25
nov 2019
AUTORE Mariobasket
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PIADINA AMARA

“Lottare con tutte le proprie forze contro qualcosa che non volete equivale a investire energia affinché ciò si produca nella vostra vita”. (Vadim Zeland)

Riflessioni a freddo dopo la sconfitta a Forlì. Partita a due velocità. L’energia di Forlì ha spezzato la Tezenis, ma il k.o. in terra di Romagna non deve minare le certezze della Verona dei canestri. Sarebbe l’errore più grave.
Le parole di LDM nel dopo partita possono sollevare qualche legittima perplessità (“me l’aspettavo”), tuttavia ha perfettamente ragione nel sostenere che la lezione forlivese gli serve per capire dove intervenire e spera che anche i giocatori lo capiscano .
La Tezenis ha subito 3 sconfitte in queste prime 10 giornate; l’anno scorso era 6-4, nei due anni precedenti 4-6. Anche nella stagione di Crespi stava 6-4. L’ultimo anno di Ramagli la corazzata gialloblù alla 10ª giornata era 9-1 (la prima partita con Veroli venne cancellata). Diciamo che perdere a Forlì ci sta, con Orzinuovi e in casa con Piacenza un po’ meno, al di là degli acciacchi.
Il campionato è ancora molto lungo e la promozione si deciderà a maggio, quando intensità, energia e durezza mentale saranno decisive. Ed è proprio lì che bisogna intervenire.

21
nov 2019
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210-0

“Qual è la vera vittoria, quella che fa battere le mani o battere i cuori?” (Pier Paolo Pasolini)

Nei giorni scorsi ha fatto il giro del web e dei social ed è stata ripresa da molti giornali la notizia del presidente di una società di calcio grossetana che ha deciso di esonerare l’allenatore della sua squadra Juniores perché ha vinto 27-0 e non avrebbe rispettato gli avversari, venendo meno allo spirito educativo.

Un paio di settimane fa in Veneto, campionato Under 14 femminile (quindi ben più giovani degli Juniores che possono essere già maggiorenni) una squadra di Treviso ha battuto una bellunese 210-0. Vi risparmio i nomi di “fenomeni” e “vittime”, se volete andate a cercarveli sul sito della Federbasket.

Duecentodieci a zero! Zero anche le reazioni. Nessuno si è scandalizzato, nessuno ha ripreso la notizia. A parte segnarne 210 (occorrono due referti per scrivere tutti i punti), ma concedere un paio di canestri alle avversarie, era proprio impossibile?

17
nov 2019
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DIECI FRECCE

“Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme” (Proverbio giapponese)

Avvertito un bizzarro commento nel pieno della trasferta a Imola. Un attempato tifoso, seduto dietro di me, accompagnando il ragionamento con una colorita espressione in romagnolo ha ripetutamente esclamato: “Mo’ se perdiamo con questi, che l’hanno presa in quel posto in casa con Piacenza, non esiste proprio!”. Peccato che la Tezenis fosse già avanti di 13 e che la partita al Palaruggi poi sia stata messa in ghiaccio con largo anticipo, al di là della velleitaria rimonta dell’Andrea Costa.

Questa vittoria ci consegna un’altra prestazione da manuale del collettivo. Un gioco proteso a cercare sempre il compagno meglio piazzato, con il giusto equilibrio dentro-fuori. Una difesa che ha offerto buone letture, anche nel momento di massima spinta degli avversari. E una buona solidità mentale.

Il contropiede “coast to coast” di Rosselli sta diventando ormai un “must” e 5 giocatori in doppia cifra (con meno di 80 punti segnati) certificano le potenzialità della Verona dei canestri. Tante armi a disposizione: le triple di Severini, la versatilità di Udom, la doppia dimensione di Candussi e Poletti, le brucianti accelerazioni di Love, la capacità di essere pronti di Tomassini e Prandin. In buona sostanza, tanti possibili leader. Andando oltre gli acciacchi, gli allenamenti in emergenza, i fischi contestati.

Primato solitario ritrovato e avanti con il vento in poppa, ma il porto finale è ancora troppo lontano.

31
ott 2019
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SCONFITTA SALUTARE, ALLENAMENTI SALUTARI

“Gli alibi appartengono ai deboli” (Luca Dalmonte)

Le prime avvisaglie forse si erano già avute nella partita contro Roseto, con la Scaligera costretta per più di metà gara ad un’affannoso inseguimento della giovane banda abruzzese.  A Montichiari si è acceso il campanello d’allarme. L’assenza di Jermaine Love non può certo giustificare la sofferta prestazione al cospetto della matricola bresciana, che ha impartito una lezione di mentalità e aggressività ai giganti gialloblù.

Coach LDM ha parlato di sconfitta “salutare”, nel senso che può far bene e può servire, a patto che l’approccio della squadra e la durezza mentale (tanto cara a Crespi) cambino.  Tuttavia la netta sensazione emersa per lunghi tratti nella partita a Montichiari è di una squadra apparsa stanca. Con tre partite in una settimana il materiale umano va gestito, probabilmente anche in allenamento. A maggior ragione con le rotazioni accorciate, giocatori reduci da acciacchi (Poletti) o ancora in via di recupero (Tomassini), e con la tegola finale caduta su Hasbrouck.

A San Severo e nelle partite successive occorrerà mettere il campo tanta “garra” e ritrovare freschezza e lucidità, non solo mentali, ma anche fisiche.

20
ott 2019
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1645 GIORNI + 497 GIORNI

“L’attesa attenua le passioni mediocri e aumenta quelle più grandi”. (François de la Rochefoucauld)   

19 aprile 2015: la Tezenis di Ramagli vince a Torino e chiude saldamente al primo posto della classifica di A2 Gold.

20 ottobre 2019: San Severo perde a Forlì e la Tezenis, dopo aver battuto nell’anticipo Ravenna, è sola in testa alla classifica del girone Est.

Dopo 1.645 giorni. Non si può dire che l’attesa ne è valsa la pena, in mezzo ci sono state la sanguinosa eliminazione dai playoff per mano di Agrigento, la sciagurata stagione con Crespi, l’esonero di Frates, la lunga avventura targata LDM, che tuttavia aveva cominciato con una sconfitta sia due anni fa (a Jesi), sia l’anno scorso contro la corazzata Fortitudo.

Allora si può almeno dire che adesso vale il prezzo del biglietto vedere  l’attuale Verona dei canestri. La zona di Cancellieri ha imbrigliato i giganti gialloblù, ma l’ultimo quarto è stata una sinfonia di puro show-time, con Rosselli a dirigere (sontuoso il coast-to-coast), Hasbrouck a trafiggere (il ragazzo è tutt’altro che timido, 19 tiri…), Candussi a troneggiare dentro e fuori il pitturato. Tutto questo con Udom costretto sul legni per un problema alla caviglia e con il sospirato debutto di Giovanni Tomassini, tornato in campo 497 giorni dopo il brutto infortunio a Trieste, nella finale dei playoff con Casale. Quella finale che è l’agognato traguardo per tutti i tifosi. Scongiuri e avanti così.

13
ott 2019
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PEARA’ BATTE SAN DANIELE

Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta (Johann Wolfgang Goethe)

Se la trasferta a Udine doveva essere un esame da grande, la risposta è tutta condensata nell’ultimo quarto della Tezenis. Rifilare quasi un ventello in 10 minuti ai friulani sul loro campo non è da tutti, ma Germano Amore e Guidone assieme agli extrapossessi del Barba hanno schiantato la banda di Ramagli.

Sette giganti gialloblù in doppia cifra. La solidità è stata la chiave di un successo figlio ancora una volta della profondità del roster scaligero (e Tomassini deve ancora scendere in campo), con LDM che nel finale ha potuto tenere sui legni Hasbrouck, peraltro non al top e comunque più che positivo fino all’intervallo con tutti i suoi 10 punti. Una partita dai due volti anche per Love, capace di passare dalla virgola (con tre falli) nel primo tempo ai 19 punti nel secondo.

Per il resto siamo appena alla seconda giornata di un campionato che si deciderà dopo la sciagurata fase ad orologio. E nei playoff conteranno forma fisica, durezza mentale e anche un po’ di culo non guasterà. Intanto godiamoci questa vittoria corsara. E la pearà batte il prosciutto San Daniele.

07
ott 2019
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PROVA DI FORZA

“Lo primo tuo refugio e ‘l primo ostello / sarà la cortesia del gran Lombardo / che in su la scala porta il santo uccello; / che in te avrà sì benigno riguardo, / che del fare e del chieder, tra voi due, / fia primo quel che, tra gli altri, è più tardo”. (Dante Alighieri – “Divina Commedia”, Paradiso, Canto XVII)

Buona la prima, anzi, più che buona. Il Paradiso è ancora lontanissimo, ma è stata imboccata la strada giusta. La Tezenis non poteva trovare partenza migliore. La rotonda vittoria contro Caserta ha fugato in un amen le perplessità emerse in precampionato. Emblematica la prova di Jermaine Love, il giocatore più sotto osservazione: punti e leadership che hanno marchiato la rimonta e la fuga veronese. Cinque gialloblù in doppia cifra, una difesa che non ha concesso nulla nel pitturato (4 punti di Cusin) e una selezione mdi tiri in attacco che, dopo l’avvio squilibrato sul perimetro, ha permesso di sfruttare al meglio i mis-match, esaltando le doti di Udom.

E se è vero che Caserta era azzoppata (oltre a Carlson è rimasto sui legni per l’intera partita anche Sousa), Dalmonte ha dovuto rinunciare dopo poco a Hasbrouck, il cui recupero sarà fondamentale in vista del big-match a Udine.  La sfida alla barbara ora di pranzo sarà la prima reale prova di forza, dopo l’antipasto servito al debutto.

14
set 2019
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ZERO ALIBI

“Cambia tutto vivere sotto pressione. Certe persone le spremi e si svegliano, altre crollano” (John Milton – Al Pacino, “L’avvocato del diavolo”). 

Se prima poteva esserci qualche dubbio, adesso non ce ne sono più. La Tezenis, che già in partenza godeva dei favori del pronostico nel girone Est, adesso rafforza la sua leadership nel ranking del campionato. L’arrivo di Bobo Prandin, bella persona prima ancora che giocatore con una buona carriera e due promozioni negli ultimi due anni, spazza via anche le ultime incertezze sulle ambizioni della Verona dei canestri. E non ci sono alibi.

Evidentemente la società è stata convinta a compiere un ulteriore sforzo per allungare la panchina e aumentare le rotazioni, anche se l’arrivo di Prandin c’entra poco con l’infortunio a Tomassini, che da martedì si allenerà a pieno regime con la squadra.  Non ci voleva un genio per immaginare che un ragazzo del 2003 non può garantire energia, intensità, esperienza che vengono assicurate da un giocatore di 33 anni, con una lunga e consolidata e esperienza nella categoria, impreziosita da due promozioni.  La famosa qualità degli allenamenti, i celebri accoppiamenti…poi staremo a vedere chi giocherà e quanto giocherà, considerato che LDM solitamente gestisce non più di 8 rotazioni.

Dalle prime indicazioni fornite dal campo sembrerebbe auspicabile che Jermaine Love avesse la possibilità di innescare la sua rapidità e Candussi ricevere un numero di palloni adeguati vicino a canestro, invece di continuare a fare la guardia in un corpo da centro. Insomma qualche blocco in meno sul pick and roll e un po’ di secondi da sottrarre al tempo perso con la palla in mano.

Siamo solo all’inizio ed è vero che i campionati si vincono a maggio (o a giugno), ma si sa già a chi verrebbe presentato il conto se le cose dovessero prendere la piega sbagliata.

09
set 2019
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SUPERCOPPA, MINIPRECAMPIONATO

“Nondum matura est: nolo acerbam sumere”. (Fedro – La volpe e l’uva)

Tutti d’accordo, questa “genialata” della LNP che s’è inventata la fase di qualificazione della Supercoppa al posto del precampionato, non è il massimo della vita. Troppo agonismo in un periodo della stagione nel quale si sta cominciando a mettere benzina nel motore e lo stress mentale dovrebbe essere centellinato con grande parsimonia.
Detto questo, le giustificazioni in tal senso dopo la sconfitta della Tezenis per mano di Mantova ricordano la vecchia ma sempre attuale storiella della volpe e l’uva.
Meglio perdere in Coppa e poi vincere in campionato? Domanda che prevede una risposta scontata, pertanto la questione è pleonastica. Tuttavia non è superfluo chiedersi come sia possibile subire un parziale 0-21 (record negativo), precipitare dal +13 al -14 per poi risalire fino all’aggancio. Dimenticandosi infine di spendere un fallo per acciuffare l’overtime.
Le discese ardite e le risalite lasciamole al duo Mogol-Battisti. Al netto dei carichi di lavoro e di qualche problema fisico, basta guardare chi usciva dalla panchina per Verona e chi per Mantova per non avere dubbi, con il dovuto rispetto, sui valori in campo (e soprattutto in panca).
Teniamoci stretto Rosselli, da subito maestro nel mandare a canestro qualunque compagno, e aspettiamoci legittimamente un salto di qualità dalla coppia americana.
Verona è la squadra che gode in assoluto dai maggiori favori del pronostico in entrambi i gironi (a proposito: alla Fip il Consiglio Federale estivo ha pensato bene di cambiare la formula tornando all’antico, così nei playoff ci sarà ancora l’incrocio con le squadre dell’Ovest) e ogni avversaria sputerà sangue per fermare la testa di serie n° 1 del campionato. Il debutto in Supercoppa con Mantova ha offerto subito la prima dimostrazione.

12
ago 2019
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MEO E MARAMEO

“L’amor che move il sole e l’altre stelle.” (Dante Alighieri, “Divina Commedia” – Paradiso, XXXIII, v. 145)

Pensieri in libertà dopo la tre giorni azzurra a Verona. Tante cose positive: l’entusiasmo degli appassionati che hanno abbracciato la Nazionale anche durante i giorni di allenamento, la disponibilità dei giocatori e dello staff azzurro, l’organizzazione di Master Group.
Altre cose sono andate meno bene. Soldout solo nella giornata-clou per la sfida con la Russia e pur tenendo conto che si era in pieno agosto qualcosa non è funzionato nella promozione, soprattutto tra le società del territorio. Bisognava cominciare molto prima, invece la vendita dei biglietti è stata lanciata quasi a ridosso dell’evento.

Poi è opportuno lasciare ai boccaloni da tastiera le critiche a Meo Sacchetti per i primi tagli operati. Escluso Moraschini (Mvp italiano del campionato, però mai schierato in tre partite), per non parlare delle rinunce fin dall’inizio a Tonut e Polonara (quest’ultimo peraltro ignorato anche dai precedessori di Sacchetti)…tutto questo per preferire Brian Sacchetti (tra l’altro un ruolo diverso da quello di Moraschini). Chi sostiene che il c.t. faccia giocare Brian solo perché è suo figlio dimostra di non conoscere Meo e soprattutto di capire ben poco di pallacanestro.

Infine parecchi hanno notato l’assenza dell’amministrazione comunale durante le tre giornate della Verona Basketball Cup: erano giorni di ferie, d’accordo, però c’era la Nazionale di basket (che tornava dopo 11 anni) e mandare un assessore con la fascia tricolore almeno una sera avrebbe evitato questa brutta figura. Nei primi due giorni è stato avvistato il presidente della Commissione Sport, Stefano Bianchini, che era presente a titolo personale, tra l’altro avendo messo per primo in contatto Master Group con Palazzo Barbieri, che poi ha concesso l’uso gratuito del palasport. Ma la giunta non pervenuta.
Insomma, da Meo a…Marameo cucù il passo è breve.