SILVESTRI 6 Un primo tempo nel quale rischia clamorosamente di addormentarsi. Zaza e Belotti sembrano spaesati come due cinesi per la prima volta a Roma. Nella ripresa le cose cambiano un pochino e il Toro cerca di scuotersi. Sul gol di Zaza, onestamente, non può fare nulla.
RRAHMANI 7 Fa sparire Belotti per lunghi tratti della partita. Non c’è contrasto che perda, palla a terra o aereo. Domina la sua zona di campo con grande facilità e aiuta le ripartenze del Verona. Prezioso, come sempre, anche il suo contributo in fase offensiva ma, purtroppo per lui, il primo gol stagionale proprio non ne vuole sapere di arrivare.
GUNTER 5.5 Succede un po’ quello che è successo sabato scorso contro l’Atalanta. In quell’occasione aveva rovinato tutto con una papera clamorosa, tentando di far ripartire l’azione del Verona. Contro il Toro tiene a bada Zaza e Belotti per tutto il primo tempo, ma nella ripresa, alla prima vera occasione dei granata, latita e perde Zaza, che pareggia. Un’unica disattenzione che macchia una prestazione, fin lì, impeccabile.
EMPEREUR 6.5 Il post lockdown ha trasformato il brasiliano, spesso elogiato da mister Juric ed evidentemente condizionato in positivo dalla stima del tecnico. Anche contro il Toro non un errore e un duello tutto sommato vinto con Zaza, che pur segna. Sarà anche un gregario, ma un gregario di qualità, sul quale il Verona potrà ancora fare affidamento.
FARAONI 6.5 Produce il solito grande lavoro, attento dietro e propositivo in fase offensiva. Qualche cross pregevole che non sortisce, però, gli effetti desiderati. E’ un ingranaggio perfetto per il gioco di Juric, al quale il Verona non deve rinunciare. E’ uno di quelli da blindare, per mettere a tacere interessi di mercato vari ed eventuali.
PESSINA 6.5 Dove lo metti, sta. Juric lo piazza di fianco a Veloso per tappare il buco lasciato da Amrabat, squalificato. Pensate che per lui possa aver fatto differenza cambiare ruolo? Ovviamente no. Solite qualità e intelligenza tattica, impreziosite dal suo marchio di fabbrica: non sprecare un pallone che sia uno.
VELOSO “Orfano” di Amrabat, con Pessina forma però una coppia centrale di centrocampo di enorme qualità. Per lui vale lo stesso discorso fatto per il talento di proprietà dell’Atalanta: gestisce la manovra gialloblù con la solita visione illuminante. E corre, corre come un matto. Una risposta a chi, in questa fase finale, lo aveva piazzata sul carrello dei bolliti.
LAZOVIC 6+ Qualche azione delle sue, su tutte quella sgroppata sulla sinistra, con assist da manuale per Verre, che si divora un’occasione clamorosa. Certo, non sembra più essere travolgente, ma potrebbe davvero esserlo ancora dopo la stagione che ha fatto? Dopo tutto quello che ha dato a questo Verona? Umano che stia un po’ rifiatando.
DIMARCO (dal 33′ s.t.) s.v.
VERRE 5.5 Ah Valè, quei gol lì bisogna farli, mannaggia. Si divora un rigore in movimento, forse per mancanza di convinzione. Quella convinzione che potrebbe fargli fare il salto di qualità che ancora manca. Perché ha i colpi, ha i numeri per diventare importante per questa squadra. A volte sembra essere indolente, ma voglio credere che sia solo un’impressione.
EYSSERIC (dal 5′ s.t.) 6 Si fa notare per un paio di cross super, formando un bel tandem con Faraoni.
BORINI 7 Il migliore in campo. Quando ha gamba e sta bene fisicamente conferma di poter fare la differenza. I difensori del Toro faticano a stargli dietro. Non ci riescono con le buone, ci pensa Nkoulou con le cattive, rifilandogli una gomitata che gli costa rigore e giallo (ma era da rosso). Va sul dischetto e senza batter ciglio manda pallone da una parte e Sirigu dall’altra.
STEPINSKI (dal 33′ s.t.) s.v.
SALCEDO 6 Sullo slancio dell’ottima prestazione contro l’Atalanta, Juric lo mette dentro dal primo minuto. Tante buone intenzioni che rimangono, però, idee a metà. Dovrebbe essere il terminale d’attacco, ma a lui piace muoversi liberamente. E questo atteggiamento non ha pagato dividendi come avrebbe sperato.
ZACCAGNI (dal 19′ s.t.) 6 Porta un po’ di aria frizzante in attacco.
ALL. JURIC 6.5 I suoi ragazzi trovano motivazioni in una partita che non avrebbe nel rinnovo triennale del tecnico di Spalato. Un primo tempo dominato, con il Torino quasi incapace di superare la linea di centrocampo. Nella ripresa si avvicina al colpo del ko, ma i granata, pur passeggiando, si risollevano e nel primo pallone toccato da Zaza trovano il pareggio. Veloso e compagni provano ancora a vincerla, fino alla fine, rendendo omaggio al dna del loro allenatore.