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LA MUSICA E’ FINITA

“Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno, che inutile serata amore mio. Ho aspettato tanto per vederti ma non è servito a niente”. (La musica è finita, parole di Franco Califano e Nisa, musica di Umberto Bindi”.

Game over. La maledizione del secondo turno dei playoff, mai superato dal ritorno in A2, si è abbattuta ancora sulla Verona del canestri.
Un epilogo crudele, nella partita del ritorno del pubblico all’AGSM Forum. Una serie marchiata dall’occasione di gara-1 dissolta in un terzo quarto sciagurato, fino all’illusione della rimonta mancata di un soffio.
Se l’energia aveva fatto la differenza delle due partite a Torino, questa volta è stata la durezza mentale a decidere la gara nello sprint finale. La Tezenis negli ultimi 4 minuti e mezzo non ha più segnato dal campo, raccogliendo un misero punticino dalla lunetta con Jones. Gli errori ai liberi dopo aver toccato il massimo vantaggio sul +11 (48-37 a 3’30”dall’ultima pausa) hanno pesato, ma soprattutto ha inciso lo scarso rendimento dalla panchina: 7 punti dei gialloblù, 25 per la Reale Mutua. Sacchetti, relegato ai margini delle rotazioni, ha messo solo un libero, al punto ci si chiede se sia stato un investimento vantaggioso. 2 punti Caroti, Pini e Severini, con il professore costretto sempre a spendersi troppo in difesa. La coppia americana ha fatturato 18 punti e se il duo Usa di Torino aveva raccolto 2 punti all’intervallo, il canestro del sorpasso ha la firma di Clark.
Capitan Tomassini (top scorer con 17 punti) e Rosselli (vicino alla tripla doppia con 8 punti, 8 rimbalzi e 7 assist) non potevano bastare.
Così adesso è già tempo di bilanci. La Scaligera deve partire da quanto di buono fatto dopo il cambio di allenatore che ha prodotto una metaformosi nella squadra. Una squadra, tuttavia, con troppi giocatori “agè” e qualche altro, a cominciare da Candussi (in particolare dopo l’ultima evanescente prestazione) sui quali è legittimo porsi degli interrogativi. La garanzia resta l’impegno della famiglia Pedrollo, che non si è mai tirata indietro.
In arrivo una rivoluzione? Ma come quest’anno Verona aveva puntato sul blocco della stagione precedente, una scelta che non ha pagato. O meglio, che è stata pesantemente condizionata dal rendimento nella prima parte del campionato. Poi la musica è cambiata. Ora la speranza è che, in un modo o nell’altro, non sia finita.
Nota a margine. Complimenti a Torino, un po’ meno al patron Sardara (teoricamente in tandem con Ataman) che tra gli annunci di disimpegno a Sassari non ha ancora risolto l’equivoco della doppia proprietà. Il coach Cavina è sposo promesso alla Dinamo, ma se Torino – come è altamente probabile – salirà in serie A ci troveremo con un nuovo caso Lotito? Buone vacanze a tutti gli amanti della palla a spicchi.

2 commenti - 1.342 visite Commenta

Alberto Tortella

Credo che la società abbia fatto bene a puntare sulla continuità del roster rispetto allo scorso anno.

E la continuità va cercata anche in vista del prossimo anno, a partire dalla conferma del coach.

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Renato

Di ieri sera mi tengo l’emozione di tornare al palazzo, dopo quasi un anno e mezzo.
Dopodichè Torino si è dimostrata più forte di noi (altrimenti non avrebbe vinto 3-0 la serie e 4 su 5 in stagione).
Spiace per l’involuzione di Seve e per la falsa illusione ingenerata dalle prime partite di Sacchetti. Col senno di poi (di cui son piene eccetera) tanto valeva tenere nei dieci il buon Giga.
Se pensiamo come eravamo a gennaio, è stato un finale di stagione sorprendente. Poi certo, la speranza di un colpo di coda migliore c’era sempre, ma tra le varie eliminazioni di questi anni è di gran lunga la meno dolorosa.

Pro futuro: Ramagli direi che si è meritato sul campo la conferma.
Quanto alla squadra, credo che, per motivi diversi ne rimarranno gran pochi. Provo a spiegare:
– Tomassini: non mi entusiasma il fatto che non faccia correre la squadra, potrebbe rimanere come no magari come secondo play (dipende da che squadra si farà)
– Caroti: annata non entusiasmante, ha sofferto se marcato da giocatori grossi e anche con i “pari stazza”. Per me è no.
– Greene: ha confermato quanto fatto vedere negli anni già passati qui. Ottimo giocatore di campionato, manca nei playoff e soffre mostruosamente se marcato da giocatori più grossi di lui. Se si punterà a fare un campionato senza ambizioni particolari può anche restare, altrimenti no.
– Severini: encomiabile sempre per impegno, anche se a volte a purtroppo non è bastato (come ieri sera e in generale nelle ultime partite). Non so quanta voglia abbia dopo 3 stagioni di rimanere.
– Rosselli e Jones: grazie di tutto, ma l’età è quella che è.
– Candussi: a parte il fatto che Ramagli, dando per buono che sia lui il coach, predilige storicamente un 5 usa e interno (tanto per ricordare: Lawal, Monroe) non ha fatto il salto di qualità che ci aspettava. Tre stagioni possono bastare.
– Pini: credo sia uno dei giocatori con più alto QI cestistico passato da Verona, ma fisicamente è oramai improponibile.
– Sacchetti: penserei alla possibilità di tenerlo solo se dovesse andare via Severini, come uomo di difesa, ordine, esperienza.
– Janelidze: non credo possa dare molto di più di quello che ha dato quest’anno. Come terzo/quarto lungo può starci.

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