29
nov 2016
AUTORE Mario Poli
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RICORDANDO MARIO VICENZI

“Take care of your memories for you cannot relive them” (Bob Dylan, “Nothing Was Delivered”: Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo).

Mario Vicenzi era un uomo buono e semplice. Se n’è andato troppo presto; magari in questi anni un po’ tormentati avrebbe potuto dare un consiglio prezioso, pur restando nell’ombra, come faceva spesso. Un passo indietro rispetto al fratello Giuseppe, che nel 1972 rilevò da Andrea Piotto la Scaligera Basket appena promossa in serie D.
Il pioniere della pallacanestro veronese sapeva giocare con abilità su più tavoli, così oltre alla Scaligera c’erano l’Arena e la Cestistica, quest’ultima tutt’ora viva e vegeta , presieduta dalla quasi 90enne moglie Maria Benedetti Piotto (insignita dal presidente Petrucci della Targa d’oro della Federazione Italiana Pallacanestro) e favorita per la promozione in C Gold.
Giuseppe e Mario Vicenzi hanno rappresentato un pezzo importante non solo del basket, ma dello sport cittadino, ed è giusto ricordare un dirigente- coproprietario che non si tirò mai indietro per sostenere la Scaligera. La sua grande amicizia con Praja Dalipagic è emblematica ed uno dei ricordi più affettuosi e struggenti che conservo di quella epopea è la carezza che Mario Vicenzi negli spogliatoi del Pionir di Belgrado diede al grande campione (che per una stagione illuminò i tifosi gialloblù), affranto per il trionfo della Mash nella finale di Coppa Korac contro la Stella Rossa di cui era d.s.
La 7ª edizione del “Memorial”, posticipata rispetto alla collocazione tradizionale, arriva dopo le polemiche e le tensioni societarie estive, ma conferma la vicinanza di Giuseppe Vicenzi al basket gialloblù. Le cui sorte adesso sono affidate alla famiglia Pedrollo. Non si deve dimenticare che si deve a Vicenzi se la fiamma dei canestri rimase accesa dopo il fallimento, con la Sanzeno presieduta dal nipote Luca, figlio di Mario.
E non bisogna mai dimenticare chi siamo e dove eravamo. Soprattutto se ci si vuole rialzare dopo una caduta.

22
nov 2016
AUTORE Mario Poli
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DOLOROSO, MA INEVITABILE

“Se non credi in te stesso, nessuno lo farà per te” (Kobe Bryant).

Esonerare un allenatore è sempre una decisione dolorosa, soprattutto dal punto di vista umano. E quando si deve cambiare in corsa è una sconfitta per tutti: società, squadra e coach, che finisce per pagare anche errori non solo suoi.
la Tezenis non ha voluto commettere l’errore dello scorso anno, quando, dopo avere puntato su un cavallo completamente sbagliato, si è trovata nelle condizioni di non poterlo cacciare, in virtù di un contratto blindato come Fort Knox, che avrebbe comportato un esborso sanguinoso.
Quest’anno la splendida vittoria sul campo della Fortitudo aveva illuso tutti, ma tutte le altre partite hanno palesato perplessità, pur tenendo conto della congiuntura sfavorevole, con l’infortunio a Pini e poi a Boscagin.
Il secondo tempo “allucinante” contro Udine è diventato così l’emblema delle incertezze e degli equivoci di questa Tezenis: 18 punti segnati nella ripresa, come gli 8 realizzati nel secondo periodo all’esordio con Roseto (precipitando a -23), i 25 nella ripresa con Piacenza e con Recanati (sfangandola come sappiamo contro i leopardiani), gli 11 nel terzo periodo a Mantova.
Insomma scarsa continuità, figlia di un gioco confusionario e autostima dei giocatori in drastico calo. A Frates bisogna dare atto che – come ho scritto nel precedente post – ha sempre difeso la squadra e si è assunto la responsabilità delle “mille porcate” commesse dai suoi giocatori. Un galantuomo, però forse non adatto a questa squadra e a questo campionato.
Le idee sicuramente non erano chiare, e non solo in campo. Al di là degli infortuni, la Tezenis in queste otto giornate è partita solo due volte con lo stesso quintetto (a Bologna e contro Piacenza), generando forse insicurezza tra qualche giocatore. E tra le contestazioni sollevate a Frates anche alcune scelte opinabili nel quintetto schierato nel momento topico contro Udine e il totale mancato utilizzo di Rovatti, che magari nell’assoluta mediocrità avrebbe potuto meritare una chance.
Incertezze che il tecnico ha riverberato anche sulla dirigenza, finendo col decidere il suo destino. Adesso resta da vedere chi si metterà definitivamente al timone della Scaligera: la nave è in mare aperto e per uscire dal mare procelloso serve un coach in grado dare sicurezza a tutto il gruppo, molto di più del “grande nome”. O presunto tale.
Buon vento Tezenis.

P.S. Nota a margine. In sette anni di A2 sotto la gestione Pedrollo, un solo allenatore è rimasto per tre stagioni ininterrotte senza che il rapporto venisse chiuso in anticipo sugli accordi contrattuali. E’ solo una constatazione. Il tempo è sempre galantuomo.

21
nov 2016
AUTORE Mario Poli
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ALLUCINANTE

Bisogna dare atto dell’onestà intellettuale di Fabrizio Frates e della franchezza del coach gialloblù, che dopo la pessima prova con Udine (“secondo tempo allucinante, spettacolo indegno” per usare le sue parole) non si è nascosto dietro alibi o giri di parole. Frates si è assunto la responsabilità di questo terzo k.o. casalingo e, contrariamente a quello che ha ipotizzato qualche commento su tggialloblu.it, non ha dato la colpa ai giocatori. L’allenatore della Tezenis ha semplicemente detto che è allucinante il crollo dopo l’intervallo, simile a quelli con Trieste e Recanati, partite chiuse però favorevolmente dai giganti gialloblù.
Bisogna capire perché i giocatori della Scaligera soffrono l’ansia da prestazione, c’è un terrore folle di giocare, paura di sbagliare e di perdere le partite (sempre per usare le parole del coach).
Non si spiega altrimenti il rendimento di Portannese (sebbene abituato a giocare con ben altre pressioni, come a Capo d’Orlando o Scafati), DiLiegro, mentre Totè, Frazier e Pini hanno la parziale giustificazione dell’inesperienza dell’infortunio. Se vogliamo dirla tutta l’unico che ha dato l’impressione di non mollare mai è capitan Bosca, pur con tutti gli acciacchi.
Capitolo a parte Robinson. Ho già espresso la mia opinione e forse non mi sono spiegato bene. Il “vulnus” in questa Tezenis sembra proprio la mancanza di un regista che sia in grado di far girare la squadra, accendendo la luce nei momenti di buio. Invece i 16 tiri in più concessi a Udine sono lo specchio di una squadra che continua a perdere troppi. Poi se fai 1/12 da due in tutta la ripresa è giusto mettere la testa sotto la doccia gelata.

15
nov 2016
AUTORE Mario Poli
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WORK IN PROGRESS

Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo…E finche’ son vivo niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare…(Lorenzo Jovanotti)

Fabrizio Frates pensa positivo. Dopo la sconfitta a Mantova ha spiegato di essere più soddisfatto di questa partita persa che della vittoria con Trieste. Contento lui, verrebbe da dire, se non fosse che l’analisi del coach gialloblù è molto articolata.
Frates ha spiegato di avere visto la sua squadra, nella speranza di poter finalmente lavorare con il roster completo, senza intoppi, migliorando con il lavoro quotidiano in palestra. Un aspetto tutt’altro che trascurabile, che finora è mancato a questa Tezenis.
E adesso la società dovrà decidere se prolungare il contratto a Brkic (Frates ha fatto capire che gradirebbe e che il giocatore può coesistere con DiLiegro), scelta che porterebbe a otto il numero dei senior e di conseguenza farebbe scattare la penale di 5000 euro.
Il coach della Tezenis è stato altrettanto lucido sull’analisi dei due giocatori più criticati: Frazier e Portannese. L’americano dopo un avvio con il botto è l’osservato speciale delle difese avversarie, il siciliano non ha ancora convinto, smarrito tra tiri sbagliati e palla perse, però ha l’affetto incondizionato dei tifosi.
Segnali che confermano come la pazienza sia una delle doti migliori di cui armarsi in questa stagione, finché la squadra non raggiungerà – si spera prima possibile – gli equilibri necessari per esprimersi con più continuità, soprattutto in attacco, dove Robinson resta un po’ un enigma: se segna tanto non fa girare la squadra? Intanto i tifosi aspettano, tra fiducia e speranza.

31
ott 2016
AUTORE Mario Poli
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CERCASI PLAY

Michelino dalla Florida per una domenica non ha fatto il…santo e la Tezenis è caduta inopinatamente sul campo di Imola, una delle due squadre ancora al palo.
Conferma n. 1: questo campionato è molto livellato (verso il basso) e si rischia grosso anche contro squadre mediocri, basta vedere anche gli scivoloni in cui è incappata la superfavorita Virtus Bologna. Così Roseto, partita per salvarsi, guida la classifica assieme a Treviso e Ravenna.
Conferma n. 2: basta un americano con i fiocchi (Adam Smith) e molti problemi sono risolti, anche se hai una squadra rivoluzionata. Verona ha cambiato quasi tutto ed è ancora alla ricerca degli equilibri, ma se “San Frazier” incappa nella prima serata storta, Portannese continua a pasticciare e DiLiegro non entra in partita diventa difficile contro chiunque.
Conferma n. 3: le difficoltà contro la zona (sebbene Frates sia stato costretto a schierare un quintetto con 4 piccoli), con ripetuti tiri forzati allo scadere dei 24” e una valanga di palle perse, hanno evidenziato la mancanza di una regia lucida. Robinson (giocatore con mezzi fisici devastanti, gran difensore, che a Imola ha segnato con buone percentuali ma ha gestito malamente diversi palloni), sembra rendere meglio con Brkic piuttosto che con Totè, ma il giovane talento veronese appare un po’ depresso, forse ha solo bisogno di sbloccarsi e lo stesso coach Frates lo ha sollevato dal peso di troppe responsabilità e nelle ultime due gare è partito dalla panchina.
Conferma n. 4: in questo campionato la grinta, l’energia, il celebre “animus pugnandi” fanno la differenza e rappresentano un valore aggiunto. Qualità che non vanno d’accordo con le ingenuità veronesi. Ma bisogna avere pazienza, per ora…

24
ott 2016
AUTORE Mario Poli
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FRAZIER SANTO SUBITO

Metti un pomeriggio con Mike Frazier ospite negli studi di Telenuovo, accompagnato da un disponibilissimo d.s. Daniele Della Fiori (ma vogliamo chiamarlo per quello che è, ossia general manager?), al seguito anche Dawan Robinson e Mauro Brugnara, responsabile delle Relazioni esterne e dei Progetti speciali in Pentax, l’azienda della famiglia Pedrollo.
Si scherza, si manifesta interesse anche per le ragazze dell’Ecodent Alpo, si parla dell’esaltante crescendo di questo debuttante d’oro pescato da Della Fiori oltreoceano, all’esordio assoluto fuori dagli States, che difficilmente la Scaligera riuscirà a trattenere.
Si emoziona un po’ quando mostriamo il video del suo record di 11 triple al college con Florida, mentre Robinson filma tutto con dovizia di particolari. Una bella coppia, bene assortita (di sicuro fuori dal campo), anche se il più esperto Dawan deve ancora mostrare tutto quello che vale nell’altra metà del campo ed è lui il primo a riconoscere di non essere soddisfatto: “Offense, not only defense!”.
16, 27, 28, 33: i numeri dicono chiaramente che la Tezenis ha già trovato il suo leader, ed ha solo 22 anni. Qualcuno comincia già a rispolverare paragoni con le emozioni regalate da Henry Williams o Mike Iuzzolino.
Vivere di ricordi non serve, piuttosto teniamoci stretto il ragazzo della Florida, assoluto mattatore nelle due vittorie della Verona dei canestri. Frazier Santo subito.

17
ott 2016
AUTORE Mario Poli
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ERRARE E’ UMANO, PERSEVERARE…

“La pallacanestro è come una guerra in cui si sviluppano prima le armi offensive, poi ci vuole sempre un po’ di tempo perché la difesa si organizzi.” (Red Auerbach)

La battuta lanciata da qualche tifoso all’Agsmforum alla fine della partita con Piacenza è che, visti i chiari di luna, per la Tezenis sarebbe opportuno giocare sempre in trasferta. Ironie a parte (comprese le bizzarre teorie sul parquet rosa che porterebbe sfiga), la banda di Frates è ricascata negli errori commessi all’esordio. Una partita-fotocopia di quella con Roseto: avvio agghiacciante, avversari in fuga, poi la rimonta (questa volta realizzata ben prima), il controbreak ospite. E l’autocritica del coach gialloblù nel dopo-partita fotografa perfettamente questa seconda sconfitta in casa: “Abbiamo trascorso la settimana a guardarci allo specchio, a chiederci che futuro radioso ci aspetta e che potenziale abbiamo”. Il potenziale sicuramente c’è, ma tra inesperienza, ingenuità, scelte scellerate e pure un po’ di sfortuna (l’infortunio a Basile che, se fosse stato disponibile, avrebbe forse evitato a Robinson di combinare altri pasticci in cabina di regia che tuttavia in difesa ha annullato Hasbrouck), la Tezenis ha dimostrato di non aver imparato la lezione del precedente k.o.
Piacenza, come Roseto, ha rivoluzionato il roster affidandosi ad un mix di giocatori esperti e di giovani desiderosi di emergere, è allenata da un debuttante, quel Marco Andreazza che fu anche sulla panchina di Villafranca in C1 e tanto bene ha fatto nelle giovanili delle Benetton e poi di Casalpusterlengo. Un altro esempio di forza di volontà, umiltà, coesione. Per farla breve alla Scaligera occorre più determinazione; quella cattiveria che i giganti gialloblù hanno messo in campo al Paladozza. Così alla fine della fiera tutto si riduce alle parole di Michael Frazier, che contro Piacenza ha recitato praticamente nel deserto: “La vera Tezenis è quella di Bologna”. Però dovrà giocare altre 13 partite a Verona…

09
ott 2016
AUTORE Mario Poli
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DEFENSE, DEFENSE, DEFENSE!!!

“Non si può decidere come e quando perdere, però si può decidere come reagire per vincere la prossima volta.” (Pat Riley)

C’è una vecchia regola, sempre attuale anche nella pallacanestro in continua evoluzione. Le partite si vincono in difesa. Poi se tiri con percentuali da favola, ovviamente tutto riesce più facile; ma nei momenti difficili, quando vai in crisi e non fai canestro, puoi sempre aggrapparti alla difesa, cercando almeno di non fare segnare anche i tuoi avversari.
La partita al Paladozza (inciso aziendale-personale: il nuovo corso delle dirette del grande basket di Telenuovo non poteva cominciare meglio) ha mostrato proprio questo. La Tezenis è rimasta a secco nei primi tre minuti, però ha tenuto botta, poi ha acceso lo turbo ed è andata in fuga senza mai essere riavvicinata.
Così ne è uscita una partita a ruoli capovolti, rispetto all’amaro debutto di una settimana fa. Una prova di solidità e personalità, anche dai giocatori più giovani (come Toté e Basile), un grande segnale di carattere e di di unità d’intenti, come ha sottolineato coach Frates nel dopo-gara, ammonendo tuttavia a non montarsi la testa. Una cautela condivisa dal d.s. Della Fiori.
Insomma legittimamente soddisfatti e orgogliosi per questa impresa a Basket City, ma siamo solo all’inizio. Ne vedremo delle belle, e speriamo che il bello sia soprattutto gialloblù.

02
ott 2016
AUTORE Mario Poli
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SCIAGURATO DEBUTTO

“…hai voglia di far centro quella sera, sì d’accordo ma poi, tutto il resto è noia” (Del Giudice, Califano). 


Battute sparse raccolte durante e alla fine della sciagurata partita d’esordio della Tezenis. “Adesso non sarà colpa di Crespi”. “Il campionato è ancora lungo”. “Roseto aveva perso di 28 in amichevole contro Montegranaro di serie B, mancava solo Amoroso”. “Adam Smtih ne aveva messi 43, sempre in precampionato”. “Per vincere occorre cattiveria”. “Troppo giovani, squadra senza coglioni”. “Portannese non sbaglierà più una partita da qua in avanti”. “Se perdiamo con Roseto che deve salvarsi, figuriamoci a Bologna”. “Ecco, un’altra perla di Pedrollino”. “Abbiamo sbattuto il muso, servirà da lezione”.
L’ultimo commento è di coach Frates, raccolto in sala stampa. Il k.o. è duro, soprattutto per come è maturato e per le dimensioni. Ma se a metà partita fai 0/9 nelle triple e agli avversari concedi 6/9 la partita può andare in una sola direzione. Hai voglia poi a tentare la rimonta.
E se alla prima sconfitta, per quanto pesante, ricominciano i blablabla sulla società, sulla competenza dei dirigenti e sulla forza della squadra, magari restando davanti a una tastiera senza nemmeno venire al palasport, allora mi sento in dovere di lanciare una domanda e di spendere un consiglio.
Domanda: perché continuate a seguite il basket? Consiglio: andare a sfogarvi con una bella corsa in bici, magari su e giù per i monti. Avrete tempo di pensare alla fatica e agli sbagli che si possono fare quando si lavora.
Quest’anno la società ha mostrato di essere sempre sul pezzo. E’ intervenuta subito tagliando Kareem Canty che si è rivelato non all’altezza (eufemismo per dire che era un disastro), ha preso Robinson che ha cannato l’esordio ma può essere un giocatore importante. Totè è rimasto sui legni tutta la ripresa. E’ corsa immediatamente ai ripari per l’infortunio a Pini ingaggiando Brkic nell’ultimo giorno valido del primo periodo di tesseramenti. Poi Brkic contro Roseto non ha messo piede in campo, ma – si spera – avrà tutto il tempo di rendersi utile alla causa gialloblù. Della partita con Roseto salvo il tifo della Locura anche sul -23 e le proteste della tribuna numerata dopo il tecnico a Frates. Tutto il resto è noia.

07
set 2016
AUTORE Mario Poli
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UN ATTO D’AMORE

“La pallacanestro è uno sport per persone intelligenti, se non lo sei…lascia perdere”. 
(Sergio Tavčar)

Dove eravamo rimasti? Alla notte sacra del Pionir di Belgrado, ma anche alla magica sera del Forum di Assago e all’impresa esaltante del PalaDozza di Bologna. Le tre perle nella storia della Verona dei canestri. Telenuovo c’era. Le scelte editoriali e giornalistiche e quelle societarie a volte prendono strade diverse, ma poi ci si ritrova.
Ringrazio l’editore per questa nuova opportunità e per aver voluto investire fortemente nel progetto basket. C’erano i microfoni di Telenuovo a raccontare le imprese dei giganti di Dado Lombardi quando la pallacanestro è diventata popolare, entrando nelle case di tanti veronesi. E poi ci sono stati nelle due promozioni in A1 e nei playoff, fino alla semifinale scudetto. Ma c’erano anche nella prima stagione in serie A, quella del triste esilio a Padova. La squadra di chiamava Vicenzi Biscotti e i colori erano biancorossi.
Adesso siamo tornati, per raccontare soprattutto le emozioni targate Tezenis. E’ un atto d’amore verso lo sport più bello del mondo (i sondaggi sappiamo quando sono attendibili e per un chiarimento definitivo basta leggere l’aforisma iniziale). Mentre scrivo guardo dalla finestra l’amato Adriatico in cui si specchia il Conero. Le mie ferie sono ai tempi supplementari, ma nella nostra casa di Telenuovo siamo tutti carichi. Vi prometto che cercherò di non urlare troppo. Avanti i blu della palla a spicchi.