Il Padova ha cominciato a preparare i playoff.
Impossibile lasciarsi del tutto alle spalle quello che è successo nell’infausto finale di campionato, quando il Padova credeva ormai di avere in mano la promozione diretta e invece si è fatto raggiungere all’ultimo dal Perugia. Impossibile perché non si è trattato solo di un traguardo che era saldamente in mano dei biancoscudati ed è venuto a mancare all’ultima curva, ma anche di un momento tormentato per mille motivi: la batosta di Matelica con rigore contro ed espulsione di Rossettini generosi, lo scandaloso gol di mano a Trieste, la bruttissima figura di Modena, la fatica nel trovare la via del gol nelle ultime giornate, l’infortunio di Ronaldo, il giocatore che più è capace di fornire alternative di gioco. Il tutto mentre il Perugia non solo vinceva sul campo ma, fuori dal campo, si permetteva di emettere giudizi sulla Sambenedettese che stava fallendo e “minava” la regolarità del campionato, sui rigori dati al Padova al 95’, su presunti torti arbitrali subiti. Da Santopadre a Caserta, passando per Comotto, non ce n’è stato uno che abbia tenuto a freno al lingua quando era ora di dare contro a qualcosa che era successo a Padova o che vedeva coinvolto il Padova.
Ha ragione Sean Sogliano. E’ incredibile come gli altri, in questo finale di stagione, si siano permessi di guardare in casa nostra e di parlare di noi. E’ pazzesco che, il giorno dopo il gol di mano di Gomez a Trieste, sia stata la Triestina a emettere un duro comunicato dicendo al Padova che la doveva smettere di attaccare la società alabardata (Padova che, peraltro, ancora non aveva emesso un fiato in proposito e che ha deciso di fare una conferenza stampa con il direttore sportivo solo dopo aver subìto quel comunicato).
Ha però ragione Sean Sogliano adesso a voler tirare una riga e guardare avanti. Attenzione: senza dimenticare però. Senza far finta di niente. Tenendo bene a mente quello che è successo per far sì che d’ora in avanti la reazione sia diversa, costruttiva.
Il Padova si è trovato in queste ore davanti a un bivio e ha scelto di voler passare sopra a tutto quello che è stato con il rullo compressore di una rabbia che deve però trasformarsi in prestazione. “Quando mangi m… e ne mangi tanta poi, quando scendi in campo hai voglia di mangiare il pallone”. Frase forte quella pronunciata dal diesse ma che rende perfettamente l’idea di quello che deve succedere dentro ogni giocatore e dentro l’allenatore.
Già, l’allenatore. Sogliano non ha fatto mistero di aver pensato anche alla soluzione drastica. “Quando a 79 punti non vinci il campionato hai due possibilità per darti una scossa: o cambi la guida tecnica o dici all’allenatore che deve ripartire come se quello fosse il suo primo giorno di lavoro. Abbiamo scelto la seconda opzione”.
Bene. Ora tocca a Mandorlini sfoderare la spada e tirare fuori la grinta che ha sempre avuto e che è stata sua fedele compagna di viaggio in tante imprese compiute in passato, da giocatore e da allenatore. E tocca anche ai suoi ragazzi ripartire, ricominciare. Tocca a Ronaldo che è recuperato, tocca a Della Latta miglior marcatore fino a questo momento, tocca a Dini ma anche a Vannucchi, tocca a Rossettini ma anche ad Andelkovic. Tocca a Nicastro ma anche a Paponi che deve ancora riuscire a segnare e potrà approfittare di questi playoff per tornare finalmente protagonista.
I playoff sono lì che aspettano il Padova. Tocca al Padova andarseli a prendere. Di rabbia, di convinzione, di prestazione.

