Torna al blog

URGONO NUOVI EQUILIBRI PER DEI PLAYOFF DA PROTAGONISTI

Nell’analizzare la situazione attuale del Padova, che da gennaio in poi si è incasinato la vita davvero un po’ troppo, va sottolineata e ribadita una doverosa premessa, che, per onestà intellettuale, non va mai dimenticata o sottovalutata: la squadra di Torrente ha disputato un girone d’andata praticamente perfetto, senza mai conoscere l’onta della sconfitta. Fino allo scontro diretto col Mantova della prima giornata di ritorno, nessuno ha avuto mai il benché minimo dubbio che questo gruppo avesse grandi valori, tecnico-tattici ma anche umani e che ci fosse anche un fortissimo collante tra i giocatori a fare da valore aggiunto nei momenti di difficoltà, che nell’arco di una stagione ci sono sempre. Cosa è successo da inizio 2024 in poi allora? Perché qualche meccanismo, che pareva oliato a meraviglia, si è inceppato? Guardando gli eventi sotto il profilo prettamente oggettivo, è successo: 1) Che il Mantova si è rivelato essere di un altro pianeta, così come il Südtirol due campionati fa. Stravincendo all’Euganeo e rialzandosi prontamente dai (per la verità pochi) passi falsi commessi nel cammino successivo). 2) che il mercato di gennaio ha portato all’ombra del Santo nuovi giocatori e Torrente si è ritrovato a dover gestire nuove caratteristiche e nuove teste, inserendole in un contesto in cui era stato raggiunto un equilibrio. Equilibrio che era stato proprio il decisivo ingrediente in più messo dall’allenatore, bravissimo a tenere tutti sulla corda, a far sentire partecipi anche quelli che giocavano meno con cambi tempestivi e sempre azzeccati, a tenere alta l’asticella delle aspettative perché “se ti chiami Padova non puoi che lottare per un obiettivo ambizioso, qualunque siano i proclami societari con cui ti presenti ai nastri di partenza”. Torrente ha così messo in discussione quello che era stato fino a quel momento il suo credo calcistico, passando dal 3-5-2 al 4-3-3 (più adatto alle qualità del neo acquisto Valente) e trasformando poi il 4-3-3 in un 4-2-3-1 che potesse far giocare insieme uno degli indiscussi pilastri e artefici delle fortune di questa squadra, ovvero Igor Radrezza, e il nuovo arrivato Lorenzo Crisetig che a centrocampo è di sicuro stato l’acquisto più importante. Durante questi delicati passaggi qualcosa indubbiamente il Padova ha perso per strada, alternando prestazioni di grande spessore a giornate decisamente no, ma se è vero quel che ha detto ieri al termine della sconfitta in casa della Pro Vercelli proprio Crisetig, ovvero che gli viene da sorridere quando sente parlare di moduli, perché in campo ci vanno i giocatori e sono loro che devono dare il massimo in qualunque schieramento”, non sono d’accordo con chi adesso invoca il ritorno all’antico tout court e la fine dei cosiddetti esperimenti. Il Mantova ormai è andato e con ogni probabilità festeggerà la promozione in serie B contemporaneamente alla Pasqua. L’obiettivo di Torrente deve ora essere quello di forgiare il miglior Padova possibile in vista dei playoff. Se riuscirà a fare questo tornando al 3-5-2 ben venga il ritorno al 3-5-2, se invece si proseguirà sull’onda degli ultimi cambiamenti bisognerà acquisire in fretta nuove certezze. Le valutazioni però vanno fatte sempre con equilibrio e testa, non sull’onda dell’isteria, dell’esasperazione o della necessità di tornare subito a vincere a dispetto della continuità che invece quest’ultima parte del campionato deve tornare ad avere, come è stato nel girone d’andata.
Una parte importante del lavoro il tecnico la dovrà fare sulla testa dei ragazzi in modo che vengano messi nella condizione, Crisetig docet, di scendere in campo e dare il meglio, con qualunque schieramento. Calma e gesso, che ad agire sull’onda dell’istinto o del risultato da riconquistare subito, si rischia di non arrivare a dopodomani. E quindi di fare solo peggio.

35 commenti - 1.999 visite Commenta

Massimo

Possanzini in 15 giorni ( assieme ad un DS altrettanto capace) ha formato una squadra di giocatori chi ottimi esordienti da categorie minori chi figure di esperienza che quest’anno ( e non a caso) si sono espresse al meglio, ma soprattutto ha dato chiari schemi ed idea di gioco sin dal ritiro oliati giornata dopo giornata senza mai cambiare confermando un gioco stellare irridendo gli avversari ed uccidendo il campionato.
Questa è la grande differenza tra Mantova e Padova, loro hanno Possanzini noi no, loro giocatori umili e duttili noi no.

Rispondi
tifoso ignoto

Il Mantova è stato miracolato dalla retrocessione e per questo una volta ripescato aveva in testa solo la salvezza(dichiarato e confermato dai suoi dirigenti) hanno messo su una squadra dal DS ai giocatori passando per l’allenatore che detto per inciso fino a quel momento aveva fatto il vice o al massimo 4-5 partite di prima per poi venire esonerato, quindi un team sperimentale votato esclusivamente a restare in C, confermato tra l’altro dalle stesse cifre pagate per allestire il tutto. Esattamente la metà di quello che ha speso il Padova.
Ne è uscito il miracolo.
Al Padova questo è difficile che avvenga un Ds che si affidi a un esordiente, vedi l’esperienza di Sullo piu o meno con le stesse caratteristiche di Possanzini, abbiamo visto tutti come è andata a finire.
Quindi avere Possanzini con la pressione di una citta come Padova con l’obbligo di lottare per la promozione, non è cosi certo che avrebbe avuto lo stesso risultato.

Rispondi
Fabio

Sostanzialmente sono d’accordo: lavorare qui a Padova sicuramente non è “semplice” come lavorare in altre piazze dove la pressione è minore.
E quando si parla di pressione, non si intende quella del Sud dove tra poco ti menano, e non si parla nemmeno di critiche feroci della stampa, che obiettivamente, rispetto agli anni di Cestaro è molto meno agguerrita.
Però stiamo parlando sempre di una piazza che, considerando solo chi lo fa per mestiere, ha:
– 3 televisioni
– 2 portali web dedicati
– 1 blog
E non so quante squadre di serie A (che non siano le strisciate) abbiano così tanto seguito mediatico.

Quello che però mi piacerebbe nel futuro è un allenatore, anche emergente, ma giovane con idee nuove.
La differenza tra Possanzini e Sullo, di cui hai fatto l’esempio, è che Sullo era il vice di Ventura, Possanzini il vice di De Zerbi. Nuove idee, nuovo calcio.
Io mi mangio le mani se penso che in passato avrebbero potuto allenare qui Italiano, lo stesso De Zerbi o Dionisi, ovviamente prima che diventassero gli allenatori affermati di oggi.

In ogni caso oggi c’è Torrente, e non avrebbe senso un cambio di panchina. L’importante è che, già da giovedì, dimostri di saper tirar fuori un po’ di voglia di giocare e cattiveria ai giocatori.
In un finale di stagione in cui non hai quasi nulla su cui lottare (devi solo mantenere un minimo di vantaggio su Vicenza e Triestina per il secondo posto) deve dimostrare di essere bravo a stimolare correttamente i giocatori che vanno in campo.

Rispondi
fabio.pd

andrò contro corrente….ma a me Crisetig non convince, nel complesso. Non dico altro. L’unica cosa: se gli viene da ridere quando sente parlare di moduli…..io non sono d’accordo. Ed è scontato che i giocatori devo dare (sempre) il massimo. Sperem ben.

Rispondi

@Fabio.pd: credo che a Crisetig sia uscito male il concetto ma che non volesse proprio dire che “gli viene da ridere”, ma semplicemente che non crede sia il modulo il problema, ma come lo interpreti. Ecco, non per fare l’avvocato difensore di Crisetig che penso non ne abbia bisogno, ma non era un modo per snobbare la domanda ma per dire che non è quello il problema. Martina

Rispondi
tifoso ignoto

Nessuno contesta le qualità di Crisetig, il problema è che con lui a centrocampo cambia la fisionomia del gioco rispetto a quello di inizio campionato. Forse è bene ricordare che le caratteristiche del 352 iniziale prevedeva grande pressione e veloce ripartenza, con una difesa alta pronta a rintuzzare e ripartire sempre in avanti. Con questo sistema abbiamo fatto metà campionato da Dio. Ora è chiaro che non si può giocare cosi per tante partite(compresa coppa italia) e qui dopo la sconfitta col Mantova il mister ha pensato di portare alcuni correttivi, che secondo me non stanno ancora facendo vedere i suoi effetti. Può essere che con i play off le cose comincino a cambiare. Incrociamo le dita

Rispondi
Flavio

Mi associo a questa analisi …però siamo a fine campionato e sembriamo ancora un cantiere aperto. Ben vengano i cambi di modulo di oartita in partita e in corso di gara, ma utilizzando i giocatori per quello che sanno fare meglio, assemblandoli Co equilibrio …e, al momento, non mi pare che vi siamo. Eppoi, questa squadra ha il difetto di mollare e di giochicchiare sul vantaggio senza essere capace di chiudere la partita, lasciando il sopravvento agli avversari. Capisco che ora che il Mantova è irraggiungibile si perda concentrazione …ma noi siamo ancora raggiungibili da Vicenza e Triestina

Rispondi
DC

Concordo pienamente. Regna tanta incertezza che è ben differente da preparazione in vista dei PO. Poi, come sempre, l’ambiente passa da massimo entusiasmo a pessimismo cosmico (…non a torto, a pensarci bene…). Faccio una semplice domanda, anche a Martina. Qualora stasera assistessimo ancora a una scialba rappresentazione calcistica, senza capo nè coda, con risultato diverso dalla vittoria… potrebbe esserci qualche ribaltone in panchina? Qualche dubbio si pone, visto l’entusiasmo che sta crescendo nelle dirette concorrenti.

Rispondi
Massimo

DC, non occorre chiedere a Martina chiunque ne capisce un po’ di calcio sa benissimo che è ora di cambiare l’allenatore perché da tempo ha perso lo spogliatoio , pur avendo a disposizione due squadre di titolari.
Diciamoci la verità, ma questa squadra con questo gioco e schemi merita la serie B? Ed inutile dire che il girone di andata è stato ottimo senza sconfitte… abbiamo vissuto di improvvisazioni dei singoli , senza schemi di gioco in un girone scarso sempre comunque alla rincorsa di un Mantova irraggiungibile in tutti i sensi.
Poi se a andiamo in B ci andiamo con questo allenatore? e molti altri giocatori sotto contratto anche il prossimo anno?
A posto siamo!

Rispondi
crestaalta!

Se andiamo in serie B, e sarebbe gran cosa, non starei a preoccuparmi di allenatori e contratti, per quel che si è conosciuto di Oughurlean non è tipo di tentare l’avventura alla “garibaldina”, farebbe fare scelte adeguate, almeno per una permanenza senza troppi patemi, l’importante è arrivarci!

Rispondi
Flavio

Non mi pare proprio che la squadra stia boicottato Torrente. Ma stiamo giocando proprio male. Stasera è andata bene. Spero che siano in crisi di gioco perché stanchi mentalmente. Cmq, non siamo una squadra forte perché non giochiamo da squadra. Nel Mantova giocano coralmente, si cercano e offrono palle goal al più smarcato. Noi: troppo dribbling, passaggi e tiri sballati. Non sono sicuro che fisicamente stiamo bene altrimenti non perderemo tanti duelli. Eppoi, insisto, Palombi ala è fuori posto. Faremo anche i playoff, ma non illudiamoci

Rispondi
DM

Ennesima prestazione negativa, per pura grazia ricevuta abbiamo portato a casa tre punti che potrebbero essere pesantissimi (anche se, visto l’andazzo, il secondo posto è tutt’altro che garantito). Ad oggi siamo capaci di perdere con chiunque, o si cambia registro o ai playoff andiamo in gita e usciamo subito.
Alcune considerazioni:
– Liguori è da diverse partite che è annullato dal sistematico raddoppio di marcatura. Ormai tutte le squadre l’hanno capito ed è fondamentale trovare una soluzione di gioco alternativa
– Palombi non è un esterno. Perché Tordini è visto così poco da giocare piccoli spezzoni addirittura in Coppa e amichevole?
– La difesa ha più buchi di un groviera, mentre prima era il nostro punto di forza. Stante la sterilità offensiva (salvo che Valente recuperi), tanto vale tornare al 3-5-2
– Belli aveva ben figurato, lo riproporrei sulla destra al posto di Kirwan (che può andare a sinistra o in panchina)
– Non credo minimamente alla stanchezza o alla mancanza di motivazioni. Questa squadra ha grossi problemi e sono molto preoccupato. Non c’è nessun valido motivo, ora come ora, per pensare che “ai playoff sara tutta un’altra musica”

Rispondi
Andrè The Giant

Purtroppo hai totalmente ragione. L’abbondanza ha creato solo problemi.
Prima avevamo un modulo e i giocatori adatti, magari senza valide alternative ma finchè hanno retto è andato tutto bene.
Allo stato attuale purtroppo ci siamo smarriti e prima di tutti si è smarrito chi sta al timone.
Non siamo più solidi dietro e rischiamo all’inverosimile, davanti siamo stitici e con poche idee (questo da sempre purtroppo).
Personalmente andrei a Catania con un 352, altrimenti rischiamo seriamente di prenderle anche là.

Rispondi
Flavio

È sotto gli occhi di tutti (spero anche di Torrente) l’involuzione tecnica (errori di passaggio, cross e tiro, disattenzioni in difesa), fisica (seconde palle più perse che conquistate) e mentale. Il gioco è involuto. Se è vero che, dopo aver preso atto che il Mantova è irraggiungibile, ci siamo sgonfiato perché la motivazione principe è venuta a mancare, vedremo a Catania (che non è una squadra top, vedi i risultati) se una motivazione così importante (vincere la finale di Coppa Italia di C) inverte il trend e ci dà qc speranza per i playoff… altrimenti, ne riparliamo il prossimo campionato

Rispondi
Stefano

Dopo aver visto i 2 goal di ieri (chiaramente su schemi provati e riprovati in allenamento ….) e lo schieramento dei ns difensori nell’ultima azione della pergolettese (chiaramente ispirata al motto noi siamo noi e voi non siete un cazzo : provate a tirare da qui e sbaglierete ) ho la netta conferma che il CULO nel calcio e’ elemento preponderante

Rispondi
tifoso ignoto

si ma il culo dà e poi se lo riprende, non pensiamo che ci sarà sempre uno stinco dell’avversario a risolverti la partita. Anche il Catania in coppa ha segnato con deviazione di un nostro difensore, ho la sensazione che nel calcio ormai i goal con deviazione siano piu numerosi di quelli normali, c’è da dire che con 40 gambe in area la deviazione è quasi d’obbligo se va bene va fuori se va male è dentro(parlando da difensore ovviamente)
Buona Pasqua a tutti

Rispondi
Lacoste76

6 SECONDI POSTI IN 4 ANNI

Derisi da:
Perugini
Alessandrini
Sudtirolesi
Palermitani
Mantovani
Catanesi

Senza dimenticare le partecipate prese per il culo di veneziani e vicentini.

BASTA. ESISTE UN LIMITE ED È GIUNT IL MOMENTO DI METTERE UN PUNTO ALLE SCONFITTE.

DOBBIAMO VINCERE I PLAYOFF. PUNTO.

Rispondi
Stefano

Squadra di amebe – da quando crisetig (ritmo da nazionale cantanti ) e’ arrivato facciamo pena
Torrente da mandare a casa subito

Rispondi
Flavio

Oramai è un difetto cronico: si segna e si smette di giocare e di spingere. Crisetig, Radrezza e Varas anche stasera si sono messi a fare il torello in poco spazio e a perdere un sacco di palloni. Doveva essere una prova per i playoff? Al netto delle scelte arbitrali che ci hanno penalizzato e all’ ottusità di Delli Carri, il Catania ha giocato con cuore e grinta, noi con la solita idea di controllare il gioco smettendo di giocare. Quindi, scordiamoci di essere protagonisti nei playoff perché non abbiamo la statura della grande squadra e Torrente non riesce a cambiare registro. Speriamo, almeno, di difendere il secondo posto …ma si rischia anche questo

Rispondi
tifoso ignoto

chi ti dice che saremo secondi anche quest’anno, con quest’andazzo si va al terzo se non al quarto posto

Rispondi
Andrè The Giant

Abbiamo 1000 scuse servite su un piatto d’argento per la partita di ieri, tra rigori assurdi e goal annullati ancora più assurdi.
La verità è che abbiamo assistito ad una partita demenziale, contro un avversario e una città che solo noi potevamo rendere così gloriosi pur essendo una squadra di scappati di casa, con l’aggravante dei fatti extra-calcistici e la beffa dei relativi provvedimenti disciplinari. Una partita da stra-vincere, in cui siamo riusciti nella titanica impresa di farci rifilare quattro (!!!) sberloni. Non perdere ieri era per la dignità, per la maglia, per quello che hanno dovuto subire i tifosi all’andata. Invece abbiamo fatto la solita partita da conigli, golletto e rinuncia al gioco, copione già visto più volte nel corso del campionato.
Per quanto mi riguarda sarebbero da prendere a uova marce.

La squadra non esiste più e Torrente è nella stessa identica situazione di Caneo lo scorso anno, ovvero nel marasma più completo. Le vecchie glorie della A e della B arrivate a gennaio non hanno mai combinato niente, ne abbiamo a decine di esempi negli scorsi anni e Crisetig non fa eccezione. Giocando in quel modo non serve a niente. In serie C serve la gente che corre, non quelli che fanno i tocchetti laterali, servono i Varas e i Fusi ma ne abbiamo solo due e ormai sono spompati.
Faedo terzino destro in una difesa a 4 scelta incomprensibile, quando bastava mettersi a a 3 dietro e lasciare Capelli al suo posto a destra come ha sempre fatto per tutto il girone di andata invece di metterlo e poi toglierlo facendolo giustamente incazzare.
Spiace dirlo ma Torrente sta dimostrando ottusità e scarsa adattabilità andando avanti a testa bassa per non sconfessare le proprie scelte.

Rispondi
L'altro Stefano

Rigore inesistente (e var inutile), gol di Liguori buono, espulsione giusta ma sul campo non vista: arbitro inadeguato.
Premesso questo, gioco scadente, confusione tattica, svarioni in difesa, Zanellati che non esce su un angolo che spiove in area piccola sul terzo gol, piantato sulla linea.
Fatte queste premesse, il Catania aveva semplicemente più furore, più fame.
Ci sono vittorie che non insegnano nulla, illudono e mantengono lo status quo.
Ci sono sconfitte salutari che hanno molto da insegnare e da ispirare a cambiare.
Da sperare sia questo il caso….

Rispondi
Tifoso a 1/2

Ieri sera DEVE essere una sconfitta che deve insegnarci:
– Quando vai in vantaggio non puoi permetterti di giochicchiare con la spocchia che tanto siamo più forti e non prenderemo mai goal;
– Come effettuare delle ripartenze come si deve (guardare qualche partita del Mantova non farebbe male);
– Come evitare caxxate individuali (non solo l’espulsione sacrosanta ma tutti quei passaggi sbagliati da 3-4 metri che non riesco a capire come un professionista possa sbagliare o le marcature “approssimative” su due goal presi)
– Chi entra a gara in corso non viene a fare passerella ma deve mangiare l’erba;
– Giocare di squadra con un minimo di idee (dopo l’espulsione siamo spariti e ci hanno dominato) e voglia (vista pochetta sinceramente visto cosa c’era in palio come giustamente sottolineato da Andrè)
Ecco se impariamo un po’ di cose (mister compreso) allora qualcosa si può sperare, se la sconfitta non è servita a nulla, che arriviamo secondi o terzi poco cambia ci sbattono fuori alla prima gara.
Mi piacerebbe sapere chiaramente cosa abbiamo intenzione di fare nei prossimi 40 giorni in previsione dei playoff, visto che quest’anno abbiamo la fortuna di non arrivare cotti per la corsa al primo posto

Rispondi
QuoreSqudato

Non so se essere più incazzato con l’arbitro, con Torrente o con la sfiga perenne che ci perseguita.
Siamo una squadra maledetta e le nostre disgrazie sono cominciate ormai decenni fa, quando abbiamo abbandonato l’Appiani.
Ora ai playoff quali altre sofferenze ci attenderanno?

Rispondi
QuoreSqudato

preciso una cosa: della coppa Italia di serie C non me ne fregava un’emerita cippa, ma perdere così, anche fosse stata un’amichevole, fa molto male e sono ferite che fanno fatica a guarire.

Rispondi
Principe

Abbiamo una sfiga surreale. Se fossi un produttore cinematografico farei una serie TV sulle sfighe (in tutti i sensi) di questa squadra e di questa tifoseria.
Chi ha giocato a pallone ed ha visto la partita sa con certezza che era pilotata dalla direzione arbitrale.
Chi ha giocato a pallone sa che in situazioni come quelle di ieri è più utile un crisetig che un radrezza
Delli Carri mona
Un mese di vacanza e poi prepariamoci che arriva la botta finale

Rispondi
Tifoso a 1/2

Qua la dirigenza deve dire qualcosa….. ma non si può usare il VAR solo quando c’è da mazziare porca miseria: se non lo usi per il rigore (inesistente) non lo usi nemmeno per per l’espulsione (che era sacrosanta). Vergognosa direzione arbitrale

Rispondi
Andrè The Giant

Già… Invece oggi Peghin si lamenta soprattutto perchè non sono stati invitati 100 bambini padovani. ieri, intervistato a metà partita non una parola su rigore assurdo e goal annullato ingiustamente. Purtroppo grinta e carisma non sono in vendita al supermercato

Rispondi
Stefano

Non e’ più “sfiga” secondo me :
Ormai e’ consapevolezza : e’ quella che ha un barbone che vive in una fabbrica abbandonata coperto dagli scatoloni / quello e’ il suo habitat – non si sente nemmeno oiu sfortunato :
Il padova calcio è così – se ci sputano in faccia ci lecchiamo i baffi e diciamo che ha un buon sapore dopo tutto …..

Rispondi
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code