13
giu 2017
AUTORE Mariobasket
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Sport

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FAME E VOGLIA DI MIGLIORARE

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare” (Sir Winston Churchill).

Fame e motivazioni. Sono le qualità sulle quali punta la Tezenis del futuro. Guardate la magnifica parabola di Trento: squadra corta, un roster certamente con meno talento degli avversari, eppure ha fatto fuori la leziosa Milano e poi ha cucinato anche la Reyer al debutto nella storica finale scudetto.
Guardate la scalata di Trento: 15 anni fa giocava in C2 contro San Bonifacio, adesso si gioca il titolo di Campione d’Italia. Dietro a tutto questo c’è una parola, semplice e al tempo stesso difficile da applicare: programmazione. Quella programmazione che sta dando solidità alla Scaligera Basket. Un anno fa la Verona dei canestri stava vivendo giornate tempestose, adesso ci sono idee molto più chiare per portare avanti il progetto avviato con Della Fiori e implementato dopo l’arrivo di coach Dalmonte.
La linea è precisa: ai giocatori di “nome” o di pedigree saranno preferiti quelli con “fame”, che si sono costruiti una carriera partendo dal basso, spinti da una forte motivazione. Ecco allora il profilo di squadra che si sta delineando, con le conferme di Amato, Totè, capitan Boscagin e, si spera, di Frazier.
I nuovi arrivi avranno tutti il marchio di fabbrica preferito da Dalmonte, voglia di lottare, cattiveria, agonismo, tenacia. Poi il talento certo non mancherà; l’importante sarà la capacità di combattere. Fino alla fine, forza Verona.

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5 risposte a “FAME E VOGLIA DI MIGLIORARE”

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  1. Andrea scrive:

    Notizia odierna, la Scaligera e Boscagin si separano…

    1. Simone scrive:

      Siamo sicuri che Frazier sia tanto meglio di Portannese? Siamo sicuri che non sia meglio prendere un lungo USA e tenere Portannese? Con un play vero come Amato, Portannese renderà di più!

      1. Paolone scrive:

        Ci vogliono umiltè e intensitè (Arrigo Sacchi cit.€

        1. Gino scrive:

          Meglio gente con le palle che giocatori di talento che nei momenti decisivi fanno cazzate.

          1. Armix66 scrive:

            Quest’anno il mercato parte sicuramente prima del solito (grazie alla conferma di proprietà e sponsor) e all’insegna della sorpresa. Dopo una esaltante scalata delle posizioni di classifica nel girone di ritorno e un sontuoso primo turno di playoff, penso che nessuno a Verona avrebbe pensato a cambiare alcun giocatore della squadra. Poi è arrivata Ravenna … con il senno di poi diventano oggi ancora più chiare le esternazioni di Dalmonte “colorito” nell’evidenziare che non era vero che il roster di Verona fosse lungo, quanto piuttosto che fosse male assortito. Con le prime indiscrezioni che arrivano dal mercato, certamente non si può dire che la filosofia della Societa’ sia quella di confermare un blocco di giocatori. Guardiamo con ordine… Amato è arrivato a febbraio/marzo non può essere considerato a tutti gli effetti una conferma. Boscagin ha un biennale… difficile pensare e soprattutto difficile da fare digerire alla piazza un’eventuale separazione … Tote’ e’ ancora under … non che se ne trovino poi tanti di under in grado di coprire il campo per 20 minuti. Solo Frazier sarebbe quindi una conferma (necessaria anche per giustificare il taglio di Portannese a mio avviso). Credo onestamente in realta che siamo nuovamente all’anno 1, il primo anno di un biennale di Dalmonte (da quanto tempo non si parlava di biennale) forse, oltre con l’obiettivo di costruire una squadra su misura per il coach (che l’anno appena concluso ha scelto solo Amato tra tutti i giocatori del roster), anche con l’obiettivo di tagliare i contratti più pesanti (Portannese, Brkic) e risparmiare per il mercato della prossima stagione (quando le promozioni saranno 3 e allora conterà ancor più spendere bene). Ciò premesso, massima fiducia alla coppia Della Fiori e Dalmonte grazie ai quali anche quest’anno potremo giocare in A2 (dopo Roseto lo spettro della retrocessione era veramente incombente) …

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