MONTIPO’ 6 Anche lui entra, suo malgrado, nella lista dei giocatori del Verona che hanno fatto almeno un gol in questa stagione. Purtroppo se lo fa nella sua porta, complice un palo bastardo. Peccato, perché nonostante la tanta pressione del Napoli, non è chiamato a parate esemplari. Bravo comunque su un bel tiro dal limite di McTominay
MAGNANI 6 Un primo tempo in difficoltà. Accusa non poco gli strappi di Neres, che quando va su di giri fa fatica a tenerlo. Punta tutto sulle scivolate, che non danno grandi risultati. Inoltre, ogni volta, fatica a rialzarsi. Ci si aspetta qualcosa di meglio quando ha il pallone tra i piedi, libero di impostare. E invece è spesso poco preciso. Più a fuoco nella ripresa, chiude bene situazioni potenzialmente esplosive. Migliora non di poco la sua partita e alla fine la sua la dice.
COPPOLA 6.5 Molto difficile giudicare la prestazione di Coppolone. Perché è vero che i due assist gol sono proprio di Lukaku, che è l’uomo che lui deve marcare. Però è altrettanto vero che in quelle situazioni, forse, più di così non poteva fare. Il resto per il belga sono di fatto solo briciole. Mai alla conclusione, mai capace di manovrare. Ai punti la vince il nostro difensore, nonostante le due “disattenzioni” sull’attaccante napoletano.
DAWIDOWICZ 6 – Politano lo conosciamo bene, se ti prende il tempo col primo passo, sei fregato. E capita che gli vada via, sarebbe strano il contrario. Ma gli lascia spesso i soliti ghirigori tanto fumo e poco arrosto. Ecco, un po’ meglio poteva fare in occasione del vantaggio napoletano, ma è un discorso abbastanza generale.
FARAONI 7 Con Duda il migliore del Verona. Avevamo aspettative basse, forse in maniera un po’ ingenerosa. E lui ci ha sbertucciati tutti mettendo insieme una prestazione pazzesca, proprio come ai vecchi tempi. Bene dietro, anche meglio quando attacca. Dai suoi piedi partono cross che fanno male. Passano i minuti e prende le misure anche a Neres, che è un bel diavoletto. Ah, come se non bastasse, salva un gol su linea di porta.
DANILIUC s.v. (dal 76°)
DUDA 7 Per me la miglior partita di questa sua stagione, un po’ condizionata dagli infortuni. Tralasciando la prima parte di gara, col Napoli pronto a prendere l’Hellas alla gola, manco fosse il Conte Orlok, non sfigura di fronte al centrocampo partenopeo, che è tra i migliori d’Europa. Recupera una marea di palloni, riparte, detta i tempi, “parla” la stessa lingua con Belahyane. Anche in fase difensiva un vero leone, mai domo. Anche quando deve andare muso a muso contro gli avversari.
BELAHYANE 6.5 Inizia annaspando, travolto dal centrocampo del Napoli, che sembra più uno tsunami. La differenza fisica con McTominay è devastante e quindi gli serve qualche minuto per capire dove si trovi. Secondo voi si è fatto intimorire? Manco un po’. E infatti alla distanza esce bene, con personalità e anche con “arroganza” fisica, nonostante pesi 50 kg. Ottima l’intesa con Duda. Quando non arriva lo slovacco c’è lui, e viceversa. Non è stato facile, ma lui ha risposto presente.
MOSQUERA s.v. (dall’83°)
LAZOVIC 6 Come tutto il Verona soffre la prima manciata di minuti quando, presto sotto di un gol, la squadra si fa soffocare dai padroni di casa. Ma riesce anche lui, con le giuste chiusure e altrettanto azzeccate ripartenze, a togliere un po’ di certezze al Napoli. Sicuramente più prezioso in fase difensiva che offensiva. Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, finisce prima lui la benzina rispetto a Faraoni.
BRADARIC 6 (dal 68°) Si è visto poco, ma non sempre è una cosa negativa.
SUSLOV 6 + Grande spirito di sacrificio, tutto corsa e temperamento, con enorme voglia di soffrire con tutta la squadra e, quando necessario, ripartire. Il grande impegno nel distruggere il gioco dei padroni di casa gli toglie qualcosa in fase creativa, ma è davvero una furia e non arretra di mezzo centimetro. Nonostante la stanchezza finale, non molla. E’ un altro rispetto a qualche mese fa. Allora chiusure come quelle viste al Maradona non le avrebbe fatte.
TENGSTEDT 6 Si è fatto un mazzo tanto per la squadra, correndo su tutto il fronte dell’attacco e tornando ad aiutare i compagni molto più velocemente rispetto al compagno di reparto Sarr. Vero, un po’ meno lucido sotto porta e nelle decisioni finale. Qualche passaggio sbagliato di poco, ma quando meno era richiesto. Rimane perno fondamentale per il fronte offensivo gialloblù.
KASTANOS 6 (dal 76°) Subito in partita.
SARR 5.5 Contro la difesa del Napoli è dura per i fenomeni, per lui, che comunque fenomeno non è, non ci sono esenzioni. Tenta di non dare riferimento, abbassandosi anche lui come Tengstedt a cercare palloni giocabili. Ma fa fatica. Il primo tempo cerca di stringere i denti. Nella ripresa un paio di sussulti che fanno ben sperare, ma poco più. E infatti Zanetti lo richiama in panchina
LIVRAMENTO 6 (dal 68°) Anche lui come Kastanos prova subito a incidere.
ALL. ZANETTI 6 Difficile criticare questo Verona, che va subito sotto con un gol sfortunatissimo, sembra poter affondare come già fatto nella storia recente, e invece rialza la testa con orgoglio. Un primo tempo in cui Lazovic e compagni hanno giocato a calcio, non a calci. Mai un pallone sprecato, lanciato a caso. Sempre scambi a terra, con qualità. Poi, per carità, la qualità della capolista la senti. Al Pacino diceva che la vittoria è spesso questione di centimetri. Quelli che fanno la differenza tra vivere o morire. E ora siamo certi, che quei centimetri il Verona li vuole fare fino all’ultimo.