06
mag 2013
AUTORE Mario Poli
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GHE LA FEMO 2?

Casale, allora. La folle ultima partita di regular season ha soffiato alla Tezenis il quinto posto e l’opportunità di incrociare la più abbordabile Brescia nei quarti di finale dei playoff. Così sotto con i piemontesi, terza forza della Legadue, in questa prima serie già al meglio delle 5 partite. Squadre costrette a giocare ogni due giorni, l’allungamento anche del primo turno dei playoff rispetto al passato oltre a dare l’impressione di voler scimmiottare la Nba (ma siamo in Legadue, siori…), sembra una garanzia in più per chi ha il fattore-campo: dovendo vincere tre partite c’è più spazio per rimediare ad una sconfitta in casa, soprattutto se perdi la prima.
La partita conclusiva della regualar season a Forlì ha racchiuso l’intero campionato dei giganti di Ramagli: “up & down”, picchi clamorosi e crolli sconcertanti. Nei playoff, dove ogni partita non è mai uguale all’altra, sarà invece necessaria continuità, nella serie ed in ogni singola partita. Ogni errore costerà caro, ogni calo potrà avrà un peso determinante. Ma la Tezenis di quest’ultima parte della stagione ha dimostrato di avere tutte le carte per giocarsi le chances, fino in fondo, anche se non potrà essere sempre show-time proprio come contro Casale.

29
apr 2013
AUTORE Mario Poli
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GHE L’EMO FATTA!

Due anni fa retrocessione, l’anno scorso playoff mancati, quest’anno missione compiuta. Qualcuno obietterà che l’obiettivo di Pedrollo era (ed è) più ambizioso: la proprietà della Scaligera vuole la LegaA e non si accontenta dell’obiettivo…minimo, ma era fondamentale arrivarci, a questi benedetti playoff.
E con la squadra finalmente al completo potremo vederne delle belle, anche se la serie al meglio delle 5 partite lascia margini di correzione che la vecchia serie con 3 partite non permetteva. Ma nei playoff, si sa, le sorprese non mancano. Giocare per credere.

23
apr 2013
AUTORE Mario Poli
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IN GODI WE TRUST

A molti tifosi della Tezenis il nome di Roberto Godi non dirà nulla, ma per tanti appassionati e praticanti rappresenta un mito. Ha arbitrato intere generazioni di veronesi, dal 1972 fino a pochi giorni fa. E’ stato trovato morto nella sua casa, dove viveva solo: i dirigenti della Fip si erano allarmati perché domenica non si era presentato ad arbitrare l’ennesima partita giovanile.
Attorno alla figura di Godi ed ai suoi modi talvolta bizzarri sono fiorite decine di aneddoti. Ne cito solo qualcuno, per dare leggerezza quando i ricordi si fanno tristi.
Partita da arbitrare a Cerea, nella palestra al Villaggio Trieste (la prima con il parquet): per tutto il viaggio disserta di giornali porno con l’imbarazzato giovanissimo collega.
Torneo di calcio in notturna: Godi (che per un periodo arrivò ad arbitrare cinque sport diversi, facendo anche il giudice di ciclismo) fischia un fallo e poi si gira segnalando ad un ipotetico tavolo degli ufficiali di campo il numero di maglia di chi l’aveva commesso.
Doppio fallo fischiato nella stessa azione: sfondamento dell’attaccante e fallo del difensore.
Canestro assegnato da due punti e non tre per un lancio dall’area di difesa all’altra parte del campo: il giocatore era al di là della linea da tre, peccato che fosse sotto il suo canestro.
Si scontra con una giocatrice a centrocampo, luogo dal quale non si schiodava fino a fine partita. Esito finale: fallo tecnico alla giocatrice.
Arriva (a piedi) in clamoroso ritardo per arbitrare una gara: “Scusate, ma volevo vedere come finiva la puntata del Commissario Rex!”.
Durante una partita ferma un’azione perché gli squilla il cellulare. Va al tavolo, risponde e poi fa riprendere il gioco senza fare una piega.
Da un po’ di tempo non se la passava bene, gli era rimasto un dente solo. Un giocatore protesta per un fallo, urla un bestemmione e (riferendosi all’unico dente) lo apostrofa: “Ma va a far l’obliteratore dei biglietti sull’autobus!”. Godi mi guarda in tribuna e mi chiede: “Ma che casso elo sto obliteratore?”.
Ti sia lieve la terra Roberto. E continua a fischiare anche da lassù.

P.S. La paternità del titolo è da attribuire ad un mio ex giocatore che appiccicò sulla macchina un adesivo con scritta e foto di Godi….

22
apr 2013
AUTORE Mario Poli
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PLAYOFF & BESTEMMIE

Con quattro punti di vantaggio e tre giornate da giocare si può ragionevolmente pensare che l’impresa contro Casale ha consegnato alla Tezenis il biglietto per i playoff. Ma c’è di più: il g.m. Giuliani, ancor prima del partitone al Palaolimpia, si era sbilanciato dicendo di guardare al quarto posto. Entrare tra le top four della Legadue non è una chimera: Brescia è distante solo due punti, è sotto nella differenza-canestri ed ha un calendario decisamente più impegnativo di Verona.
Quella che era un’impressione adesso è una certezza: la Tezenis protagonista di questa striscia è un’altra squadra, capace di vincere con sicurezza anche in trasferta, di asfaltare una capolista, giocando in pratica con 5 giocatori. Ma Louwers e Lanna, magari segnando solo qualche punto, assicurano esperienza e solidità. E l’assetto tattico è più equilibrato, nonostante le assenze.
Così è lecito chiedersi cosa potrà fare la Verona dei canestri al completo, con Chessa e Ganeto, che in 26 partite ha visto il campo appena per 140 minuti. Le vittorie si costruiscono con il lavoro in palestra, e con tutto il rispetto per i giovani gialloblù, un conto è allenarsi al completo, bel altra cosa farlo con i ragazzini che fanno il decimo, il nono e talvolta anche l’ottavo.
Quindi “chapeau” a Ramagli. Bestemmierà pure, ma non credo proprio che sia un coach carrettiere, e non capisco perché debba essere giudicato per il suo turpiloquio e non per i risultati. Se passasse questo principio, mi sarei dovuto esonerare da un pezzo.

30
mar 2013
AUTORE Mario Poli
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GHE LA FEMO?

Sentita al Palaolimpia: “Beh, si può continuare finché ci sono due giocatori in campo”. Sentita anche questa: “Lamma? La morosa (Laura Chiatti, ndr) farà venire più gente al Palaolimpia”. L’autoironia dei tifosi verso le serie d’infortuni che si è abbattuta sulla Tezenis va di pari passo con la benevolenza nei confronti delle operazioni di mercato della Scaligera. Se Giuliani è andato a pescare due giocatori come Louwers e Lamma, che erano al palo dalla scorsa stagione, significa che questo è quello che può passare il convento, ovvero un budget con il quale non si può fare tanto gli allegri, visti i tempi che corrono.
E’ molto più apprezzabile la serietà Verona, o la coerenza di un club come Trieste, che ha tenuto i giocatori che può permettersi di pagare; così l’anno prossimo forse sarà garantita ancora la partecipazione alla Legadue, grazie anche all’assenza di retrocessione.
Tutto questo per dire che è facile prendersela con Ramagli e con il gioco “sparagnino” della Tezenis; allenarsi per settimane senza un paio di giocatori (Ganeto ormai lo do per perso…) alla fine pesa. E contro Trento si è visto. Adesso sotto con la trasferta a Ferentino: obbligatorio vincere prima di due dure sfide a Scafati e con Casale. A quel punto mancheranno tre partite e il destino di Verona forse sarà più chiaro. Il vighiniano “ghe la femo?” resta attuale anche per i canestri gialloblù. Buona Pasqua.

09
mar 2013
AUTORE Mario Poli
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ASPETTANDO PRIMAVERA

Una vittoria è come la rondine, non fa primavera. La Verona dei canestri è ancora fuori dai playoff, però l’approccio con Brescia è stato quello giusto. Grande cornice di pubblico, tutto il gruppo che si danna l’anima. Forse i lunghi di Martelossi non sono il massimo della vita sui raddoppi, tuttavia il debutto del nuovo assetto della Tezenis è stato confortante, contro una squadra in forma, questo non va tralasciato. “Doum” Louwers non sarà un fenomeno, ma sa il fatto suo e soprattutto dà l’impressione di essere un giocatore che fa spogliatoio) e sa stare in campo). Mancano ancora un paio di settimane all’equinozio, vedremo se poi arriverà anche la primavera dei canestri.

18
feb 2013
AUTORE Mario Poli
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LEGADUE DILETTANTI

In tempi non sospetti ho sollevato qualche perplessità sulle capacità dirigenziali di Marco Bonamico. Per certi aspetti, e con le debite proporzioni, mi ricorda Dino Meneghin: grande giocatore, dirigente d’immagine ma inconsistente. L’episodio capitato al g.m. Giuliani, allontanato a Cefalù, dove gli è stato impedito di vedere la partita e quindi di fare il suo lavoro, è solo l’ultimo di una serie di “incidenti” in un campionato che ha perso appeal e credibilità. Dov’erano Bonamico e la Legadue mentre si permetteva l’iscrizione-farsa di Napoli? Cosa facevano Bonamico e la Legadue per fronteggiare una crisi senza precedenti che tra il 2010 e il 2012 ha perso per strada, tra scomparse e autoretrocessioni, otto club? Vigevano, Rimini, Ferrara, Udine, Casalpusterlengo, Piacenza, Ostuni, Sant’Antimo… ma quale crisi, meglio organizzare le finali di Coppa nel deserto di Bari, come l’anno scorso. E dalla prossima stagione si passerà al dilettantismo, svilendo il peso del secondo campionato italiano.
Una semplice società avrebbe già fatto i conti con il suo massimo manager, che peraltro mi risulta ben pagato. A questa fila di perle si aggiungono incidenti minori, come quello che ha visto protagonista Giuliani, o come la presunta impossibilità di anticipare a venerdì per la diretta televisiva la trasferta della Tezenis a Capo d’Orlando, in modo da impedire ai veronesi un doppio viaggio in Sicilia.
Un presidente deve farsi sentire, imponendosi in scelta talvolta anche scomode. Il tempo dei democristiani è finito, non solo in politica.

27
gen 2013
AUTORE Mario Poli
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RETROMARCIA

In tanti anni non ho ricordi di una partita in cui la Scaligera abbia tirato con meno del 6% nelle triple. Non posso dimenticare lo 0/12 da campo di Brusamarello a Pavia la prima stagione in A1, ma quella volta fu la serataccia di un singolo giocatore, i due americani misero un ventello a testa, Moretti quasi, anche se poi la Glaxo fu sconfitta. E non ho ricordi di una partita con zero assist. Il fatto che sia la stessa dell’1/17 da 3 e che sia stata anche la gara con il primato negativo di rimbalzi per Lawal, la dice lunga sull’orripilante serata della Tezenis a Jesi, più che mai campo tabù.

Se conosco bene il presidente Pedrollo (come penso di conoscerlo), si annunciano ore pesanti in via Cristofoli. Dopo l’ennesima toppata di McConnell il g.m. Giuliani sarà di nuovo sotto pressionee, ma spero che abbia comunque il tempo di godersi il ritorno a casa del piccolo Samuele. E non saranno giorni tranquilli neppure per Ramagli. Il coach gialloblù auspicava il cambio di marcia in trasferta, però a Jesi la sua Tezenis ha ingranato la retro…

14
gen 2013
AUTORE Mario Poli
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IL PAGELLONE DELL’ANDATA

WESTBROOK – A 23 anni e all’esordio fuori dagli States difficile attendersi di più. Non è Bullock, tanto per chiarire, ma nessuno si aspettava che lo fosse. Sembra in crescita. Voto: 6,5.
LAWAL – Non oso pensare cosa farebbe se avesse anche solo un movimento sotto canestro. Re delle schiacciate, abbonato alla “doppia doppia”, ha una proiezione di oltre 19 rimbalzi per gara sui 40 minuti. E’ il perno della difesa di Ramagli. Voto: 9.
DE NICOLAO – Classe ’93 e già questo basta per essere punto accondiscendenti. Talvolta ha mostrato di fare fatica, altre si è ben comportato. Voto: 6+.
BOSCAGIN – Ultimo ad essere confermato, ha fatto una scelta di cuore (probabilmente anche nella consapevolezza che altrove le garanzie economiche sarebbero state assai meno sicure…). Finora ha stentato molto. Uomo spogliatoio, come dev’essere un capitano. Voto: 5.
BOZZETTO – Utilizzato 31 minuti, ragazzo utile per dare qualità agli allenamenti. Voto: non giudicabile.
GHERSETTI – Buona partenza, poi in calo. Proverbiale lottatore, nelle ultime partite ha dato poco: segna quasi sei punti meno della scorsa stagione a Brescia (8,9 punti contro 14,7), in lieve calo anche a rimbalzo (5,4 contro 6), ma c’è Lawal. Voto: 5,5.
CHESSA – Limitato prima dal tour de force con la Nazionale (Renzi docet) e poi dall’infortunio, non è ancora esploso come dovrebbe e come ci si dovrebbe attendere da un azzurro. Voto: 6.
GANETO – Si è infortunato tre volte, compreso l’ultimo accidente con Forlì. Merita l’oscar della sfiga. Ho mostrato solo pochissimi sprazzi di quello che può dare. Voto: non giudicabile.
DA ROS – Mi piace molto, non fosse altro per la straordinaria autocritica dopo il k.o. casalingo con Trieste al Palaolimpia (“Ho fatto cagare, faccio schifo”) e per la pronta risposta con un ventello pochi giorni dopo. Mi domando peraltro come un giocatore nell’orbita della Nazionale possa avere una partenza in palleggio così difettosa, che lo porta commettere spesso infrazione di passi. Pecca di continuità. Voto: 6.
MCCONNELL – Sembra il fratello meno furbo del giocatore visto a Jesi. E’ nettamente peggiorato in tutte le statistiche rispetto alla scorsa stagione (eccetto nelle triple, passato dal 33,3 al 41,2), con un crollo di 15 punti nei tiri liberi e 6 punti secchi in meno per gara. La società ha provato a tagliarlo, ma si cambia solo per uno che cambia la vita alla squadra. E in giro, compatibilmente al budget, il mercato non offre granché. Voto: 4,5.
RAMAGLI – Il coach ha plasmato una squadra a sua immagine e somiglianza, tutta cuore ed energia, da bravo “cagnaccio” livornese. La Tezenis ha nettamente la miglior difesa del campionato (l’unica sotto i mille punti subiti), qualità che ha permesso di erigere un bunker al Palaolimpia e di tenere botta con il terzo peggiore attacco del campionato (dopo Veroli e Imola), evitando forse l’ultimo posto grazie agli 89 punti segnati contro Forlì. Ha fatto bene con una preparazione azzoppata, ma l’impressione è che manchi un’identità di gioco e per questo forse si fatica così in trasferta, dove c’è stata solo la vittoria a Imola. Verona è quinta in classifica, nel girone di ritorno dovrà arrivare la continuità di rendimento. Tanto poi si deciderà tutto nei playoff. Voto: 6,5.
ALESSANDRO GIULIANI. Il nuovo general manager ha preso i giocatori che doveva prendere. L’unico impiccio è quello di McConnell; gli infortuni non sono colpa sua, il gioco “up & down” nemmeno. Risponde a tutte le domande, con rapidità, anche quando è dall’altra parte dell’oceano. Ha pescato Shane Lawal. Un dirigente preparato, che ama il nostro sport. Una persona perbene. Voto: 7,5.

31
dic 2012
AUTORE Mario Poli
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2.029

IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Cifre come quelle raccolte finora da Shane Lawal penso che non se le sognasse nemmeno Alessandro Giuliani in uno dei (rari) momenti di estasi. Il g.m. della Tezenis è una persona pragmatica, ancorché ottimista, però il pensiero che il dominatore del pitturato di questa Legadue sia andato a cercar fortuna perfino in Libia giocando con il Bengasi (sic!) solleva legittime perplessità su chi l’abbia allenato e sulle qualità di certi addetti allo scouting. La partita con Trieste l’ha vinta quasi da solo, con il contributo di Wesbrook, sebbene troppo criticato da qualche tifoso troppo esigente o incontentabile.
Bisogna mettersi d’accordo: dimentichiamoci Iuzzolino, tiriamo una riga sopra Bullock; insomma scordiamoci il passato, per dirla alla napoletana. Guardiamo avanti e chissà che il secondo tempo nell’ultima partita dell’anno non abbia segnato una svolta nella stagione della Verona dei canestri, attesa ad inizio 2013 dalla trasferta contro la squadra che in casa ha vinto solo una volta (Veroli, assai motivata da Marcelletti) e poi dalla sfida al Palaolimpia con la squadra che ha vinto cinque volte su sette in trasferta (Forlì).
Ci vediamo l’anno prossimo, con l’auspicio di un 2013 zeppo di canestri gialloblù.