belle speranze sia sufficiente per i tifosi veronesi. :-)

        Infine ti ricordo quanto bene abbiamo fatto i giovani di Marcelletti quest’anno…
        Quest’anno avevamo una panchina lunghissima, logico che Oboe non abbia trovato spazio. Con una panchina piu corta, l’utilizzo dei giovani è più normalema anche più rischioso.

        Porti l’esempio di Treviglio e Roseto… ma se vogliamo la A, dobbiamo guardare gli esempi di Treviso Bologna Roma e Capo. :-)

        • GG scrive:

          prendo spunto dalla tua chiusura: secondo me se vogliamo la A dobbiamo guardare gli esempi di Trento e Brescia…. sono forse città con realtà economiche, indotti, tradizione e potenzialità sportiva inferiori a Verona…..?? come mai partendo dalle serie minori o da rifondazioni, nel giro di 4-5 anni sono riuscite ad arrivare in serie A, mentre noi a quasi 10 anni dalla rifondazione siamo ancora lì che vivacchiamo, con addirittura un ripescaggio nel mezzo…?? la differenza non starà forse nelle minori capacità di gestione/pianificazione societaria?

          • Angossa scrive:

            Per forza. Trento 2 finali scudetto di fila! Brescia quasi! Qualche anno prima è toccato a Reggio Emilia. Tutte squadre che affrontavamo in A2

        1. Angossa scrive:

          BONICIOLLI SUBITO! BASTA SUPERCAZZOLE TARGATE LDM!

          1. marty.s scrive:

            La “miglior gioventù” fa rievocare i bei tempi quando la Glaxo credeva nelle giovanili. L’attuale società non dimostra interesse per i giovani da cui dovrebbe ripartire per sfornare giovani talenti. Verona sembra il cimitero della migliore gioventù. Cosa viene a fare un giovane a Verona? a fare la fine di Totè, Dieng, e Visconti ? Chi saranno i prossimi? Sogno un coach alla Vertemati con una squadra di giovani, come ad esempio Roseto, che facciano divertire il pubblico con voglia ed agonismo. In fondo Verona non ha fatto così tanto meglio di Treviglio e Roseto, no?

            • Vittorio scrive:

              Il ritorno di Giuliani è una grande cosa che auspicavo da tempo, se la società riesce a farlo firmare sicuramente arriveranno a Verona giocatori di qualità. Giuliani non è infallibile, ma ha imparato dai migliori. Per quanto riguarda i settori giovanili bisogna distinguere i giovani cresciuti alla Scaligera dai prospetti presi e fatti giocare in prima squadra: Dalfini e Soave non sono Bonora e Galanda. Bonora ha esordito col Real Madrid in semifinale di Coppa Europa, Galanda è arrivato all’argento olimpico e allo scudetto, non so se mi spiego.

            1. Vittorio scrive:

              Quindi da quello che ho capito anche quest’anno la colpa è dell’allenatore (oltre che del magazziniere, cit. Da Ros).

              1. Paolo scrive:

                Allora, Capo D’Orlando chiude la serie STRAVINCENDO A BERGAMO 3 a 0 per la terza volta consecutiva, e quindi consolida il predominio del girone OVEST. Vedremo domani Treviso (che in casa alla seconda partita ha fatto molta fatica, vincendo solo nel 4/4) Orlandina è nettamente più squadra e più forte di Treviso. Anche se TV andrà in finale e quindi con il favore del campo, la vedo molto difficile la promozione in A1. — Ora con la conferma di Dal Monte (SUPER criticato anche dal PATRON Pedrollo) e dei due USA la storia non cambierà. Se si vuole voltare pagina e andare in A1 diretti, SERVONO 2 AMERICANI DA 20 PUNTI A PARTITA, ED UN CENTRO MOLTO, MA MOLTO FORTE!. Inoltre se come scrive Mario Poli, Amato “soffre” la partenza in panchina va sostituito con in play nettamente più forte, senza queste “PROBLEMATICHE ALLA DAL MONTE”

                1. Max scrive:

                  Ecco Mario, a mio avviso hai centrato perfettamente il punto con questo ultimo (ma non ultimo) post. Dieng, Maspero, staffetta Amato-Jazz sono i “peccati originali” per i quali mi son beccato dell’onanista mentale in tempi non sospetti. Senza presunzione di infallibilità, ribadisco la mia idea sulla “impalpabilità” dell’operato di Della Fiori nei due anni trascorsi in riva all’Adige. A me il coach è sempre piaciuto, ed in alcune situazioni credo abbia fatto anche miracoli. Squadra dai più largamente sopravvalutata, senz’altro poteva far meglio. Si è vociferato sul ritorno di Greene, ne sarei entusiasta, magari con la riconferma di Amato. Si dice rimanga Severini, lo spero. I lunghi ce li abbiamo, pare. Un buon Burnet (tanto per fare un nome) come 3 … ok, ora basta, lasciamo lavorare la società e facciamo voto di fiducia.

                  1. Armix66 scrive:

                    Se alla fine, come sembra, sarà confermato Dalmonte, la Società riconoscerà che le scelte di Dalmonte o condivise da Dalmonte (in particolare scarso utilizzo dei giovani, Usa dalla panchina) e il gioco proposto da Dalmonte sono ancora oggi ritenute le migliori opzioni per affrontare la prossima stagione con rinnovate ambizioni. Con questo si fa inoltre una scelta coraggiosa rispetto all’opinione diffusa che ha decretato l’inadeguatezza del coach (non tutti ma comunque una frangia rumorosa che già promette di non rinnovare l’abbonamento). Confermando o meglio cercando di rinnovare il blocco dei giocatori della stagione appena conclusa, si conferma ulteriormente la bontà delle scelte fatte anche dalla proprietà. Uscirà un DS (colpevole “solo” di avere avuto relazioni difficili con la proprietà ma probabilmente senza colpe nella gestione del mercato), non so cosa potrebbe un nuovo DS apportare in un contesto così chiaramente già definito, e con binari molto stretti in cui potersi muovere (cosa di cui probabilmente si è accorto anche Martelli al di là delle lusinghe di poter firmare con una squadra di A)

                    1. Angossa scrive:

                      Mario, ma la staffetta Amato-Ferguson con l’americano che parte dalla panca chi l’ha pensata in estate? LDM o DDF?
                      Stesso discorso per Dieng in quintetto base, chi l’ha pensata? LDM o DDF?
                      Giusto per fare un po’ di chiarezza, grazie.

                      • Mariobasket scrive:

                        Mi sembra evidente che le gestione dei giocatori (quintetti, cambi, ecc.) è in capo all’allenatore. La staffetta peraltro era stata condivisa da tutti, visto che Amato “soffre” la partenza dalla panchina.

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