IL CAPPELLAIO MATTO

In attesa del Topic ho ricevuto una garbata e-mail che pubblico.

“Caro Gazzini, non ha l’impressione curiosa – e abbastanza comica – che ci sia un leader politico molto ambizioso, cosa normale in politica, che continua a mettere il proprio cappello su ogni sedia, leggasi iniziativa del Governo, quasi a voler far intendere che c’è un Presidente del Cosiglio, ovvio, ma fa sempre quello che gli suggerisce lui. Ora uno può avere una libera opinione sul Presidente Draghi – la mia è buona in assoluto e ottima in confronto comparato con tutti i predecessori – ma vederlo come l’Alice di Lewis Carroll, sospesa tra ragione e fantasia, sfiora il ridicolo dove in realtà è immerso il Cappellaio Matto”.

Cordiali saluti.

lo disse ea…

… tutto scritto in minuscolo per non essere comparato con altre vere “odissee” delle quali bisogna avere profondissimo rispetto, e non so nemmeno se trasformero il titolo in un Topic.

Era la terza volta che scrivevo il titolo e poi lo cancellavo, questa volta ho deciso di lasciarlo lì, attaccato, in sospeso, come un post-it .

Se qualcuno volesse farsi un’idea di cosa avevo in mente e, lo ripeto, probabilmente non svilupperò, dovrà avere un’età superiore ai 60/65 anni, aver avuto per qualche decennio un medico di base di assoluta fiducia, a conoscenza di grandi o piccoli problemi affrontati, e doverne cercare uno ex-novo con i metodi correnti, non sapendo se ne siete a conoscenza.

Basta, mi fermo qui, dopo essere stato come una pallina di flipper forse ho bisogno d’una pausa fino a “soluzione” (??) del problema.

 

P.s.

Se trovi un medico di base, non userò aggettivi qualificativi per rispetto a priori, la “soluzione” è solo l’INIZIO.

Pp.ss.

Uno che la sa lunga (quasi) come me, che ha affrontato anni fa lo stesso problema, mi ha detto: “… poi alla fine di tutto ti occorre una botta di culo…”.

 

SEGUO EH!

– Ma cosa segui se non ci sono nuovi commenti?

– Seguo ciò che non si vede…

– A mo’, adesso siamo alla filosofia da un tanto al kilo?

– Ma no, il fatto è che non mi ci vedo scrivere in questo momento…

– Però stai scrivendo?

– Si tratta di una sorta di momentaneo “C.E.V.” (Certificato di Esistenza in Vita)

– Perchè, pensi che freghi a qualcuno?

– Non è questo, ma se “te ne vai” senza che lo si sappia, agli appuntamenti che mancherai, alle lettere cui non risponderai ti daranno del maleducato…

 

PERIMETRI

Giovanni Brusca, l’innominabile autore di immondi reati, è stato liberato per fine carcerazione comminata.

Calcolare il perimetro dell’indignazione e quello dell’ipocrisia.

Per il perimetro dell’indignazione dobbiamo ricorrere semplicemente alla formula elaborata dalla Casalinga di Voghera: “Marria Verrrgine dove andremo a finire!”.

Calcolare quello dell’ipocrisia è quasi impossibile perchè vi sono alcuni aspiranti al Nobel della materia in gara fra di loro.

Ci provi chi vuole ad incrociare questi enunciati teoretici:

Letta: “… è un pugno allo stomaco…” (sì ho capito, ma poi il match com’è finito?! Tu K.O. immagino);

Salvini: “Brusca spregevole, resti in galera…” (nota: per mia ignoranza non ho mai capito se finge o realmente ignora le leggi di questo stato);

Meloni: “… è una vergogna per l’Italia intera, 25 anni sono pochi…” (idem come sopra);

5stelle: “… vergogna senza pari…” (chissà, ci fosse stato ancora l’ex Ministro Bonafede, forse si incatenava a Brusca per impedirla, hai visto mai);

Gli uomini politici che si sono pronunciati siedono in Parlamento (tranne Letta, per ora), hanno i loro uomini in Commissione Giustizia fin dall’approvazione della Legge voluta fortemente (e giustamente) da Giovanni Falcone.

Domanda: CHI avrebbe la facoltà per apportare “eventualissime modifiche” alla Legge sui collaboratori di giustizia?

A) La Casalinga di Voghera  []

B) Loro  []

n.b.: barrare la casella per la risposta

VOLUMI

Non sono in grado di dare giudizi di merito sulla prescrizione del presidente regionale della Sardegna sull’obbligo che ogni luogo al chiuso, recettivo di clientela, garantisca 20 metri cubi d’aria a persona.

Lette alcune reazioni dei gestori, dei quali appare comprensibile il nervosismo per quanto accaduto nell ultimo anno, mi chiedo, e vi chiedo, se è un’operazione così complicata quella di calcolare il volume di una o più sale.

Se la memoria non mi tradisce, ed è cosa possibilissima, si trattava di un esercizio “non complicato” che veniva proposto nelle prime classi dell’istituto da me frequentato, usando figure geometriche anche complesse.

La definizione di “non complicato” risulta dal fatto che ci riuscivo pure io, studente non proprio modello, almeno nei primi anni.

REMONDINA CAMBIA!

Era l’urlo, talora esasperato, che i tifosi del Verona-Hellas gridavano al povero allenatore, un galantuomo, una una dozzina d’anni fa.

Quindi cambio.

Non si tratta d’un vero Topic, solo una semplice constatazione “liberatoria”.

Credo si tratti d’una cosa capitata a tutti gli appasionati di cinema.

Negli ultimi 10/15 anni mi sono sentito rivolgere da conoscenti e qualche amico la domanda: “… ma hai vsto IL MIGLIO VERDE?!…”.

La risposta invariabile era NO seguita da un coro di “nonsaicosatiperdi”.

Non era arroganza, avevo visto il “trailer” di presentazione, dove di solito si esibiscono  furbescamente le parti più attraenti del film, e mi era bastato per evitarlo.

Fino a ieri sera.

Lo considero un film su cui si potrebbe “infierire” a colpo sicuro, mi limito solo a definirlo di PLASTICA, molto dicutibile per ciò che dice, come lo dice e per ciò che omette.

In una parola?

Brutto.

P.s.

Se la si butta sul “sui gusti non si discute” saremmo ancora storicamente FERMI a non si sa dove.

Si possono non gradire alcuni “generi” (thriller, fantascienza, western, horror…), ma all’interno del medesimo “genere” si può, anzi, si deve DISPUTARE.

Eccome.

POVERE DONNE NON CONICHE

“Eau de parfum per donne ICONICHE…”.

E’ lo slogan di una celebre casa d’abbigliamento e accessori vari del “luxury” (che non significa lussuria, la quale, se gestita un tantino non mi crea angoscia- n.d.G.).

Ora il termine “iconico” nelle sue accezioni più specifiche non è particolarmente difficile da capire.

Oggi, nel linguaggio giornalistico e corrente ha assunto significati di “immagine rappresentativa quasi assoluta”.

E moh, quali e quante Donne ardiranno a sentirsi tali.