13
lug 2017
AUTORE Mariobasket
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LE FIGURINE E LA “GARRA”

“Le statistiche sono come i bikini: mostrano quasi tutto, ma nascondono il più” (Le Mazelier)

Di figurina in figurina, come i tifosi sui social amano chiamare gli annunci di nuovi giocatori, la nuova Tezenis è completata. Manca il quinto lungo, un under che arriverà a breve. Intanto l’ingaggio di Jamal Jones ha sistemato il vuoto lasciato dall’approdo in Bundesliga di Michael Frazier, che dopo le promesse spese con il presidente Pedrollo ha seguito (scelta peraltro comprensibile vista l’offerta) le sirene del suo agente, novello Raiola.
E già si sprecano i commenti sul ragazzo nato in Arkansas lo stesso giorno di Micheal Jordan. Giudicare su ogni tipo di fondamentale un giocatoire che pochi minuti di video (tra l’altro esclusivamente in attacco) è quantomeno azzardato. Giova ricordare che dai video sembrava un fenomeno anche l’omonimo di Jabbar, che poi si è rivelato un tipetto “difficile”. Questo per far capire che nelle scelte su un giocatore influsicono anche il carattere, l’atteggiamento comportamentale, la dedizione e le motivazioni, lo spirito di sacrificio. Tutte qualità che non compaiono nelle statistiche. Di sicuro ci saranno parecchio giocatori con la “garra”, compreso Curtis Chinonso Nwohuocha (questo il nome completo del colosso arrivato da Cantù via Treviglio). Che d’ora in avanti chiameremo solo e sempre Curtis.

 

09
lug 2017
AUTORE Mariobasket
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PEDATORI E BASKETTARI

“Sii forte nel corpo, limpido nei pensieri, maestoso negli ideali”. (James Naismith)

La vicenda è nota. Gigio Donnarumma ha fatto fessa la commissione d’esame della sua scuola (privata) e invece di presentarsi agli orali degli esami di maturità, che aveva ottenuto di posticipare per l’impegno con la Nazionale agli Europei Under 21, ha preso un aereo (sempre privato) ed è volato a Ibiza a godersi la vita ed il nuovo contratto assai pasciuto.
Al di là dello tsunami di insulti che dai social si è riversato sul giovane portiere (con una battuta mi piace far notare che con l’ingaggio di un anno – 6 milioni – la scuola può comprarsela e avanza pure qualche soldino…), decisamente diverso è l’esempio che arriva da Riccardo Visconti, la promettente guardia del ’98 che la Tezenis si è assicurata con un accordo biennale con la Reyer Venezia.
Il giovane piemontese, che a 15 anni ha lasciato la sua Torino per le giovanili della Reyer, prima ha vinto lo storico scudetto con il club orogranata (facendo anche un’apparizione nella finale con Trento), poi ha partecipato con la Nazionale Under 20 al Torneo di Roseto (assieme ai prossimi compagni di squadra Leo Totè e Curtis Nwohuocha), quindi ha lasciato il raduno azzurro per volare in Egitto con la Nazionale Under 19, che stasera al Cairo giocherà la finale dei Mondiali contro il Canada. E ha cercato di dare sempre il suo contributo, nonostante il doppio scavigliamento.
Finito il Mondiale, Riccardo Visconti, tornerà a Mestre per sostenere gli orali alla Maturità all’Istituto per Geometri “Massari”. La scuola si è già complimentata con il suo studente per lo scudetto, speriamo nel bis per il Mondiale. Sull’esito dell’esame non ci sono dubbi. I baskettari sono di tutta un’altra pasta.

03
lug 2017
AUTORE Mariobasket
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CIAO PERICLE

Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese (J.F. Kennedy)

Nomen omen, dicevano i latini, ma non sempre il destino è insito nel nome di ciascuno di noi. Penso ad esempio all’amico Pericle Manarini, storico dirigente addetto al tavolo della Scaligera Basket, che se n’è andato nel sonno all’alba di un triste lunedì d’inizio luglio.
Uomo buono e mite, era certamente distante dal generale ateniese cui doveva il nome. Però ha sempre saputo farsi rispettare e benvolere, passando attraverso gm e ds di personalità più o meno forti e soprattutto attraverso campionati esaltanti e altri decisamente bui.
Quando la Sanzeno di Giuseppe Vicenzi giocava il derby con San Bonifacio in C2 lui era al suo posto di comando, nell’angolo del tavolo sul lato opposto della panchina; come c’era nella finale di Coppa Korac con la Stella Rossa in un Palaolimpia gremito, nelle semifinali scudetto o all’indimenticabile esibizione Glaxo-Stefanel con le stelle della Nba Scottie Pippen e Charles Barkley. Sempre disponibile, mosso dalla grande passione che lo ha accompagnato per più di trent’anni e per 609 partite.
E’ noto che i successi di una società sportiva si costruiscono dal basso, grazie al contributo di chi lavora dietro le quinte, senza mai chiedere qualcosa in cambio. Si chiama passione, amore per lo sport, per il nostro grande basket. E sublima lo spirito kennedyano ci cosa ognuno di noi può fare per la collettività, senza dover sempre chiedere che cosa gli altri possono fare per lui o per il prossimo.
A Pericle devo un po’ di partite quando il figlio Pietro giocava nelle giovanili, le chiacchierate in quegli anni quando andavo a trovarlo in Comapre o all’Autostrada, i ritagli di giornale delle stagioni della Citrosil che lui conservava in perfetto ordine, numerati con la sua bella calligrafia da geometra. Un giorno mi consegnò tutto il malloppo: “Tienili tu, a te saranno sicuramente più utili”.
L’ultimo sorriso, dopo che il cuore lo aveva già messo in crisi, gli era scappato quando la sua Cremonese aveva completato l’incredibile rimonta sull’Alessandria. Purtroppo non potrà più regalare i suoi timidi sorrisi alla sua bella famiglia. Ti sia lieve la terra e risposa in pace, amico mio.

01
lug 2017
AUTORE Mariobasket
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FEDERPOLPOT

Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d’essere superiore alle leggi. (Marco Tullio Cicerone)

Nelle ultime ore circola l’ipotesi di una modifica della composizione dei gironi nel prossimo campionato di A2. Il Settore Agonistico della Fip avrebbe proposto una divisione “alternativa” (per usare un eufemismo…) che prevede lo spostamento di Piacenza nel girone Ovest dove ci sarebbero tutte le squadre lombarde, nell’Est finirebbero Cagliari (che ha rilevato i diritti da Ferentino), Napoli, Scafati e Reggio Calabria.
A parte che non ci capisce cosa c’entri Napoli (e pure Scafati) con il girone Est, ma dietro questa bizzarra suddivisione – che dovrà passare all’esame della Lega Pallacanestro – ci sarebbe la volontà della Lombardia di tenere assieme tutte le sue squadre (la retrocessa Cremona, Mantova, Treviglio, Legnano e la neopromossa Orzinuovi).
Chiedere risposte alla Fip risulta alquanto complicato, tenuto conto, tra l’altro, che gli uffici romani sono rimasti chiusi due giorni per la festività dei santi patroni Pietro e Paolo, che cadeva giovedì 29, ma già che c’erano non si sono lasciati scappare l’occasione di chiudere anche venerdì 30 regalandosi, grazie al Coni,  un bel ponte di quattro giorni. In via Vitorchiano dovrebbero avere la cortesia di spiegare i motivi di una scelta talmente insensata da faticare a credere che possa essere stata presa in considerazione.
L’ultima stagione ha dimostrato in modo chiaro che il girone Est è di un altro livello rispetto all’Ovest, allora l’unica cosa serie sarebbe aggiustare l’equità competitiva, magari rimodulandola sulla base dei piazzamenti del campionato 2016/2017. Altrimenti si mescolerebbero solo le spese di viaggio, con buona pace di una Federazione forte con i deboli (tipico delle gestioni dittatoriali) e debole con i forti, come purtroppo hanno dimostrato i recenti Europei femminili. E con buona pace dei buonisti.

29
giu 2017
AUTORE Mariobasket
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VIVA RADIO ADIGE!

“La radio lancia la notizia, la tv la fa vedere, il quotidiano la spiega”. (Hubert Beuve-Méry)

Domani, 30 giugno, sarà l’ultimo giorno di trasmissioni di Radio Adige. La storica emittente, fondata nel 1976, ha ceduto la frequenza a Radio Freccia del Gruppo Suraci (Rtl) e cessa l’attività. Era la radio più ascoltata dai veronesi. Ha raccontato con la voce memorabile di Roberto Puliero lo scudetto e tante altre imprese dell’Hellas Verona, e ha raccontato per una sola stagione anche le vicende della Verona dei canestri.
Era la Müller che sotto la guida di Pippo Faina arrivò fino alla semifinale scudetto contro la Fortitudo, conquistando una storica qualificazione all’Eurolega.
Poi l’allora presidente di Confindustria si mise di traverso, “imponendo” il ritorno delle radiocronache alla radio del gruppo, ma quell’avventura mi è rimasta nel cuore, assieme a quasi 30 anni di collaborazione.
Dai tempi della mitica sede con il balcone su piazza Bra, a via Cappello, fino a piazza Nogara. Dai microfoni di Radio Adige (che ebbe tra i suoi fondatori il direttore-editore di Telenuovo, Luigi Vinco) sono passati fior di professionisti e tanti amici, è continuata l’oculata gestione della famiglia Grigolini, ma soprattutto è rimasta, per 41 anni, la passione incondizionata per quello straordinario e meraviglioso strumento di comunicazione inventato dal genio di Guglielmo Marconi, che è stato rivoluzionato dal web.
Così il…fiume diventa amaro. Alla tristezza per la scomparsa di una voce nel mondo dell’informazione, una lacrima ma anche la fierezza di un sorriso sulle ultime note e sulle ultime parole in onda.

25
giu 2017
AUTORE Mariobasket
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EMMENTAL E CANNOLI

“Chi si loda, s’imbroda” (proverbio popolare)

E’ un’estate di sfoghi. Prima quello, legittimo, di capitan Boscagin. Poi quello, meno comprensibile, di Marco Portannese. Il siciliano-rossocrociato, fresco di convocazione nella nazionale elvetica, ha scelto la pagina ufficiale di Facebook (quella di atleta, non la sua personale) per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Libero di esprimere la sua opinione, se non avesse tirato in ballo il ventilato taglio (“manifestato quasi subito”), la stima di molti suoi compagni e l’affetto dei tifosi.
Sarebbe opportuno lasciar dire agli altri gli attestati di stima, altrimenti si corre il rischio di autoincensarsi, per non parlare delle lamentele a scoppio ritardato. E bisogna distinguere il bravo ragazzo dal buon giocatore, visto e considerato che, fino a prova contraria, cuore e altruismo dovrebbero sempre far parte delle qualità di un atleta, senza la necessità di tirare il ballo il contratto.
Poi ci sono i tifosi e tanti hanno osannato il ragazzo di Agrigento (e adesso pure un po’ di Berna…). Giustissimo. Però veder paventare, come ho letto sui social, il mancato rinnovo dell’abbonamento o lo sciopero del tifo, invita a una domanda molto semplice: ma si tifa per la squadra o per un giocatore? Altrimenti suggerisco di trasferirsi a Treviso, o a Scafati o dove sarà la prossima destinazione dell’ultimo numero 8 gialloblù, che sicuramente rispetterà la tradizione degli ex in gran spolvero quanto ritrovano Verona da avversari .
La seconda domanda invece è un po’ più intrigante: nessuno si è mai chiesto perché Portannese, escluso il biennio a Capo d’Orlando, ogni anno cambia squadra? E perché dopo essere approdato in serie A alla Virtus Bologna è finito a Latina, in A2 Silver? Magari si potrebbe chiederlo ai suoi compagni…

17
giu 2017
AUTORE Mariobasket
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LE RAGIONI DEL CUORE

“Non piangere per chi non merita il tuo sorriso”. (Jim Morrison)

Adesso che è tutto finito, che tutto è stato affidato alle parole dei comunicati ufficiali e delle dichiarazioni di rito, l’addio a Giorgio Boscagin (o meglio, la rinuncia unilaterale) è la sublimazione del nuovo corso della Verona dei canestri.
Come spesso accade quando si prende una decisione dolorosa, subentra un problema di metodo e uno di merito.
Il primo è legato alle ragioni del cuore, il secondo alle ragioni della testa. Non bisogna essere ipocriti: la logica dice che il progetto tecnico della Scaligera Basket che vedrà la sua graduale crescita e realizzazione nelle prossime stagioni, prevede un percorso senza Giorgio Boscagin.
Il cuore tuttavia dice esattamente il contrario. E siamo alla questione di metodo. Il Capitano, bandiera di questi sei anni di “alti e bassi” (lo ha ammesso il Bosca, con grande onestà intellettuale) non ha avuto la possibilità di salutare ed essere salutato come si deve dalla sua gente. Ma non era prevedibile la piega che poi hanno preso gli eventi.
Fin qui questa commedia dal triste epilogo, perché io appartengo ad una generazione un po’ nostalgica, che crede ancora nelle bandiere, anche se le bandiere non ci sono più. Bisogna farsene una ragione.
Poi i fenomeni da tastiera che hanno parlato di soldi (riferendosi a uno che un anno fa ha rinegoziato il contratto) o di età avanzata dovrebbero provare vergogna. Giorgio Boscagin merita solo rispetto. E a chi parla di un giocatore in declino, ricordo che è sempre stato l’ago nella bilancia dello spogliatoio, e che nella stagione disgraziata di Crespi ha sempre dato tutto quando chiunque altro, al posto suo, avrebbe preso armi e bagagli e se ne sarebbe andato. Stiamo parlando del giocatore veronese con più presenze in Nazionale. Ci mancheranno soprattutto la sua carica umana e professionale. Adesso la “veronesità” della Tezenis sarà tutta sulle spalle di Leonardo Totè.
Quest’anno il Capitano ha firmato una delle vittoria più belle, all’imbattuto Palaverde. Io quella sera ero in ospedale e a fine partita mi ha salutato. Non potrò dimenticarlo. Mai. Grazie Bosca, in alto i cuori. E goditi Leonardo, il tuo canestro più bello.

13
giu 2017
AUTORE Mariobasket
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FAME E VOGLIA DI MIGLIORARE

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare” (Sir Winston Churchill).

Fame e motivazioni. Sono le qualità sulle quali punta la Tezenis del futuro. Guardate la magnifica parabola di Trento: squadra corta, un roster certamente con meno talento degli avversari, eppure ha fatto fuori la leziosa Milano e poi ha cucinato anche la Reyer al debutto nella storica finale scudetto.
Guardate la scalata di Trento: 15 anni fa giocava in C2 contro San Bonifacio, adesso si gioca il titolo di Campione d’Italia. Dietro a tutto questo c’è una parola, semplice e al tempo stesso difficile da applicare: programmazione. Quella programmazione che sta dando solidità alla Scaligera Basket. Un anno fa la Verona dei canestri stava vivendo giornate tempestose, adesso ci sono idee molto più chiare per portare avanti il progetto avviato con Della Fiori e implementato dopo l’arrivo di coach Dalmonte.
La linea è precisa: ai giocatori di “nome” o di pedigree saranno preferiti quelli con “fame”, che si sono costruiti una carriera partendo dal basso, spinti da una forte motivazione. Ecco allora il profilo di squadra che si sta delineando, con le conferme di Amato, Totè, capitan Boscagin e, si spera, di Frazier.
I nuovi arrivi avranno tutti il marchio di fabbrica preferito da Dalmonte, voglia di lottare, cattiveria, agonismo, tenacia. Poi il talento certo non mancherà; l’importante sarà la capacità di combattere. Fino alla fine, forza Verona.

20
mag 2017
AUTORE Mariobasket
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OGNUNO FACCIA LA SUA PARTE

“I can accept failure, everyone fails at something. But I can’t accept not trying – Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci” (Michael Jordan)

Dopo le lacrime (di emozione) viste a Biella, le lacrime (di delusione) sul volto di Marco Portannese alla fine di gara-3.
A chi si lamenta per l’eliminazione subita per mano di Ravenna, considerata “meno forte di Biella e molto più alla portata di Verona” forse è sfuggito che dall’inizio di gennaio (dopo l’editto di Dalmonte a Roseto sulla merda, giorno dell’Epifania) la Tezenis ha sempre giocato a tutta, senza mai staccare dall’acceleratore.
Poi sono arrivati i playoff, e quando giochi una partita ogni due giorni il serbatoio delle energie psico-fisoche presenta il conto ed è evidente che i giganti gialloblù si sono presentati a questa serie con Ravenna con la luce della riserva già abbondantemente accesa. Per contro i romagnoli, che hanno disputato un campionato straordinario (che non è ancora finito) hanno potuto gestire senza affanni qualche passo falso in regular season, mantenendosi costentemente al quarto posto, con le spalle piuttosto coperte. Poi la serie con Roma, di tutt’altra intensità rispetto a quella tra Biella e Verona, per di più chiusa in anticipo.
Ciò non toglie che la Scaligera abbia avuto in mano il break in gara-2, ma se l’è lasciata colpevolmente strappare di mano. Una sconfitta che è equivalsa ad una mazzata, mentre Ravenna al contrario si è caricata ulteriormente, con il vantaggio di poter giocare senza ansia e pressioni, sebbene prima di un americano. Però la Tezenis ci ha provato, fino alla fine.

Un epilogo che tuttavia non pregiudica la stagione della Tezenis, dopo aver allestito la squadra per ultima, visto che al 15 luglio in casa c’era solo il contratto di Boscagin. Vi ricordate da quanto tempo la Scaligera non passava un turno dei playoff? Tre anni. 2014: eliminata Veroli 3-2 nei quarti vincendo le ultime due partite al supplementare. Il campionato si chiamava “Divisione A Gold”, c’erano ancora solo 16 squadre e fu promossa Trento, che è già andata in Europa ed ora sfida Milano nella semifinale scudetti. Poi ci fu la sanguinosa eliminazione per mano di Agrigento (un po’ quello che è capitato quest’anno a Biella…) e lo 0-3 con Scafati l’anno scorso nella disgraziata stagione con Crespi.

Adesso è il momento di guardare avanti, ripartendo proprio dall’impresa di Biella, che ha riportato grande euforia attorno alla Verona dei canestri, integrando la squadra con la città, come ha dimostrato anche la bella partecipazione di Pini, DiLiegro, Portannese, Basile in piazza la sera del ritorno in serie A dell’Hellas.
Il club si sta consolidando e deve assolutamente ripartire dall’accoppiata Dalmonte-Della Fiori. Il coach è lusingato dalla speranza di un ritorno in serie A, è stato contattato da Cremona appena retrocessa in A2, ma il progetto triennale della famiglia Pedrollo dovrebbe continuare con lui e con il dirigente canturino, che merita di lavorare da g.m., con le mani libere per occuparsi non solo di mercato. La proprietà ha investito dopo avere sistemato un assetto societario che si era incrinato, è l’ora che ognuno faccia concretamente e realmente la sua parte: l’owner faccia il proprietario (come avviene in tutti i grandi club) e lo staff tecnico-dirigenziale lavori per costruire la nuova squadra e poi guidarla sul campo. Con l’auspicio, condiviso da tutti, che i cambiamenti siano limitati. Di rivedere altre nove facce nuove accanto al Bosca non se ne può più.

11
mag 2017
AUTORE Mariobasket
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CAPOLAVORO DALMONTE

“Alcune squadre sono costruite per la stagione e alcunE per i playoff. La squadra con più fame, più concentrata, più dura e più cattiva ha vinto. Complimenti a Verona…squadra, tifosi, e città…hai meritato di vincere. Vai avanti e vinci tutto!” (Mike Hall, su Twitter, Facebook e Instagram)

Ho visto gente piangere. Tifosi in lacrime per l’emozione vissuta al Biella Forum. L’inviolato fortino dell’Angelico sventrato dalla Tezenis con una prova superlativa di agonismo, coraggio, determinazione, forza e durezza mentale. Tutte qualità di cui per un’intera stagione si è detto che i giganti gialloblù difettassero, invece nel momento topico sono emerse tutte e la Verona dei canestri ha prevalso con la sua panchina più profonda, ma soprattutto con il cuore. Il cuore che ha permesso a Dane DiLiegro di tornare in campo a tempo di record, grazie al lavoro stupefacente dello staff medico della Scaligera (a volte le partite si vincono anche in ambulatorio…), segnando 10 punti fondamentali. Il cuore che ha gonfiato l’immenso talento di Micheal Frazier, 32 punti, dei quali 5 di fila che hanno affossato i lanieri nell’overtime. Il cuore che ha caricato Andrea Amato, chirurgico con le sue triple, in particolare quella del controsorpasso che ha spianato la strada al parzialone 12-0 gialloblù nel supplementare. Il cuore di capitan Bosca, collante dello spogliatoio, giocatore che risponde sempre “presente!”.
Il cuore di Marco Portannese, un mix di talento e “ignoranza” agonistica che fa impazzire i tifosi. Il cuore che ha trascinato Dawan Robinson, il play-pivot scaligero, miglior difensore del campionato, pur con il deprecabile “incidente” sui titoli di coda. E poi il capolavoro di Luca Dalmonte, un capolavoro tattico e agonistico, forgiato dal coach specialiste delle rimonte impossibili, giacché si contano sulle dita di una mano quelle dallo 0-2 al 3-2 e Dalmonte fu l’artefice di un’impresa simile anche con Pesaro contro Cantù. Infine il popolo gialloblù: 322 persone nella magica sera di Biella, arrivate con 4 pullman e tante auto private, per rivivere emozioni come nell’epoca più gloriosa, consapevoli che il basket può essere meraviglioso o crudele (come due anni fa, a ruoli invertiti, nella serie con Agrigento). Così ‘a nuttata è passata, e adesso sotto con Ravenna, ne vedremo ancora delle belle.