Se quello che il Padova ha portato a casa col Sudtirol domenica scorsa non ho avuto dubbi a considerarlo un pareggio prezioso, importante perché arrivato in rimonta dunque con tutti i crismi della squadra matura, di personalità, del gruppo che non molla mai, oggi sono altrettanto sicura che lo 0-0 contro il Cesena non lo sia affatto.
Uscendo dallo stadio ho incrociato una persona che mi ha detto: “Abbiamo compromesso tutto, vero?”. No, non abbiamo compromesso nulla, per fortuna. Non è il caso di essere più pessimisti del dovuto. Però di sicuro abbiamo buttato due punti che a questo punto della stagione ci avrebbero permesso di arrivare allo scontro diretto col Perugia della prossima domenica con un po’ più di sicurezza e un po’ meno brividi lungo la schiena.
Certo il Cesena ad un certo punto poteva pure vincerla, solo Zecca e Favale non si fossero divorati l’impossibile (come Curcio e Chiricò nei primissimi minuti del primo tempo) ed in effetti questo è l’unico aspetto che alla fine fa apprezzare il pari messo in saccoccia, ma una squadra come il Padova queste partite le deve vincere. Punto e stop. Le occasioni nitide vanno segnate quando si riesce a procurarsele. Non è possibile doversene creare cinque per realizzarne una. O due per non segnarne neanche una. La classifica dice che siamo ancora primi, ma il distacco dalle inseguitrici si sta assottigliando. Non è il momento di allentare la presa e non è il momento di fare regali. A nessuno. Le dirette concorrenti non perdonano. Sono lì ad aspettare ogni mezzo passo falso per guadagnare terreno. I biancoscudati devono essere più forti e cinici. Se no ci sarà chi, con più forza e cinismo, alla fine, tenterà di farci la festa.

