Dopo mesi e mesi di silenzio, un silenzio che si era fatto veramente assordante, viste le terribili vicissitudini sportive vissute dal Padova nell’ultimo periodo, si è sentito finalmente “uno squillo di Joseph”.
Il patron biancoscudato ha risposto per iscritto alla lettera inviatagli poche settimane fa dai tifosi di Appartenenza Biancoscudata garantendo due cose fondamentali: la prima è che continua ad avere a cuore le sorti del Biancoscudo (nonostante i tanti viaggi per lavoro gli impediscano di fare presenza quanto vorrebbe), la seconda è che, a febbraio, dunque il mese prossimo, finalmente riuscirà a prendere un aereo da Londra per tornare a farsi vedere a queste latitudini.
Il finanziere franco-armeno ha anche ribadito che le persone da lui delegate per portare avanti il progetto del Padova (ovvero la presidente e amministratore delegato Alessandra Bianchi e il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli) stanno lavorando in piena sintonia tra loro e con lui, ammettendo dunque di fatto che, se qualcosa non sta andando per il verso giusto, ne è pienamente responsabile in quanto sempre messo al corrente di ogni decisione che evidentemente condivide.
Sono tutte cose che già si sanno, ovviamente, ma il fatto che Oughourlian si sia preso la briga per la prima volta dopo tanto tempo di trovare un momento, nella sua frenetica vita d’affari, per dedicare in prima persona un pensiero al Padova è stato accolto con favore dall’ambiente che, già mortificato per le due finali consecutive perse, si è ritrovato in questa prima parte di stagione a dover rivivere situazioni negative già viste, trite e ritrite: la squadra che parte bene e poi si perde, l’esonero di un allenatore, le prestazioni belle solo a metà e l’uscita dalla zona playoff.
Sicuramente la Bianchi e Mirabelli stanno agendo secondo quelli che sono i comandi e le indicazioni di Oughourlian, ma dalle nostre parti si dice che è l’occhio del padrone a ingrassare il cavallo. Se ci si occupa in prima persona dei propri interessi questi prospereranno perché la cura che un padrone dedica alle proprie cose sarà sempre maggiore rispetto a quella di qualunque altro individuo. E’ quindi ora che Oughourlian veda con i suoi occhi la squadra che ha fatto costruire, parli coi giocatori, entri in spogliatoio, stringa la mano al nuovo allenatore. Lo deve accarezzare il suo cavallo, lo deve ascoltare, lo deve vedere all’opera in campo, deve rendersi conto del suo reale valore e del suo stato di salute, fisica e mentale.
Perché arrivati a gennaio inoltrato l’impressione (anzi ormai la certezza) è quella che la squadra allestita per il campionato non abbia i valori che ad inizio stagione pensavamo avesse, visto il filotto delle prime giornate contro le pretendenti alla promozione diretta. Delle due l’una: se l’intenzione di Oughourlian è davvero quella di fare della stagione in corso una sorta di “anno zero” ridimensionando gli ingaggi e rendendo così la società appetibile per trovare un acquirente e cederla a fine campionato basta salvarsi. Lo dica chiaramente così ci metteremo tutti il cuore in pace, evitando di sognare una pronta risalita in classifica. Se invece così non è e davvero “il Padova rimane un tassello importante all’interno dei suoi investimenti nel mondo del calcio” (come ha scritto testualmente nella sua missiva) investa seriamente nel rafforzamento della rosa, dando non dico carta bianca ma almeno più mano libera a Mirabelli in questo mercato di gennaio.
Che decida in un modo o nell’altro basta che sia chiaro. Oltre che di fare brutte figure in campo, Padova è stanca di sentir soffiare “venticelli” più o meno fondati sul futuro della squadra che amano con tutto il cuore. Le voci sottobanco, che non fanno altro che destabilizzare un ambiente già provato, devono stare a zero. Meglio una dura certezza che chiacchiere che si perdono nel vento e fanno solo danni.

