A forza di parlare della punta (tradizionale hit estiva) ci siamo dimenticati come si difende. E così ieri con il Sassuolo ci è toccato assistere alla “passione” di Gunter e Dawidowcz, che già non sono draghi di loro, a impacciate costruzioni dal basso di difensori che non hanno certo piedi di fata (e allora a cosa serve il regista basso a centrocampo?), a soventi infilate del Sassuolo nelle nostre vaste praterie centrali. Insomma, un martirio difensivo. E non mi riferisco solo ai gol subiti, ma anche ad altre situazioni poi sbrogliate last minute con affanno.
Ora, ognuno scelga la prospettiva che vuole per analizzare l’esordio di ieri. Elementi ce ne sono, l’uomo in meno per tutto il secondo tempo, i gol sbagliati, i se e i ma. Tutto perfetto. Aggiungici anche qualche scelta tecnica da rivedere: auspico che l’investimento societario per Ilic trovi riscontro in campo e non in panchina; che Magnani, il miglior marcatore sull’uomo che abbiamo, sia titolare in difesa. Rimane però un fatto incontrovertibile: una squadra, qualsiasi squadra, che vuole salvarsi non può essere così morbida in fase difensiva. Poi, per carità, si continui a parlare della punta: magari sono gli stessi che un anno fa ti additavano se mettevi in dubbio la condizione fisica di Kalinic – che Ranzani nostro aveva spacciato per colpo del secolo – o se sottolineavi che (il bravo) Lasagna non è una punta centrale eccetera eccetera.
Il Verona, in serie A, non schiera un centravanti decente dai tempi di Luca Toni, ma nelle ultime due stagioni, quando i punti contavano, ha supplito alla lacuna con una fase difensiva tra le migliori del torneo. Ecco, siccome la rosa è decisamente all’altezza per salvarsi, prima di pensare alla punta (ri)cominciamo da lì.
P.S. Discorso Kalinic: o arriva un attaccante davvero forte, oppure se la scelta è tra i nomi che si leggono meglio aspettare il croato, che pur al crepuscolo rimane giocatore di tutto rispetto.
P.P.S. La rosa ovviamente è già competitiva così con Zaccagni e Barak, non senza. A buon intenditor…

