14
dic 2014
AUTORE Mario Poli
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ZUCCA BARUCCA E IL CARNEVALE IN ANTICIPO

La Tezenis fa il suo dovere vincendo a Codogno senza complicarsi troppo la vita. Questo campionato “Gold” sembra destinato a riservare ancora molte sorprese, come dimostra il faticosissimo successo di Brescia su Agrigento dopo un supplementare.
Non è invece una sorpresa l’epilogo della farsa di Forlì. I romagnoli sono scesi in campo con i giovani, perdendo in casa 34-119 contro Trieste. Siamo ormai ai titoli di coda e nei prossimi giorni dovrebbe calare definitivamente il sipario su una squadra che non doveva essere messa nelle condizioni di giocare, falsando il campionato (fortunatamente prima della fine dell’andata) e facendo fare un’altra figura barbina al movimento di vertice del basket.
Un Carnevale anticipato, ma c’è poco da ridere, tra contratti su carta straccia, fantomatiche azioni in Lussemburgo, giocatori alloggiati in albergo in attesa degli appartamenti e poi cacciati perché la società non pagava e ufficiali giudiziari che sequestrano l’incasso (però nell’ultima partita ingresso gratis!).
Mi duole essere stato un facile profeta: basta leggere il blog del 2 ottobre. Forse qualche giocatore sarà stato abituato a farsi pagare l’ingaggio con strani giri all’estero, ma è più che legittimo chiedersi perché un personaggio navigato come Alberto Bucci si sia imbarcato in questa avventura improbabile, mettendoci la faccia e sputtanandosi. E la Federazione? Ah, giusto…è la stessa che due anni fa accettò l’iscrizione di Napoli, cancellata dopo due giornate, giusto il tempo di far spendere alla Tezenis i soldi per la trasferta, poi laggiù non ci andò più nessuno.
Ogni volta si spera che sia l’ultima con i proclami dei “baracca” di turno, ma temo che non sarà così. Honni soit qui mal y pende…

08
dic 2014
AUTORE Mario Poli
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LA VOLPE E L’UVA

“Nondum sunt maturi, nolo acerbos sumere”. Manco a dirlo, c’è già chi ha scomodato Fedro e la favoletta della volpe e l’uva per replicare a chi ha commentato le due sconfitte di fila della Tezenis sostenendo “meglio adesso che nei playoff”. Bella forza! Meglio essere ricchi che poveri. Magari meglio anche belli piuttosto che brutti. La fiera delle banalità ogni tanto si spreca in certe circostanze. Premesso che non si poteva pretendere che i giganti gialloblù facessero 30/30 in regular season, il primo ko al Palaolimpia contro una Jesi che ha dimostrato di non meritare affatto il penultimo posto in classifica deve per forza invitare a riflettere e a lavorare ancora più sodo in allenamento.

Paradossalmente il migliore in campo è stato proprio Darryl Monroe, che aveva saltato le ultime tre partite per infortunio. E questa volta non si può accampare la sua assenza per il gap pagato a rimbalzo. Tuttavia quello che conta è arrivare in palla ai playoff, tosti e duri. I detrattori di Ramagli si possono consolare con la prima difesa a zona dopo due anni e mezzo, peraltro senza effetti positivi.

Nota a margine. Le partite diventeranno 28: la farsa di Forlì sta arrivando all’epilogo. Ieri l’ineffabile Boccio si è presentato al Palafiera per arraffare l’incasso e ha trovato l’ufficiale giudiziario. Ma è la stessa persona che straparlava di Eurolega e voleva sfidare Milano? Il basket è uno sport per persone serie, i “patacca” lasciamoli ad altri.

05
dic 2014
AUTORE Mario Poli
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A PROPOSITO DI HENRY

Ogni volta che pensiamo alle stagioni più esaltanti della Verona dei canestri – Coppa Italia a parte – ci vengono in mente Henry Williams e Mike Iuzzolino. I voli con schiacciata e le triple in ascensione di Hi Fly, lo spettacolare reverse ed i canestri da distanza siderale del Paisà.
Adesso tutti torniamo a tifare per “Il Predicatore”. Il 44enne Henry Williams ha rischiato di morire: da cinque anni è in dialisi ed è in attesa del trapianto di rene.
Una malattia renale scoperta alla Novant Health University e dopo aver superato la fase più critica (dialisi ogni giorno per otto ore), l’ex stella della Verona dei canestri, vincitore di uno scudetto, una Saporta Cup e una Supercoppa Italiana con Treviso, poi a Roma, di nuovo in Scaligera in Eurolega e infine a Napoli (promozione in A1, manco a dirlo…) adesso si è comprato una macchina per sottoporsi a dialisi a casa con la possibilità di continuare a muoversi e a svolgere la sua attività di pastore predicatore per la chiesa battista.
Intanto il suo college, UNCC, lo ha ingaggiato come ‘Director of player developement’ dei 49ers e tutta Charlotte fa il tifo per lui. Verona si unisce al tifo e alle preghiere.

10
nov 2014
AUTORE Mario Poli
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I CENTIMETRI CONTANO? DIPENDE DOVE…

“I centimetri non sono importanti, anche se qualcuno può pensare che contano”. Parola di una nota supertifosa della Tezenis, di cui non rivelerò il nome nemmeno sotto tortura.
Doppi sensi a parte, la Verona dei canestri veleggia, anzi, troneggia in testa al campionato, passando da un dominio all’altro. Con buona pace degli amanti della critica preventiva, che in estate lamentavano la carenza di centimetri della squadra di Ramagli, spingendosi a confrontare l’altezza di Monroe nelle varie versioni di Wikipedia e arrivando a invocare l’ingaggio nientepopodimenoche di Cusin, al tempo ancora free agent.
Il campo è come il tempo: di solito è galantuomo. Magari arriveranno momenti più difficili, ma è certo che un asse play-centro come De Nicolao-Monroe non ce l’ha nessuno, oltre ad un giocatore di qualità superiore per la Gold come Ndoja. Insomma una squadra di equilibrio e sostanza. Poi saranno i dettagli a fare la differenza.
La striscia di sette vittorie consecutive ricorda i bei tempi andati, però resto sempre dell’idea che è inutile fare i nostalgici. Teniamoci stretti i vecchi trionfi (c’è chi non li ha…), ma guardiamo avanti. La Tezenis del Ramagli-3 non è solo difesa e regala anche una buona dose di basket-spettacolo. L’entusiasmo è giustificato, lo dimostra il numero crescente di tifosi in trasferta, e sarebbe il caso che il Palaolimpia fosse ancora più pieno.

13
ott 2014
AUTORE Mario Poli
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GUARDARE E IMPARARE

L’eccesso di sicurezza induce a commettere errori e l’umiltà aiuta a crescere e a migliorare ognuno di noi. La sicumera con la quale noi baskettari spesso guardiamo dall’alto al basso il mondo del volley può portare brutte sorprese. Mente la Tezenis vinceva la seconda partita di fila con 23 punti di scarto travolgendo pacificamente Barcellona nonostante le bizze di Monroe (al quale sarebbe opportuno fare un corso intensivo sui deliri di certi fischietti in A2 Gold), piazza dei Signori accoglieva tanta gente per il gala di presentazione della Calzedonia Volley. Stessa famiglia di sponsor, ma una cornice completamente diversa: per la pallavolo Ilaria D’Amico come madrina, il cantante Giò Di Tonno e le supermodelle dell’intimo di casa, per il basket la solita presentazione in mezzo a mutande e canottiere con una giornalista paracadutata da Sky.
In Scaligera non se n’abbiano a male, ma volley batte basket 3-0, sebbene l’ufficio stampa sia super. E tutti i discorsi sulla superiorità del basket e sulla tradizione lasciano il tempo che trovano; l’esempio al contrario di Trento dovrebbe insegnarci qualcosa. Così come il clamoroso (ancorché un tantino esagerato) ritorno d’immagine generato dal Mondiale di volley femminile. Sotto rete organizzano eventi a nastro, la Federbasket rinuncia perché non ci sono soldi. Ormai i canestri guadagnano spazio sui media solo per le sparate del Poz, manco fosse l’unico coach. Aggiungiamo le mille burocrazie e complicazioni portate da Fiba e Fip e il quadro è completo.
La Fipav ha bloccato le retrocessioni, il basket naviga a vista. Un bambino italiano che ha avuto la sventura di nascere all’estero, per giocare deve aspettare l’ok dalla Federazione del paese dov’è nato. E’ la Fiba, bellezza: la stessa che provò a fare la guerra all’Eurolega. Abbiamo visto com’è andata a finire…meno male che anche il basket ogni tanto s’inventa qualcosa di buono.

02
ott 2014
AUTORE Mario Poli
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BUON VIAGGIO TEZENIS

Il nuovo campionato di A2 Gold non sarà zoppo, nel senso che non ci sarà la diciassettesima squadra, come sembrava dopo l’”apertura” del Consiglio Federale al ricorso di Matera, che poi è stato respinto dalla Commissione Giudicante.
E’ meglio stendere il più classico dei veli pietosi sulla vicenda di Forlì, con la fidejussione farlocca e i mancati adempimenti secondo il regolamento. Del resto nemmeno Latina sembrava avere tutte le carte in regola. Sulla proprietà del club romagnolo e soprattutto sulla sua gestione hanno insinuato di tutto e di più, non voglio sprecare altro spazio, possiamo solo aspettare e vedere come andrà a finire.
Non è la prima volta che personaggio borderline scendono in campo con programmi roboanti, mi permetto solo di far notare la comica posizione della signora Bragaglio, che da presidente Lnp ha dato l’assenso a Forlì per un versamento non consono secondo le regole, salvo poi sottoscrivere come presidente di Brescia un documento che censurava questa decisione, quindi firmando contro se stessa….
Del resto mi risulta che ad una recente riunione di Lega il presidente di Latina dopo avere sentito gli sproloqui di Alberto Bucci (uomo-immagine di Forlì) abbia chiesto alla stessa Bragaglio: “Scusi, ma qui quanti presidenti ci sono?”. Risposta di Graziella Bragaglio: “Io e lei”. La controreplica è suonata più o meno così: “E allora cosa stiamo a parlare? Io e lei ci mettiamo i soldi, gli altri invece li prendono”.
Questo è il nostro mondo, fatto di tanta gente appassionata, che ama lo sport più bello, ma che ai vertici è gestito male, troppo spesso da dilettanti allo sbaraglio. La pallavolo, purtroppo, pur essendo un movimento infinitamente più piccolo, ci ha offerto qualche esempio che andrebbe copiato, ma che invece viene ignorato o sottovalutato, soprattutto per presunzione.
Detto questo buon viaggio alla Tezenis del Ramagli-3, molti l’hanno indicata in cima al ranking dell’A2 Gold. Quest’anno la Verona dei canestri non può sbagliare.

31
ago 2014
AUTORE Mario Poli
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L’ORA DEL RAMAGLI 3

Alessandro Ramagli e la sua pallacanestro potranno piacere e non piacere, essere lodati o criticati fa parte della vita quotidiana di un allenatore. Ma il coach della Tezenis ha sicuramente un pregio: non legge i blog e non passa il tempo a navigare sui social forum per leggere i commenti dei tifosi. Anche perché se lo facesse e leggesse certe cose s’incazzerebbe di brutto; Ramagli lo ha ammesso con onestà e conoscendolo non c’è motivo di dubitarne.
Così in queste ultime settimane il Reverendo (come sono soliti definirlo un po’ di tifosi armati di ironia…) si è risparmiato le speranze degli appassionati attorno alla nuova Tezenis, ma anche qualche giudizio un po’ troppo ‘tranchant’, del tipo: “Monroe ha giocato in una delle ultime squadre della classifica in Spagna”, “La squadra è piccola, per vincere il campionato ci vuole un centrone”, “Serve un altro lungo esperto, meglio rinunciare ad un under”.
A parte la folle illusione che Verona possa solo pensare  di inseguire un giocatore come Cusin (che tra l’altro sembra avere pretese altrettanto folli), Ramagli vuole otto giocatori da poter far ruotare, più due giovani. Punto.
E i suddetti (ossia gli under), chi ha quelli bravi se li tiene, oppure finiscono in serie A. Quanto al quintetto è pacifico che il coach della Tezenis si affiderà a De Nicolao, Umeh, Boscagin, Ndoja e Monroe, con Gandini che partirà dalla panchina. Poi ci sarà sempre la possibilità di modificare e ruotare, mentre nel roster resta a disposizione il posto per il passaportato e nel budget il d.s. Petronio è riuscito a fare una piccola “musina”. Non si sa mai…

11
ago 2014
AUTORE Mario Poli
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PRESUNTI GIOVANI

- Tifoso numero 1: “Aspetto a giudicare la squadra quando il roster sarà completo”.
- Tifoso numero 2: “Se ci fosse un vero progetto si cercherebbe di valorizzare i nostri giovani per creare un buon settore giovanile”.
- Tifoso numero 3: “Beh dai, è arrivato Mazzantini dal Don Bosco Livorno, Ramagli lo conosce bene”.
- Tifoso numero 4: “Speriamo che non faccia la fine del primo De Nicolao e di Grande”.
- Tifoso numero 5: “Leonardo Toté top scorer con l’Italia ai mondiali Under 17″.
- Tifoso numero 6: “Leonardo Toté è tesserato per la Reyer. A titolo definitivo, e alla Scaligera era in prestito dal Carlo Steeb”.
- Tifoso numero 7: “Anche Edo Bertocchi è in Nazionale”.
- Tifoso numero 8: “A parte che Bertocchi era della Cestistica, ma adesso è andato a Trento”.
Domanda: Ci siamo persi qualcosa…già non abbondiamo di talenti, ma quanti altri prospetti veronesi ci lasceremo soffiare sotto il naso?

P.S. Sulle ambizioni di Forlì e sui proclami del nuovo proprietario (con relativa avvenente compagna-presidente) preferisco stendere il più classico dei veli pietosi…sentir parlare di quotazione in Borsa nelle blue chip, quando servirebbe una capitalizzazione da un miliardo di euro, non fa neanche ridere. Soprattutto se la sparata arriva da uno che ha una procedura di fallimento sulla testa. Beato chi ci crede.

02
ago 2014
AUTORE Mario Poli
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L’UVA DI VARESE E QUELLA DI DENIK

C’è chi si fa ridere dietro e chi invece fa sganasciare l’Italia baskettara, compresi tanti tifosi varesini. Chi si fa ridere dietro sarebbe Andrea De Nicolao, grande colpo di mercato della Tezenis; almeno secondo un giornalista della “Provincia di Varese”, che ha accusato De Nicolao di essere più ricco ma di farsi ridere dietro per essere sceso in Lega Gold dopo aver dichiarato di volere un posto da titolare e di voler giocare di più.
Appunto. E cosa c’è da ridere? L’idolo di Denik era Pozzecco e adesso lui se n’è andato proprio quando poteva averlo come coach? Chapeau al nuovo regista della Tezenis, che per giocare a Verona ha rinunciato ad un contratto garantito in serie A (quindi con tutti i vantaggi del professionismo), per scendere al piano inferiore con un contratto da dilettante.
Insomma dare aria ai denti (come soleva dire un mio vecchio allenatore) resta lo sport prediletto da molti. La dura critica a Di Nicolao tra l’altro arriva in un momento in cui Varese sembrerebbe la location giusta per un remake de “La grande fuga”, pur con il recente approdo dell’Ispettore.
Piuttosto sembra come la storiella – sempre attuale – del grande Fedro: “Nondum natura est, nolo acerbam sumere”. Sei andato via? Sei un palancaio e vali poco.
Per una scelta fatta forse dopo mancati accordi con club di serie A, ma che fa onore al 23enne padovano che ricordo fare il fenomeno (magari un po’ troppo…) contro San Bonifacio in C2 quando era un ragazzino e giocava in doppio tesseramento con la Benetton e la Pro Pace, allenato dal compianto zio Pigi De Nicolao.
Se De Nicolao ha scelto Verona e la Lega Gold evidentemente significa che ha sposato il progetto della Scaligera, uno dei pochi in tempi ancora di grande incertezza, su tutte l’ammissione di Capo d’Orlando alla serie A con la Com.Te.C. che ha preso per buone le autocertificazioni sui pagamenti pregressi dovuti ai giocatori del club siciliano. Chi vivrà vedrà, ne riparleremo dopo Natale.
Intanto l’ingaggio di De Nicolao (il fratello buono, per dirla con un pizzico di malizia) sostiene le ambizioni della Tezenis e comincia a zittire chi mugugnava già per le sole conferme del trio italiano e l’arrivo di Ndoja.
Una Combo-guard e un’ala forte in grado di giocare centro saranno la nuova coppia americana, poi ne vedremo delle belle. Adesso la palla passa a Ramagli.

18
lug 2014
AUTORE Mario Poli
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CAPO DROGANDO

Tutto come previsto. Il Consiglio Federale della Fip dunque ha stabilito che l’Orlandina è la sedicesima squadra nella prossima serie A e prima ad avere diritto ad assere ammessa dalla Legadue Gold: potrà iscriversi al massimo campionato se in regola con i parametri Com.Te.C.
Vediamoli, allora, questi parametri che nei giorni scorsi i dirigenti siciliani hanno sbandierato di essere pronti a rispettare: 250mila euro di versamento per l’ingresso in serie A, una tassa d’iscrizione superiore di poche migliaia di euro a quella della Lega Gold e una fidejussione da 350mila euro che, ovviamente, costerà al massimo un paio di decine di migliaia di euro di commissioni bancarie.
Tutto qua. Ovvio e scontato che l’Upea potrà dimostrare alla Com.Te.C. di avere i documenti in regola per essere ammessa alla serie A. Resta da vedere se il budget consentirà a Capo d’Orlando di rispettare tutti gli impegni finanziari e le scadenze economiche per l’intera stagione o se invece a gennaio la benzina sarà già finita.
In buona sostanza è duro da scacciare il sospetto che il campionato possa essere “drogato”, come è stato falsato quello passato, con Montegranaro che ha rischiato di salvarsi a spese di Pesaro che invece aveva fatto la squadra con i soldi a disposizione. Aggiungiamo la barzelletta dei 4 punti di penalizzazione che la Sutor sconterà in C regionale (sempre se la farà), o magari in…Promozione!
Fin qui quello che dicono le carte federali e, soprattutto, il buon senso. Con buona pace dei vaniloqui sul web e delle speranze erroneamente alimentate nei tifosi. Poi magari tra qualche giorno ne riparleremo, pronti a far festa: per quanto possa essere accolta con tripudio una promozione a tavolino. Intanto benvenuto a Ndoja, prima vera novità dopo tre conferme scontate alla Scaligera. Dalla finestra guardo l’amato Adriatico e brindo alla Tezenis che verrà con un bicchiere di Passerina Doc. Arrivederci in agosto.