Al fischio finale di FeralpiSalò-Padova ho fatto fatica a trovare le parole giuste per commentare e comprendere la sconfitta per 3-1 rimediata sulle rive del lago di Garda. Mi sono sentita come un pugile suonato, incapace di riprendermi dai tre “pugni” sferrati con decisione dalla squadra di Pavanel ai biancoscudati.
Son sincera: di pancia la prima cosa che mi è venuta in mente (e che ho detto in diretta tv) è stato che la modalità del k.o. di Salò è stata molto simile a quella che ha portato due settimane fa alla sconfitta di Perugia. In entrambe le situazioni infatti, una volta sotto, siamo stati incapaci di mettere in campo una reazione degna di tal nome. Con la differenza però che a Salò in vantaggio ci siamo andati noi, facendoci riprendere subito dopo e superare qualche minuto più tardi.
Ad illuminarmi (più delle dichiarazioni dell’allenatore che ho visto in grossa difficoltà) le parole pronunciate da Simone Della Latta, anche oggi, come sempre, straordinario e non solo per il quinto gol in campionato. L’analisi che ha fatto della sconfitta e del Padova in generale è stata impeccabile. Da ascoltare e riascoltare più volte per capire da dove riprendere in mano il filo del discorso per non perderlo più.
Della Latta ha detto chiaro e tondo che “qualcosa manca” a questa squadra. E che, alla luce della battuta d’arresto di oggi, “Perugia non è stata solo un episodio” perché “è evidente che qualche lacuna c’è”. Ha poi aggiunto che il Padova in questo momento “non è in grado di ammazzare il campionato” e che invece dovrà “soffrire insieme ad altre realtà per giocarsela fino in fondo” perché in questo momento non è ancora riuscito a “spiccare il volo”.
Il suo pensiero è sembrato perfino troppo duro nei confronti di sè stesso e dei compagni. Nemmeno sull’oggettiva sfortuna legata al palo di Saber (che poteva valere il 2-2 e quindi risollevare almeno in parte le sorti del match) Della Latta è riuscito ad ammorbidirsi affermando che “se un episodio non ti viene a favore è perché ti manca qualcosa”.
Credo che, nonostante l’eccessiva intransigenza, Simone abbia ragione. Questa squadra sta mostrando purtroppo di avere qualche punto critico importante e la prima mancanza sta proprio in una personalità che dovrebbe essere elemento assodato di una rosa che ha certe qualità e una grande esperienza e che invece in alcune situazioni fa fatica ad emergere. Non può essere che a Perugia, dopo aver preso un solo gol, si crolli e se ne prendano altri due con tanto di rigore plateale provocato. Non può succedere che a Salò, con le braccia ancora alzate per la gioia del vantaggio, si permetta all’avversario di andare a pareggiare nemmeno un giro di lancette dopo. Provocando poi anche in questo caso un rigore in una situazione francamente evitabile (per quanto l’intervento di Andelkovic sembri sul pallone).
La qualità della rosa quest’anno non è in discussione, in tutti i reparti. Il Padova è in grado di ammazzarlo davvero il campionato. Tre sconfitte sono già tante per una realtà che vuole arrivare davanti a tutte le altre ed è stata costruita per questo obiettivo. All’allenatore il compito di fare in modo che la personalità di questo gruppo diventi una costante e che lo stesso gruppo torni ad esprimersi come sa fare. Anche contro il Perugia, la Feralpi e tutte le altre dirette concorrenti che verranno.

