Peccato, peccato davvero. Eravamo vicini, vicinissimi al match ball, abbiamo toccato il paradiso per qualche istante, poi la plusvalenza Sulemana ci ha ricacciati in purgatorio.
Essere qui a recriminare per il punto ottenuto in Sardegna ci dà l’idea di che razza di partita abbia giocato il Verona. Eravamo in molti, forse tutti a firmare in bianco per prendere un pareggio in questa trasferta. Ma alla fine quelli che escono con l’amaro in bocca sono i ragazzi di Baroni.
Il Verona ha fatto di più, molto di più del Cagliari per vincerla e c’è andato vicinissimo. Se il gol di Lazovic non fosse stato annullato per qualche centimetro e Folorunsho e lo stesso Lazo avessero mantenuto la calma davanti a Scuffet, probabilmente il Verona avrebbe guadagnato i tre punti della virtuale salvezza.
Il punto, invece, ci tiene ancora dentro la bagarre, con le antenne diritte e come si dice dalle parti nostre con la “bareta fracà”. E’ ancora lunga, dura, difficile ma certo, i progressi e l’identità che la squadra ha ormai preso sono una certezza.
Le lodi sperticate di Ranieri a fine gara sono state l’esempio di quanto a volte sia difficile guardare in casa propria. Ranieri ha parlato di grande squadra, di un Verona difficile da affrontare, un avversario da prendere con le molle, con ottimi giocatori. E noi dal canto nostro, con la nostra lente d’ingrandimento sempre posizionata sulla squadra, pensiamo addirittura che questa macchina guidata com maestria da Baroni, abbia addirittura delle potenzialità inespresse.
Per esempio: Mitrovic è un diamantino grezzo, tutto da scoprire. Dani Silva un centrocampista che diventerà molto utile e Bonazzoli avrà dato sì è no il 20 per cento del suo enorme talento a questa squadra.
Aggiungeteci Serdar che per molti era una causa persa, aggiungeteci Noslin ormai commovente e Cabal che migliora di minuto in minuto e avrete chiaro il concetto che il meglio deve ancora arrivare. Intanto però portiamo a casa la salvezza, forti di un piccolo vantaggio che ci permette di giocare più liberi, ma senza mai illuderci. Il paradiso è un bel posto. Ma va conquistato con sacrifici, rinunce e persino penitenze.