23
apr 2017
AUTORE Mariobasket
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Sport

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RICORDANDO IL 2015

“Faber est suae quisque fortunae” (“Ognuno è padrone del proprio destino” - Sallustio, Epistulae ad Caesarem senem de re pubblica)

Bello e crudele il basket. Vinci una partita e peggiori la posizione in classifica. Ieri mi sono prodigato fino a notte fonda a spiegare ad amici e conoscenti non molto avvezzi di classifiche avulse come mai la Tezenis è scivolata all’ottavo posto in classifica. Così sarà Biella l’avversaria dei giganti gialloblù negli ottavi dei playoff, colpa della sconfitta, prevedibile, di Roseto sul campo della Virtus Bologna e della vittoria, meno pronosticabile, di Mantova in gran rimonta a Ravenna.

Sembra destino che debba esserci sempre qualche ravennate a far discutere lo sport gialloblù, l’insinuazione del “biscotto”, tuttavia, non ha senso: i romagnoli si giocavano il quarto posto, consegnato peraltro in anticipo dalla sconfitta della Fortitudo. Mentre i virgiliani puntavano appunto al “sorpasso” per evitare la capolista del girone Ovest e affrontare Tortona.
Nota a margine. Le “imprese straordinarie” sono altre. Con queste squadra, che ha goduto del cambio immediato di un americano e delle addizioni (non a budget) di Brkic e Amato, il traguardo dei playoff può essere considerato quasi il minimo sindacale. Un applauso a tutto il gruppo e a coach Dalmonte che ha cambiato la mentalità della squadra, ma se è vero che dopo Roseto c’erano cattivi pensieri, è sacrosanto pensare che questo obiettivo dovesse essere legittimamente centrato.

E allora Biella sia. Unica squadra imbattuta in casa in tutto il campionato di A2. Ma le cabale, si sa, sono fatte per essere sovvertite; così come il primo posto non assicura nessuna garanzia: il 2015 e Agrigento vi ricordano qualcosa?

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6 risposte a “RICORDANDO IL 2015”

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  1. Vittorio scrive:

    Visto che si fanno paragoni col 2015: come mai tutte le big di A2 si stanno rinforzando e noi nel 2015 abbiamo preso un giocatore non inseribile nel roster (Hall)?

    • Mariobasket scrive:

      Due anni fa Hall poteva essere inserito, la società lo aveva ingaggiato per tutelarsi in caso di infortunio di uno dei due stranieri.

      • Vittorio scrive:

        Ho capito ma tutte le squadre che si sono rinforzate quest’anno hanno comprato giocatori che stanno facendo giocare. Non mi sembra che la società si sia tutelata se poteva realmente rafforzarsi. Hall essendo il terzo americano avrebbe giocato se si fosse infortunato Monroe.

    1. Armix66 scrive:

      Considerazioni in ordine sparso:
      1) non sarà stata un’impresa straordinaria, ma e’ stata comunque un’ottima e non scontata progressione dopo le sconfitte con Jesi e Roseto a portarci ai playoff. Ora che ci siamo arrivati, mi piace ricordare che a inizio girone di ritorno era molto piu forte il rischio di andare ai Play Out che la probabilità di arrivare ai Play Off.
      2) il merito principale di questa crescita va riconosciuto senza alcuna ombra di dubbio a Dalmonte che e’ riuscito a trasformare 10 giocatori che non riuscivano a stare insieme in campo, in una vera squadra.
      3) il secondo merito va alla Societa’ e a Della Fiori che hanno operato molto bene e tempestivamente nel rimediare agli errori di mercato (gli innesti di Brkic e Amato sopra tutti).
      3) il percorso del girone di ritorno colloca di diritto la Scaligera tra le squadre che hanno fatto più punti.
      4) la squadra e’ inoltre cresciuta enormemente in termini caratteriali, trovando anche nelle partite più difficili la forza di rimontare parziali fortemente negativi (ad esempio con la Virtus). Molti peraltro ancora oggi i calibri tensione.
      5) rimangono alcuni vizi iniziali, che non potranno essere neppure ora rimediati; squadra con alcuni doppioni di ruolo (Portannese e Frazier), corta nel ruolo di ala piccola (solo il Bosca) e troppo perimetrale (nessun centro in grado di essere realmente pericoloso nell’area piccola). Gli Usa nel complesso buoni ma in A2 abbiamo già visto, almeno dei due, deve essere protagonista se vuoi competere ai più alti livelli.
      6) la fortuna e’ comunque ora quella di poter ripartire nella prossima stagione da un nucleo stabile (almeno me lo auguro), con punti fermi Amato, Portannese, Bosca, Pini, Brkic e Tote’.
      7) per quanto riguarda i playoff, Biella onestamente troppo forte per poter pensare al passaggio del turno, ma spero di sbagliarmi. In tal caso obiettivo massimo realistico e’ la semifinale, con le due bolognesi, Treviso e Trieste onestamente sopra di noi nell’arco delle 5 partite.

      • hellesso scrive:

        Concordo più o meno su tutto..incredibile però come nonostante abbiamo fatto un ottimo girone di ritorno non siamo riusciti a scalare posizioni visto che quelle davanti non hanno rallentato.
        Ora arriva Biella, noi niente da perdere e loro quasi tutto. Bisognerebbe giocare la prima partita da ignoranti veri. Se va va se non va amen. E’ la prima partita che potrebbe mettere un pò di pressione su Biella e farli giocare nervosi nei primi due quarti. Tuttavia anch’io credo non riusciremmo a passare il turno per via del fattore campo sfavorevole, ma non vedo le suqadre che hai detto tu tanto più forti di noi. Solo la Virtus forse ha qualcosa in più. Come rooster e stff tecnico Verona non è seconda a molte. Se consideriamo la nuova gestione Dalmonte e i punti persi in malo modo con Frates all’inizio avremmo almeno “forse quei” 4 punti in più che ci avrebbero permesso di arrivare al pari degli altri team.
        Capitolo prossima stagione, confermare quei nomi che hai detto tu, assieme al coach sarebbe un punto di partenza incredibile. Poi si sa che i destini passano dagli USA..ma avere un blocco di italiani consolidato come questo credo che molti farebbero carte false per averlo in A2. Scusè gli errori ma son drio laorar e sto scrivendo a oci serè!

      • tom scrive:

        Commenti in ordine non sparso:

        1) Dalmonte ha avuto il grande merito di dare un’impronta in difesa e una logica in attacco.

        5) Riconosco anch’io i limiti sul gioco solo perimetrale. Ma ormai questo è il basket, vince il run and shoot, e Robinson, Frazier e Portannese ne sono buoni interpreti. E un pick and pop con tiro da 3 come quello di Verona non c’è in circolazione.

        6) Punti fermi da cui ripartire io vedrei solo Portannese, Amato e Pini. Di Brkic vorrei conoscere l’ingaggio, se è livellato verso l’alto (secondo me probabile) forse anche in quel ruolo si può ripartire da qualche italiano più giovane. Bosca, visto l’ingaggio poco oneroso (compra un anno, prendi due!), più bandiera che cambio fisso.

        7) Biella è l’ultima Verona di Ramagli. Oggettivamente su un altro pianeta. Ma nel basket conta la testa, ancora più che in altri sport. Concordo con Mario, memento Agrigentum.

        In bocca al lupo Scaligera.

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