E’ una questione di prospettiva. Dipende, insomma, da come la si guarda. Il Verona, in assoluto, si è indebolito rispetto alla scorsa stagione, tuttavia rimane squadra da salvezza tranquilla (ma meno brillante). E’ scaduto ulteriormente il livello nella media-bassa classifica, quindi Setti ha pensato bene in cuor suo che bastasse poco.
Setti è stato abile, ancora una volta, a far dimenticare in fretta le cessioni eccellenti. Io ne conto cinque tra i titolari del 2019-20 (Kumbulla, Rrhamani, Amrabat, Pessina, Borini). Se vendi in fretta, effettivamente, poi ci si scorda. Infatti, non a caso, siamo qui a valutare solo i nuovi arrivati, cancellando con un tratto di penna chi se n’è andato. Tameze, Ilic, Viera, l’ottimo Benassi fanno Amrabat? C’è qualcuno che può fare le veci dell'(irripetibile) Veloso della prima parte della scorsa stagione? Chi sulla trequarti oggi ha le qualità di un Pessina o dell'(esoso) Borini?
Partirei appunto dal centrocampo, cuore e polmoni di ogni squadra che si rispetti. Sono arrivati in tanti, ma – Benassi a parte (peraltro giocatore da mediana a tre) – nessuno spicca, almeno rispetto ai predecessori. Troppe incognite che speriamo diventino certezze: ma, al di là di quel che sarà, qualche investimento sicuro andava fatto. Su Pessina, per esempio, era doveroso uno sforzo in più, invece ci si è trovati last minute a elemosinare all’Atalanta un nuovo prestito. Con tutti i soldi incassati dalle cessioni lo trovo, permettetemi, imbarazzante.
In attacco ci siamo rafforzati, non c’è dubbio. Sia chiaro, rispetto al nulla dello scorso anno ci voleva poco, ma Kalinic (ottimo passato remoto, incerto passato prossimo) resta un buon giocatore e con Juric può fare bene. Tuttavia non era la prima scelta (l’obiettivo era Vlahovic) e quindi rimango basito dalle dichiarazioni di Setti che l’ha definita una pazzia costosa. Da quanto sappiamo il croato è arrivato sostanzialmente a parametro zero e il ricco ingaggio (3 milioni netti che aveva nell’ultimo anno di contratto con l’Atletico Madrid) è stato spalmato su un biennale. Tradotto: quello che prendeva Pazzini è stato riversato su Kalinic. Quale pazzia?
In difesa siamo più fragili. Abbiamo perso un fuoriclasse (Kumbulla) e un ottimo giocatore (Rrhamani): non sono arrivati sostituti alla loro altezza. Non lo sono nemmeno Ceccherini e Magnani. Lovato è una (bella) scommessa. Gunter, che era un affannato gregario la scorsa stagione, oggi diventa il leader della difesa. Io una domanda me la farei…
Ma non stupiamoci: Setti quando ha preso il Verona nel 2012 ci ha visto giusto. Oggi nel calcio entrano tanti soldi e se ne possono spendere pochi. Anche in serie A. Senza sogni e con la calcolatrice in mano. E’ il piccolo cabotaggio, lo chiamano consolidamento.

