18
gen 2015
AUTORE Mario Poli
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IL CIRCO E LE ARANCE TAROCCHE

Credo di essere in nutrita compagnia tra i baskettari che hanno considerato l’All Star Game una festa dei canestri, ma niente di più. Anzi, forse una sagra, una fiera da circo, con tutto il rispetto per i protagonisti della nobile arte circense. “The game” non è quello visto nella pur bella cornice del Palaolimpia.
C’è chi ritiene l’edizione dell’anno scorso ad Ancona (76-59 per l’Italia) la peggiore di sempre, così dopo cinque sfide consecutive con la Nazionale (tutte vinte dagli azzurri), la Lega Basket ha pensato di tornare al format americano.
Ma anche la Nba è un’altra cosa. Così è sortita una pagliacciata senza nemmeno il minimo sindacale della difesa, che ha annoiato gli spettatori davanti alla tivù e non oso pensare a quelli che hanno pagato il biglietto. Quante risorse sprecate! E’ promozione del basket mostrare schiacciate e tiri da tre a nastro senza mai nessuna difesa? E chi ha inventato la formula della gara delle schiacciate in coppia? Le uniche emozioni sono state con la scena dell’assist dalla bicicletta, la vittoria della gara del tiro da 3 di Andy Rautins (figlio di Leo, visto con la sfortunata Citrosil che inaugurò il Palaolimpia) ed i siparietti di un altro ex gialloblù, Shane Lawal, e del solito “Poz”, che ha dato una botta di emozione al pubblico.
Del resto, se hanno chiamato lui, che non è certo al top tra gli allenatori che siedono su una panchina di serie A, un motivo ci sarà…però tra rinunce scontate (Milano giocava il giorno prima in Eurolega) e forfait dell’ultima ora, il prodotto confezionato non è stato facile da digerire per gli appassionati.
Come la sconfitta subita all’indomani dalla Tezenis a Barcellona. Per una settimana abbiamo assistito al giochetto “ritiro-non ritiro” del club siciliano, che poi ha trovato uno sponsor. Ma come, non c’era già la Sigma? Come fanno i budget nell’isola? Si ingaggiano giocatori e si punta in alto senza avere la copertura finanziaria? Ovviamente la mia domanda è retorica ed ha già una risposta. Come l’epilogo tipicamente siculo: l’arrivo dello sponsor, la “Canditfrucht” salita lo scorso aprile alla ribalta delle cronache giudiziarie per l’arresto del presidente della società nell’ambito dell’operazione “Last Orange” dei Carabinieri per un presunto traffico illecito di rifiuti che avrebbe generato in ingiusto profitto per due milioni di euro: in totale otto misure cautelari ed il sequestro preventivo della Canditfrucht, revocato il 21 dicembre. E dopo tre settimane, voilà, la sponsorizzazione per promuovere il nuovo prodotto “Orange Moon: da Last a Moon il passo è breve…intanto hanno battezzato lo sponsor battendo Verona.

05
gen 2015
AUTORE Mario Poli
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ANNO NUOVO, VITA VECCHIA

La partita più bella (finora) del campionato nel giorno del record stagionale di pubblico al Palaolimpia. Il 2015 non poteva cominciare nel migliore dei modi. Cuore e testa, motivazioni e talento. Un gruppo vincente per continuare a vincere. Non c’è altro da dire, lo show-time vale più di tante parole. Avanti così.

25
dic 2014
AUTORE Mario Poli
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IL RISPETTO NON HA PREZZO

A Natale tutti, solitamente, sono più buoni. In questi giorni di feste, auguri e brindisi il mio pensiero va al presidente Pedrollo, colpito dalla perdita del papà Zimerio: aveva 102 anni e tutto cominciò da lui e dalla sua piccola officina.
Un altro pensiero va ai tifosi di Verona e al rispetto che hanno manifestato ai “burdel” di Forlì. Rispetto verso i ragazzi e solidarietà alla tifoseria forlivese. Sono qualità che non hanno prezzo, ma il mitomane di Romagna non fa una piega, anzi, con il rinvio della partita con Veroli è riuscito a prolungare l’agonia del suo club. Del resto cosa si può pretendere da uno che è andato perfino a prendersi una pizza per mangiarsela sottraendola dal pacco della cena per gli Under 19 che avevano giocato a Verona?
Purtroppo non ci sono problemi solo in Romagna, Veroli traballa, Napoli pure, e fa tenerezza vedere che nella riunione prenatalizia il Consiglio federale abbia “affrontato il problema dei controlli da poter effettuare in un campionato non professionistico per garantirne il regolare svolgimento, esprimendo grande preoccupazione per la situazione della Fulgor Libertas Forlì”. Mettere regole più severe prima, no eh?
Ecco perché merita grande rispetto anche una proprietà seria come quella della Scaligera. Buone Feste a tutti.

14
dic 2014
AUTORE Mario Poli
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ZUCCA BARUCCA E IL CARNEVALE IN ANTICIPO

La Tezenis fa il suo dovere vincendo a Codogno senza complicarsi troppo la vita. Questo campionato “Gold” sembra destinato a riservare ancora molte sorprese, come dimostra il faticosissimo successo di Brescia su Agrigento dopo un supplementare.
Non è invece una sorpresa l’epilogo della farsa di Forlì. I romagnoli sono scesi in campo con i giovani, perdendo in casa 34-119 contro Trieste. Siamo ormai ai titoli di coda e nei prossimi giorni dovrebbe calare definitivamente il sipario su una squadra che non doveva essere messa nelle condizioni di giocare, falsando il campionato (fortunatamente prima della fine dell’andata) e facendo fare un’altra figura barbina al movimento di vertice del basket.
Un Carnevale anticipato, ma c’è poco da ridere, tra contratti su carta straccia, fantomatiche azioni in Lussemburgo, giocatori alloggiati in albergo in attesa degli appartamenti e poi cacciati perché la società non pagava e ufficiali giudiziari che sequestrano l’incasso (però nell’ultima partita ingresso gratis!).
Mi duole essere stato un facile profeta: basta leggere il blog del 2 ottobre. Forse qualche giocatore sarà stato abituato a farsi pagare l’ingaggio con strani giri all’estero, ma è più che legittimo chiedersi perché un personaggio navigato come Alberto Bucci si sia imbarcato in questa avventura improbabile, mettendoci la faccia e sputtanandosi. E la Federazione? Ah, giusto…è la stessa che due anni fa accettò l’iscrizione di Napoli, cancellata dopo due giornate, giusto il tempo di far spendere alla Tezenis i soldi per la trasferta, poi laggiù non ci andò più nessuno.
Ogni volta si spera che sia l’ultima con i proclami dei “baracca” di turno, ma temo che non sarà così. Honni soit qui mal y pense…

08
dic 2014
AUTORE Mario Poli
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LA VOLPE E L’UVA

“Nondum sunt maturi, nolo acerbos sumere”. Manco a dirlo, c’è già chi ha scomodato Fedro e la favoletta della volpe e l’uva per replicare a chi ha commentato le due sconfitte di fila della Tezenis sostenendo “meglio adesso che nei playoff”. Bella forza! Meglio essere ricchi che poveri. Magari meglio anche belli piuttosto che brutti. La fiera delle banalità ogni tanto si spreca in certe circostanze. Premesso che non si poteva pretendere che i giganti gialloblù facessero 30/30 in regular season, il primo ko al Palaolimpia contro una Jesi che ha dimostrato di non meritare affatto il penultimo posto in classifica deve per forza invitare a riflettere e a lavorare ancora più sodo in allenamento.

Paradossalmente il migliore in campo è stato proprio Darryl Monroe, che aveva saltato le ultime tre partite per infortunio. E questa volta non si può accampare la sua assenza per il gap pagato a rimbalzo. Tuttavia quello che conta è arrivare in palla ai playoff, tosti e duri. I detrattori di Ramagli si possono consolare con la prima difesa a zona dopo due anni e mezzo, peraltro senza effetti positivi.

Nota a margine. Le partite diventeranno 28: la farsa di Forlì sta arrivando all’epilogo. Ieri l’ineffabile Boccio si è presentato al Palafiera per arraffare l’incasso e ha trovato l’ufficiale giudiziario. Ma è la stessa persona che straparlava di Eurolega e voleva sfidare Milano? Il basket è uno sport per persone serie, i “patacca” lasciamoli ad altri.

05
dic 2014
AUTORE Mario Poli
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A PROPOSITO DI HENRY

Ogni volta che pensiamo alle stagioni più esaltanti della Verona dei canestri – Coppa Italia a parte – ci vengono in mente Henry Williams e Mike Iuzzolino. I voli con schiacciata e le triple in ascensione di Hi Fly, lo spettacolare reverse ed i canestri da distanza siderale del Paisà.
Adesso tutti torniamo a tifare per “Il Predicatore”. Il 44enne Henry Williams ha rischiato di morire: da cinque anni è in dialisi ed è in attesa del trapianto di rene.
Una malattia renale scoperta alla Novant Health University e dopo aver superato la fase più critica (dialisi ogni giorno per otto ore), l’ex stella della Verona dei canestri, vincitore di uno scudetto, una Saporta Cup e una Supercoppa Italiana con Treviso, poi a Roma, di nuovo in Scaligera in Eurolega e infine a Napoli (promozione in A1, manco a dirlo…) adesso si è comprato una macchina per sottoporsi a dialisi a casa con la possibilità di continuare a muoversi e a svolgere la sua attività di pastore predicatore per la chiesa battista.
Intanto il suo college, UNCC, lo ha ingaggiato come ‘Director of player developement’ dei 49ers e tutta Charlotte fa il tifo per lui. Verona si unisce al tifo e alle preghiere.

10
nov 2014
AUTORE Mario Poli
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I CENTIMETRI CONTANO? DIPENDE DOVE…

“I centimetri non sono importanti, anche se qualcuno può pensare che contano”. Parola di una nota supertifosa della Tezenis, di cui non rivelerò il nome nemmeno sotto tortura.
Doppi sensi a parte, la Verona dei canestri veleggia, anzi, troneggia in testa al campionato, passando da un dominio all’altro. Con buona pace degli amanti della critica preventiva, che in estate lamentavano la carenza di centimetri della squadra di Ramagli, spingendosi a confrontare l’altezza di Monroe nelle varie versioni di Wikipedia e arrivando a invocare l’ingaggio nientepopodimenoche di Cusin, al tempo ancora free agent.
Il campo è come il tempo: di solito è galantuomo. Magari arriveranno momenti più difficili, ma è certo che un asse play-centro come De Nicolao-Monroe non ce l’ha nessuno, oltre ad un giocatore di qualità superiore per la Gold come Ndoja. Insomma una squadra di equilibrio e sostanza. Poi saranno i dettagli a fare la differenza.
La striscia di sette vittorie consecutive ricorda i bei tempi andati, però resto sempre dell’idea che è inutile fare i nostalgici. Teniamoci stretti i vecchi trionfi (c’è chi non li ha…), ma guardiamo avanti. La Tezenis del Ramagli-3 non è solo difesa e regala anche una buona dose di basket-spettacolo. L’entusiasmo è giustificato, lo dimostra il numero crescente di tifosi in trasferta, e sarebbe il caso che il Palaolimpia fosse ancora più pieno.

13
ott 2014
AUTORE Mario Poli
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GUARDARE E IMPARARE

L’eccesso di sicurezza induce a commettere errori e l’umiltà aiuta a crescere e a migliorare ognuno di noi. La sicumera con la quale noi baskettari spesso guardiamo dall’alto al basso il mondo del volley può portare brutte sorprese. Mente la Tezenis vinceva la seconda partita di fila con 23 punti di scarto travolgendo pacificamente Barcellona nonostante le bizze di Monroe (al quale sarebbe opportuno fare un corso intensivo sui deliri di certi fischietti in A2 Gold), piazza dei Signori accoglieva tanta gente per il gala di presentazione della Calzedonia Volley. Stessa famiglia di sponsor, ma una cornice completamente diversa: per la pallavolo Ilaria D’Amico come madrina, il cantante Giò Di Tonno e le supermodelle dell’intimo di casa, per il basket la solita presentazione in mezzo a mutande e canottiere con una giornalista paracadutata da Sky.
In Scaligera non se n’abbiano a male, ma volley batte basket 3-0, sebbene l’ufficio stampa sia super. E tutti i discorsi sulla superiorità del basket e sulla tradizione lasciano il tempo che trovano; l’esempio al contrario di Trento dovrebbe insegnarci qualcosa. Così come il clamoroso (ancorché un tantino esagerato) ritorno d’immagine generato dal Mondiale di volley femminile. Sotto rete organizzano eventi a nastro, la Federbasket rinuncia perché non ci sono soldi. Ormai i canestri guadagnano spazio sui media solo per le sparate del Poz, manco fosse l’unico coach. Aggiungiamo le mille burocrazie e complicazioni portate da Fiba e Fip e il quadro è completo.
La Fipav ha bloccato le retrocessioni, il basket naviga a vista. Un bambino italiano che ha avuto la sventura di nascere all’estero, per giocare deve aspettare l’ok dalla Federazione del paese dov’è nato. E’ la Fiba, bellezza: la stessa che provò a fare la guerra all’Eurolega. Abbiamo visto com’è andata a finire…meno male che anche il basket ogni tanto s’inventa qualcosa di buono.

02
ott 2014
AUTORE Mario Poli
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BUON VIAGGIO TEZENIS

Il nuovo campionato di A2 Gold non sarà zoppo, nel senso che non ci sarà la diciassettesima squadra, come sembrava dopo l’”apertura” del Consiglio Federale al ricorso di Matera, che poi è stato respinto dalla Commissione Giudicante.
E’ meglio stendere il più classico dei veli pietosi sulla vicenda di Forlì, con la fidejussione farlocca e i mancati adempimenti secondo il regolamento. Del resto nemmeno Latina sembrava avere tutte le carte in regola. Sulla proprietà del club romagnolo e soprattutto sulla sua gestione hanno insinuato di tutto e di più, non voglio sprecare altro spazio, possiamo solo aspettare e vedere come andrà a finire.
Non è la prima volta che personaggio borderline scendono in campo con programmi roboanti, mi permetto solo di far notare la comica posizione della signora Bragaglio, che da presidente Lnp ha dato l’assenso a Forlì per un versamento non consono secondo le regole, salvo poi sottoscrivere come presidente di Brescia un documento che censurava questa decisione, quindi firmando contro se stessa….
Del resto mi risulta che ad una recente riunione di Lega il presidente di Latina dopo avere sentito gli sproloqui di Alberto Bucci (uomo-immagine di Forlì) abbia chiesto alla stessa Bragaglio: “Scusi, ma qui quanti presidenti ci sono?”. Risposta di Graziella Bragaglio: “Io e lei”. La controreplica è suonata più o meno così: “E allora cosa stiamo a parlare? Io e lei ci mettiamo i soldi, gli altri invece li prendono”.
Questo è il nostro mondo, fatto di tanta gente appassionata, che ama lo sport più bello, ma che ai vertici è gestito male, troppo spesso da dilettanti allo sbaraglio. La pallavolo, purtroppo, pur essendo un movimento infinitamente più piccolo, ci ha offerto qualche esempio che andrebbe copiato, ma che invece viene ignorato o sottovalutato, soprattutto per presunzione.
Detto questo buon viaggio alla Tezenis del Ramagli-3, molti l’hanno indicata in cima al ranking dell’A2 Gold. Quest’anno la Verona dei canestri non può sbagliare.

31
ago 2014
AUTORE Mario Poli
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L’ORA DEL RAMAGLI 3

Alessandro Ramagli e la sua pallacanestro potranno piacere e non piacere, essere lodati o criticati fa parte della vita quotidiana di un allenatore. Ma il coach della Tezenis ha sicuramente un pregio: non legge i blog e non passa il tempo a navigare sui social forum per leggere i commenti dei tifosi. Anche perché se lo facesse e leggesse certe cose s’incazzerebbe di brutto; Ramagli lo ha ammesso con onestà e conoscendolo non c’è motivo di dubitarne.
Così in queste ultime settimane il Reverendo (come sono soliti definirlo un po’ di tifosi armati di ironia…) si è risparmiato le speranze degli appassionati attorno alla nuova Tezenis, ma anche qualche giudizio un po’ troppo ‘tranchant’, del tipo: “Monroe ha giocato in una delle ultime squadre della classifica in Spagna”, “La squadra è piccola, per vincere il campionato ci vuole un centrone”, “Serve un altro lungo esperto, meglio rinunciare ad un under”.
A parte la folle illusione che Verona possa solo pensare  di inseguire un giocatore come Cusin (che tra l’altro sembra avere pretese altrettanto folli), Ramagli vuole otto giocatori da poter far ruotare, più due giovani. Punto.
E i suddetti (ossia gli under), chi ha quelli bravi se li tiene, oppure finiscono in serie A. Quanto al quintetto è pacifico che il coach della Tezenis si affiderà a De Nicolao, Umeh, Boscagin, Ndoja e Monroe, con Gandini che partirà dalla panchina. Poi ci sarà sempre la possibilità di modificare e ruotare, mentre nel roster resta a disposizione il posto per il passaportato e nel budget il d.s. Petronio è riuscito a fare una piccola “musina”. Non si sa mai…