11
ago 2014
AUTORE Mario Poli
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PRESUNTI GIOVANI

- Tifoso numero 1: “Aspetto a giudicare la squadra quando il roster sarà completo”.
- Tifoso numero 2: “Se ci fosse un vero progetto si cercherebbe di valorizzare i nostri giovani per creare un buon settore giovanile”.
- Tifoso numero 3: “Beh dai, è arrivato Mazzantini dal Don Bosco Livorno, Ramagli lo conosce bene”.
- Tifoso numero 4: “Speriamo che non faccia la fine del primo De Nicolao e di Grande”.
- Tifoso numero 5: “Leonardo Toté top scorer con l’Italia ai mondiali Under 17″.
- Tifoso numero 6: “Leonardo Toté è tesserato per la Reyer. A titolo definitivo, e alla Scaligera era in prestito dal Carlo Steeb”.
- Tifoso numero 7: “Anche Edo Bertocchi è in Nazionale”.
- Tifoso numero 8: “A parte che Bertocchi era della Cestistica, ma adesso è andato a Trento”.
Domanda: Ci siamo persi qualcosa…già non abbondiamo di talenti, ma quanti altri prospetti veronesi ci lasceremo soffiare sotto il naso?

P.S. Sulle ambizioni di Forlì e sui proclami del nuovo proprietario (con relativa avvenente compagna-presidente) preferisco stendere il più classico dei veli pietosi…sentir parlare di quotazione in Borsa nelle blue chip, quando servirebbe una capitalizzazione da un miliardo di euro, non fa neanche ridere. Soprattutto se la sparata arriva da uno che ha una procedura di fallimento sulla testa. Beato chi ci crede.

02
ago 2014
AUTORE Mario Poli
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L’UVA DI VARESE E QUELLA DI DENIK

C’è chi si fa ridere dietro e chi invece fa sganasciare l’Italia baskettara, compresi tanti tifosi varesini. Chi si fa ridere dietro sarebbe Andrea De Nicolao, grande colpo di mercato della Tezenis; almeno secondo un giornalista della “Provincia di Varese”, che ha accusato De Nicolao di essere più ricco ma di farsi ridere dietro per essere sceso in Lega Gold dopo aver dichiarato di volere un posto da titolare e di voler giocare di più.
Appunto. E cosa c’è da ridere? L’idolo di Denik era Pozzecco e adesso lui se n’è andato proprio quando poteva averlo come coach? Chapeau al nuovo regista della Tezenis, che per giocare a Verona ha rinunciato ad un contratto garantito in serie A (quindi con tutti i vantaggi del professionismo), per scendere al piano inferiore con un contratto da dilettante.
Insomma dare aria ai denti (come soleva dire un mio vecchio allenatore) resta lo sport prediletto da molti. La dura critica a Di Nicolao tra l’altro arriva in un momento in cui Varese sembrerebbe la location giusta per un remake de “La grande fuga”, pur con il recente approdo dell’Ispettore.
Piuttosto sembra come la storiella – sempre attuale – del grande Fedro: “Nondum natura est, nolo acerbam sumere”. Sei andato via? Sei un palancaio e vali poco.
Per una scelta fatta forse dopo mancati accordi con club di serie A, ma che fa onore al 23enne padovano che ricordo fare il fenomeno (magari un po’ troppo…) contro San Bonifacio in C2 quando era un ragazzino e giocava in doppio tesseramento con la Benetton e la Pro Pace, allenato dal compianto zio Pigi De Nicolao.
Se De Nicolao ha scelto Verona e la Lega Gold evidentemente significa che ha sposato il progetto della Scaligera, uno dei pochi in tempi ancora di grande incertezza, su tutte l’ammissione di Capo d’Orlando alla serie A con la Com.Te.C. che ha preso per buone le autocertificazioni sui pagamenti pregressi dovuti ai giocatori del club siciliano. Chi vivrà vedrà, ne riparleremo dopo Natale.
Intanto l’ingaggio di De Nicolao (il fratello buono, per dirla con un pizzico di malizia) sostiene le ambizioni della Tezenis e comincia a zittire chi mugugnava già per le sole conferme del trio italiano e l’arrivo di Ndoja.
Una Combo-guard e un’ala forte in grado di giocare centro saranno la nuova coppia americana, poi ne vedremo delle belle. Adesso la palla passa a Ramagli.

18
lug 2014
AUTORE Mario Poli
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CAPO DROGANDO

Tutto come previsto. Il Consiglio Federale della Fip dunque ha stabilito che l’Orlandina è la sedicesima squadra nella prossima serie A e prima ad avere diritto ad assere ammessa dalla Legadue Gold: potrà iscriversi al massimo campionato se in regola con i parametri Com.Te.C.
Vediamoli, allora, questi parametri che nei giorni scorsi i dirigenti siciliani hanno sbandierato di essere pronti a rispettare: 250mila euro di versamento per l’ingresso in serie A, una tassa d’iscrizione superiore di poche migliaia di euro a quella della Lega Gold e una fidejussione da 350mila euro che, ovviamente, costerà al massimo un paio di decine di migliaia di euro di commissioni bancarie.
Tutto qua. Ovvio e scontato che l’Upea potrà dimostrare alla Com.Te.C. di avere i documenti in regola per essere ammessa alla serie A. Resta da vedere se il budget consentirà a Capo d’Orlando di rispettare tutti gli impegni finanziari e le scadenze economiche per l’intera stagione o se invece a gennaio la benzina sarà già finita.
In buona sostanza è duro da scacciare il sospetto che il campionato possa essere “drogato”, come è stato falsato quello passato, con Montegranaro che ha rischiato di salvarsi a spese di Pesaro che invece aveva fatto la squadra con i soldi a disposizione. Aggiungiamo la barzelletta dei 4 punti di penalizzazione che la Sutor sconterà in C regionale (sempre se la farà), o magari in…Promozione!
Fin qui quello che dicono le carte federali e, soprattutto, il buon senso. Con buona pace dei vaniloqui sul web e delle speranze erroneamente alimentate nei tifosi. Poi magari tra qualche giorno ne riparleremo, pronti a far festa: per quanto possa essere accolta con tripudio una promozione a tavolino. Intanto benvenuto a Ndoja, prima vera novità dopo tre conferme scontate alla Scaligera. Dalla finestra guardo l’amato Adriatico e brindo alla Tezenis che verrà con un bicchiere di Passerina Doc. Arrivederci in agosto.

04
lug 2014
AUTORE Mario Poli
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NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI

Le ambizioni di serie A della Verona dei canestri sono affidate al Consiglio Federale. E non è chiaro se essere allegri o preoccupati. In passato ci fu la massima severità, cancellando la blasonatossima Virtus Bologna per il lodo Becirovic, ma negli anni a seguire quanche cantonata l’hanno presa pure in via Vitorchiano, le più recenti sono la farsa-Napoli l’altro anno in Legadue e la sgangherata di Montegranaro all’ultima serie A, quando ai più era noto che nella capitale delle scarpe avevano sì e no i soldi per due mesi di campionato.
Adesso i marchigiani ci riprovano e tra una settimana mi divertirò a leggere in spiaggia sul “Corriere Adriatico” il countdown verso il Consiglio Federale che il 18 luglio dovrà decidere la squadra ammessa in serie A al posto di Siena.
Capo d’Orlando – davanti a Verona nel ranking – si dice pronta, se poi non ha la copertura finanziaria è un particolare di secondaria importanza in un movimento che negli ultimi due anni ha perso più di 50 squadre nei campionati nazionali e che cerca di nascondere la crisi dietro al ritorno di Treviso in Lega Silver (attraverso i diritti della derelitta Corato) e alle richieste di qualche società più economicamente attrezzata di essere ammessa al campionato superiore. Se tra queste c’è anche Montegranaro c’è poco da cantar vittoria, soprattutto se – attendo conferme – si arriverà addirittura ad una serie B senza retrocessioni. Ottima scelta, ma che certifica come le difficoltà per tutto il movimento restino grandi.
Fortunatamente il patròn Pedrollo non ha dubbi: vuole fare la serie A. Ho sempre sostenuto che è meglio vincere i campionati sul campo e non cambio idea. Chiedere l’ammissione alla serie A (giacché non è un ripescaggio, visto che la Tezenis non è retrocessa) è legittimo, tuttavia è opportuno ricordare che un budget in Lega Gold quasi si dimezza salendo al piano superiore, dove senza lo status dilettantistico si perdono tutte le agevolazioni fiscali. E comunque i soldi non bastano, per la serie A occorre avere una società strutturata. Ma questo in Scaligera lo sanno bene.

01
giu 2014
AUTORE Mario Poli
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PROMOSSI E BOCCIATI

Domanda dalle cento pistole: questa stagione della Tezenis è un fallimento? Retrocessa alla prima avventura in Legadue, ripescata e fuori dai playoff l’anno seguente, ai quarti dei playoff nel 2013 e infine in semifinale quest’anno. Il risultato quindi è stato migliore, anche se il presidente Pedrollo continuava a sbandierare ai quattro venti che bisognava arrivare primi.
E’ noto che i proclami del patron vanno spesso spaccati in quattro ed in questa Lega Gold c’erano squadre più attrezzate, almeno una: Torino, che però è rimasta con in cerino in mano, finendo dietro Verona.
Piuttosto nessun giocatore gialloblù appare in testa alle statistiche, in pratica altri hanno imbroccato coppe di americani più redditizie, così come tra i veterani hanno sicuramente inciso i vari Basile e Soragna (per non parlare di Mancinelli, “appena” 31enne), rispetto a Carraretto: il colpo di mercato della Scaligera è stato un flop.
E veniamo alle pagelle.
JERRY SMITH: 15,5 punti di media in regular season che scendono a 13,7 nei playoff, quarto nella classifica degli assist anche se non è un vero play e nel momento topico si è visto, e le 95 palle perse (secondo assoluto) lo confermano. E’ il giocatore che ha tirato più liberi in tutta la Gold, prendendosi tante responsabilità, anche troppe. Voto: 7
RONNIE TAYLOR: non so se il gemello buono sia finito a Venezia, ma in alcune circostanze i suoi pasticci hanno ricordato quelli – peraltro inarrivabili – di Mario West. All around, giocatore solido e duttile, ma in altre squadre si è visto di meglio. 14,5 punti di media, in lieve flessione nei playoff. Voto 6,5
GIORGIO BOSCAGIN: il grande cuore del capitano si è visto proprio nei playoff: 11 punti per gara rispetto ai 9,4 della stagione regolare. Si è buttato su ogni pallone, non si è mai tirato indietro. Nuova bandiera della Verona dei canestri. Voto 9
CRAIG CALLAHAN: 13,7 punti di media, poco di più nei playoff. Milgior rimbalzista della squadra (7,1 undicesimo assoluto), dall’Ispettore era lecito attendersi che incidesse un po’ di più. Voto 7
LUCA GANDINI: centro titolare con 4,9 punti e 5,4 rimbalzi di media. Le cifre parlano da sole, ma non fotografano il lavoro duro nel pitturato, i tiri sporcati agli avversari. Voto 7 meno
MARCO CARRARETTO: utilizzato mediamente 20 minuti per gara (3′ più di Reati, tanto per capirci), solo in un paio di occasioni ha sfoderato partite all’altezza del suo illustre passato. Solido in difesa, sua qualità principale, alcune sue prestazioni in attacco sono state imbarazzanti. Voto 4,5
DAVIDE REATI: miglior tiratore da 3 della Tezenis, quarto di tutta la Lega Gold con il 46,5% e 7 punti di media, decisamente buono per uno che al massimo aveva giocato in Dna. Uno specialista al servizio della squadra, ma nei playoff è crollato al 37,5 (tenendo conto pure del 5/5 a babbo morto in gara-3 con Capo d’Orlando). Voto 6,5
MATTEO DA ROS: 7,5 punti di media, e i soliti alti e bassi. Qualche partita da leader, altre da mettersi le mani sugli occhi. Difetti caratteriali e nei fondamentali che sembra difficile possa riuscire a cancellare. Voto 6 meno
ALESSANDRO GRANDE: il colpo con il nazionale Under 20 si è sgonfiato troppo presto. 5 minuti di utilizzo (nelle partite in cui è sceso in campo), qualche sprazzo da valutazione negativa record, non pervenuto nei playoff. Ma forse si poteva cercare di dargli più fiducia in stagione regolare, invece l’impressione è gli abbiamo fatto la croce sopra come l’anno scorso con De Nicolao. Non giudicabile.
LUCIO SALAFIA: Una ventina di minuti per il giovane lungo siciliano. Non giudicabile.
ALESSANDRO RAMAGLI: apprezzato da tanti tifosi, detestato da un gruppetto di contestatori che aspettava una sconfitta per alzare la voce, tirando in ballo anche la questione delle bestemmie. Il suo gioco non è esaltante, non l’ho mai nascosto, in difesa non cambia mai registro e non usa la zona nemmeno come arma tattica, però ha dato energia al gruppo e su quell’energia ha costruito i successi veronesi. Poi è facile vincere se tiri molto bene da 3, ma la caratteristica più apprezzata di questa Tezenis è che non ha mai mollato, come dimostrano alcune grandi rimonte, sebbene ci siano stati certi crolli sconcertanti. Ha avuto il merito di credere nel progetto di Pedrollo, anche se forse potrebbe arrivare un nuovo coach. Voto: 7

25
mag 2014
AUTORE Mario Poli
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RIPARTIRE DAL POPOLO DEL PALAOLIMPIA

“Ho già fatto domanda per l’A1”. Il presidente Pedrollo avrà lanciato l’ennesima boutade, ma con questi chiari di luna Verona è una società solida, che rispetta le regole e gli impegni presi, e può contare su un pubblico che nei playoff è stato una costante. Da lì bisogna ripartire. Al di là del rammarico per l’occasione mancata di allungare la serie alla decisiva “bella” per inseguire fino all’ultimo la finale. Le avvisaglie c’erano già state nella serie con Veroli, al di là del furto in gara-3. Tre partite di fila ai supplementari hanno bruciato risorse preziose. E credo poco alle voci che l’eventuale eliminazione nei quarti avrebbe indotto Pedrollo a mollare.
Chapeau a…Capo d’Orlando che ha dimostrato di avere più energie – soprattutto mentali – nel momento topico. Sono qualità determinanti per giocarsela nei playoff. Aggiungiamo una panchina sicuramente più lunga rispetto a Verona ed il quadro è completo. Ma teniamoci stretti il popolo del Palaolimpia e una proprietà appassionata, che non lesina sforzi per mantenere vivo il grande basket gialloblù. Per questo coach Ramagli ha ragione, come è impossibile non essere d’accordo con Pedrollo jr., che dopo una sconfitta di 18 in casa non ha esitato a dichiarare: “Avanti con questo sogno”.

15
mag 2014
AUTORE Mario Poli
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GIUSTIZIA E’ FATTA

La serie infinita e zeppa di emozioni con Veroli avrebbe regalato tre supplementari nelle ultime tre partite, se il segnapunti e gli arbitri non ci avessero messo lo zampino in gara-3 a Frosinone. Tant’è, vincere così forse è anche più bello, sebbene la gestione dell’ultimo possesso dei regolamentari nella “bella” al Palaolimpia abbia fatto accapponare la pelle a tutti.
Chi se ne frega, conta solo vincere. E vincere all’overtime porta acqua al mulino delle emozioni, che sono lo spot migliore per fidelizzare il pubblico. Un successo fatto di tanta energia e strappato con il cuore, soprattutto quello immenso di capitan Boscagin, “hombre del partido”.
La semifinale dei playoff in Lega Gold è un traguardo che mancava da tanti anni alla Verona dei canestri e va condiviso non solo con la squadra, lo staff tecnico guidato da coach Ramagli (e un vice come Sandrino De Pol non ce l’ha nessuno in questo campionato), la “squadra” medica, la proprietà e la dirigenza, chi lavora dietro le quinte come Andrea Sordelli e gli uomini del marketing, e naturalmente il d.s. Petronio e il team manager James Tirelli, che con il responsabile della comunicazione Alessandro De Pietro nei giorni scorsi hanno vissuto giorni di grande tensione, facendo anche da parafulmini del furto subito in terra ciociara. E magari sentendosi anche rispondere a male parole. Ma la passione e la voglia di ottenere un risultato talvolta può portare ad andare un po’ sopra le righe.
Una passione che sulle tribune del Palaolimpia è diventata una costante. La grande onda gialla, che certifica i numeri veri delle presenze al basket. Non come qualche altro sport.
Giustizia è fatta. E adesso sotto con Capo d’Orlando.

10
mag 2014
AUTORE Mario Poli
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ARBITRI E SEGNAPUNTI COL PASSAMONTAGNA

La porcheria consumatasi a Frosinone invita a una constatazione e ad una riflessione. La constatazione l’hanno certificata i giudici della Commissione Giudicante Nazionale della Fip: la Tezenis ha ragione, è stata “derubata” di un punto, però il regolamento non consente di accogliere il ricorso per errore tecnico. Per paradosso, un arbitro potrebbe combinarne di cotte e di crude assieme agli ufficiali di campo, cancellare canestri a una squadra con tanto di prove tivù, senza nessuna conseguenza per la vittima del “furto”. Di primo acchito si poteva pensare che la dirigenza gialloblù non fosse stata sufficientemente  insistente con arbitri e segnapunti per evitare di farsi gabbare, ma il realtà il d.s. Petronio (allertato dal team manager Tirelli) ha rischiato di essere cacciato per le ripetute e prolungate proteste nel tentativo di segnalare l’errore macroscopico; tutto nella tonnara del palazzetto ciociaro, tra gli insulti e le minacce dei tifosi di Veroli. Ed è stato un errore inaudito e inaccettabile, visto che i due tiri liberi segnati da Boscagin non sono nemmeno stati iscritti a referto. Un’omissione alla quale si è aggiunta la “correzione” a fine partita, che ha prodotto un referto falso. Non si può chiamare in altro modo.
La riflessione è duplice. In Scaligera sapevano perfettamente che il ricorso sarebbe stato rigettato, conoscono le norme, però hanno voluto lanciare un messaggio forte e chiaro: è ora di finirla con certe sceneggiate e con certe pantomime che, fatalità, capitano solo sotto una certa latitudine. Davanti ad un vero e proprio falso bisogna cambiare le norme.
L’altra questione riguarda i tre allegri “briganti” che assieme al segnapunti (il signor Tullio Frisina di Roma, principale responsabile) hanno combinato questo guaio: se non avevano il passamontagna, poco di manca. Persone con la coda di paglia assai lunga, se dopo un prolungato conciliabolo negli spogliatoi hanno consegnato il referto giallo alla Scaligera impedendo a capitan Boscagin di firmare il preannuncio di reclamo, ma soprattutto dopo aver omesso di scrivere a referto i due tiri liberi di Boscagin (fin da subito) e poi – solo a fine gara – cambiando il numero di Gandini con quello di Boscagin per l’unico libero segnato in precedenza. L’auspicio è che non si vedano più in giro per i palazzetti italiani, a cominciare da Attard (senza dimenticare Materdomini, che in questa vicenda non c’entra nulla). Ma non sono molto convinto che gli arbitri avranno conseguenze. Dopo tutto cosa vogliamo aspettarsi da una Federazione che ha penalizzato Montegranaro per la prossima stagione ed ha sponsorizzato la nomina di Minucci a presidente della Lega Basket? E pensare che c’è stato qualcuno che si è pure sorpreso quando gli hanno messo le manette ai polsi…

27
apr 2014
AUTORE Mario Poli
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PADRONI DEL PROPRIO DESTINO

Dodici vittorie su quindici. La Tezenis si affaccia ai playoff con un ruolino di marcia che nel girone di ritorno ha completamente girato la stagione dei giganti gialloblù. La sorte è stata doppiamente benevola con la squadra di Ramagli, che ha evitato per un soffio di scivolare al quinto posto (e sarebbe stato un epilogo beffardo della regular season) ritrovandosi addirittura con il fattore campo contro e nei playoff incrocerà Veroli, che “sulla carta” appare la squadra meno temibile tra le possibili rivali di Verona nel post season.
Barcellona e soprattutto Torino era opportuno evitarle, così è stato. Tanto meglio. Poi ognuno è padrone del proprio destino e la Tezenis ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista in questi playoff. Fino a quanto e per quanto dipenderà da Boscagin e compagni. Non è il primo posto proclamato e preteso da Pedrollo all’inizio della stagione? Ci sono anche gli avversari e qualche volta possono essere più forti.

07
apr 2014
AUTORE Mario Poli
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SPRINT FINALE

A due giornate dalla fine della regular season in Lega Gold, appare fin troppo evidente che il destino della Tezenis si giocherà nella prossima trasferta a Biella. Il rendimento offerto ormai da un bel po’ di tempo a questa parte dai giganti gialloblù al Palaolimpia consente infatti di guardare con una buona dose di fiducia alla sfida con Ferentino che chiuderà la stagione regolare.
Così la sfida in Piemonte sarà praticamente decisiva per le chance veronesi di entrare nelle top four per ambire anche ad una posizione più alta nella griglia dei playoff. La capolista Trento nel prossimo turno giocherà a Trapani e poi affronterà in casa proprio Biella in uno scontro diretto osservato a distanza con grande interesse da Capo d’Orlando. I siciliani sono in svantaggio nel doppio confronto con Trento e in vantaggio con Biella ed hanno due partite molto abbordabili: trasferta a Jesi e in casa con Imola. Per questo possono puntare ancora al primo posto, traguardo che non è precluso nemmeno a Biella, che ha già battuto all’andata la Bitumcalor.
E in questo groviglio di ipotesi s’incastra il cammino finale della Tezenis, costretta ad evitare di arrivare appaiata a Torino, che l’ha battuta due volte e giocherà a Brescia per poi chiudere ospitando Trapani.
Sarà quel che sarà, nella speranza di ritrovarci nei playoff un po’ più ricchi e meno poveri…