Forse domani mattina ci svegliamo e scopriamo che abbiamo sognato. Ma intanto ce la godiamo. E’ difficile da spiegare cosa sia battere la Juventus e quale goduria possa provocare in un tifoso del Verona. Non c’è squadra in Italia che dia simile soddisfazione. La Juventus rappresenta il potere, rappresenta la sudditanza psicologica, Agnelli, Moggi e Giraudo, Bettega che segna con la mano, i ricchi contro i poveri, il contadino contro il nobile, il re contro il popolo. Spesso, quasi sempre, vincono loro, perché non è vero che il mondo è giusto.
Qualche volta, raramente, vinciamo noi. E quelle vittorie finiscono diritte nel libro delle leggende, ce le ricordiamo tutte. Ogni volta che la Juve esce bastonata. Ed è sempre bellissimo. Come quando, era il primo anno di Bagnoli segnò addirittura Tricella. O quando Prandelli fece diventare Cammarata il nostro campione. Abbiamo gioito persino quando Gomez pareggiò all’ultimo minuto. L’ultima volta fu Pazzini a farci impazzire.
E ora è la nostra notte, l’ultimo sogno. Popolato dal Cholito Simeone, argentino carogna come il veleno, bravo come un tenore dell’Arena che canta “Nessun dorma”. Accanto a lui ci gioca uno che sembra fatto apposta per il Verona. Si chiama Caprari, deve aver saputo che sotto l’ala dell’Arena siamo specializzati nel dare una seconda chance a giocatori di qualità. La fila è lunghissima, Gianluca è l’ultimo della lista. C’è poi un portiere che per un attimo abbiamo sottovalutato. E lui ha tirato giù la saracinesca persino del Parcheggio Cittadella.
E pareva che il mondo finisse dopo che se n’era andato l’ultimo, bravissimo allenatore. ed invece ne arriva un altro che addirittura riesce a migliorare un capolavoro, rendendolo ancora più bello.
Ed ora dormi Verona, cullandoti tra la collina e il Lago. Buonanotte e chissà mai che i sogni non diventino realtà… Magari per una sera la Juve siamo stati noi.