13
mag 2015
AUTORE Mario Poli
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SOTTO A UN TRENO

Il sentimento che vivono alla Tezenis è di essere finiti sotto a un treno. La delusione per la clamorosa eliminazione dai playoff già nei quarti di finale per mano della cenerentola Agrigento deve ancora essere elaborata, e deve far pensare il fatto che nessuno in casa Scaligera, sia riuscito a capire come abbiamo fatto a farsi buttar fuori.
Al di là delle analisi tecniche, sulla difesa imbarazzante di Monroe, sul calo di Ndoja e De Nicolao, sulla “scomparsa” della panchina, sul crollo fisico e psicologico, sulle amnesie di Ramagli, è importante capire cosa succederà e tutto è legato alla prosecuzione del rapporto con lo sponsor.
La famiglia Pedrollo e Bordato vogliono la serie A, quindi c’è l’ipotesi di acquisire un diritto, ma da chi?
Pesaro, che per il secondo anno di fila si è salvata all’ultima giornata, naviga in cattive acque; anche Roma ha problemi economici, ma al momento sembra difficile che possano mollare cedendo il titolo. Pure Capo d’Orlando non sorride, però si è salvata.
Allora la seconda ipotesi è allestire una squadra che ammazzi il campionato, con il rischio però dell’incognita playoff (come purtroppo insegna questa stagione), perché fino al 2017 ci sarà ancora una singola promozione.
E nella prossima stagione, con la Legadue unica a 32 squadre, oltre a Caserta retrocessa dalla serie A, è possibile che ci siano nobilissime decadute come Siena e Fortitudo, tanto per capirci.
E la Tezenis confermerà la sponsorizzazione che già quest’anno avrebbe fatto gola a molti club di serie A? La partecipazione all’Eurochallenge darebbe visibilità internazionale, ma sarebbe comunque un “contentino”.
In questo caso chi sarà confermato? Fare nomi è prematuro, perché questa cocente bocciatura ha lasciato il segno. Comunque vada appare scontato che Ramagli e la Verona dei canestri prenderanno strade diverse.
Se invece ci sarà un ridimensionamento toccherà alla proprietà decidere come muoversi e che squadra allestire, ma è un’ipotesi che nessun tifoso della Verona dei canestri vuole prendere in considerazione.

09
mag 2015
AUTORE Mario Poli
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FALLIMENTO

Nello sport i conti si fanno alla fine. Ed il buzzer di gara-4 a Porto Empedocle ha detto che la Tezenis è fuori. Stagione finita. Non è esagerato parlare di fallimento, visto che questa squadra era stata costruita per conquistare la serie A e invece la Verona dei canestri resta con il cerino in mano, acceso sulla fiammella della partecipazione all’Eurochallenge (grazie alla vittoria in Coppa Italia), magra consolazione ed unica chance per cercare di trattenere uno sponsor che non potrà certo prendere bene l’ennesimo obiettivo mancato.
C’è bisogno di fare un riassuntino? Prima stagione: retrocessione. Seconda stagione: fuori dai playoff. Terza stagione: primo turno dei playoff, senza infamia né lode. Quarta stagione (l’anno scorso): fuori in semifinale senza rientrare in serie A nemmeno dalla finestra del ripescaggio.
Spiace per i tifosi che si sono riavvicinati al basket, ed il ritorno d’interesse è dimostrato dai tanti commenti, ancorché talvolta esagerati o fuori registro, in questo momento di sconforto. Spiace per la magnifica dozzina scesa fino in Sicilia per la doppia sfida con Agrigento e che ha incitato e sostenuto la squadra fino all’ultimo; i veri tifosi sono così. Spiace per coach Ramagli, che ha guidato Verona al domino in regular season, alla sofferta quanto emozionante conquista della Coppa, e adesso si ritrova bersaglio delle critiche, alcune davvero ingenerose. Però nei playoff è stato surclassato da coach Ciani. Spiace per capitan Boscagin, che ha sempre dato tutto, anche nelle partite sotto tono di questa serie. Spiace per Luca Gandini, pronto a dare l’anima quando veniva chiamato in campo. Spiace per chi ha lavorato dietro le quinte in una società che si è già data una struttura organizzativa da serie A. Spiace perché è troppo facile parlare e criticare quando tutto è già finito, sparando giudizi trancianti e spesso insensati.
Le regole dei playoff sono queste. Inutile contestarle. E non dimentichiamo che Trento l’anno scorso è salita facendo lo stesso percorso.
Adesso in casa Scaligera tutti tremano. Cosa farà mr. Tezenis? E Pedrollo, assai poco incline a metabolizzare sconfitte così crudeli? Per questo prego (assieme a tutti i tifosi della Verona dei canestri) che entrambi non mollino.
Il vaticinio del “triplete” del presidente (Coppa Italia-primo posto-promozione) abortisce sul traguardo più importante. La sua Tezenis bocciata dall’umile Agrigento, squadra costata decisamente meno.
E pensare che quest’anno sembrava andare tutto per il verso giusto: una neopromossa nei quarti, il “rischio” di incrociare la pericolosa Torino eventualmente solo in finale. Una volta di più si dimostra che in certi casi il silenzio non è solo opportuno, ma anche di rigore. E’ sempre rischioso fare i “ganassa”.

07
mag 2015
AUTORE Mario Poli
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FINO ALLA FINE FORZA VERONA

Vita o morte. Dentro o fuori. La Tezenis non può più sbagliare. E nella partita senza appello di sabato si vedrà se i giganti di Ramagli riusciranno ad invertire l’allarmante involuzione mostrata in questa serie: condizione fisica e mentale approssimativa (eufemismo…), di riflesso difesa a tratti imbarazzante, ansia esagerata in attacco.
La Verona dei canestri ha dominato la stagione e adesso che si ritrova sull’orlo del baratro, dopo aver perso due partite di fila nei playoff (in regular season non era mai successo), si levano critiche anche pesanti, che sfociano negli insulti gratuiti. Reazioni che sono figlie della disperazione per la sconfitta.
I bilanci si fanno alla fine, intanto però ritornano pure le domande retoriche se sia giusto che chi ha conquistato a mani basse il primo posto non debba essere promosso direttamente.
Sono i playoff, bellezza. Se si preferiscono altre regole, meglio passare al calcio. Io mi tengo strette queste emozioni, zeppe di adrenalina. A volte dolorose e crudeli, ma da vivere e da godere, fino alla fine. Forza Verona.

04
mag 2015
AUTORE Mario Poli
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NON SIAMO IN CHIESA

Alessandro Ramagli ha perfettamente ragione quando afferma che adesso la Tezenis ha due partite a disposizione per tornare al Palaolimpia o per chiudere la serie. E il coach gialloblù ha altrettanto ragione dicendo che la sua squadra non conosce la parola presunzione.
E’ un’impressione sbagliata, proprio perché la fame di vittorie, la voglia di dare sempre fondo a tutte le risorse e, quindi, la coesione del gruppo sono state le armi con le quali la Verona dei canestri ha perso solo quattro partite nella stagione regolare, Coppa Italia compresa.
Gara-2 è assomigliata molto all’unico k.o. subito dai giganti di Ramagli al Palaolimpia per mano di Jesi, ultima in classifica. Questa volta il colpo è riuscito all’ultima nella griglia dei playoff, quella Fortitudo Agrigento neopromossa e classificatasi all’ottavo posto.
Ai siciliani andava tutto per il verso giusto, sembravano un orologio con tutti i meccanismi ben caricati; la Tezenis invece era fuori fase, con troppi giocatori che battevano in testa, presi dell’angoscia di rimediare alla prima situazione negativa. Così Ramagli è stato “tradito” da alcuni elementi che hanno fatto quasi sempre la differenza e sono venute meno energia, intensità, concretezza e lucidità.
Tutte qualità che dovranno per forza venir fuori nelle 48 ore del doppio match ad Agrigento. Con l’aggiunta che in un momento topico come sono i playoff, quando ci si gioca l’intera stagione, la squadra ha più che mai bisogno del sostegno del pubblico.
Ampi spazi vuoti a parte, non è un caso che la rimonta dal -14 fino a -3 sia stata accompagnata dai boati del popolo del Palaolimpia, fino a quel momento catatonico (Locura esclusa), per poi ripiombare in uno stato di torpore inspiegabile. Meglio non sprecare fiato solo per insultare gli arbitri e impegnarsi invece a dare la carica ai giganti gialloblù, mettendo pressione sugli avversari. Il Palaolimpia non è una chiesa (e non solo per le imprecazioni che arrivano dalla zona della panchina…), ed i funerali, sportivamente parlando, è meglio che vengano celebrati per le rivali della Tezenis.

02
mag 2015
AUTORE Mario Poli
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BUONA LA PRIMA, MA GUAI AVER LA BOCCA BUONA

#vialaruggine è l’hastag più azzeccato e gettonato dopo il faticoso e faticato debutto della Tezenis in questi playoff.
Non era facile ritrovare intensità e tensione agnostica dopo tutta quella controproducente sosta forzata.
Si gioca ogni 48 ore, la qualità di Verona non si discute e non è in discussione (con tutto il rispetto per la generosa e mai doma Agrigento di coach Ciani), ma l’errore più grosso sarebbe proprio quello di pensare di avere la strada spianata, e ben oltre la semifinale.
Un ragionamento che, evidentemente, deve aver fatto più di un veronese, osservando gli ampi spazi vuoti al Palaolimpia. Il confronto con la partita di playoff dei cugini della Calzedonia Volley (ancorché reduci dall’impresa a Perugia, sempre quarti erano) è impietoso.
Non vorrei che qualcuno si fosse abituato troppo bene e adesso si ritrovi con la bocca buona. Ma, come sempre in questi casi, chi c’era ha ragione e chi non c’era…**
(** spazio per il libero insulto)

27
apr 2015
AUTORE Mario Poli
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ASPETTANDO I PLAYOFF (CHI E’ COSTRETTO)

Entrando nella settimana che porta (finalmente) ai playoff per la Verona dei canestri, una doppia riflessione è d’obbligo.
Mi sembra poco serio un campionato nel quale la squadra che ha dominato la regular season (e con lei la seconda, terza e quarta in classifica) debba aspettare due settimane per tornare in campo dopo al saltato il primo turno dei playoff. Da che mondo è mondo tutti ricominciano a giocare subito, e restare fermi non è certo un vantaggio, a meno che non ci siano dei giocatori infortunati da recuperare.
Altrettanto bizzarro è mescolare nei playoff squadre di due campionati, che in precedenza non si erano mai affrontate. Dice: le squadre di Gold sono avvantaggiate incontrando avversarie di Silver…e allora perché non fare dei normali playoff a otto: quarti, semifinale, finale?
Ai posteri, anzi alla Fip l’ardua sentenza. E comunque la prova di forma dimostrata finora dalla Tezenis non deve dare preoccupazioni…

30
mar 2015
AUTORE Mario Poli
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PRIMO POSTO

Primo posto certificato. Cosa fatta capo ha. Il presidente-paron che esige il “triplete” per la sua Tezenis adesso può starsene tranquillo per un po’ in attesa dei playoff. E allora sarà tutta un’altra musica. Una partita dietro l’altra, la mentalità e l’intensità peseranno molto di più, e potrà capitare che anche il pallone peserà più del solito. Ma la differenza, come sempre, la faranno i dettagli. Buon viaggio giganti gialloblù.

22
mar 2015
AUTORE Mario Poli
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1.793

MEGLIO PARARSI IL CULO

La sofferta vittoria a Jesi dimostra una volta di più che dietro un infortunio (o più, come nel caso della Tezenis) non c’è solo una partita giocata con fatica, ma ci sono una (o più) settimane di cattivi allenamenti, a maggior ragione in casa Scaligera, dove non abbondano certo i giovani che possono dare una mano come sparring partner e per arrivare ad un numero congruo per allenarsi almeno 5 vs 5.
I rischi sono sempre dietro l’angolo e il presidente Pedrollo non è uno sprovveduto. Per questo il d.s. Petronio sta sondando il mercato per garantire una eventuale “copertura” alla squadra di Ramagli in vista dei playoff.
Passato in cavalleria la scadenza (28 febbraio) per i tesseramenti liberi e quindi vanificate le speranze dei tifosi che peroravano la causa per un arrivo di Brkic, adesso la Tezenis può ingaggiare solo un giocatore sotto contratto in serie A, ma c’è tempo fino al 28 marzo.
Altrimenti resterebbe aperta l’ipotesi del fin troppo decantato (e misterioso) “insurance guy”, ovvero un giocatore – europeo o passaportato, comunque straniero – che verrebbe tesserato (entro il 17 aprile)  e tenuto a disposizione per scendere in campo anche nei playoff in caso di infortunio di uno dei due Usa. Sempre con l’incognita, peraltro, di tesserare magari un esterno e ritrovarsi invece un lungo k.o.
Ho sempre difeso il roster asciutto di questa Tezenis, però adesso sono dell’idea che bloccare un 4-5 sarebbe opportuno, perché – se vogliamo usare un francesismo – è notorio che la sfiga solitamente ci vede benissimo ed è meglio pararsi il culo. La rocambolesca finale di Coppa Italia docet.

08
mar 2015
AUTORE Mario Poli
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2.017

1991, 1998, 2015

Le vittorie sono sempre belle, a tutti i livelli. A maggior ragione quando si conquista un trofeo, dopo una battaglia prolungata nel supplementare, in un finale al cardiopalmo, zeppo di colpi di scena. Un magnifico regalo di compleanno per il presidente Pedrollo.
Così il quarto trofeo è entrato nella bacheca della Scaligera Basket, onusta di glorie ancorché un po’ impolverate.
Il paragone con lo storico trionfo al “Madison” di piazza Azzarita a Bologna nel 1991 non regge: di fronte c’era Milano guidata da Mike D’Antoni e quella resterà un’impresa insuperabile, prima e unica squadra di A2 a vincere la Coppa Italia quando la serie A era ancora doppia. E regge ancora meno il paragone con l’esaltante trionfo al Pionir di Belgrado, nel 1998, quando la Mash conquistò la Coppa Korac nella tana della Stella Rossa.
Il grande Osvaldo Bagnoli con la sua filosofia spicciola dice che è meglio avere bei ricordi che non averne, e con questa vittoria la Verona dei canestri finalmente comincia a vivere un po’ meno di ricordi.
A Rimini forse si apre un nuovo ciclo per riportare il grande basket gialloblù dove da tanto, troppo tempo merita di stare.

22
feb 2015
AUTORE Mario Poli
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ASPETTANDO I PLAYOFF, INTANTO LA FIP…

Chi ha visto Tezenis e Brescia ha assistito ad una bella partita con una grande cornice di pubblico tra due squadre competitive, che hanno dimostrato di meritare i vertici della classifica. Verona adesso è 2-0 negli scontri diretti, anche se le vittorie che contano saranno quelle nei playoff.
Peccato che uno spettacolo così entusiasmante sia il prodotto di un campionato che ha visto due squadre ritirarsi a metà stagione ed un altro paio con l’acqua costantemente alla gola. Alla faccia della regolarità e degli sforzi profusi da società serie come Scaligera e Leonessa.
E il giorno dopo il Consiglio federale della Fip, riunito per l’occasione a Milano, ha deliberato che “dalla stagione 2015-16 la serie A2 sarà un campionato unico con due gironi paritari per l’accesso ai playoff e ai playout”.
Su proposta della Lega Nazionale Pallacanestro, il Consiglio federale “ha approvato che a garanzia della regolarità di svolgimento del Campionato saranno reintrodotti i controlli economici finanziari a cura della Commissione Tecnica di Controllo (ComTeC)”.
Magari farli prima i controlli, o no? Così non posso esprimere compiutamente il mio pensiero perché, sebbene si tratti di un’opinione manifestata nell’espletamento della mia professione, essendo tesserato rischierei comunque una squalifica. Mi permetto semplicemente di far notare come la Federbasket da troppo tempo brilli in rimescolamenti dei campionati: formule e criteri, perfino il nome, che cambiano da un anno all’altro, per non parlare di quello che succede nelle “minors”.
Un po’ più di rispetto sarebbe opportuno e apprezzato, da tutti: società, tesserati, tifosi, famiglie. E anche dagli sponsor.