Finalmente. Finalmente il Verona ha dato un calcio al suo passato recente e finalmente si è tolto di dosso la pesante eredità del dopo Juric. E’ successo, doveva succedere, dopo una “prigionia” che per troppo tempo ha tenuto in ostaggio tutta la società.
Sia ben chiaro: non ci stiamo rimangiando tutto ciò che di buono abbiamo detto di Juric. L’allenatore croato resta un fenomeno che ha cambiato la storia del Verona e che avrebbe potuto cambiarla ancora di più se fosse rimasto qui. Il problema è che un allenatore del genere segna così tanto l’ambiente e il modo di lavorare che quando se ne va, lascia inevitabilmente un vuoto. Vuoto che il Verona l’anno scorso, dopo aver ciccato Di Francesco rigettato dalla squadra proprio perchè abituata al gioco e ai modi di Ivan, è stato colmato da Tudor, guarda caso suggerito proprio dal tecnico di Spalato.
Uscito Tudor dopo la rivoluzione estiva, Setti ha commesso lo stesso errore che commise con Di Francesco: ha preso Cioffi e gli ha chiesto di fare Juric. In questo caso l’errore è stato doppio e triplo. Perchè accanto a questo equivoco ci sono stati anche gli incredibili errori commessi sul mercato dove purtroppo un brav’uomo come Marroccu ha dimostrato la sua totale inadeguatezza come direttore sportivo.
Così, altra giravolta: prendiamo Bocchetti che costa poco, che ha fatto il vice di Tudor, che ha giocato sotto Juric. Un altro pateracchio. Bocchetti, pur bravissimo, giovane ed inesperto ne ha combinate di tutti i colori cercando di scimmiottare maestro Juric. L’arrivo di Zaffaroni e soprattutto di Sogliano pareva aver creato una “mediazione”, ma ancora non sufficiente a liberarsi di quel fantasma. E’ servita l’ultima crisi e forse un aut aut a Bocchetti per provocare il taglio definitivo dal cordone ombelicale.
Stasera con il Bologna il Verona ha fatto una partita intelligente, attenta, di attesa. Ha giocato con il 4-4-2 dando un senso a Verdi che non poteva fare il trequartista alla Juric, dando una logica ad una squadra che la logica aveva perso ancora in estate. Evviva dunque. Festeggiamo perchè non solo il Verona ha vinto e per un giorno ha ripreso lo Spezia. Ma perchè finalmente è nato un nuovo Verona. In cui tutti, ma veramente tutti ora possono dare il loro contributo. E che forse a fine stagione ricorderemo come la squadra che ha conquistato una miracolosa salvezza. Destinata nel suo piccolo, anch’essa, al grande Libro di Storia gialloblù.