07
apr 2014
AUTORE Mario Poli
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SPRINT FINALE

A due giornate dalla fine della regular season in Lega Gold, appare fin troppo evidente che il destino della Tezenis si giocherà nella prossima trasferta a Biella. Il rendimento offerto ormai da un bel po’ di tempo a questa parte dai giganti gialloblù al Palaolimpia consente infatti di guardare con una buona dose di fiducia alla sfida con Ferentino che chiuderà la stagione regolare.
Così la sfida in Piemonte sarà praticamente decisiva per le chance veronesi di entrare nelle top four per ambire anche ad una posizione più alta nella griglia dei playoff. La capolista Trento nel prossimo turno giocherà a Trapani e poi affronterà in casa proprio Biella in uno scontro diretto osservato a distanza con grande interesse da Capo d’Orlando. I siciliani sono in svantaggio nel doppio confronto con Trento e in vantaggio con Biella ed hanno due partite molto abbordabili: trasferta a Jesi e in casa con Imola. Per questo possono puntare ancora al primo posto, traguardo che non è precluso nemmeno a Biella, che ha già battuto all’andata la Bitumcalor.
E in questo groviglio di ipotesi s’incastra il cammino finale della Tezenis, costretta ad evitare di arrivare appaiata a Torino, che l’ha battuta due volte e giocherà a Brescia per poi chiudere ospitando Trapani.
Sarà quel che sarà, nella speranza di ritrovarci nei playoff un po’ più ricchi e meno poveri…

17
mar 2014
AUTORE Mario Poli
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VIAGGI IN SICILIA

Sei vittorie di fila, che non tolgono la Verona dei canestri dall’area “bicolore” tra terzo e quinto posto, dove finirebbe adesso, per via degli scontri diretti negativi con Torino e Biella.
Ma è comunque tutto un altro vedere rispetto a due mesi fa, quando dopo la mattanza al Pala Ruffini si erano levati cachinni verso la squadra, riaccendendo critiche alla gestione tecnica della Tezenis e alle scelte di mercato della società.
Sembra un secolo fa, ma la striscia vincente non permette certo di far festa. Il campionato si è fatto duro per tutti, basta guardare la superfavorita Torino, che nelle ultime tre giornate ha incassato due sconfitte e ha vinto sulla sirena contro Napoli.
I giganti gialloblù nelle prossime due trasferte a Trapani e Barcellona si giocheranno una buona dose delle chances di restare in corsa per i primi posti. E ai due viaggi in Sicilia seguiranno la sfida casalinga con Brescia ed un’altra trasferta a Biella, che ha già vinto al Palaolimpia.
Un ciclo di partite-chiave, che saranno anche una sorta di prova generale per i playoff. Quei playoff (Federico e…Forrest Gump docet) che sono come una scatola di cioccolatini. Poi una volta si andava a Barcellona in Eurolega, adesso dobbiamo accontentarci della Sicilia e di Pozzo di Gotto…

23
feb 2014
AUTORE Mario Poli
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QUALCOSA E’ CAMBIATO

Mancano sette giornate alla fine della regular season e la Tezenis con una striscia di quattro vittorie consecutive intanto ha messo una serie ipoteca per staccare un biglietto per i playoff. Quattro punti di vantaggio su Trapani (che i gialloblù dovranno visitare) e Veroli (differenza canestri pari, in quella totale per ora Verona è +32) rappresentano già una buona cambiale che coach Ramagli è pronto ad incassare.
Il trio di testa non molla (anche se la capolista Torino ha rischiato grosso con Napoli che domenica 16 sarà al Palaolimpia) ed hanno vinto anche Biella e Barcellona, agganciando la Tezenis al quarto posto.
E’ chiaro che le due trasferte in Piemonte e in Sicilia decideranno la posizione della Scaligera nella griglia dei playoff, intanto però il vento in casa gialloblù sembra essere proprio cambiato. I giganti di Ramagli hanno superato dubbi e incertezze acquistando consapevolezza dei loro mezzi, oppure sono state sufficienti le vittorie con le due capolista per ritrovare fiducia, energia e personalità?

09
feb 2014
AUTORE Mario Poli
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PUNTO E A CAPO

Alessandro Ramagli ha perfettamente ragione quando spiega che in sei giorni la Tezenis ha giocato con le tre capolista e se Torino ha dimostrato di essere superiore, con Trento e Capo d’Orlando la sua Verona ha fatto vedere di essere competitiva e di poter giocarsela. Anche nei playoff.

Dal punto più critico della stagione all’esaltazione di questa doppietta al Palaolimpia il passo è breve. Non bisogna montarsi la testa, ma continuare a credere che si può migliorare sempre. Lo dimostra la capacità di vincere (come contro la Pozzecco band) senza tirare con percentuali super, anzi, decisamente peggio degli avversari. E con Da Ros che non ha fatto il fenomeno…

La classifica è corta, tutta schiacciata tra il quarto al settimo posto (l’ultimo buono per i playoff), però l’impressione è che la stagione possa essersi girata per Bosca e compagni. Anche se la Scaligera è attesa dalle brutte trasferte in Sicilia a Barcellona e Trapani. Sì, viaggiare, evitando le squadre più dure…

06
feb 2014
AUTORE Mario Poli
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FARE IL CULO A TUTTI

Non ho mai inserito Matteo Da Ros nella hit dei miei giocatori preferiti, non foss’altro per le infrazioni di passi, difetto che probabilmente si trascina fin dalle giovanili. Però al discusso n° 20 della Tezenis bisogna riconoscere una qualità che non c’entra nulla con la tecnica: la franchezza. Nel bene e nel male. Ricordo la sua cruda autocritica la scorsa stagione, dopo la sconfitta in Coppa Italia contro Trieste: “Ho fatto cagare, ho giocato una partita di merda!”.
Parole chiare, come quelle nello sfogo di ieri dopo la vittoria su Trento. “Ho chiesto al preparatore atletico di spaccarmi il culo per due ore perché oggi, domani voglio rompere il culo a tutti”.
Parole dette dopo una partita di grande sostanza e che possono apparire presuntuose perché il nostro non ha spiccicato verbo dopo il successo con Trieste o a Torino. Ma gli ultimi dieci giorni sono stati sicuramente pesanti per Da Ros. Non dev’essere stato piacevole sentirsi messo alla gogna, bollato come un rompicoglioni che guasta la serenità dello spogliatoio.
Di teste calde o di giocatori dal carattere difficile ne sono passati più d’uno a Verona; un nome su tutti: Tim Kemtpon. Quello che conta è il gruppo, chi lo gestisce (ossia il coach) e chi lo controlla, vale a dire la società; che ultimamente qualche marachella l’ha combinata, tra dichiarazioni inopportune e idee un po’ confuse sulla strategia da adottare.
Per questo la personalità di Da Ros ed il coraggio di essere onesto con se stesso e con gli altri (e nella sua sparata non si riferiva certo ai tifosi), devono essere prese da stimolo per ripartire con tutte le motivazioni per riportare più in alto possibile la Verona dei canestri.
Tutti insieme, tutti dalla stessa parte. Solo così nei playoff potremo vederne delle belle.

01
feb 2014
AUTORE Mario Poli
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CIAO TEO

Nella lunga frequentazione che Teofilo Sanson mi ha onorato di concedermi, potrei citare mille aneddoti. Mi piace ricordarne un paio che c’entrano poco o nulla con il suo grande impegno di appassionatissimo mecenate nello sport, a cominciare dal ciclismo.
Alla fine dei Mondiali del 1999 fui invitato a pranzo in azienda assieme a mia moglie, che aveva lavorato nello staff dei Mondiali. Alla fine, mentre stavamo per accomiatarci, scoprì che proprio quel giorno era il nostro anniversario di matrimonio. A quel punto si girò verso il cameriere che si era appena seduto a tavola per mangiare dopo averci servito e lo chiamò con la sua voce afona e unica: “Animale! Vieni qui subito!”. E lo spedì in cantina a prendere due bottiglie di champagne che ci donò per festeggiare.
Teo Sanson era così: rude, ma generoso. Poi avrà regalato una bottiglia o una cravatta griffata anche al suo collaboratore, per rimediare ai modi un po’ troppo spicci.
Un uomo capace di soffiare il Mondiale ad Agnelli (nell’anno del centenario Fiat) e che si mise in testa di riportare il Mondiale a Verona (“solo a Verona” precisò) per festeggiare le nozze d’oro con l’adorata Giannina. E ci riuscì.
Un nonno che si incazzò di brutto perché non volevano far salire i nipoti sull’auto che girava lungo il percorso iridato.
Un imprenditore che metteva passione anche solo per spiegare, durante una cena, che una bottiglia di vino va trattata con cura (“E’ vivo!”); o che cercava di convincerti fino all’esaurimento che i suoi gelati industriali erano assolutamente più buoni e sicuri di quelli artigianali, perché c’erano molti controlli in più.
Per usare la nostra lingua, che era anche la sua (inframmezzata da qualche esclamazione friulana e pure torinese) bisogna proprio dire: “Averghene come il Teo”.
Un industriale che non mai lesinato quattrini per sostenere lo sport, fosse il ciclismo che tanto amava (e su tutti il mitico “Moseron”), il calcio con l’Udinese ma anche con un po’ di Hellas, il rugby che a Rovigo gli portò due scudetti.
Il trittico Sanson fu la premondiale che lanciò Bugno verso il trionfo iridato, la tappa del Giro d’Italia si deve a lui e soprattutto il record di due edizioni dei Campionati del Mondo in cinque anni. Nel ’99 si commosse vedendo Damiano Cunego vincere sulle strade di casa, novello “enfant du pays”. Sarebbe bello che Verona, la città che lunedì saluterà Teo Sanson nella chiesa del Vescovo Moro, gli dedicasse una salita, un tornante sul percorso delle Torricelle che lui amava tanto e che sublimò le bellezze di due Mondiali spettacolari come nessun’altro.
Ti sia lieve la terra Teo, e mi piace ricordarti lassù con il tuo carrettino di gelati.

27
gen 2014
AUTORE Mario Poli
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CAPRO ESPIATORIO

Alla Tezenis sembrano aver già trovato il capro espiatorio in questa stagione altalenante: Matteo Da Ros. Chi conosce bene il patròn Gianluigi Pedrollo, sa che tante sue dichiarazioni vanno spaccate in quattro, se non in otto o in sedici…L’atteggiamento un po’ guascone del presidente va di pari passo con la generosità che non ha mai lesinato da dirigente sportivo, basket o calcio che sia. Tuttavia quando si fanno proclami bisognerebbe rispettarli. Ai tifosi è lecito domandarsi dove sono i cambiamenti annunciati entro domenica, ma evidentemente certi sfoghi vanno presi per quello che sono. Sfoghi, appunto. E le colpe vanno spartite, sebbene le scelte di mercato siano state pienamente condivise dal tecnico.
Resta il fatto che ultimamente Da Ros sembra un corpo estraneo alla squadra. E i 6’56″ concessigli contro Trieste non possono essere giustificati solo con la scelta tecnica.
Che dire allora di Carraretto? Scarso minutaggio, senza assumersi responsabilità quando conta, prendendo iniziative quasi sempre a partita chiusa. Però guadagna meno di Da Ros, iol che è tutto dire…
Poi ho trovato un po’ inopportuna la presenza di Giorgio Valli sabato sera al Palaolimpia. Se si voleva dare un segnale di fiducia a coach Ramagli non era questo il modo. Allora con una battuta possiamo dire che la vittoria con Trieste ha salvato (per ora?) la panchina a Ramagli ed ha permesso a Valli di trovare una destinazione ancora più prestigiosa: Virtus Bologna in A1.
E alla fine di tutto non bisogna affatto vergognarsi di dire che bisogna rispettare il budget. Non ci sono soldi per prendere altri giocatori, sia pure con i limiti imposti dal regolamento? Pazienza. Avanti così. Ne vedremo ancora delle belle, playoff permettendo.

05
gen 2014
AUTORE Mario Poli
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FINE ANDATA O FINE CORSA?

Dopo la partita piuttosto imbarazzante in attacco contro Biella, a Ferentino era lecito attendersi una Tezenis con la bava alla bocca. Invece i giganti gialloblù sono usciti battuti, cedendo ancora nel finale. Ferentino ha dimostrato di non meritare il terzultimo posto in classifica, ha un roster competitivo, tutto quello che volete, però resta il fatto che la Verona dei canestri ha perso un’altra chance per restare agganciata alla corsa nelle zone più alte della classifica.
Così la squadra di Ramagli vira la boa del girone di ritorno in settima posizione assieme a Barcellona e Trapani (entrambe battute negli scontri diretti), nell’ultima fascia playoff con un bilancio di 8 vinte e 7 perse. Troppo poco per una squadra che nelle ambizioni della società punta a vincere il campionato. Una società che adesso dovrà fare molta attenzione alle eventuali decisioni da prendere: la vera Tezenis è quella della striscia di cinque vittorie consecutive o quella che è inciampata più del dovuto, combinando pasticci? A Pedrollo l’ardua risposta.

16
dic 2013
AUTORE Mario Poli
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SESTO UOMO

Due retroscena inediti prima e dopo l’esaltante rimonta della Tezenis contro Barcellona. Alla fine della partita il presidente Gianluigi Pedrollo, il figlio Giorgio e il vicepresidente Sandro Bordato sono andati tutti assieme negli spogliatoi per dare un “5″ personale a tutti i giocatori di Ramagli. Un gesto simbolico, ma piuttosto significativo della compattezza del gruppo e dell’unità d’intenti tra squadra e società, tenuto conto che è arrivato da un uono, come il patròn Pedrollo, che non si accontenta mai e già durante l’intervallo aveva esternato il suo disappunto.
Invece il giorno prima della partita la Sigma si è allenata al PalaAteneo. E’ consuetudine quando una squadra affronta trasferte molto lunghe e deve comunque sostenere l’ultima seduta pre-gara. Ad aprire il palazzetto non è andato il custode o l’ultimo mona che girava vicino alla facoltà di Scienze motorie, ci è andato Franco Giuliani, che allena gli Under 19 del Cus ed ha vinto uno scudetto femminile a Vicenza. Appena entrata la squadra siciliana lo ha allontanato: l’allenamento doveva essere rigorosamente a porte chiuse. E come non bastasse, i palloni nuovi che il Cus aveva acquistato per dovere di ospitalità sono stati rifiutati: non erano quelli ufficiali della Lega Adecco, e James Tirelli è dovuto andarli a prendere al Palaolimpia. Tutte queste manfrine sono servite molto a Perdichizzi. Così è arrivato il poker dei giganti gialloblù, grazie anche ad un pubblico del Palaolimpia che se non ha condizionato l’imbarazzante arbitraggio, almeno ha spinto la squadra di Ramagli. Non solo dalla Curva della Locura, ma anche dalla tribune. Era ora.

24
nov 2013
AUTORE Mario Poli
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FEBBRE A 40

Dice il saggio: vincere tirare con il 62% dal campo è meglio che perdere facendo il 35% al tiro. Successi così strabordanti sono una bella medicina per una squadra che sembrava piuttosto malata. Imola di sicuro non è Torino o Capo d’Orlando, ma il segnale è arrivato dalla Tezenis. Un segnale per la proprietà, più paziente; un segnale da e per Ramagli. A chi lo critica per l’eloquio non propriamente oxofordiano consiglio di cambiare posto al Palaolimopia, adesso però la stessa musica dovrà essere suonata anche lontano da Verona. Il direttore e la sua orchestra gialloblù dovranno cominciare fin dal teatro di Napoli.