26
giu 2017
AUTORE Mario Zwirner
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IL VOTO A VERONA E A PADOVA

Scrive oggi Il Gazzettino: ”Padova e Verona, c’è il ribaltone”.
A Padova di sicuro. Ma a Verona, sotto il profilo politico, nessun ribaltone: si passa infatti da un sindaco di centrodestra, Flavio Tosi, ad un altro sindaco di centrodestra, Federico Sboarina.
A Verona è la fine di un’era: l’era Tosi, un sindaco che ha governato la città per dieci anni con un vasto, radicato, consenso popolare. Impossibilitato a ricandidarsi in una Verona che era, è e resta una città di centrodestra (direi sindaco di centrodestra persino l’eccezione Paolo Zanotto pur eletto dal centrosinistra…) e che ha quindi espresso un altro candidato forte di quell’area: Federico Sboarina. Pura continuità politica.
Si è discusso se andava bene o no la candidatura della fidanzata di Tosi, Patrizia Bisinella. Irrilevante: qualunque fosse stato il tosiano prescelto avrebbe ottenuto risultato simile o identico: cioè nessun voto di sinistra, da quel Pd teoricamente apparentato ma di fatto reduce da dieci anni di opposizione…
Padova, sotto il profilo politico, è l’opposto di Verona. Una città cioè tendenzialmente di centrosinistra, ostile a farsi governare dal centrodestra: impalpabile Giustina Destro sindaco, sconfitta all’elezione successiva senza nemmeno bisogno del ballottaggio; duri e determinati invece i due anni e mezzo di Massimo Bitonci, e quindi con l’establishment patavino (decisamente orientato sul centrosinistra) subito impegnato a far saltare il banco…
Padova è dunque tornata alla sua tradizione politica, pur in tempi difficilissimi per un Pd e un centrosinistra sconfitto in tutti i ballottaggi da Genova in giù!
Un eccezione, se vogliamo molto legata alla strategia del segretario provinciale del Pd Massimo Bettin: capace di costruire una vittoria politica, con Giordani sindaco, a fronte di una sconfitta elettorale del suo partito fermo al 14%.
Perché, per far vincere Giordani, era indispensabile accreditarlo fino in fondo come candidato civico, sganciato cioè da qualunque forza politica e per questo capace di attrarre un voto trasversale. Così un Pd a Padova defilato, impalpabile per tutta la campagna elettorale e penalizzato nell’urna. Ma proprio così è stata costruita la vittoria del nuovo sindaco.

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25 risposte a “IL VOTO A VERONA E A PADOVA”

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  1. Gatón scrive:

    Riesci a scrivere un post senza offendere ?
    Ti sei inserito nello scambio di complimenti iniziato dal filosofo, e comunque relativi al nick name, dandomi gratuitamente del paraculo, senza alcuna provocazione da parte mia.
    Credevo fossi cambiato, ovviamente in meglio, ma sbagliavo e continuerò a sbagliare cercando sempre qualcosa di buono in chiunque incrocio sulla mia strada.
    Non tu, sei rimasto il solito punto morto superiore.
    La prova ne è che non ti sei ancora reso conto che il bacino elettorale del 2014 non era quello delle recenti amministrative.

    • Silvestro scrive:

      Suppongo che il tuo post si riferisca al sottoscritto.

      PARACULO sostantivo maschile. Ha due significati:
      >> Omosessuale passivo (ovviamente non era il contesto)
      >> Persona scaltra e opportunista.

      Se vuoi scambiare complimenti con qualcuno senza intrusi non scrivi in un blog ma ti fai dare la mail privata.

      Io, comunque, non ho ancora mandato a cagare nessuno.

      • Gatón scrive:

        Esempio di correttezza !
        Offendi senza essere provocato e ti atteggi a pudica verginella.
        Aveva ragione mia madre.
        Ai matti ed agli ubriachi dare sempre ragione.
        Scegli tu a quale categoria appartenere.

    1. martello carlo scrive:

      Elezioni: diciamo subito che i VERONESI sono più intelligenti dei padovani, tanto per chiarire.
      i veronesi hanno selezionato la lega vera da quella inquinata da ALFANO.
      I patavini, cui piacciono gli after hours, inquinati da studentelli di passaggio, per lo più no global, centrosocialisti hanno votato per il disordine sociale, cioè per il VECCHIO, essendo chiaro che ormai chi sostiene l’ immigrazione sono solo vecchi paralitici bisognosi di badanti pagate in nero.
      In sostanza i patavini sono fuori di testa, fuori dal contesto cittadino, provinciale, italiano, europeo e mondiale, tanto da essere i cittadini più atipici tanto da essere catalogati tra le specie degne di studi approfonditi come le tartarughe CAREZZA CAREZZA.
      Le ragioni per cui PD, come dice ZWIRNER, sia tendenzialmente di CSX, è un mistero che può spiegare solo S.ANTONIO.
      In 2 gg sono sbarcati 13500 pennoloni: mi auguro che vengano mandati tutti a PD, distribuiti tra le varie famiglie, NESSUNA ESCLUSA, per attuare la cosiddetta ACCOGLIENZA DIFFUSA, RISOLUTRICE DEI PROBLEMI DI TUTTO IL CASINO AFRICANO.

      • Silvestro scrive:

        Come al solito memoria corta, ricostruzione artefatta, colpevolizzazione di chi la pensa diversamente. Niente di nuovo.
        Quando nel 2014 Bitonci fu eletto, i toni erano molto diversi, Padova aveva votato per l’ordine sociale, per una città finalmente da ripulire. “abbiamo mandato a casa i comunisti” sbraitava con orgoglio il neo Sindaco.
        Poi la gestione: atteggiamento da sceriffo, decisioni controverse, poco condivise e autoritarie (dicono i suoi). Quindi succede quello che raramente si verifica nei Comuni e cioè che la maggioranza del Consiglio comunale, dopo solo due anni, manda a casa il suo stesso Sindaco.
        L’arroganza dell’interessato (e Salvini) insistono nella ricandidatura e dopo il primo turno la rielezione sembra ormai cosa fatta. Ma poi i padovani realizzano il rischio di trovarsi nuovamente con Bitonci sindaco e quindi nel ballottaggio corrono in massa a votare l’avversario, uno fuori dalla politica, ma comunque alternativo.

        Su Verona il discorso è diverso, ma pur sempre legato a vicende che non hanno niente a che fare con le questioni nazionali. L’argomento era chiarire perché Tosi con 100mila preferenze (nel 2014) oggi sia diventato inaffidabile. Domanda difficile che qualcuno deve addirittura impegnarsi a decifrare. A proposito:

        GATON: per semplificare al massimo potresti spiegarci perché un leghista come te, per tua stessa ammissione abbia prima difeso strenuamente Tosi e poi lo abbia liquidato definendolo un traditore. Nel blog nessuno è obbligato a rispondere, ma se volessi farlo ti ricordo che per le reciproche mandate a fanculo, io sono pronto. Il tutto ovviamente sempre con molto affetto.

        • martello carlo scrive:

          Queste elezioni avevano una valenza politica enorme: condannare il governo per la sua politiche sull’ immigrazione e la sicurezza.
          I padovani ” tuti mussi ” si diceva una volta, hanno votato, come dicevo, da vecchi provincialotti bisognosi della badante.
          Se proprio vogliamo scendere al dettaglio, l’ unica cosa che valeva la pena di valorizzare, in mezzo a tutte le sciocchezze ( il nulla ) che hai citato, è la modifica delle graduatorie di accesso alle case popolare.
          E per restare nel tema popolari, guardando un po’ più là delle proprie froge, qualche considerazione sulla gestione governativa del sistema bancario in generale e veneto in particolare, avrebbero pure potuto farlo, visto che ZONIN va a rifarsi il guardaroba in via monte napoleone, invece di essere in galera.
          Ma non si può succhiare sangue dal muro: i padovani, associati ai bellunesi fanno proprio una bella coppia.

      • Gatón scrive:

        Probabilmente la risposta sta proprio nella sigla automobilistica della provincia in questione.

        • martello carlo scrive:

          Già: partito DISASTROSO: una iattura per il paese che i tarati pronipoti di PEPPONE non hanno ancora focalizzato.

      1. diogene scrive:

        Penso che se il gattaccio maledetto volesse dire che i veronesi sono talmente allergici al rosa anche pallido (qualsiasi cosa cioè che ricordi anche lontanissimamente il rosso) che hanno preferito andare a votare sboarina per sbarrare la strada a interpretazioni dubbie sui risultati, egli abbia assolutamente ragione

        • Gatón scrive:

          Il filosofo dei miei stivali, detto così affettuosamente, tanto per cambiare ha capito esattamente il contrario.
          Sono i veronesi rossi che si sono dimostrati allergici a qualsiasi lunghezza d’onda appena più corta.
          Erano loro che sono stati messi nella condizione di votare un ex leghista e che hanno preferito non farlo, in barba ai suggerimenti della nomenklatura PD.

          • Silvestro scrive:

            Se ti fa piacere, ribadisco che c’è una parte della sinistra che ha la puzza sotto il naso.
            Ma per la mancata vittoria di Bisinella &C dare la colpa alle ‘allergie dei veronesi rossi’ è un gran colpo di paraculo (detto cosi affettuosamente).

            Questo comunque non chiarisce quali sono i motivi di una debacle cosi clamorosa quando nel 2014 le preferenze per Tosi furono 100mila (cen-to-mi-la).
            E quelle preferenze non erano certo della sinistra.

            • Gatón scrive:

              Ma rispondi a me o al filosofo ?
              L’accenno all’allergia dei veronesi rossi mi farebbe propendere per la prima ipotesi.
              in questo caso ti dico che sto cercando di decifrare il tuo ragionamento pidiota, detto così, affettuosamente.

          • diogene scrive:

            i veronesi rossi ? stai scherzando ?
            li hai fatti tu (grazie) i conti : al secndo turno sono andati a votare meno persone, eppure sboarina ha incrementato

            cmq se ho sbagliato analisi, amen

        1. maurj scrive:

          Tosi è pur sempre con un passato da Leghista invidiando Verona quando il buon Bitonci era Sindaco a Cittadella e già qualcuno lo avrebbe voluto come Sindaco a Padova il Bitonci.
          Le cose sono cambiate, Tosi non è più della Lega ma buon Sindaco lo è stato e ora c'è un'altro Sindaco di c.dx a Verona….a Padova l'ottimo Bitonci è. …stato preso a calci, unica città tornata indietro quando in tutte le altre città ha stravinto il C.Dx!

          1. Carlo scrive:

            bisinella e Tosi di centrodestra? allora perché hanno cercato i voti del pd per vincere le elezioni?

            • Silvestro scrive:

              Trovo sconcertante che si banalizzi l’operato di un decennio di amministrazione di una città sul fatto che Tosi (si dice) abbia cercato i voti della sinistra. Trovo altresì anacronistico che sia il sottoscritto in qualche modo a rappresentare la memoria recente della Lega a Verona, cercando almeno di ‘dare a Cesare quel che è di Cesare’.

              Tosi era l’astro nascente del Veneto forse l’unico leghista che NON andava a traino della Direzione di Via Bellerio. Nel 2014, col crescere dei consensi, fu candidato alle europee ed ottenne un grande successo personale CON 100MILA PREFERENZE. Ma quando, in contrasto con Salvini ha manifestato la volontà di candidarsi a Governatore del Veneto è stato espulso con disonore.

              Capisco che soprattutto in politica la fedeltà sia una teoria, ma trovo vergognoso che personaggi come Tosato, Fontana, Paternoster, Corsi ed altri, che fino al 2014 erano tra i più fidati collaboratori di Tosi, siano oggi tra i detrattori più feroci.
              Evidentemente la fedeltà ad un movimento lombardo-centrico è molto più importante dell’identità del territorio veneto di cui, peraltro, anche molti elettori si riempiono la bocca.

              • Gatón scrive:

                Quel che è certo è che il neo sindaco non ha cercato apparentamenti, ottenendo al ballottaggio 13.300 voti in più rispetto al primo turno.
                Che Tosinella abbia cercato la Salemi o viceversa, in cambio di poltrone, non mi interessa.
                La nuova coalizione ha ottenuto solo 6.800 voti in più.
                Considerando i 25.800 voti del primo turno per la compagna mi pare chiaro che per ben 19.000 elettori questo matrimonio non s’aveva da fare.
                Ma l’esperto in analisi elettorali sei tu, attendiamo lumi.
                http://tg24.sky.it/speciale_elezioni/comunali/2017/veneto/risultati_verona.html

                • Silvestro scrive:

                  I dati sono chiari. Io li esamino proprio come fai tu. Recriminare sul se, sul ma, o sul forse, non serve a nessuno. Ma ricordare un po’ a tutti come siamo arrivati a questo punto mi sembra più che opportuno.

                  O noi consideriamo che gli elettori (veronesi) appartengono a un popolo bue dove qualcuno decide e gli altri obbediscono, oppure ci chiediamo come partendo da un candidato leghista veneto emergente che solo tre anni fa ha raccolto oltre 100mila preferenze, sia arrivato oggi ad essere considerato una merda (o un traditore).

                  Io, che non appartengo a questo schieramento, le mie considerazioni le ho fatte ma chi è più vicino a queste vicende può sempre dire la sua.

              1. diogene scrive:

                centro-destra, centro-sinistra
                ma c’è aqualche attinenza con la realtà ?

                quali sono le cose che tosi avrebbe fatto in passato ed in futuro etichettabili come centrosinistra ?

                egregio Carlo: ti rendi conto che – nel caso di Verona – stiamo parlando esclusivamente di cose di interessi economici ?

                mi dici, Carlo, che cosa vorrebbe fare sboarina di “centrodestra” diversa da quella che avrebbe fatto Tosi di “centrosinistra” ? stiamo parlando veramente del sesso degli angeli

                1. diogene scrive:

                  perchè il contatore di commenti vale 4 ma il numero di commenti è 5 ?

                  1. diogene scrive:

                    c’è poco da dire, il pd ha perso e straperso e renzi sembra proprio esser finito
                    in questa situazione, di fronte alla inaffidabilità e incostintenza dei grillini, agli italiani non resta che votarsi e votare a destra
                    nonostante segnali di riprese economiche, in particolare al nord-est, resta centrale centralissima la questione migranti

                    sulla questione migranti il pd, identificato come i buonisti, è perdente e rimarrà perdente
                    R.I.P.

                    • Silvestro scrive:

                      Per Padova la tua lettura confermerebbe anche la mia.
                      Bitonci, sindaco leghista alla Salvini, perde malamente perché più pericolo di un sindaco buonista tollerante verso i migranti.

                      • diogene scrive:

                        a Padova non so cosa sia successo

                        di sicuro bitonci non si è fatto amare dalla maggioranza

                        sfiduciato dai suoi mentre era in carico, ma fin qui potrebbero essere beghe di palazzo&potere

                        ma, soprattutto, sfiduciato dai cittadini elettori

                        ma è un caso isolato e molto personalizzato
                        è chiaro invece che salvini è riuscito nella sua strategia: fuoco concentrico sempre e solo su renzi
                        così gli resta campo libero
                        come giocatore, tanto di cappello

                    1. Silvestro scrive:

                      Il modo con cui si sono svolte le votazioni tra Verona e Padova mi sembra sostanzialmente diverse.

                      A Verona il neo-candidato Bisighella non aveva molte possibilità di vittoria sia perché calata dall’alto che per una sostanziale ritrosia ad appoggiarla da quella parte di sinistra che ha sempre la puzza sotto il naso.

                      Diverso è il discorso su Padova. Bitonci usciva vincente al primo turno con quasi 11mila voti di vantaggio (39413 contro 28593); ma al ballottaggio veniva sconfitto solo con 3,5mila voti di scarto (47888 contro 44488), ma con un avversario che rispetto al primo turno recuperava quasi 20mila voti.

                      Quale lettura? Io ne vedo solo una: Ai padovani i leghisti in stile Salvini stanno sulle palle.

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