MONTIPO’ 7 Bravo su Cacace nel primo tempo, miracoloso nella ripresa su Stojanovic che da fuori fa tremare il Bentegodi. Non può niente sempre sullo sloveno che, sfruttando una deviazione decisiva pareggia la partita per la disperazione di tutto lo stadio. Ha poco da rimproverarsi e si riprende il trono di migliore della stagione, dopo il disastro di Bergamo.
MAGNANI 6 Con l’Empoli che giochicchia, ha poco di che preoccuparsi. Senza infamia e senza lode, controlla con calma i palloni che gli capitano nei paraggi. Ma la sua partita è tutta racchiusa in quel tiro di Stojanovic, che sarebbe uscito di un metro abbondante, e che lui, con enorme sfortuna devia quel tanto che basta per metterla nella porta di Montipò. Si chiama sfiga, c’è poco altro da dire. Una sfiga che rischia di mandare all’aria tutto.
HIEN 6 Non è facile con Piccoli che, dopo i disastri fatti vedere a Verona, evidentemente ha qualcosa da dimostrare. Il duello è molto fisico, un corpo a corpo estremo che il difensore gialloblù non sempre vince. A volte macchinoso, ci mette la malizia quando le cose rischiano di mettersi male e Chiffi sorvola. Anche Satriano è un brutto cliente, ma tiene botta fino alla fine
CABAL 4.5 Si prende subito un cartellino giallo. Qualche minuto dopo gli va grassa perché Chiffi non si accorge che allarga pericolosamente il gomito sulla faccia di Ebuhei, peraltro in area. Sarebbe stato secondo giallo e rigore. Non ci capisce nulla, dal primo fino al cinquantesimo, quando finisce il primo tempo. Sempre in ritardo, sempre la scelta sbaglia anche col pallone a terra. Non è pronto, ha bisogno di lavorare tantissimo.
CECCHERINI 6 (dal 1° s.t.) Ci mette energia, va poco per il sottile, spazza quando serve, stende gli avversari quando iniziano a farsi pericolosi.
TERRACIANO 5 Il Verona di suo gioca pochissimo sulle fasce e lui ci impiega poco per sparire dal campo. Poca energia, pochi palloni giocati, quasi tutti male. E’ giovane e sente evidentemente troppo il peso della partita. Giusto toglierlo dal campo.
FARAONI 5.5 (dal 14° s.t.) Ha un paio di palloni nella metà campo avversario da gestire e le scelte non sono azzeccatissime.
SULEMANA 5.5 Ha energia, voglia e forza per poter correre, anche più dei compagni. Con Veloso più in fase difensiva che altro, tocca a lui costruire il gioco del Verona, ma è davvero dura in una partita bruttissima e dal peso specifico allucinante. Paga l’inesperienza, ma cerca di recuperare con la sfrontatezza dei suoi anni. Tanto impegno, insomma, risultati non sempre all’altezza.
VELOSO 6 Il vecchio capitano, probabilmente all’ultima partita davanti al pubblico del Bentegodi, segue Fazzini in ogni centimetro del campo. Si preoccupa più della fase difensiva, lasciando la costruzione del gioco, non brillante a Sulemana. Un paio di diagonali difensive risolutive, senza le quali il Verona sarebbe andato terribilmente in difficoltà. Non lucidissimo sui calci piazzati, ma con la benzina che ha in corpo, fa quello che può.
GAICH 7 (dal 14°s.t.) Fa il gol che fa sognare tutti i tifosi gialloblù, che esplodono in un urlo liberatorio. Ha l’occasione per raddoppiare, ma la sciupa goffamente. Il suo, comunque, lo ha fatto, eccome.
DEPAOLI 5.5 Come per Terraciano, è una partita tatticamente durissima per lui che ha poche occasioni per fare male. Ne ha più del suo giovane compagno ma le gambe girano a due cilindri. Aiuta in fase difensiva, seppur l’Empoli, fino allo 0-0, non è che vada a duemila all’ora. E’ mancato un po’ in fase di spinta e nella creazione di quei cross che avrebbero fatto tanto comodo a Djuric.
NGONGE 7 E’ il più pericoloso del Verona, tira quando può e anche di testa costringe Vicario a un miracolo da distanza ravvicinata. Non è sempre incline alla giocata più semplice, cerca i ghirigori a volte inutili, ma tiene su l’attacco gialloblù. Dal suo sinistro teso e angolato nasce la parata non facile di Vicario che respinge sui piedi di Gaich, bravo a metterla dentro. Prezioso anche in fase difensiva, fino a qualche tempo fa a lui sconosciuta.
COPPOLA s.v. (dal 38° s.t.)
TAMEZE 5.5 Primo tempo di enorme difficoltà, soprattutto fisica, ma anche tattica. Non riesce, infatti, a trovare la giusta posizione in campo e la colpa non è tutta sua, ma anche dei tecnici che decidono di togliergli le solite certezze. Il linguaggio del corpo non è rassicurante, sembra non averne davvero più. Nella ripresa, invece, tira fuori le ultime energie e riesce ad alleggerire. Ma è davvero alla fine (fisica e mentale) di una stagione particolarmente tribolata.
ABILDGAARD 5 (dal 30° s.t.) Tampona discretamente fino a quando Stojanovic lo punta con decisione e fa partire il destro che fa sprofondare il Verona nell’incubo più terrificante. Lascia troppo spazio allo sloveno, che non perdona.
DJURIC 5.5 Eh, in un partita in cui di occasioni se ne vedono poche, così come i palloni dalle fasce, ha il suo bel da fare per trovare un posto al sole. Prova il fraseggio con Ngonge, ma i risultati sono rivedibili. E quindi cerca di mettere il suo solito testone al servizio della squadra, ma sono gli inserimenti a mancare. Di occasioni per segnare non ne ha, e questo è un fatto. E’ anche un fatto che lasci tutto sul campo, arrivando alla fine stremato.
ALL. ZAFFARONI 5.5 Un Verona che sente tremendamente la partita nella testa e, conseguentemente, nelle gambe. Poche idee, soprattutto confuse, ma nell’economia della gara poteva essere prevedibile. Sceglie i giovani e la loro teorica energia, ma la scommessa non paga. Discutibile la gestione dei cambi e la scelta di imbottire nei minuti finali la squadra di difensori. Così attira nella tana l’Empoli che sfodera un vero e proprio assalto, che sorprende i gialloblù. La salvezza era cosa fatta. Ora diventa un nuovo miracolo da costruire, a Milano, su un campo dove il Verona non ha mai vinto nella sua storia.

