16
dic 2019
AUTORE Mariobasket
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Sport

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I SOGNI NEL CUORE

“Un corridore deve correre con i sogni nel cuore, non con i soldi nel portafogli” (Emil Zatopek)

Meglio essere fuori dalla Coppa Italia, evitando tre ipotetiche partite in tre giorni, oppure siamo alle prese con un altro flop?
La Tezenis ha mancato il primo obiettivo di questa stagione, inutile nasconderlo. Che poi questo obiettivo fosse davvero essenziale è un’altra questione. (In ogni caso potete andare a guardarvi il blog del 9 settembre sulla “Volpe e l’uva”).
La famiglia voleva questa qualificazione, ma sfido chiunque a dire che si aspettava di sentir dire che alla Scaligera non fregava nulla della Coppa.
Il problema è un altro. Nessuno poteva immaginarsi che la Tezenis avrebbe virato la boa del girone di ritorno con un bilancio di 8 vinte e 5 perse, con ben 3 sconfitte in casa e un k.o. pure con la cenerentola Orzinuovi.
Contro Mantova i giganti gialloblù sono crollati nella ripresa: 19 punti segnati, 8 nell’ultimo quarto con un solo canestro dal campo, messo a segno da Tomassini, l’unico che ha lottato con intensità dall’inizio alla fine.
Proprio l’intensità ha fatto la differenza. Mantova correva, Verona camminava. I problemi fisici che hanno condizionato la qualità degli allenamenti (non ultima la situazione di Severini, in attesa di finire sotto i ferri) e l’assenza di Hasbrouck giustificano fino ad un certo punto la prova dei giganti gialloblù. Già contro Montegranaro la Tezenis aveva rischiato grosso, pagando un calo nel secondo tempo, con Mantova la flessione è stata ancora più evidente e le percentuali di tiro (1/11 nei 10 minuti finali) sono eloquenti.
Evidentemente la squadra deve ancora liberarsi delle scorie accumulate in questi mesi e abituarsi ad una filosofia di gioco ben diversa. E’ sufficiente guardare le statistiche: 38 tiri da 2 contro 17 da 3. Una reazione è doverosa, si sa che il lavoro paga, ma la Tezenis deve tornare a correre. In tutti i sensi.

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5 risposte a “I SOGNI NEL CUORE”

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  1. giuseppe scrive:

    Che succede ? cero ci sono gli infortuni, ma non penso bastino a spiegare il non gioco offerto dalla squadra che in campo sembra più una del campionato amatori. E non mi pare ci siano grandi differenze dai risultati dell’epoca DM: più o meno lo stesso modo di reagire alle difficoltà, stesso imbrocchimento generale nella seconda parte della partita. Lascio a chi ne è capace l’analisi approfondita della situazione a me, a noi tifosi resta solo la delusione dell’ennesima caduta.

    1. Riccardo scrive:

      infatti non capivo
      grazie Mario

      1. Simone scrive:

        Non capisco

        Mario come sia possibile che nessun giocatore a parte Tomassini ( forse), nemmeno uno ci metta grinta e rabbia nel giocare. La filosofia del coach è diversa e va bene ma la voglia di correre, sudare, saltare OSTI NATE, possibile che a Verona è così difficile da vedere. Nel minibasket c'è più grinta che fra i nostri professionisti. Perché?????

        1. Riccardo scrive:

          esiziale?
          o essenziale

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