Mancava solo l’accusa di razzismo al generale Vannacci, che di accuse è stato subissato nonché di procedimenti giudiziari
Premessa: dato che la giustizia ad orologeria nel nostra Paese non è l’eccezione ma la norma, è inevitabile la domanda: se Vannacci non avesse scritto libri e, soprattutto, non fosse sceso in campo a fianco della Lega ci sarebbero stati tutti questi procedimenti giudiziari contro di lui? Datevi la risposta.
Lasciamo perdere le altre accuse, veniamo a quella di razzismo: accusato per avere detto che la campionessa di pallavolo, la Egonu, non ha i tratti italiani. Ovvio: è africana: Ma non ha detto che in quanto tale va esclusa dalla nazionale di pallavolo italiana. Se io dico che il presidente cinese non ha i tratti europei è una frase razzista o una pura constatazione?
Viviamo in una società multietnica che può non piacere, che può essere criticata ma non contrastata: non posso cioè negare il posto di lavoro o la casa in affitto ad uno straniero magari perché nero.
Questo è il punto: il razzismo sono i fatti non le parole che pure possono essere criticabili
Esempio concreto di queste ore: posso criticare Israele. Ma se in dodicimila firmano un documento chiedendo l’esclusione degli artisti israeliani dalla Biennale di Venezia, hanno compiuto un atto concreto razzista contro questo Paese (unica democrazia del medioriente).
Eppure, guarda caso, contro questi dodicimila “fenomeni” – artisti, intellettuali, docenti – non è scattata la giustizia ad orologeria, la sacrosanta e fondata accusa di razzismo. Contro il generale Vannacci invece si…

