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NON SERVE IL SARCOFAGO, MA ORA SCENDIAMO DALL’ALTALENA!

Lo sapevo che il Padova era sciagurato e masochista nel non saper mai dare continuità alle cose buone ma anche cuore, onore e ardore nel sapersi rialzare sempre dopo una brutta caduta. Ancora una volta i biancoscudati hanno dimostrato che, quando sono sul pezzo e si mettono in testa di fare le cose fatte bene, non c’è Livorno o qualunque altro avversario che tengano. La settimana che ha seguito la sconfitta interna col Crotone è stata veramente di passione: i tifosi si sono scatenati come mai era successo fino ad oggi contro Dal Canto e le sue scelte e l’allenatore, il giorno prima della partita, è sbottato di brutto, parlando di ingiustificato clima di diffidenza e negatività intorno a lui e alla squadra. “Vinco a Brescia e mi chiedete se ho rinnovato il contratto, pareggio col Varese e sono da esonerare, vinco a Vicenza e sono un campione, perdo in casa col Crotone e mi volete mettere nel sarcofago. Io nel sarcofago non ci voglio proprio finire”, le sue parole al termine della rifinitura di Bresseo.

Per un attimo ho temuto che stesse perdendo la bussola, invece mi sbagliavo. Stava semplicemente preparando, a modo suo, l’ennesima riscossa. In cui è stato bravissimo senz’altro a ridare morale alla squadra dopo lo stop di sabato scorso ma soprattutto ad azzeccare il momento giusto per tornare all’antico: a quel 4-3-3 che è il vestito più comodo e su misura per questa squadra. Cutolo, da esterno puro, ha fatto il diavolo a quattro. Milanetto, partito col piede sbagliato, ha poi preso le contromisure del Livorno. Italiano, subentratogli nella ripresa, è stato preziosissimo nella fase di gestione della palla e del vantaggio. Per non parlare di Perin, giustamente confermato in porta, e di Bovo, semplicemente monumentale!

Dunque, il sarcofago non serve! Il mister non è morto, anzi è vivissimo e lotta insieme a noi. Ora, però, bisogna scendere dall’altalena. Il tempo delle ricadute deve finire. La continuità deve caratterizzare le ultime otto giornate di campionato. Anche perché Varese e Brescia son sempre là dietro, pronte ad approfittarne. E anche la Sampdoria, che pur oggi ha perso all’ultimo respiro a Crotone, non è certo spacciata ancora. Mi auguro che, con una squadra più continua in campo, anche gli umori dell’ambiente acquistino un pizzico di equilibrio in più. Che fa solo bene!

Buona Pasqua a tutti, son sicura che lo sarà!

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