21
lug 2017
AUTORE Mariobasket
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Sport

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LE NOCI E LO IUS SOLI

“L’è facile spacar le nose con l’usèl dei altri. Prova col tuo!” (Spiritoso detto popolare, tra i preferiti del presidente Gianluigi Pedrollo)

Il nuovo corso della Scaligera Basket è al via. La scorsa stagione era l’anno zero, l’avevamo capito tutti, ma il presidente Pedrollo l’ha ribadito, ricordando la situazione in cui si trovava la società esattamente un anno fa. Dopo avere allestito una squadra “raccattando quello che c’era in giro” (Pedrollo dixit), ad un anno di distanza la squadra a metà luglio è stata completata.
Il proprietario della Scaligera ha spiegato i motivi della nuova “rivoluzione”, l’accordo triennale con il Gruppo Calzedonia permette di programmare, puntando sui giovani. Finalmente. Ecco il prolungamento dell’accordo con la Reyer per Totè, un’intesa-fotocopia per Visconti, l’arrivo di Curtis e soprattutto il colpo con Omar Dieng. Il gm Della Fiori ha fatto davvero un capolavoro. Aggiungiamo poi anche Francesco Oboe, un play futuribile, sempre del 2000, prelevato da Vicenza. Insomma si torna ad investire sui giovani, quasi come ai bei tempi.
Pedrollo si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa, replicando agli ipercritici che nei blog e sui social hanno lamentato presunti disimpegni in caso di serie A (ipotesi totalmente campata per aria) o sollevato dubbi sul fatto che sponsor-incassi-pubblicità-contributi-quote-minibasket coprono solo il 45% dei costi e del resto si fa carico, per ora, “uno solo”, come Pedrollo ha definito se stesso, aggiungendo che “sarebbe più opportuno un altro termine”.
E se i flop durante la gestione Pedrollo non sono mancati, giova ricordare che il primo anno di A2 (ai tempi della triade Vicenzi-Pedrollo-Fadini) finì con la retrocessione, spendendo di più delle gestioni di questi ultimi anni. Buon viaggio Tezenis.
Nota finale. A proposito di Ius soli. Nel nuovo roster ci saranno sei giocatori di colore, quattro sono italiani di seconda generazione, tutti nati in Italia, tra Firenze, Cantù, Voghera, Bergamo. Giocano o hanno giocato tutti nelle Nazionali giovanili, ma da “cittadini stranieri”, almeno fino alla maggiore età.

P.S. Vado in ferie. Appuntamento a dopo Ferragosto.

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8 risposte a “LE NOCI E LO IUS SOLI”

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  1. Simone scrive:

    notizie del Bosca?

    1. Lona scrive:

      A volte se per qualcuno una cosa sembra giusta,(ius soli) perché la si deve imporre ad una maggioranza che non la vuole? Se un vivaio è morto probabilmente ci sono dei motivi ben precisi, ma mi sembra scorretto porre rimedio imponendolo alla maggioranza. Male che vada si può fare un referendum che coinvolga tutta la nazione! Siamo in democrazia o no? O la democrazia va bene solo a fasi alterne? Se sono bravi sfonderanno , se non lo sono amen!

      1. carletto scrive:

        Sei giocatori di colore sulla panca, italiani o meno, significa una cosa sola: il vivaio è morto, o meglio i vivai sono morti. E così morirà il basket.
        Buone vacanze a tutti.

        • Mariobasket scrive:

          Se puoi argomentare meglio la tua bizzarra tesi. Per quale motivo i vivai dovrebbero essere morti? I giocatori figli di immigrati, ma nati in Italia e cresciuti in Italia, sono alieni o dei giocatori uguali a tutti gli altri giovani?

        • Armix66 scrive:

          Stiamo parlando di giocatori nati e cresciuti in Italia … perché non dovrebbero essere considerati parte vitale ed integrante di un vivaio ?!?!

        1. Vittorio scrive:

          Mario, io nell’altro articolo del blog ho 2 commenti non approvati (comment awaiting for moderation o qualcosa di simile).
          Non c’entra molto ma preferisco segnalarti il problema tecnico.

          1. Luca scrive:

            Pedrollo…avrà i soldi, ce li mette, ma finisce qua.

            1. Armix66 scrive:

              La più bella conferenza stampa dell’era Pedrollo… speriamo che alle parole seguano comportamenti coerenti non solo in questa stagione ma anche nelle prossime. Auguro alla Scaligera molta fortuna per questa scelta coraggiosa ma lungimirante di puntare sui giovani e di non avere ripensamenti se i risultati non dovessero essere all’inizio brillanti. Togliamoci una volta per tutte questo sogno della A e viviamo con entusiasmo questa A2 che onestamente non ha nulla da invidiare alla serie maggiore …

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