IL PAGELLONE DI VERONA-EMPOLI

MONTIPO’ 5 Prende il raddoppio sul suo palo, male. Guarda la rete dell’1-4 senza nemmeno muoversi. Capisco che la palla passi in mezzo a qualche gamba, ma com’è possibile prendere un gol del genere in serie A? E’ uno dei senatori, ammesso e non concesso che voglia ancora dire qualcosa in questa squadra che di leader pare non averne più, ma non trasmette la sicurezza della quale proprio adesso ci sarebbe bisogno.

TCHATCHOUA 5 Definirlo incerto in fase difensiva è non voler infierire. Su un paio di gol sta a guardare con occhi persi nel vuoto e volto impaurito. Un piccolo sussulto, ovviamente nella metà campo avversaria, quando tira fuori l’assist per il misero gol dell’Hellas. Mi domando quanto abbia ancora voglia di vestire questa maglia, viste le continue voci di mercato. Ma, amico mio, se giochi così, dura che qualcuno venga a prenderti.

MAGNANI 4 E’ suo il fantozziano assist a Esposito nell’azione del gol dello 0-1. Si perde Cacace sullo 0-3. Nel mezzo e anche dopo una serie di errori che andrebbe analizzata profondamente, ben oltre gli aspetti tecnico tattici. La sensazione è che per Magnani il tempo sia scaduto. E se ci si nasconde dietro il rinnovo del contratto, in scadenza il prossimo giugno, significa non aver capito cosa sia Verona e questi colori.

DAWIDOWICZ 4 L’ennesima sciagura di una stagione disastrosa, sin dal principio. Ho sempre speso parole di ammirazione per questo giocatore che è sempre riuscito ad andare oltre i proprio limiti. Per l’attaccamento alla maglia. Ma la benzina pare finita. Probabilmente è rimasto fermo a vecchie sirene di mercato (Atalanta) che non si sono concretizzate. Arrivati a questo punto, anche a lui farebbe bene cambiare aria. E anche al Verona.

BRADARIC 4 Un errore disastroso spalanca un’autostrada che porta al vantaggio dell’Empoli. Sbaglia anche gli stop più elementari, robe che in serie A non si possono proprio vedere. E’ il primo chiamato all’uscita della “vergogna” da Zanetti, per fare spazio a Ghilardi.

GHILARDI 5 (dal 34° p.t.) Meglio dei suoi più illustri colleghi. Ma ci voleva davvero poco. Ovvio che soffra, entrando in campo a partita praticamente già finita. Nel primo tempo.

DANI SILVA 4 Travolto dai colleghi empolesi, non da Xavi e Iniesta. Non ha passo, non ha piedi, non ha idee, non ha visione. Ha avuto poche occasioni, e ancora meno ne ha sfruttate da quando è a Verona. Contro la squadra di D’Aversa era dura, ma almeno metterci un minimo di cattiveria e agonismo. Niente.

KASTANOS 5 (dal 14° s.t.) Era una missione impossibile, tale è rimasta.

BELAHYANE 4 Certamente non aiutato dal passaggio di Dawidowicz, perde un pallone sanguinoso, che porta al raddoppio dei toscani. Rimane su quel pasticcio, incapace di rialzare la testa. Solo che questa testa mi pare che sia bassa ormai da troppe settimane. Forse gira per i nomi delle squadre che lo cercano, chissà. Ma finché è qui a Verona, si ricordi per che maglia sta giocando. Poi una volta via, se sarà così, in bocca al lupo. Ma occhio, perché può essere facile fare i fenomeni a Verona e perdersi da qualche altra parte…

SUSLOV 4 La campana è suonata anche per lui, tempo scaduto. Uno dei grandi protagonisti della scorsa salvezza è oggi un fantasma che vaga per il campo con indolenza e nervosismo. Mai in partita, non è capace di saltare l’uomo una volta che sia una. Se questo è oggi, la porta è quella, per quanto abbia dimostrato di essere comunque un buon giocatore. Ha mal di pancia perché vorrebbe un adeguamento del contratto. Mi rifiuto di commentare.

MOSQUERA 4.5 (dal 14° s.t.) Si divora il gol del 2-4. Per carità, non sarebbe cambiato nulla, ma santo cielo… Poi si lascia andare a tacchi che io boh!

LIVRAMENTO 4.5 Si accende solo una volta, pochi minuti dopo l’inizio della partita. Mette dentro un bel cross sul quale, però, sciaguratamente, non arriva nessuno. Poi è solo un po’ di corsa, sconclusionata, e decisamente inutile alla causa.

HARROUI 5 (dal 1° s.t.) Vedi Kastanos.

LAZOVIC 5 Come Livramento, uno spunto, pronti e via, ma per il resto una lenta agonia. Con la squadra che si scioglie al primo gol preso, anche lui viene travolto dall’inettitudine e dall’incapacità di dare segni di orgoglio, se non di vita. Tenta qualche accelerata, ma con risultati discutibili. Dal capitano ci si aspetta sempre di più, ecco perché la delusione è ancora più grande.

TENGSTEDT 5.5 Ha un’occasione e la sfrutta nel migliore dei modi. Quando viene messo nelle condizioni di segnare, segna. Bisognerebbe spiegarlo anche ai suoi compagni che troppo spesso lo lasciano là da solo e che si arrangi.

SARR s.v. (dal 34° s.t.)

ALL. ZANETTI 4 Nulla di nuovo rispetto a quanto visto nelle ultime settimane. Pare evidente che i concetti espressi dal mister non vengano recepiti dalla squadra, con la quale c’è uno scollamento irreparabile. Inutile parlare di tattica, non ha più senso. Travolto dalle emozioni, si è dimostrato poco razionale, anche in scelte che avrebbe dovuto fare e non ha avuto il coraggio di portare avanti. Una cosa però la dico. In una situazione di questo tipo, nove volte su dieci paga l’allenatore, giustamente. Ma quanti di questi che vestono oggi la maglia dell’Hellas meritano ancora fiducia? E quanti hanno già la testa da qualche altra parte? Facile sparare sul tecnico, che quando le cose affondano è sempre solo, abbandonato. Come l’orchestrina che suona sul Titanic che sta scivolando verso l’abisso.

IL PAGELLONE DI CAGLIARI-VERONA

MONTIPO’ 7 Parata da gatto su Zappa, che colpisce di testa a due passi dalla porta. E ancora nel secondo tempo tiene il Verona in partita, nella speranza di un pareggio che sarebbe stato decisamente più giusto. In generale dà sicurezza a tutta la difesa e per la prima volta, almeno quest’anno, è padrone dell’area di rigore. Peccato per il gol beffa di Piccoli.

TCHATCHOUA 6.5 Se in fase offensiva non è più una sorpresa, è soprattutto dietro che dimostra di essere in partita. E’ sempre attento, razionale e mai precipitoso nei contrasti. Marca bene, sempre bilanciato tra irruenza e capacità di aspettare l’avversario. Quando riparte fa sempre male e per i giocatori del Cagliari fermarlo è un’impresa. Tanti cross in mezzo, poca fortuna.

MAGNANI 7 Gli attaccanti del Cagliari hanno vita difficile con Jack, che sembra davvero il più motivato lì dietro. Lapadula non tocca un pallone e in generale al Cagliari viene più che altro lasciato lo spazio per tirare da fuori. Vice capitano con tutti gli onori, speriamo leader ritrovato.

COPPOLA 6 Una partita praticamente perfetta, con un paio di recuperi difensivi da applausi, rovinata da un’unica sbavatura in 95 minuti. Si perde Piccoli, che è bravo a liberarsi dalla marcatura e a segnare sotto porta. Peccato perché era riuscito a tirare fuori una delle sue migliori partite stagionali, sempre attento e in fiducia. Un errore pesante, che deve essere bravo comunque a superare.

BRADARIC 6 Uno dei più bastonati in queste ultime settimane, a ragione, aggiungerei. Non pensa a strafare ma a fare le cose più semplicemente possibile. Mantiene la posizione, ma ha anche il brio per spingersi spesso e volentieri nella metà campo del Cagliari, soprattutto nella ripresa, quando cresce l’intesa con Lazovic. Finisce molto stanco, con il motore abbondantemente in riserva

SERDAR 7 Inizio sottotono, poi una crescita impressionante. Padrone incontrastato del centrocampo, ha piedi educati e due palle grandi come tutta la Domus Arena. Perché è anche andando a muso duro contro gli avversari si fa capire che il Verona è vivo. C’è lui nel momento migliore dei gialloblù, quando la squadra sente addirittura il profumo del colpaccio. Non va bene, purtroppo, ma su questo giocatore bisogna ricostruire fiducia e campionato del Verona.

BELAHYANE 6 Viene messo in campo in extremis, dopo l’infortunio in riscaldamento di Dani Silva. E si vede che non era “caldo” al punto giusto. Fatica infatti a trovare il ritmo, ad aiutare Serdar in mezzo al campo. Non ha la brillantezza di qualche tempo fa, ma prova ad arrangiarsi con la qualità, che non gli manca. Piano piano si scrolla di dosso il torpore, ma non abbastanza perché brilli.

LAMBOURDE s.v. (dall’84°)

LAZOVIC 6.5 Il capitano fatica un po’ a entrare in partita. Il primo tempo sembra più un rodaggio che altro. Ma nei minuti finale della prima frazione inizia a far vedere quello che poi confermerà nella ripresa. Più spensieratezza, più voglia di arrivare sul fondo e sempre maggiore intesa con Bradaric. La qualità non gli manca ed è solo la sfortuna a negargli il gol, quando stampa un bel colpo di testa sulla traversa.

HARROUI 5 (dal 73°) Non entra bene

SUSLOV 6 Come altri, ci impiega un po’ per spezzare il fiato. Ha una buona occasione sul suo sinistro, ma la cicca goffamente. Va a fiammate e quando si accende pensi sempre che possa tirare fuori la giocata. Ma rimane una mezza incompiuta, per quanto la voglia di dare tutto non gli manchi.

MOSQUERA s.v. (dall’84°)

LIVRAMENTO 6 Se fosse un film sarebbe “Il Rompiscatole”, blockbuster poco conosciuto con Jim Carrey.  Si fionda su ogni pallone, che sia raggiungibile o no. E’ un tormento per i difensori del Cagliari che se lo trovano sistematicamente tra i piedi. Non incide tanto quando bisogna fare male, però si spende veramente tanto per la squadra e per dare equilibrio all’azione offensiva.

SARR 5 (dal 66°) C’erano grandi aspettative. Purtroppo deluse.

TENGSTEDT 6 Si trova una posizione non vicinissima alla porta, lasciando a Livramento più controllo dell’area. Cerca l’intesa col compagno di reparto, ma va un po’ a singhiozzo. Ha qualità nelle giocate e dai suoi piedi ti aspetti sempre la decisione giusta al momento giusto. Ma non è sempre lucido. Ha un’ottima occasione, imbeccato alla perfezione da Serdar, ma prende solo l’esterno della rete con un destro che doveva sfruttare meglio

KASTANOS 5 (dal 73°) Anche lui non incide.

ALL. ZANETTI 6 Dopo una settimana di ritiro, con ignobili e chirurgiche voci di risse tra giocatori (vere o false a me frega niente), quello che gli serviva era ritrovare la squadra. Cambia qualcosa rispetto all’Inter e, soprattutto, torna alla difesa a quattro. Il Verona è compatto, attento, difende e attacca di gruppo. Deve rammaricarsi anche per una traversa che grida vendetta. L’Hellas perde per l’unico errore individuale, che pesa più sul morale che sulla classifica. Difficile superare anche questa, ma Lazovic e compagni hanno dimostrato di esserci. Alla faccia dei pettegoli.

IL PAGELLONE DI VERONA-INTER

MONTIPO’ 4 Passano pochi minuti e fa capire anche lui di non essere in giornata. Non esce mai, nemmeno quando è comoda comoda. Mai un gesto di sicurezza verso i compagni. Se anche oggi il Verona ne ha presi cinque, cominci anche lui a domandarsi perché.

DANILIUC 4 Paradossalmente parte benino. Va anche vicino al gol con un bel colpo di testa, da calcio d’angolo. Poi anche per lui si spegne la luce e contribuisce al naufragio gialloblù. Sbaglia spesso posizione, vedi uno dei gol di Thuram, tenuto in gioco proprio dal 4 del Verona.

MAGNANI 4 Capitano, vista la panchina di Lazovic, non riesce a diventare leader e a prendere per mano difesa e squadra. L’Inter fa quello che vuole e non ha i mezzi per impedire il disastro. Quando le cose vanno male, almeno un po’ di orgoglio non sarebbe male da tirare fuori, magari anche qualche entrata di un certo tipo sugli avversari, non per fare male, sia chiaro. Manco quello.

DAWIDOWICZ 3 Un carosello di errori e orrori che non sono accettabili per la categoria. Ha dato tanto a questi colori, ma se il livello ormai è questo, avanti il prossimo.

GHILARDI 6 (dal 1° s.t.) Vero, entra a partita finita, ma in campo ci sta, meglio sicuramente di Dawidowicz. Per carità, oggi ci voleva davvero poco, forse bastava un cartonato a grandezza naturale.

TCHATCHOUA 5 Insieme a Tengstedt è almeno uno di quelli che non si arrende. Quando ha il pallone prova ad andare via e nei minuti iniziali gli riesce particolarmente bene. Poi, con l’Inter che dilaga, anche lui si ammoscia, ma ogni tanto ritrova il vigore e si ricorda di avere un V6 al posto delle gambe. La corsa c’è, i piedi insomma.

SERDAR 4 Dopo i segnali fatti vedere a Firenze, con un gol da lustrarsi gli occhi, sprofonda nell’anonimato, soverchiato dal centrocampo nerazzurro. Mai in partita, mai un’idea degna di questo nome. Fisicamente paga dazio e di certo non trova sponda in Belahyane, anche lui da mani nei capelli.

BELAHYANE 4 Il franco-marocchino sembra essere un po’ perso. Dopo averci fatto innamorare, sta deludendo. L’espulsione di Lecce ha lasciato il segno, perché da allora non è più tornato al suo livello. Non so se c’entrino le tante voci di mercato. E’ giovane, va tutelato, ma anche lui deve pensare solo al campo, perché giocando così di sicuro di mercato ne avrà poco.

BRADARIC 3 Ha una cosa discreta, la corsa. Ma non è capace di usarla perché va sistematicamente a sbattere contro il nerazzurro di turno che gli passa davanti. Difensivamente è incommentabile.

DANI SILVA 5 (dal 1° s.t.) Era un missione impossibile anche per Tom Cruise, figuriamoci per lui.

HARROUI 3 Forse nemmeno lui sa perché è in campo, perché a guardarlo sembra che sia stato preso per la strada e buttato dentro per arrivare a undici uomini. Mah.

LAZOVIC 5 (dal 1° s.t.) Un tiro in porta in 45 minuti. Pochino.

TENGSTEDT 5 Nel disastro più totale, è il meno peggio. E’ sfortunato, sullo 0-0, a stampare un bel destro sul palo. Ha poi un’altra buona occasione, a punteggio ampiamente compromesso, ma non la gestisce bene. Solo contro tutti, praticamente. Non basta, purtroppo.

SUSLOV 5 (dal 25° s.t.) Non pervenuto.

MOSQUERA 3 Non prende un pallone che sia uno, non aiuta la squadra, isola Tengstedt, va a due all’ora e non è nemmeno in grado di fare un minimo di pressing. Inoltre, è lui a perdersi De Vrij nell’azione che porterà al vantaggio dell’Inter. Per favore, pietà.

SARR 5 (dal 1° s.t.) Vedi Dani Silva.

ALL. ZANETTI 4 E’ assurdo, arrivati a questo punto del campionato, che si vada ancora avanti sperimentando. Si fa finta di non vedere il gigantesco elefante nel salotto. E’ palese che i difensori abbiano evidenti problemi tecnici e quindi perché continuare a cambiare modulo proprio là dietro. Perché tornare a tre dopo i disastri già visti in epoca recente? Basta, si scelga e si vada avanti in un modo, succeda quel che succeda. Poi, al di là dell’imbarcata, quello che preoccupa è stata la totale mancanza di reazione della squadra, senza leader, senza idee.

IL PAGELLONE DI FIORENTINA-VERONA

MONTIPO’ 6 E’ colpevole sul primo gol di Kean. L’attaccante può calciare solo lì e solo lì calcia, mettendola sotto le gambe del portiere gialloblù. Si riscatta nel secondo tempo con una bella parata su Colpani che tenta lo scavino, e con altri interventi che non rendono il divario ancora più ampio.

TCHATCHOUA 5.5 Mmmm, non mi ha convinto. Al rientro dopo il turno di squalifica deve riprendere le misure e gli costa più fatica del prvisto. Anche perché il duello con Sottil è tutt’altro che una passeggiata. Spesso fuori posizione, tenta di rimediare, non senza affanni. In avanti meglio, ma questo lo sappiamo. Serve equilibrio tra le due fasi.

MAGNANI 7 A dispetto di un risultato che non meriterebbe appello, gioca un’ottima partita, sempre sul pezzo, che si tratti di giocare di fioretto o di sciabola. Kean segna una tripletta, ma se analizziamo i gol, soprattutto il primo, non ha colpe. A me è piaciuto per la personalità, anche se serve randellare gli avbersarsi. Zanetti lo ha chiamato a rapporto una decina di giorni fa e lui sta rispondendo coi fatti, senza chiacchiere.

COPPOLA 5.5 Anche lui non gioca una brutta partita, per lunghi tratti è attento e non si lascia andare a fronzoli inutili. Bada al sodo e la mette soprattutto sul fisico. Nel gol del raddoppio della Fiorentina, però, non mi convince. Perché è vero che Kean si inventa un colpo da maestro, ma se un gol così lo prende un qualsiasi altro difensore di qualsiasi altra squadra, lo mettiamo dietro la lavagna, in punizione. E lui non è immune da colpe.

BRADARIC 5.5 Dodo e Colpani sono davvero due scomodi da marcare, soprattutto se non sei un giocatore di spiccate doti difensive. E infatti soffre le qualità tecniche dei giocatori viola. Ci prova a contrastarli ma con fortune alterne. Viceversa quando è nella metà campo dei padroni di casa si sente sicuramente più a suo agio. Ma deve davvero tanto cresce dietro.

DANILIUC s.v. (dall’81°)

DUDA 5.5 Nella prima parte di gara fa un eccellente lavoro di recupero di palloni. Ne porta a casa tantissimi ed è bravo a far subito ripartire l’azione. Bravo a strappare il pallone che poi Serdar metterà sotto il sette della porta di Terracciano. Ma nella ripresa ha un calo preoccupante, fisico ma anche di attenzione. Ha delle pause che non si possono giustificare e perde palloni in maniera davvero molto leggera, che non ti aspetti da un giocatore della sua esperienza.

SERDAR 7 Parte al piccolo trotto, faticando a trovare il passo. Ma di colpo si accende con un gol clamoroso, che toglie la classica ragnatela dal sette della porta di De Gea. Sale di ritmo e comincia a padroneggiare il centrocampo gialloblù con grande corsa e visione. Guida spesso e volentieri le ripartenze del Verona, spende tantissimo e nella ripresa ha un calo che ci sta. Se ne accorge Zanetti che lo richiama in panchina, sperando di rimettere la partita in pari.

KASTANOS 5 (dal 74°) Questa volta non entra come dovrebbe.

SUSLOV 5.5 Una partita da incompiuto. Altra cosa buone ad altre meno. Il problema è che è proprio quello che poteva essere che pesa di più sulla sua prestazione. Perché se l’impegno c’è, è la concretezza che manca. Quest’anno fatica a tornare al livello che ci aveva spesso fatto vedere lo scorso campionato.

BELAHYANE 5.5 (dal 65°) Paga pegno perché entra in campo quando Duda fa fatica anche a camminare e lui, da solo, non può certamente reggere il peso del centrocampo.

HARROUI 5 Sono deluso. Deluso perché non fa quello che dovrebbe, ossia essere la spalla di Tengstedt. E soprattutto non riesce mai a trovare la zolla giusta sulla quale giocare. Delude perché ha, secondo me, grande qualità, ma non si prende mai la briga di provare almeno a saltare l’uomo. Ha qualche sprazzo, qualche sussulto, ma così non inciderà mai. Deve farlo, invece, perché ha tutto per riuscirci.

LAZOVIC 6 – Ottima partenza per il capitano che fa un grandissimo lavoro soprattutto in fase difensiva. Attento su Dodo, che devi anche mettere che ti vada via qualche volta in velocità. Ma regge il passo. Quando gli riesce non rinuncia ad attaccare e in una delle sue discese verso l’area viola, con un tiro cross beffardo costringe De Gea a una parata per niente facile. Nella ripresa Dodo cresce e lui stringe in denti finché riesce. Poi la benzina finisce.

SARR 5 (dal 74°) Niente da fare.

TENGSTEDT 5 Zanetti lo vorrebbe più vicino alla porta, ma lui, ancora una volta, si intestardisce nel tentativo di manovrare l’attacco. Ne consegue che quando serve in area di rigore non si fa trovare, ma magari è quello che crossa. Ha solo un’occasione per fare male e quasi si inventa il gol. Ma non basta davvero per salvarlo questa volta.

MOSQUERA 5 (dal 65°) Vedi Sarr.

ALL. ZANETTI 5.5 Il Verona parte bene ma nonostante questo parte a handicap con un gol evitabilissimo. La squadra però non si scompone e a testa bassa si rimette in marcia. Trova il pari con una magia di Serdar. Ma quando va sotto ancora una volta ti aspetti una reazione che non arriva. Perché i suoi non riescono mai nemmeno a spaventarla la Fiorentina, che rimane in controllo. Questa volta nemmeno i cambi lo aiutano. Il risultato è sicuramente un po’ troppo pesante, ma il terzo gol della Viola conta fino a un certo punto, visto che arriva con il Verona che generosamente, nei minuti finali, tenta l’assalto per il pari.

IL PAGELLONE DI VERONA-ROMA

MONTIPO’ 7 Solo per la parata che fa nei minuti finali sul tiro bastardo di Dybala meriterebbe una statua. Ma è tutta la sua prestazione a far capire che forse, davvero, aveva bisogno di un turno di riposo per ritrovarsi. Lui è il titolare di questa squadra, lo ha dimostrato ancora una volta, alla faccia di tutti quelli che gli danno la colpa anche per il cambiamento climatico.

DANILIUC 6 Partita onesta, composta direi. Bada contenere su Zalewski, anche perché è difficile chiederli altro, ossia accompagnare la fase offensiva del Verona. Ma quello che deve fare lo fa bene, senza mai correre pericoli.

FARAONI s.v. (dal 42° s.t.)

MAGNANI 7 Meriterebbe mezzo voto in più, forse anche uno. Non solo per il gol fatto, bellissimo, ma per la grande attenzione che mette in campo per quasi tutta la partita. Quel quasi, unica sbavatura, costa il 2-2, alla fine, però, non decisivo. Gioca con grandissima classe, con una sicurezza che lui ha. E quando lo si bastona, magari anche più degli altri, è perché lui ha qualità per fare sempre meglio. Bentornato, Jack.

COPPOLA 7 Torna a giocare senza paura, petto in fuori, vada come vada. E va bene, eccome. Occhi sempre sul pallone, concentrazione massima, fa vedere un paio di chiusure clamorose

BRADARIC 7 Messo in croce soprattutto per i disastri visti contro Monza e Atalanta, si inventa una partita praticamente perfetta, con una voglia di andare oltre, di lasciare tutto sul campo, finora mai vista. Marca stretto, un vero cagnaccio e recupera tantissimi palloni, con grande forza. Spinge bene anche in avanti e a un certo punto va anche a cercare gloria personale, ma c’è un limite a tutto dai. Si scherza, ovviamente. Bravo a sto ragazzo, che si è fatto scivolare di dosso le critiche, rispondendo coi fatti.

DUDA 7 Anche a lui sono serviti i confronti nello spogliatoio, anche dure, con parole pesanti e, chissà, qualche muso contro muso. Sulla tensione nervosa, ma controllata, costruisce una diga insieme a Serdar, non rinunciando a creare gioco. Gestisce sempre bene, anche nei momenti di maggiore pressione romanista. Leggero calo nella ripresa, ma superati quei pochi minuti di crisi, torna a essere prezioso nel recupero. Va anche vicino al gol direttamente dal calcio d’angolo.

SERDAR 7.5 Eccolo, eccolo il giocatore che l’anno scorso si è preso sulle spalle non solo il centrocampo, ma tutto il Verona. L’infortunio sembra essere finalmente alle spalle e con minuti nelle gambe torna a ruggire. Una presenza in mezzo al campo clamorosa. E’ dappertutto e i centrocampisti della Roma hanno il loro bel da fare per superarlo. Ci riescono infatti ben poche volte. Dà tutto quello che e finisce con la lingua per terra. Tantissima roba.

DANI SILVA s.v. (dal 42° s.t.)

SUSLOV 6.5 Anche per lui partita di enorme sacrificio. Deve bilanciare con intelligenza la voglia di attaccare con la necessità di dare una mano in fase di copertura. E lo fa sempre con estrema lucidità. L’impressione è che anche le gambe comincino a carburare. Quando trova l’ispirazione dà sempre la sensazione di poter far male. Arriva alla fine della sua partita stanchissimo e Zanetti giustamente lo richiama in panchina.

LIVRAMENTO 7 (dal 32° s.t.) Il gol della vittoria è quasi tutto suo. Peccato per quel rosso nei minuti finali, forse eccessivamente severo.

KASTANOS 6 Zanetti lo piazza al fianco di Tengstedt con licenza, ovviamente, di abbassarsi alla ricerca del pallone. Corre, corre tantissimo, che manco Forrest Gump. Sempre nel vivo del gioco, gli manca però la zampata, l’idea geniale per l’attaccante danese. Ma mette muscoli, grinta e personalità, anche quando c’è da usare le maniere forti.

HARROUI 7 (dal 16° s.t.) Non entra bene, cincischia troppo col pallone tra i piedi. Ma segna il gol della vittoria. Vi pare poco?

LAZOVIC 6.5 Oh capitano, mio capitano! Nel momento di maggior difficoltà di questo Verona, schiacciato da sconfitte e prestazioni desolanti, risponde presente dall’inizio alla fine. Parte con grandissima forza, in entrambe le fasi. Spinge, ma è sempre bravo a sacrificarsi e, soprattutto, trasmette ai compagni la voglia di non mollare, anche quando ci sarebbe il rischio.

TENGSTEDT 7 Sfrutta una grave ingenuità di Zalewski che gli dà involontariamente l’assist per il gol del vantaggio gialloblù. Ha il ghiaccio nelle vene di fronte a Svilar. Va vicino anche alla doppietta con un bel tiro da fuori. Grandissimo lavoro, di manovra, aiutato dalla presenza di Kastanos al suo fianco. Leader indiscusso dell’attacco gialloblù.

MOSQUERA 6 (dal 16° s.t.) Si sbatte come può, non senza fatica. Ma è prezioso anche lui nell’azione del 3-2

ALL. ZANETTI 8 Dopo venti giorni da incubo, confronti, urla, tutto racchiuso nello spogliatoio, torna a dare un’anima a questa squadra. La conferenza stampa della vigilia è stupenda e anche lì nasce questa vittoria fondamentale. Del gruppo, delle idee e di una squadra che quando capirà veramente la sua forza potrà subire meno l’emotività. Magari anche quella del mister che si è rivelata una dote e non un limite. Azzecca tutto, cambi compresi. Questa è la vita mister.

IL PAGELLONE DI LECCE-VERONA

PERILLI 5 E’ la più grande sorpresa della formazione scelta da mister Zanetti, per la grande gioia di tutti quelli che volevano Montipò in panchina. Regala il calcio d’angolo che porterebbe al vantaggio del Lecce, ma il Var annulla. Sul gol che decide la partita mi pare un po’ addormentato e in generale non pare mai sicuro, soprattutto nelle uscite. Siamo sicuri che fosse giusto cambiare??? 

DANILIUC 5 Solitamente centrale, si ritrova a destra in una difesa a quattro. Nel momento in cui il Verona sembra poter controllare trova il coraggio di spingere, ma sempre con poca precisione. Anche dietro pare andare in difficoltà ogni qualvolta i leccesi accelerano. E, se avete visto la partita, sapete bene che il verbo “accelerano” è un equiparabile alla moviola.

MAGNANI s.v. (dall’84°)

COPPOLA 6 In marcatura su Krstovic non gioca sicuramente la partita della vita, ma concede poco e niente all’attaccante, che prova soprattutto da fuori. Si vede, in ogni caso, che gioca cn un peso sul cuore, evidente strascico del disastro visto a Bergamo. Ma la presenza al suo fianco di Ghilardi, suo compagno anche in Nazionale, lo tranquillizza quel tanto che basta.

GHILARDI 6 Anche per lui non era affatto facile, dopo l’imbarcata di Bergamo. Reagisce però sufficientemente, senza strafare, ma badando a fare le cose più semplici possibili. Attento nel gioco aereo, coi piedi non è proprio la cosa più bella da vedere, ma tutto sommato ci sta.

TCHATCHOUA 5 Zanetti gli cambia fascia e lo sposta a sinistra. Parte bene, pimpante e con determinazione, soprattutto quando deve attaccare. Fa valere la sua forza fisica e si trova spesso in posizione comoda per crossare. Insomma, non male. Rovina tutto facendosi cacciare per fallo da ultimo uomo su Dorgu. Perché è proprio lui a perdersi il giocatore del Lecce che parte dalla propria metà campo, con un’autostrada spalancata.

DUDA 5 Ma davvero questo è il leader del quale ha bisogno il Verona? Sulla carta sì, ma poi lo vedi in campo e non capisci. Corricchia, porta avanti il pallone a due allora e lo tiene sempre un secondo di troppo in più tra i piedi. Ma quando le cose non gli girano, solitamente ci mette almeno il temperamento. A Lecce nemmeno quello ci fa vedere. Male anche nei calci piazzati e non è possibile accettarlo da uno con le sue qualità tecniche.

BELAHYANE 5 Sicuramente meglio rispetto a Bergamo, più dentro la partita, più propositivo e anche più tonico, fisicamente. Dimostra di stare bene soprattutto quando è costretto a rincorrere gli avversari in fase difensiva, arrivando sempre prima degli avversari. Rovina tutto con un cartellino rosso per proteste che è figlio dei suoi vent’anni. Gli si tappa la vena e lascia la squadra in nove, quando già le speranze erano di fatto nulle.

SERDAR 4.5 Gioca nei tre dietro la punta, in posizione centrale. Idealmente dovrebbe essere il rifinitore ma rimane solo un’idea e nulla più. E’ in evidente ritardo di condizione e questo gli rende dannatamente difficile trovare il ritmo partita e, soprattutto, la miglior posizione in campo. Inoltre, cerca sempre la giocata più difficile, quella risolutiva, quando dovrebbe solo ed esclusivamente semplificare le cose.

LAMBOURDE 5 (dal 64°) Non pervenuto.

SUSLOV 5 + Vale lo stesso discorso fatto per Duda. Nonostante sia ancora giovane, è un leader morale di questa squadra. O almeno dovrebbe esserlo. Eppure anche lui da un po’ di tempo a questa parte si sta nascondendo. Perché? Non sta bene fisicamente? Non ha la testa a Verona? Si chiarisca le idee, perché il tempo è finito. Il suo solo merito della partita è l’unico tiro in porta dell’Hellas in 95 minuti. Comunque troppo poco.

DANI SILVA s.v. (dall’84°)

LAZOVIC 5 Un primo tempo non male, di buona sostanza e di idee chiare. Spinge tanto e si ritrova spesso col passo giusto per il cross in mezzo. Pecca un po’ in precisione, quando non sono gli avversari a chiuderlo con energia. Con l’espulsione di Tchatchoua è costretto a fare il terzino sinistro, e paga pegno perdendo sciaguratamente Dorgu nell’azione del vantaggio. Va bene la poca abitudine a quel ruolo, ma da uno con la sua esperienza non ti aspetti una svista del genere.

BRADARIC 5 (dal 64°) E’ entrato in campo?

TENGSTEDT 5 Per sua stessa ammissione gioca meglio quando ha una punta di riferimento con la quale dialogare. Zanetti, invece, preferisce schierarlo con due mezze punte a sostegno. E lui non è mai a suo agio. Si abbassa per andare incontro al pallone ma, inevitabilmente, si perde in area. Gioca pochi palloni, mai semplici e non riesce a lasciare il segno.

MOSQUERA 5.5 (dal 53°) Nessuna differenza rispetto a Tengstedt. Si fa notare solo per il 2-0 del Lecce salvato sulla linea di porta.

ALL. ZANETTI 5 Fa scelte importanti lasciando in panchina Montipò e Magnani e torna ancora una volta alla difesa a quattro. Il Verona non parte male, ma va al piccolo troppo, non sembra affamato, forse dominato dalla paura. Passano i minuti e le cose non migliorano. A complicare le cose l’espulsione di Tchatchoua. E però poi le sue scelte non convincono, con cambi poco logici, soprattutto Mosquera per Tengstedt, quando il Verona deve comunque provare di tutto per pareggiare. Non sta gestendo bene la situazione, pare poco lucido. Non vorrei che l’emotività della quale parlava Sogliano dopo Bergamo gli stia giocando contro.

IL PAGELLONE DI ATALANTA-VERONA

MONTIPO’ 5.5 Chissà il partito “No Montipò” come si sta sfregando le mani, dando la colpa di ogni gol al portiere gialloblù. Mi spiace deludervi ma le cose sono andate diversamente. Certo, uno che ne prende sei non può certo essere al riparo da critiche, ma fa in modo che il passivo sia ben peggiore. E giù con gli insulti…

MAGNANI 3 La fascia da capitano non poteva fare fine peggiore. Quello che deve essere leader della difesa è il primo che alza bandiera bianca e marca visita. Ciondola per il campo senza temperamento, senza orgoglio. Sul 5-0 scambia il campo del Gewiss Stadium per le piscine di via Galliano, si butta non una ma due volte, ma non c’è acqua. In compenso lui va a fondo, scherzato da Ederson che la mette in mezzo per il più facile dei gol di Lookman. Sul 6-1 si dimentica di marcare Retegui. Ma cosa volete che sia, è solo il capocannoniere del campionato.

COPPOLA 3 Una sciagura su tutti i fronti. Non vince un contrasto, non recupera un pallone, non anticipa un avversario che sia uno. Non voglio usare parole pesanti, ma nel quarto gol dell’Atalanta è sconcertante. Non è ammissibile che un giocatore di serie A affronti così certi contrasti. Totalmente in confusione, paga per tutta la difesa e Zanetti lo tiene nello spogliatoio dopo l’intervallo.

DANILIUC 5 (dal 46°) Sul 6-1 non mi pare un fulmine, in generale confuso anche lui.

GHILARDI 4.5 In enorme difficoltà anche il ragazzino col codino, che comunque alla fine è il meno peggio della difesa. Ma passa una serata davvero impegnativa, con Retegui che sbuca da ogni zolla del campo. Non ha ovviamente la malizia e l’esperienza, ma tiene comunque la testa alta. Non gli basta per evitarsi una serata da dimenticare. O forse da ricordare, per evitare di ripeterla.

TCHATCHOUA 4 Penso che si ricorderà a lungo di Lookman, che dalle sue parti fa quello che vuole, quando vuole. Non ha i mezzi per fermarlo. Non ci riesce con le buone, con le cattive nemmeno ci prova. Sbaglia praticamente ogni pallone gli capiti tra i piedi. Azzecca solo un cross, nella ripresa, che però i compagni non sfruttano come dovrebbero. Quando il livello dell’avversario sale, emergono tutti i suoi limiti tecnici e tattici.

BELAHYANE 5 + Pronti e via e si perde De Roon sul gol dell’1-0. Rimane su quell’errore e nel primo tempo guarda la partita quasi esclusivamente da spettatore privilegiato. Ogni tanto nella ripresa gli scatta l’orgoglio e si sente di provare la giocata, con risultati comunque non all’altezza di quello che ci ha fatto vedere finora. Certo, difficile pensare che sia una ragazzino di vent’anni a doversi prendere la squadra sulle spalle, ecco perché mi pare uno dei meno colpevoli.

SERDAR 4 Torna in campo dal primo minuto dopo mese e sarebbe una notizia della quale essere felici. Ma il giudizio del campo è impietoso. Viene travolto dallo tsunami Atalanta, da un centrocampo che non gli lascia scampo per forza fisica, tecnica e tattica. Non trova feeling con Belahyane e non si capisce chi debba fare cosa. Gira a vuoto, come un bullone spanato. Fisicamente resiste anche più di quello che mi sarei aspettato, ma esce dal campo con la lingua fuori.

SUSLOV 5 + (dal 67°) Non ci mette gran tecnica, ma un po’ di temperamento sì. Gioca per far capire che c’è un limite a tutto. Tira un paio di scarpate e ogni tanto si accende. Non abbastanza, ahimè

BRADARIC 3 Salvate il soldato Bradaric, talmente in difficoltà da fare tenerezza. Sembra sia stato presto stamattina dai dilettanti e mandato in campo per mancanza di alternative. Che è una mezza verità, perché effettivamente lì a sinistra di scelte Zanetti non ne ha tantissime. Non difende, non attacca. E’ il nulla. La marcatura su De Keteleare, nell’azione del gol, dovrebbe essere fatta vedere ai pulcini, per far capire loro come non affrontare un avversario.

LAZOVIC 5.5 (dal 46°) La sua presenza in campo è garanzia se non altro di attaccamento ai colori. Non basta, però, per risollevare una partita abbondantemente persa nel primo tempo. Nei cinque minuti in cui il Verona gioca un po’ di più rispetto all’Atalanta c’è lui tra i protagonisti. Ha una bella intuizione per Sarr, ma l’attaccante non coglie.

KASTANOS 4 Mi aspettavo che avesse lo stesso piglio che ha dimostrato finora entrando in campo a partita iniziata. Mi ha fregato, bellamente. Non ci capisce nulla, non ha forza e qualità per vincere contrasti e provare a ripartire. Vagabonda per il campo senza trovare la posizione. E’ uno di carattere, teoricamente. A Bergamo è parso più un gattino che un leone.

DANI SILVA 6 (dal 46°) Sembra non rendersi conto del fatto che la partita sia praticamente finita nel primo tempo. Gioca infatti con grande intensità e ce la mette tutta pur di dare una scossa. Prova anche a segnare, ma di là c’è Carnesecchi.

LIVRAMENTO 4 Altro fantasma, così come l’altra mezza punta, Kastanos. Gioca (?) una partita impalpabile, evanescente, di zero sostanza. Anche nel momento in cui l’Atalanta alza un pelo il piede dall’acceleratore non gli riesce mai di accendersi. Non becca palla, balla la rumba, altroché sesso e samba.

ALIDOU s.v. (dall’80°)

SARR 6.5 Un’oasi nel deserto, un bicchiere di acqua ghiacciata nel caldo di agosto. Prende un palo, che è solo il riscaldamento per un grandissimo gol, creato in un fazzoletto d’erba. Gran fisico, gran senso della posizione e, pare, buona tecnica. L’unica vera nota negativa è che esce azzoppato, speriamo solo per crampi.

ALL. ZANETTI 4 Alla vigilia della partita dice di voler dare continuità alla squadra. E invece ci sorprende, cambiando ancora una volta il modulo, scegliendo la difesa a tre, dopo averci fatto vedere più di una volta quella a quattro. E così bastano pochi minuti per prendere un’imbarcata, con i gialloblù che non hanno alcun punto di riferimento. L’Atalanta è fortissima, per carità, ma gioca contro il nulla ed è questa la cosa che preoccupa di più, la totale mancanza di reazione, di orgoglio. Ci sta perdere, così fa male. E deve cominciare a farsi due domande. Ventuno gol in nove partite non si possono vedere. Decida come far giocare la difesa e da lì non torni più indietro. Basta equivoci. Ora testa a Lecce.

IL PAGELLONE DI VERONA-MONZA

MONTIPO’ 5.5 Benché sui gol non abbia responsabilità, e mi fanno ridere quelli che lo insultano soprattutto per il primo segnato da Mota, non mi pare sicuro nelle piccole giocate. Il dialogo coi compagni di reparto è in stile “Non guardarmi, non ti sento”, e gli amanti del cinema capiranno.

TCHATCHOUA 5 Partenza sonnecchiante, con poca voglia di spingere, ma anche poca lucidità nel difendere. I brianzoli dalla sua parte entrano facile facile, senza grandi problemi. Prova ad aggiustare il tiro ma sembra sempre in affanno. Anche in avanti ci impiega un po’ ad accendersi. Lo fa una volta sì e altre cinque no. Insomma, se la squadra pare confusa lui non fa niente per distinguersi.

MAGNANI 5.5 Non so, non riesce a trovare continuità di prestazioni. Ma pare un po’ sbadato, pur non commettendo errori clamorosi. Di sicuro non aiuta Bradaric in occasione del secondo gol. C’è Ghilardi che gli copre le spalle e la cosa fa sorridere pensando che sia solo un ragazzino alla seconda da titolare in serie A.

GHILARDI 6 Perde un contrasto di testa con Djuric, ma è fatale per il raddoppio del Verona. Ma il duello non lo perde affatto, anzi, è il migliore della difesa gialloblù. E non si limita a difendere. Va infatti vicino alla rete con due bei colpi di testa da calcio d’angolo, ma Turati, in entrambe le occasioni, para in tuffo. Salva anche un gol praticamente fatto su Pablo Marì. Buona anche la seconda, seppur con tante cose ancora da imparare, com’è giusto che sia.

BRADARIC 4 Forte della buona prestazione contro il Venezia, si riprende la maglia da titolare, anche perché, comunque, con Frese fuori, le alternative scarseggiano. Vive una serata da incubo, a cominciare dalla marcatura soporifera su Mota che segna il gol del vantaggio e poi quello del raddoppio, col difensore del Verona che si fa fregare ancora una volta. Anche quando c’è da attaccare le idee sono parecchio confuse.

FARAONI 4 (dal 32° s.t.) In tempo per regalare il gol dello 0-3. Bianco ringrazia.

LAZOVIC 5 Il capitano parte sulla destra, suo ruolo storico. Eppure non trova mai le distanze giuste, non è mai in grado di creare la giocata in grado di svegliare la squadra da un torpore inspiegabile. Visti i risultati impietosi a destra, anche lui viene dirottato sulla fascia opposta, ma rimane tutto come prima, non all’altezza di una serata importante come questa.

LIVRAMENTO 5 (dal 24° s.t.) Passa inosservato.

DUDA 5 Andamento lento, che più lento non si può. Non ha il passo, le gambe sono pesanti e anche la testa non gira come dovrebbe. Tiene sempre troppo il pallone tra i piedi, rallentando sistematicamente l’azione del Verona. Probabilmente affaticato dall’impegno con la nazionale, non entra mai in partita. Si fa notare per l’ennesimo cartellino giallo che gli farà saltare la trasferta contro l’Atalanta.

SERDAR 6 (dal 16° s.t.) Ha un bella occasione per riaprire la partita, con un bel tiro da fuori, ma la fortuna non lo assiste. Meglio di Duda, di sicuro. E’ già una buona notizia riaverlo in campo, quindi la sufficienza la giustifico così.

BELAHYANE 5.5 Primo tempo di grande sofferenza ed è inevitabile che per un giovane di poca esperienza come lui l’impegno con la nazionale abbia pesato. Mettici anche che più passano le partite e più gli avversari gli prendono le misure. Nella ripresa un po’ meglio, sembra più determinato e ritrova la voglia di metterci sempre la gamba. Si prende comunque la responsabilità di far partire sempre l’azione da dietro.

SUSLOV 5 Come Duda, anche lui particolarmente non in giornata, stanco e nervoso. Vero che lui fa della tensione emotiva uno dei suoi punti di forza, ma questa volta la cosa è controproducente. Non trova mai lo spunto, non salta l’uomo, non accende la luce in questa serata buia. Zanetti prova a cambiargli fascia, ma i risultati restano gli stessi.

KASTANOS 6 (dal 16° s.t.) Entra in campo e scalda subito le mani a Turati con un bel sinistro da fuori. E’ bello dinamico e va a cercarsi il pallone ben al di là della propria zona di competenza. Non so se in questo momento si possa prescindere da uno come lui.

TENGSTEDT 5 C’è attesa per l’attaccante danese, ma le aspettative rimangono deluse. A parte una grande azione con tunnel su Pereira, botta a giro, e Turati che manda in angolo (ma l’arbitro non vede) si vede poco. Prova come sempre a venire a prendersi il pallone fuori dall’area, ma ne becca pochi. Sciupa poi un’occasione clamorosa, sbagliando il passaggio a Sarr, solo davanti a Turati. Sarebbe stato il momento giusto per rimettere le cose al loro posto.

MOSQUERA 5 Questa volta il tandem con Tengstedt fa cilecca. Prova a fare qualche sponda, tenta di dialogare con l’attaccante danese, ma il più delle volte sbaglia cose semplici. Gioca tanto spalle alla porta e di conseguenza non riesce mai a rendersi pericoloso. La sosta non gli ha fatto granché bene.

SARR 5 (dal 16°s.t.) Entra con la partita ancora in bilico, ma di lì a poco le cose precipitano e non riesce a dare una mano per riemergere da questo risultato pesantissimo.

ALL. ZANETTI 5.5 L’approccio alla partita è sbagliato, troppo compassato e il Verona non può permettersi di concedere da un punto di vista emotivo. Per carità, ancora una volta si perde per tre errori individuali. E però lui deve lavorare ancora più duro su una fase difensiva che si sta rivelando molto, ma molto complicata. In otto partite quindici gol presi sono decisamente troppi. La colpa non ricada solo sulla difesa, per carità, ma bisogna alzare la qualità. Era una grande occasione per prendere ancora un po’ di ossigeno, sprecata malamente. Serve a tornare coi piedi per terra, quindi.

IL PAGELLONE DI VERONA-VENEZIA

MONTIPO’ 6 Dopo due minuti un errore di valutazione, diciamo così, che rischia di costare caro. Non esce nel suo territorio di competenza, l’area piccola, e per Oristanio è fin troppo facile gelare il Bentegodi. Ma la sufficienza se la merita con quella parata d’istinto sull’occasione più pericolosa del Venezia, che in realtà è un rinvio svirgolato, e fortunato, di Magnani.

TCHATCHOUA 7 Ma quanto corre sto qua? Sembra lo Shinkansen Nozomi, il treno super veloce giapponese, senza stazioni di sosta. Ha una forza fisica mostruosa. La fascia destra la distrugge, con buona pace dei giardinieri del Bentegodi. I giocatori del Venezia non hanno mezzi per fermarlo e infatti non ci riescono. Ecco, se avesse anche i piedi di Cafù non giocherebbe nel Verona. Ma noi ce lo teniamo stretto sto trenino camerunese.

MAGNANI 7 Si riscatta con classe e qualità dallo scampolo di partita sciagurato di Como. Tempi e precisione nelle uscite perfetti, in gioco aereo non ha nessuno che riesce a stargli dietro. Oristanio riesce a segnare nell’unica occasione in cui non è lui, marcatore ufficiale, a controllarlo. Non gli bastasse sbagliare nulla dietro, va anche vicino al gol con un gran bel colpo di testa.

GHILARDI 7 Marca Pohjanpalo, idolo dei veneziani e uno che i gol li fa con una certa facilità. Eppure nessuno direbbe che questa sia la sua prima partita in serie A. Che tranquillità, che personalità, anche quando magari lascia scoperto il posto e torna subito a riprenderselo. Intesa impeccabile con Magnani. Bravo sto ragazzino, ma guai a montarsi la testa.

OKOU s.v. (dal 43° s.t.)

BRADARIC 6.5 Con Frese fermato dai soliti problemi al ginocchio, la scelta di mandarlo in campo è quasi obbligata. E lui ripaga alla grande la fiducia di mister Zanetti. Molto propositivo, gli piace attaccare, un po’ meno difendere. Ma anche nella metà campo di casa è attento. Piedi educati, visione di gioco, tanta corsa. Mi è piaciuto. Non il suo elastico reggi capelli, brutto forte. Si scherza dai.

LAZOVIC 6.5 Che primo tempo per il capitano, come quelli che ci facevano venire gli occhi a cuore non tanto tempo fa. Gli anni sulla carta d’identità non se li ricorda lui e ce li scordiamo anche noi, perché corre con la voglia di un ragazzino. Quando il Verona va sotto, non si spaventa e prende per mano i compagni, per una rimonta fondamentale. Cala nella ripresa, è stanco, ma non esce dalla partita, anzi, stringe i denti e la porta a casa. Peccato per quel gol sbagliato da solo davanti a Joronen.

DUDA 6.5 Non è al meglio della condizione, eppure tira fuori una partita tutta ordine e disciplina. Spreca davvero poco e quando lo fa è più per stanchezza che altro. Protegge Belahyane, che con lui in campo è molto più libero e meno costretto a fare gli straordinari. Primo tempo di livello, secondo in calo, per quello che dicevo prima. Ma prima di lasciare il campo, va anche vicino al gol con un bel destro da fuori.

DANI SILVA 6 (dal 33°s.t.) Lotta nel momento più delicato.

BELAHYANE 6.5 Ormai siamo abituati a partite stratosferiche di sto ragazzino, che appena fa mezzo passo indietro, ma neanche, sembra uno normale. Per niente, invece. Perché lo vedi davvero dappertutto, sempre dentro il vivo del gioco, sempre pronto a metterci la gamba, anche quando sembra arrivare un secondo dopo l’avversario. Duda lo protegge quando serve tirare qualche scarpata.

LIVRAMENTO 7 Partita di grande sacrificio, generosità da vendere. Ma non solo è il primo difensore, è anche quello che appena può si infiamma e infiamma squadra e anche pubblico. Una bella occasione con un tiro a giro che non gira abbastanza. Ma il suo lo porta a casa, eccome, facendo ammattire il marcatore di turno, con sgommate, derapate e qualche colpo di super boost.

SARR s.v. (dal 33° s.t.)

TENGSTEDT 7.5 Una furia, letteralmente una furia. E’ il primo a non accettare il vantaggio del Venezia e si vede palesemente. Va a prendersi ogni pallone possibile, persino i falli laterali. E’ lui a far partire l’azione del pareggio, che è proprio lui a segnare, imbeccato al bacio da Mosquera. Ha fiuto e senso della posizione, un attaccante forte, fortissimo, che sta entrando sempre di più nei meccanismi della squadra. E che non ha la puzza sotto il naso, ma anzi accetta di sporcarsi la maglia aiutando la squadra anche quando deve difendere. Super.

COPPOLA s.v. (dal 43° s.t.)

MOSQUERA 6.5 Bellissimo primo tempo per l’attaccante colombiano, a livello di prestazione forse il migliore da quando veste gialloblù. Se i piedi non sono propriamente montati nel verso giusto, il cuore è al suo posto, così come coraggio e voglia di andare oltre. Lotta come un leone, anche se non sembra protegge il pallone come dovrebbe. Ma i suoi movimenti preoccupano la difesa lagunare che qualche rischio di troppo lo corro. Super l’assist per il gol di Tengstedt. Cala nella ripresa, logicamente.

KASTANOS 7 (dal 19°s.t.) Eh vabbè, segna il gol della vittoria, con l’aiuto di Joronen. Basta e avanza.

ALL. ZANETTI 7 Cambia tanto e butta nella mischia il giovane Ghilardi. Se la gioca col 4-4-2 e la squadra sembra beneficiarne. I suoi hanno una reazione strepitosa dopo il vantaggio a freddo del Venezia e questo vuol dire che il gruppo è compatto e sa cosa fare. L’unico rimprovero, non certo a lui, è che si va al riposo ancora sull’1-1. Il Verona infatti crea, ma fatica a segnare. Poi i cambi giusti, al momento giusto gli danno ancora una volta ragione. Va alla sosta con 9 punti che fanno respirare. Il respiro lo trattiene solo nella speranza che le nazionali non gli restituiscano ancora giocatori azzoppati.

IL PAGELLONE DI COMO-VERONA

MONTIPO’ 7.5 Assoluto superstar della partita. Se nel primo tempo il Verona va sotto solo di un gol il merito è tutto suo. Subito attento sul tiro da lontano di Alberto Moreno. Poi un autentico miracolo sul colpo di testa ravvicinato di Paz e altra grande parata, ancora una volta su Moreno. Il duello con Paz si replica ancora su un colpo di testa del talento lariano, che un po’ la spreca, ma lui c’è. Prenderebbe anche il vantaggio di Cutrone, se solo Coppola non la deviasse di quel poco per metterlo fuori tempo. Nella ripresa meno impegnato, ma quando serve lui c’è. Mezzo voto in meno per l’errore sul tiro da lontano di Mazzitelli che spalanca la strada al 3-1 del Como.

TCHATCHOUA 5 + In senso assoluto, finché c’è da attaccare il suo lo fa, onestamente. Ma quando il Verona è chiamato a un primo tempo come contro quello col Como, mette in mostra tutte le sue lacune. Soffre a fare il difensore puro, gli avversari ci prendono gusto a puntarlo e spesso hanno ragione loro. La sensazione è che sia sempre in affanno. Un po’ meglio quando può spingere nella metà campo avversaria.

DANILIUC 5.5 Fisicamente non male, e anche quando ha il pallone non spaventa nelle scelte. Però l’atteggiamento nei momenti chiave fa la differenza. Troppo mollo in marcatura in occasione del primo gol. Non puoi dare un metro all’avversario, soprattutto quando hai davanti gente di qualità come i giocatori del Como. I padroni di casa riescono a entrare in area troppo facilmente e, ovviamente, la colpa va condivisa soprattutto con Coppola.

LAMBOURDE 6.5 (dall’88°) Gli basta poco il gol che riaccende solo per pochi istanti la speranza del Verona. E che gol.

COPPOLA 5.5  A parte la sfortuna di deviare il tiro di Cutrone, che diventa il primo gol del Como, sembra sempre un po’ incerto. Nessun errore gravissimo, per carità, ma non è sereno e si vede. Un po’ troppo passivo, lascia troppo spazio agli avversari che entrano facile facile in area.

FRESE 5.5 In condizioni non eccellenti, per Zanetti rimane il vero ago della bilancia, quello che gli fa decidere se difendere a tre o a qua

DANI SILVA 5 Eccessivamente frenetico nella gestione della palla. Sbaglia tante ripartenze che dovevano essere sviluppate con più intelligenza tattica e più calma. Mentre il suo compagno di reparto ragione col pallone tra i piedi, lui non vede l’ora di sbarazzarsene, con risultati pessimi. Travolto dal centrocampo supersonico del Como.

DUDA 6 (dal 46°) Va vicino al gol con una bella punizione che sorprende la barriera del Como, ma non Audero che respinge a terra

BELAHYANE 7 Ormai sembra scontato che questo ragazzino sia sempre il migliore in campo. Ma ci dimentichiamo che ha solo vent’anni. Non perde mai la testa, gestisce il pressing avversario con una lucidità da senatore. E quando deve gestire il pallone non si fa mai prendere dal panico. Piuttosto che darla al primo che passa, magari posizionato male, lo tiene e lo porta fuori dalle acque più agitate. Personalità pazzesca, anche quando, col sangue al naso, non vuole abbandonare la squadra. Pazzesco.

SUSLOV 6 Vederlo in campo è una notizia che scalda il cuore, ma si vede che non ha il brio dei giorni migliori. Cosa più che logica, visto l’infortunio appena smaltito. Nonostante non sia scintillante, c’è e lotta. E a un primo tempo di sofferenza fa seguire un inizio di ripresa più brillante. Quando sembra finalmente in partita al 100%, ci pensa l’arbitro a spezzargli le gambe, inventandosi il secondo cartellino giallo che lo fa imbestialire.

KASTANOS 5 Non riesce a trovare la posizione e i suoi 45 minuti di partita sono come un bullone che gira a vuoto. Per uno che ha qualità tecniche come le sue è addirittura snervante perché non trova il modo per inventarsi qualcosa di diverso. Va detto che grande merito va agli avversari che riescono sempre a tagliarlo fuori. Stanco, rimane negli spogliatoi dopo l’intervallo.

MOSQUERA 6 (dal 46°) I movimenti del colombiano creano le giuste difficoltà alla difesa del Como. Anche lui si guadagna la pagnotta con generosità. Anche troppa, a volte, visto il cartellino che si fa dare per il fallo su Audero, evitabile.

LAZOVIC 6.5 Vince il ballottaggio con Livramento e a conti fatti, se non altro dall’inizio, la scelta è giusta. Soffre come tutta la squadra nella prima parte di gara, ma non molla. Quando il Verona torna in campo nel secondo tempo, si libera mentalmente e dalla sua parte i gialloblù spingono. Si procura il calcio di rigore, che arriva per il pestone di Sergi Roberto. Freddo a trasformarlo, c’è sempre lui, pochi minuti dopo nell’azione che potrebbe dare il vantaggio gialloblù: tenta il tiro al volo, ma gli va male.

LIVRAMENTO 5.5 (dal 76°) Non riesce a dare la scossa che ci vuole. Ma l’impresa, sotto di un uomo, era ardua.

TENGSTEDT 6 In un primo tempo di enorme sofferenza per il Verona, lui è davvero uno dei pochi che si danna l’anima per alleggerire la pressione dei padroni di casa. Inoltre, nell’unica occasione potenziale del Verona (poi vanificata da un fuorigioco di pochi centimetri) segna. Nella ripresa quando i gialloblù cominciano a manovrare, lui diventa prezioso. La scelta sciagurata di Giua, che caccia Suslov inspiegabilmente, gli rovina la partita visto che Zanetti è costretto a richiamarlo in panchina.

MAGNANI 4 (dal 66°) Nemmeno il tempo di accorgersi di essere in campo e Cutrone lo lascia sul posto con una fiammata, con una facilità impressionante, e segna il secondo gol del Como.

ALL. ZANETTI 6 Anche stavolta, cosa possiamo dire al mister? Nel primo tempo il Verona soffre, e potrebbe crollare. Ma non lo fa e limita il passivo. Vero, forse un po’ troppo passivo, ma dimentichiamo anche che davanti ci sono gli avversari e il Como della prima parte è impressionate. Poi con due mosse, Duda e Mosquera, riaccende la partita. E quando i suoi sembrano sul punto addirittura di passare in vantaggio, ci pensa l’arbitro a scombinare i piani. Poi, sugli errori individuali, cosa può fare? C’è poco altro da aggiungere…