Nella storia questo Verona ci è già entrato. Negli ultimi 30 anni nessun Hellas era mai riuscito a salvarsi per tre anni di fila in serie A e questo traguardo rappresenta una svolta epocale, molto più grande di quanto possa sembrare. Un giorno, dopo il ritorno miracoloso in serie A del Verona di Aglietti, scrissi che Setti si sarebbe meritato l’applauso e l’ammirazione dopo aver consolidato la società in A, senza lucrare sui paracaduti, con una vera crescita. Tre anni dopo è giusto tributare al presidente questo applauso che lui sa non provenire da un ruffiano ma da chi non gli ha mai risparmiato nessuna critica in passato.
Setti è stato bravissimo negli ultimi tre anni, coniugando risultati sportivi e risultati economici. Ha costruito una macchina perfetta dopo aver voluto Juric come allenatore, l’uomo che ha girato il destino dell’Hellas, trovando però terreno fertile in una società in cui ha potuto lavorare benissimo e in profondità.
Al fianco di Juric è cresciuto e maturato Tony D’Amico, un ragazzo intelligente che ha imparato in fretta dai propri errori e che nell’ultimo Verona, il più bello della gestione Setti, ha avuto un ruolo fondamentale. Uscito dal mantello protettivo di Ivan Juric, D’Amico ha assunto i panni del condottiero silenzioso, non mollando mai di un centimetro nello spogliatoio, uomo di riferimento assoluto del presidente. D’Amico ha costruito questo Verona in tre mosse dal mio punto di vista eccezionali. 1) Ha ceduto il gioiello Zaccagni e preso il gioiello Caprari. 2) Ha corretto con senso della realtà e grande senso di responsabilità l’errore di aver scelto Di Francesco, prendendo al suo posto Tudor. 3) Ha preso dal Cagliari un giocatore perfetto per il Verona come Simeone. Questo campionato porta la firma di D’Amico, senza dubbio.
Fatta la storia, ora però il Verona ha l’occasione di diventare una leggenda. E’ il momento di provare a ottenere qualcosa che intere generazioni di tifosi veronesi non hanno mai visto: l’Europa. Mai come oggi, come quest’anno il Verona ha questa incredibile possibilità. Ottenuta la salvezza, con animo spensierato e leggero, consci che comunque vada sarà un successo, questi ragazzi e quell’omone che li guida dalla panchina con finta freddezza e distacco, possono provare ad accendere il nostro sogno più grande. Provateci seriamente, ragazzi: per non avere rimpianti e perché una città intera non aspetta altro.