Un allenatore propenso al duro lavoro che “tra 10 anni ci vanteremo di avere avuto qui” (parola di Mirabelli). Una rosa ampia e di qualità, con coppie, nei vari ruoli, in cui la scelta dell’uno o dell’altro interprete nell’undici titolare è spesso dettata da piccoli, ma evidentemente significativi, dettagli. Sono decisamente granitiche le certezze che sta regalando il Padova di queste prime otto giornate, culminate ieri con la vittoria nel derby contro la corazzata Vicenza. Al fianco di quelle che possiamo considerare “stelle” indiscusse della squadra, però, stanno contemporaneamente emergendo nuovi attori che, partendo da dietro le quinte, si sono ritagliati strada facendo uno spazio sempre più importante e imprescindibile. E non può che andare a loro la “coccola” più grande all’indomani dell’impresa compiuta con la squadra di Vecchi.
In difesa, di fianco alla certezza Delli Carri ad esempio, ecco Perrotta di cui, nella passata stagione, si è sentito parlare solo per l’assist di Trieste che ha propiziato la rovesciata di Liguori e per il gol nella finale di Coppa Italia poi vinta dal Catania. Perrotta è diventato titolare nel Padova di Andreoletti e, col Vicenza, ha sfoderato la sua prestazione più eroica mettendo la testa (fasciata, a causa dello scontro con Morra) su ogni cross e ogni palla alta messa in area di rigore dai berici.
A centrocampo sicuramente l’attore primario è Lorenzo Crisetig: per qualità, per esperienza, per palmares (per lui l’esperienza a Padova è la prima in serie C dopo 82 presenze in A e 178 in B). Ma al suo fianco brilla come non mai in questo momento la stella di Pietro Fusi, il mediano tutto magnesio che sta imparando anche a tirare fuori il fosforo, il centrocampista ruvido che, domenica dopo domenica, sta smussando i lati più duri e impulsivi (e la diminuzione dei cartellini gialli rimediati sta lì a dimostrarlo) pur non smettendo di recuperare preziosissimi palloni con cui poi fa ripartire la manovra offensiva dei compagni.
In attacco Spagnoli e Bortolussi sono entrambi prim’attori, ma mentre Mattia si è subito fregiato della bellezza (e importanza) dei due gol segnati contro Caldiero e Arzignano in appena 66 minuti entrando dalla panchina, Spagnoli è andato in difficoltà in zona gol realizzando finora un’unica rete, su rigore, dopo tante occasioni mancate. Questo non deve però essere un cruccio per lui: contro il Vicenza il suo apporto in termini di spazi creati per i compagni, di sportellate e di palloni conquistati a discapito di Leverbe lo hanno fatto entrare di diritto nella lista dei migliori in campo.
Chiude la lista, ma con il numero uno sulla schiena, Fortin: quest’estate la società si è assunta una responsabilità non da poco quando ha deciso di rinunciare a Donnarumma (che del Padova era anche il capitano): puntare sul giovane prodotto del settore giovanile biancoscudato e lasciarsi alle spalle l’esperienza (e, diciamolo pure, l’attaccamento alla maglia e alla città di Antonio) poteva sembrare azzardato. In realtà invece il giovane Mattia, sta dimostrando tra i pali una sicurezza incredibile. Non solo si è guadagnato la prima vetrina importante, impedendo al Trento all’Euganeo di portarsi in vantaggio all’esordio del campionato, ma ha messo i guantoni anche in altri successi, ultimo ma non ultimo proprio quello nel derby, sbarrando la strada al Vicenza sia sullo 0-0 che dopo l’1-0 di Liguori. Già, Liguori: il protagonista del derby è stato proprio lui, con l’ennesimo sigillo bello e prezioso della sua carriera. Ma anche su di lui non c’è mai stato il dubbio che non fosse una delle stelle di questo Padova.